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26/11/2020 Diocesi di Verona - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di San Pietro da Verona in Sant'Anastasia <Verona>
Data ultima modifica: 13/05/2019, Data creazione: 8/3/2011


Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale


Denominazione Chiesa di San Pietro da Verona in Sant'Anastasia


Altre denominazioni Chiesa di Sant'Anastasia;S. Pietro da Verona in S. Anastasia


Ambito culturale (ruolo)  architettura gotica (origini e costruzione)
architettura tardo-rinascimentale (cappelle laterali, costruzione )
arte gotica (volta a crociera della navata, decoraz. ad affresc)
arte gotica (affresco S. Giorgio e principessa, realizzazione)
architettura rinascimentale (pavimento, posa )
architettura neoclassica (restauro)
architettura contemporanea (copertura, rifacimento )
architettura contemporanea (restauro)



Notizie storiche  1290 - XV sec. (origini e costruzione intero bene )
La chiesa di S. Pietro Martire in S. Anastasia fu edificata dai Frati Domenicani tra il 1290 ed il quarto decennio del XV sec. in sostituzione di un preesistente edificio di epoca longobarda. La costruzione fu resa possibile grazie al contributo dei Signori Scaligeri e di Guglielmo di Castelbarco, amico e consigliere di Cangrande I della Scala. Nel 1320 risultavano completate le cinque absidi, il transetto e le prime due campate della navata (recanti lo stemma dei Castelbarco). Nella seconda metà del XIV sec. i lavori subirono un rallentamento a causa del declino degli Scaligeri. La costruzione riprese nel XV sec. (anche grazie alle indulgenze concesse a favore della chiesa da Papa Martino II nel 1422, al contributo offerto dal Consiglio dei Dodici ed al mecenatismo privato). La facciata, che da progetto avrebbe dovuto essere rivestita in marmo, rimase incompleta. La progettazione è da alcuni attribuita a Benvenuto da Bologna e Nicola da Imola, da altri a Guglielmo di Castelbarco.
XV sec. - XVI sec. (costruzione cappelle laterali )
Tra il XV ed il XVI sec. l'edificio fu impreziosito con la costruzione di alcune cappelle laterali e altari, edificati per onorare e ricordare le personalità e le famiglie più illustri della città. Partendo dalla navata di destra: altare del Redentore o Fregoso (1565), altare di S. Vincenzo Ferrer o Manzini-Maffei (1482-1485), altare dell'Immacolata o Bonaveri (1490), altare di S. Martino o Pindemonte (1535 ca.), altare Mazzoleni (1592), cappella del Crocefisso (forse la struttura più antica della chiesa, rinnovata nel 1484 da Francesco Pellegrini). Transetto destro: Altare Centrego (1488-1502); transetto sinistro: cappella Giusti (1453). Navata di sinistra: cappella del Rosario (1582), altare Miniscalchi o dello Spirito Santo (1436), altare di S. Raimondo o Mazzoleni, altare di S. Erasmo o Faella (1520-1522), altare S. Pietro Martire o Boldieri (XV sec.).
1432 - 1440 (decorazione ad affresco volte a crociera della navata)
La decorazione a girali vegetali delle volte a crociera, attribuita al pittore Giovanni Badile, fu realizzata tra il 1432 ed il 1440. Nella seconda campata della navata centrale si vedono due frati domenicani reggenti il modellino della chiesa di S. Anastasia e la mappa della città di Verona. Più in alto si legge la data 1437.
1433 - 1438 (realizzazione affresco "San Giorgio e la Principessa")
Tra il 1433 ed il 1438 il Pisanello decorò ad affresco la parte esterna della Cappella Pellegrini con il famoso affresco raffigurante "San Giorgio e la Principessa".
1449 - 1449 (passaggio di proprietà carattere generale )
Nel 1449 i Domenicani Riformati subentrarono ai Domenicani Conventuali.
1462 - 1462 post (posa pavimento)
Il pavimento con motivi a pelta fu realizzato da Pietro da Porlezza a partire dal 1462. La triplice cromia del nero, del bianco e del rosso, ricorda le vesti dei Domenicani (bianche e nere) ed il sangue del martirio di S. Pietro Martire.
1471 - 1471 (consacrazione carattere generale )
Il nuovo edificio fu consacrato nel 1471 dal vescovo di Verona Giovanni Michiel (1471-1503).
1806 - 1807 (soppressione dell'ordine dei Domenicani carattere generale )
Nel 1806 l'ordine dei Domenicani Riformati fu soppresso per decreto napoleonico e S. Anastasia divenne chiesa parrocchiale. L'anno successivo (1807) fu chiuso il convento (è ora utilizzato in parte dal "Liceo Classico Scipione Maffei" ed in parte dal Conservatorio "Dall'Abaco").
1871 - 1881 (restauro intero bene)
Tra il 1871 ed il 1881 la chiesa fu oggetto di un radicale restauro.
1992 - 1992 (rifacimento copertura)
Risale al 1992 l'intervento di rifacimento della copertura.
2001 - 2010 (restauro intero bene )
Tra il 2001 ed il 2010 si registrano interventi sulla chiesa: restauro delle cappelle laterali (2001), restauro delle facciate esterne (2004-2005), restauro delle superfici e decorazioni interne (2005-2010).



