chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Alba
Alba
chiesa
cattedrale
San Lorenzo
Parrocchia di Cattedrale di ''s. Lorenzo''
Altari laterali; Campanile; Facciata; Fonte battesimale; Presbiterio; Preesistenze
presbiterio - intervento strutturale (2008-2009)
499 - 499(autorità vescovile carattere generale); VI - fine VI(edificazione intero bene); VII - metà VIII(riplasmazione intero bene); 825 - 825(autorità vescovile carattere generale); 863 - 863(autorità vescovile carattere generale); 876 - 876(autorità vescovile carattere generale); 877 - 877(autorità vescovile carattere generale); 901 - 901(autorità vescovile carattere generale); 969 - 969(diocesi carattere generale); 969 - 969(prima menzione intero bene); 985 - 992(diocesi carattere generale); 992 - inizio XI(riedificazione intero bene); 997 - 999(autorità vescovile carattere generale); 998 - 998(diocesi carattere generale); 1055 - 1055(diocesi carattere generale); fine XI - inzio XII(riplasmazione presbiterio); 1150 - 1192(riplasmazione intero bene); 1163 - 1163(titolazione intero bene); 1180 - 1180(prima menzione chiostro); 1192 - 1192(prima menzione annessi); 1429 - 1429(riplasmazione annessi); 1486 - 1516(riedificazione intero bene); 1511 - 1512(realizzazione cappelle); 1512 - 1512(realizzazione coro); 1574 - 1574(descrizione intero bene); 1577 - 1577(descrizione intero bene); 1584 - 1584(descrizione intero bene); 1588 - 1588(restauro intero bene); 1590 - 1590(descrizione intero bene); 1626 - 1656(riplasmazione presbiterio); 1643 - 1643(descrizione intero bene); 1698 - 1698(descrizione intero bene); 1713 - 1716(restauro intero bene); 1716 - 1732(decorazione presbiterio); 1730 - 1730(descrizione intero bene); 1746 - 1748(decorazione cappelle); 1760 - 1760(decorazione cappella); 1766 - 1766(decorazione presbiterio); 1768 - 1781(restauri intero bene); 1770 - 1770(descrizione intero bene); 1803 - 1817(dignità intero bene); 1867 - 1872(riplasmazione intero bene); 1870 - 1870(realizzazione organo); 1870 - 1878(decorazione interno); 1915 - 1915(decorazione interno); 1936 - 1936(decorazione presbiterio); 1941 - 1941(arredo presbiterio); 1997 - 1998(restauro intero bene); 1999 - 2000(restauro cappella); 2001 - 2008(restauro intero bene); 2006 - 2008(sostituzione pavimentazione); 2008 - 2009(adeguamento liturgico presbiterio)
Cattedrale di San Lorenzo
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Cattedrale di San Lorenzo <Alba>
Altre denominazioni Chiesa di San Lorenzo
Autore (ruolo)
Arborio Mella, Edoardo, Conte (progetto di restauro e riplasmazione)
Beaumont, Claudio Francesco (realizzazione pala altar maggiore)
Hartmann, Cherubino Luigi (decorazione pittorica presbiterio)
Ambito culturale (ruolo)
romanico (edificazione campanile)
romanico (riedificazione campanile)
gotico (riedificazione)
barocco (riplasmazione presbiterio)
maestranze piemontesi (riplasmazione e restauro)
Notizie Storiche

499  (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovo di Alba Lampadio è menzionato tra quelli presenti al concilio romano.

VI - fine VI (edificazione intero bene)

Le indagini archeologiche condotte negli anni 2006-2008 hanno portato alla luce i resti del primo complesso cattedrale, compresa la vasca battesimale, databile probabilmente, nelle sue parti più antiche, ad anni compatibili con il vescovado di Lampadio.

VII - metà VIII (riplasmazione intero bene)

La cattedrale, sulla base delle evidenze archeologiche, risulta ricostruita in epoca longobarda.

825  (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovado di Alba, senza ulteriori precisazioni, è documentato per la prima volta nel noto capitolare di Lotario I, emanato da Corteolona.