Descrizione  La chiesa di S. Pietro Martire in S. Anastasia fu edificata dai Frati Domenicani tra il 1290 ed il quarto decennio del XV sec. in sostituzione di un preesistente edificio di epoca longobarda. La costruzione fu resa possibile grazie al contributo dei Signori Scaligeri e di Guglielmo di Castelbarco, amico e consigliere di Cangrande I della Scala. Nel 1449 i Domenicani Riformati subentrarono ai Domenicani Conventuali. Fu consacrata nel 1471. Nel 1806 l'ordine dei Domenicani Riformati fu soppresso per decreto napoleonico e S. Anastasia divenne chiesa parrocchiale. L'anno successivo (1807) fu chiuso il convento (ora utilizzato in parte dal "Liceo Classico Scipione Maffei" ed in parte dal Conservatorio "Dall'Abaco"). Esternamente l'edificio si presenta con facciata a salienti rivolta a sud-ovest. Impianto planimetrico a croce latina, con ampia aula rettangolare a tre navate separate da archeggiature ogivali impostate su massicce colonne a rocchi in marmo rosso Verona e con capitelli scolpiti con modanature a fogliame; transetto trasversale e presbiterio quadrangolare rialzato di cinque gradini concluso con abside a sviluppo poligonale a cinque lati; ai lati del presbiterio insistono la cappella Cavalli e la cappella Pellegrini, sul lato destro, la cappella di S. Anna (o Lavagnoli) e la cappella Salerni, sul lato opposto; a conclusione delle navate laterali si collocano la cappella del Rosario, a sinistra, e la cappella del Crocifisso, a destra. I prospetti interni delle navate minori, ritmati da lesene o lesene pensili in asse con le colonne centrali, sono caratterizzati dai ricchi apparati architettonici, scultorei o pittorici in cui si inseriscono le cappelle laterali con altare; lungo le pareti dell’aula e del transetto si conservano riquadri votivi con affreschi tre-quattrocenteschi. Le navate dell’aula, il transetto ed il presbiterio sono sovrastati da una teoria di volte a crociera con decorazioni ad affresco con motivi a tralci vegetali e con immagini di religiosi e santi domenicani, realizzate da Giovanni Badile (1379-1451); l’abside del presbiterio è coperta da una volta ad ombrello scandita in cinque lunette da costolonature convergenti in sommità. Copertura a due falde a chiusura della navata centrale, del transetto e del presbiterio, e ad unico spiovente lungo le navate minori, con struttura portante costituita da capriate e travature lignee; manto in coppi di laterizio. La pavimentazione interna dell’aula si articola in composizioni a varia geometria in triplice cromia realizzati con elementi in marmo rosso Verona, basanite nera e pietra bianca d’Istria; il presbiterio è pavimentato con quadrotte alternate in marmo rosso Verona e marmo biancone di S. Ambrogio.

Pianta
La chiesa presenta un impianto planimetrico a croce latina, con ampia aula rettangolare a tre navate separate da due file di sei massicce colonne ed articolate ciascuna in sei campate, e transetto trasversale a tre campate con bracci laterali di ridotta profondità; l’asse maggiore longitudinale si prolunga, oltre la crociera del transetto, con il presbiterio quadrangolare rialzato di cinque gradini, di ampiezza pari all’invaso della navata centrale, e concluso con abside a sviluppo poligonale a cinque lati; su entrambi i lati del presbiterio si affiancano due cappelle, definite da un ambiente a pianta rettangolare con terminazione absidata poligonale a cinque lati: la cappella Cavalli e la cappella Pellegrini, sul lato destro, la cappella di S. Anna (o Lavagnoli) e la cappella Salerni, sul lato opposto. Lungo i fianchi delle navate minori si dispongono undici altari minori, sei lungo la parete meridionale (navata destra), cinque sul lato opposto, inseriti all’interno di cappelle o semi-cappelle laterali emergenti; lungo la navata sinistra si collocano l’altare di S. Pietro Martire (o Boldieri), l’altare di S. Erasmo (o Faella), l’altare di S. Raimondo (o Mazzoleni), l’altare dello Spirito Santo (o Miniscalchi) e la cappella del Rosario; lungo la navata destra si dispongono l’altare del Redentore (o Fregoso), l’altare di S. Vincenzo Ferrer (o Manzini-Maffei), l’altare dell’Immacolata (o Bonaveri), l’altare di S. Martino (o Pindemonte), l’altare di S. Rosa da Lima (o Mazzoleni) e la cappella del Crocifisso; a conclusione del braccio destro del transetto si colloca l’altare di S. Tommaso d’Aquino e S. Agostino (o Centrago); dal braccio sinistro del transetto avviene l’accesso alla cappella Giusti, adibita a cappella feriale, ed al locale della sacrestia. L’ingresso principale si apre al centro della parete di facciata verso l’ampio sagrato antistante, preceduta da una breve scalinata; è presente un’entrata laterale lungo il fianco meridionale dell’aula (navata destra).
Facciata
Facciata a salienti, incompiuta, interamente edificata in mattoni di laterizio faccia a vista. Orientamento a sud-ovest. Al centro si apre il portale gemino il cui architrave fu decorato dal "Maestro di S. Anastasia" con rilievi raffiguranti episodi della vita di Cristo. Sul pilastro centrale sono raffigurati i SS. Domenico, Pietro Martire e Tommaso d'Aquino. Più in alto tre lunette decorate ad affresco da Giovanni Badile (raffiguranti la Trinità, e l'Adorazione della Trinità da parte del popolo veronese, guidato da S. Zeno e S. Pietro Martire). Sulla sommità è collocata una statua della Vergine opera di Antonio da Mestre. Sul contrafforte di destra del portale sono illustrati due episodi della vita di S. Pietro Martire ("predica" e "martirio"), opera del "Maestro del 1436". Il progetto iniziale prevedeva l'installazione di otto pannelli, non realizzati per mancanza di fondi. Un ampio oculo, aperto nella porzione centrale, e due bifore aperte nelle ali laterali, illuminano l'interno dell'edificio.
Strutture di elevazione
Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di mattoni pieni in laterizio legati con malta di calce e con tessitura omogenea; lungo i perimetrali sono presenti contrafforti murari in laterizio, impostati su un basamento costituito da blocchi squadrati di pietra calcarea bianco-rosata. I paramenti esterni sono privi di intonacatura; le pareti interne presentano un’intonacatura a base di calce.
Strutture di orizzontamento e/o voltate
Le campate in cui sono articolate la navata centrale, le navate minori, il transetto ed il presbiterio, sono sovrastate da una teoria di volte a crociera in muratura con nervature diagonali modanate, ritmate da archeggiature ogivali con decorazione a finti conci di pietra alternati a mattoni in cotto, e con decorazioni ad affresco con motivi a tralci vegetali e con immagini di religiosi e santi domenicani, realizzate da Giovanni Badile (1379-1451); nella volta della seconda campata della navata centrale, recante la data “1437”, sono raffigurati due frati domenicani che reggono uno il modellino della chiesa di S. Anastasia e l’altro la città di Verona sulle spalle; l’abside del presbiterio è coperta da una volta ad ombrello scandita in cinque lunette da costolonature convergenti in sommità; le strutture voltate sono controventate all’imposta mediante catene lignee rinforzate con tiranti metallici.
Coperture