863  (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovo di Alba Pietro è, forse, tra i sottoscrittori degli atti del sinodo convocato dall'arcivescovo di Milano.

876  (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovo di Alba Ilrado è tra i sottoscrittori della proclamazione del nuovo imperatore Carlo il Calvo.

877  (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovo di Alba Ilrado è presente al concilio di Ravenna.

901  (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovo di Alba Liutardo acquisce a livello beni appartenenti all'abbazia di S. Colombano di Bobbio collocati nel territorio diocesano.

969  (diocesi carattere generale)

Il papa Giovanni XIII comunica la propria intenzione di procedere alla soppressione della diocesi di Alba, in gravi difficoltà economiche e demografiche. Viene stabilito che ciò sarebbe avvenuto alla morte del vescovo Fulcardo e che il territorio diocesano sarebbe stato unito a quello di Asti.

969  (prima menzione intero bene)

La cattedrale di Alba è indirettamente menzionata per la prima volta nella bolla papale che decretava la soppressione della diocesi, stabilendo per la chiesa un destino da pieve battesimale.

985 - 992 (diocesi carattere generale)

Con la morte del vescovo Fulcardo, la diocesi passa sotto il controllo astigiano. Esso è comunque destinato a essere assai breve, probabilmente non superiore al vescovado di Rozone.

992 - inizio XI (riedificazione intero bene)

Ricostituita la diocesi di Alba, la chiesa cattedrale viene ricostruita ax fundamentis. Doveva trattarsi di una basilica a tre navate, con tre absidi terminali, cripta e campanile, la cui canna originaria è ancora conservata all'interno delle strutture della torre ancora oggi visibile.

997 - 999 (autorità vescovile carattere generale)

Il vescovo Costantino acquisisce beni nel territorio albese.

998  (diocesi carattere generale)

L'imperatore Ottone III conferma al vescovo di Savona i possessi acquisiti nella diocesi di Alba.

1055  (diocesi carattere generale)

Un diploma dell'imperatore Enrico III fa riferimento esplicito al vescovado di Alba.

fine XI - inzio XII (riplasmazione presbiterio)

La necessità di adeguare le strutture del presbiterio al processo di regolamentazione della vita canonicale ne determina la radicale trasformazione. Nell'occasione fu ampliato il coro, delimitato da transenne e riorganizzato il sistema di accessi alla cripta.

1150 - 1192 (riplasmazione intero bene)

Con i proventi delle elemosine dei pellegrini giunti ad Alba per venerare s. Teobaldo, fu avviata la riplasmazione della cattedrale e dell'area circostante. Si procedette alla costruzione di un nuovo campanile e fu ampliata l'area del presbiterio, occupando anche il coro e chiudendola con una "pergula", intervenendo nel contempo sulla struttura delle absidi. Si ridisegnò la facciata, inserendo i nuovi portali (le cui lunette si conservano ancora) e una scalinata monumetale verso l'interno. Furono realizzate quelle che i documenti chiamano "voltae", ovvero un edificio collocato presso il fianco settentrionale della cattedrale e utilizzato, al piano terra, come spazio coperto per il mercato e, al primo, come luogo di riunione per la comunità. Infine, fu realizzato un marthyrium ("sepulcrum") per le reliquie di s. Teobaldo sul fianco sinistro della chiesa, oltre le volte e collegato con le strutture di un'altra chiesa documentata nei pressi della cattedrale nel 1192: S. Silvestro.

1163  (titolazione intero bene)

Per la prima volta compare S. Lorenzo come titolazione della cattedrale.

1180  (prima menzione chiostro)

Il chiostro dei canonici, probabilmente realizzato in concomitanza con la ricostruzione a cavallo dei secc. X e XI, è menzionato per la prima volta nel sec. XII.

1192  (prima menzione annessi)

Le "voltae" di San Lorenzo sono menzionate per la prima volta in relazione a una seduta del consiglio comunale albese.

1429  (riplasmazione annessi)

Il vescovo di Alba Alerino Rambaudi procede al restauro e alla trasformazione del "sepulcrum" di s. Teobaldo e stabilisce il trasferimento dei suoi resti nella cattedrale, con ogni verosimiglianza all'interno della cripta.