Navata centrale e transetto presentano una copertura a due falde con struttura portante costituita rispettivamente da un sistema di venticinque (navata) e tredici (transetto) capriate lignee a schema statico semplice con monaco centrale e saette di controventatura; coperto ad unica falda lungo le navate minori con presunta struttura portante costituita da capriate zoppe; copertura a due falde a chiusura del presbiterio, con terminazione a padiglione a cinque falde in corrispondenza del coro, con ossatura lignea composta da tre capriate lignee; orditura secondaria di tipo tradizionale costituita da arcarecci e travetti in pendenza con sovrapposte tavelle in cotto; manto in coppi di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione interna dell'aula si articola in composizioni a varia geometria in triplice cromia realizzati con elementi in marmo rosso Verona, basanite nera e pietra bianca d’Istria; in particolare il pavimento della navata maggiore e del transetto è caratterizzato da un motivo a pelta, iniziato nel 1462 da Pietro da Porlezza, culminante in un rosone ad intarsi policromi in corrispondenza della crociera del transetto. Il piano del presbiterio, rialzato con cinque gradini in marmo rosso Verona, è pavimentato con quadrotte alternate in marmo rosso Verona e marmo biancone di S. Ambrogio.
Prospetti interni
L’interno della chiesa si presenta come un vasto e grandioso spazio unitario, articolato lungo l’asse longitudinale dell’aula in tre navate separate da archeggiature ogivali impostate su massicce colonne a rocchi in marmo rosso Verona e con capitelli scolpiti con modanature a fogliame, e che indirizza lo sguardo ed il percorso del fedele verso l’altare maggiore. I prospetti longitudinali delle navate laterali, ritmati da lesene o lesene pensili in asse con le colonne centrali, sono caratterizzati nelle singole campate dai ricchi apparati architettonici, scultorei o pittorici in cui si inseriscono le cappelle laterali con altare; lungo le pareti dell’aula e del transetto si conservano riquadri votivi con affreschi tre-quattrocenteschi; il presbiterio e le cappelle minori ad esso laterali sono introdotti da archeggiature ogivali con ghiera decorata a finti conci di pietra alternati a mattoni in cotto; la parete destra del presbiterio è occupata interamente dal grandioso affresco del Giudizio Universale (XIV sec.), mentre sulla parete opposta si colloca il monumento funebre di Cortesia Serego, con pitture murali quattrocentesche realizzate da Michele Giambono; nella cappella Cavalli si conserva, tra gli altri, l’affresco con i “Santi Giorgio, Martino e Giacomo che presentano tre membri della famiglia Cavalli alla Vergine assisa in trono con il Bambino”, opera di Altichiero realizzata tra il 1372 ed il 1376; la cappella Pellegrini, celebre per l’affresco del Pisanello raffigurante “S. Giorgio e la Principessa” che adorna l’arco d’accesso, è decorata internamente con ventiquattro pannelli in terracotta realizzati dallo scultore toscano Michele da Firenze (1435 circa), raffiguranti episodi della vita, passione e resurrezione di Cristo; alte finestrature ogivali (monofore, bifore e trifore) con terminazione polilobata sommitale si aprono lungo le pareti perimetrali; nel settore sommitale dei prospetti longitudinali della navata centrale e del fronte principale dei bracci del transetto si aprono oculi circolari con rosone polilobato.
Prospetti esterni
I prospetti esterni della chiesa, dalle linee armoniche ed equilibrate, con paramento in laterizio a vista, sono coronati da una cornice ad archetti ogivali pensili in cotto. I fianchi longitudinali della navata sono articolati in due registri architettonici corrispondenti alla suddivisione delle navate; il registro inferiore, ritmato da contrafforti murari che si elevano di poco oltre la linea di gronda, con pinnacolo sommitale, è caratterizzato dai modesti volumi emergenti delle cappelle laterali e da alte finestrature a bifora; nel settore superiore si apre una teoria di oculi circolari. Lo sviluppo poligonale dei corpi edilizi absidali è sottolineato da poderosi contrafforti angolari; alte finestrature ogivali con imbotte strombato si aprono nelle specchiature intermedie. Nel settore centrale dei fronti principali dei bracci del transetto, con geometria e capanna, si aprono una finestratura a trifora con sovrapposto rosone polilobato.
Campanile
La torre campanaria fu completata nel 1437. Si eleva addossata al fianco orientale del braccio settentrionale del transetto. Basamento a pianta quadrangolare. Fusto slanciato, edificato in cotto. Lo percorrono per tutta la sua altezza lesene angolari e due lesene centrali, intersecate da tre cornici marcapiano. Cella campanaria a trifore composte da coppie di colonnine in marmo rosso di Verona, coronata sommitalmente da una balaustra in pietra calcarea. Copertura a guglia costolonata.
Cappella del Crocifisso
Collocata a conclusione della navata destra, in prossimità del transetto, la cappella del Crocifisso è ritenuta da alcuni studiosi la parte più antica del complesso; si presenta come un ambiente a pianta quadrangola di modeste dimensioni, coperto da una volta a crociera, con costolonature diagonali, decorata con motivi ornamentali vegetali; l’arco d’accesso è decorato con un finissimo rilievo a candelabre, voluto da Pietro da Porlezza, e contrassegnato dagli stemmi della famiglia Pellegrini, che intervenne a fine Quattrocento per un riallestimento della cappella stessa. Addossato alla parete di fondo si colloca l’altare con un Crocifisso in legno intagliato del XV secolo. Inserito in una nicchia ogivale con contorni scolpiti in marmo rosso Verona, sulla parete sinistra, si trova l’arca di Gianisello da Folgaria, con il gruppo scultoreo della Deposizione nel Sepolcro. La pavimentazione è realizzata in quadrotte alternate in marmo nero e bianco, con bordatura perimetrale in rosso Verona.
Cappella del Rosario
Collocata a conclusione della navata sinistra, in prossimità del transetto, la cappella del Rosario si presenta come un ampio ambiente a pianta quadrangolare, coperto da una cupola ribassata impostata su alto tamburo a pianta ottagonale, raccordato alle pareti perimetrali mediante quattro pennacchi angolari; l’arco di accesso alla cappella si inserisce in un partito architettonico d’ordine ionico con paraste scanalate, impostate su un alto basamento, e con trabeazione modanata sommitale. Le tre pareti interne sono disegnate come i prospetti di altrettanti archi trionfali, scandite da lesene con capitelli compositi, con rivestimento delle modanature in marmi policromi e lavagna nera nelle tabelle; le lesene sono raddoppiate in corrispondenza delle campate centrali (sostituite da colonne nella parete di fondo), dove formano edicole concluse da timpani triangolari; l’edicola centrale accoglie l’altare, sovrastato da un affresco votivo trecentesco attribuito a Lorenzo Veneziano, raffigurante la “Madonna con il Bambino e i Santi Domenico e Pietro Martire”. Pregevoli pitture murali e tele seicentesche decorano la cupola, i pennacchi, le lunette e le edicole delle pareti. La pavimentazione è caratterizzata da un motivo geometrico ad intarsi in marmo nero, bianco e rosso Verona.
Cappella Giusti
Collocata a conclusione del braccio sinistro del transetto, la cappella Giusti, adibita a cappella feriale, presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di un gradino, di ampiezza ridotta e concluso con abside poligonale a tre lati. L’aula è coperta da due ampie volte a crociera in muratura, con nervature diagonali e scandite da una costolonatura ogivale trasversale impostata su peducci pensili in marmo rosso Verona; un’analoga struttura voltata si sovrappone al presbiterio; un catino absidale a cinque vele costolonate chiude l’abside. Al centro della parete di fondo è posto l’altare con la pala del Brusasorzi (1540-1605) raffigurante la “Madonna con Bambino e S. Anna in gloria, S. Agostino, S. Girolamo, S. Massimo, S. Gregorio e S. Vincenzo Ferrer”. Lungo le pareti laterali della cappella si svolge un imponente coro ligneo intarsiato, realizzato a fine Quattrocento da Lorenzo da Salò. Lungo le pareti si conservano lacerti di decorazioni ad affresco. La pavimentazione dell’aula è realizzata in quadrotte alternate di marmo rosso Verona e nembro rosato posate a corsi diagonali; il presbiterio è pavimentato in marmo rosso Verona.



Adeguamento liturgico  presbiterio - intervento strutturale (1965-1970)
L’intervento di adeguamento liturgico del presbiterio ha previsto la rimozione delle balaustre, il rifacimento della pavimentazione e l’introduzione della nuova mensa rivolta verso l’assemblea. Si conserva l’altare maggiore pre-conciliare con il tabernacolo.
altare - aggiunta arredo (1965-1970)
Nuovo altare mobile in legno intagliato rivolto verso l’assemblea.
sede - aggiunta arredo (1965-1970)
Sedili mobili in legno intagliato, con cattedra centrale, collocati ai piedi dell’altare maggiore pre-conciliare.
ambone - aggiunta arredo (1965-1970)
Ambone in legno intagliato collocato sul piano del presbiterio in posizione avanzata verso l’aula, a lato dell’altare.






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Triveneto
Diocesi di Verona
Vicariato Foraneo di Verona Centro
Parrocchia di San Pietro da Verona in Santa Anastasia

Piazza S. Anastasia - Verona (VR)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


Altre immagini
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