1486 - 1516 (riedificazione intero bene)

Il vescovo Andrea Novelli avvia la ricostruzione ex fundamentis della cattedrale, la quale assunse nell'occasione l'articolazione che, fatti salvi gli interventi di emendamento attuali da Edoardo Arborio Mella nel sec. XIX, ancora si mantiene. Da osservare che il cantiere fu finanziato grazie a una contribuzione straordinaria imposta dal marchese di Monferrato (all'epoca signore di Alba) agli enti e alle istituzioni ecclesiastiche soggette al suo controllo.

1511 - 1512 (realizzazione cappelle)

Scultori lombardi realizzano le "arche" sepolcrali di S. Teobaldo, S. Frontiniano e di Nostro Signore. Esse erano collocate in una sorta di quarta navata, sviluppata accanto alla navatella sinistra e con essa comunicante, destinata ad accogliere una serie di cappelle e altari sussidiari.

1512  (realizzazione coro)

Il cremonese Bernardino Fossati realizza gli stalli del coro ligneo della nuova cattedrale.

1574  (descrizione intero bene)

La cattedrale è descritta dal vescovo di Alba Vincenzo Marino in visita pastorale. Nell'occasione il vescovo ordinava la rimozione della "pergula" che chiudeva l'area presbiteriale per permettere ai fedeli di assistere senza impedimenti alle celebrazioni liturgiche e la costruzione di un nuovo altar maggiore.

1577  (descrizione intero bene)

Il visitatore apostolico, monsignor Regazzoni, descrive l'edificio. Non ricorrendo più le prescrizioni stabilite dal vescovo Marino, è da ritenere che nel frattempo si fosse proceduto alla riorganizzazione dell'area presbiteriale.

1584  (descrizione intero bene)

Il visitatore apostolico monsignor Montiglio descrive la cattedrale in buono stato di conservazione, ricordando solo la necessità di raffigurare il santo titolare al di sopra del portale principale.

1588  (restauro intero bene)

Sono ricordati interventi per risolvere alcuni problemi statici dell'edificio, probabilmente dovuti al sovraccarico delle volte della navata centrale.

1590  (descrizione intero bene)

La cattedrale è descritta (senza rilevare particolari criticità) in occasione della visita pstorale del vescovo di Alba monsignor Alberto Capriano.

1626 - 1656 (riplasmazione presbiterio)

Dopo una sequenza di eventi sismici, la volta della navata maggiore, da sempre in sofferenza, crolla. Il cantiere che ne segue offre l'occasione al vescovo Paolo Brizio, per avviare una complessiva risistemazione dell'area presbiteriale, che conosce, con ogni probabilità, la ricostruzione dell'abside e della sottostante cripta, la risistemazione dell'altare e l'aggiunta delle due cappelle laterali, ancora esistenti, dedicate a S. Teobaldo (dove viene trasferita l'arca sepolcrale) e al SS. Sacramento.

1643  (descrizione intero bene)

Il vescovo Paolo Brizio, all'avvio della propria visita pastorale, visita e descrive la cattedrale, rilevando l'avvio del cantiere per la costruzione delle due cappelle laterali.

1698  (descrizione intero bene)

Il vescovo di Alba monsignor Roero descrive la cattedrale in occasione della visita pastorale.

1713 - 1716 (restauro intero bene)

Si registrano interventi di restauro e consolidamento delle volte.

1716 - 1732 (decorazione presbiterio)

Sono realizzante le nuove balaustre per l'altar maggiore e delle due cappelle di S. Teobaldo e del SS. Sacramento.

1730  (descrizione intero bene)

La cattedrale è oggetto di visita da parte del vescovo monsignor Carlo Francesco Vasco.

1746 - 1748 (decorazione cappelle)

La comunità fa realizzare a proprie spese il nuovo altare della cappella di S. Teobaldo. Nel contempo è completata anche la cappella del SS. Sacramento per iniziativa del vescovo Carlo Francesco Vasco.

1760  (decorazione cappella)

Il pittore torinese Michele Antonio Milocco è incaricato della decorazione della cappella di S. Teobaldo.

1766  (decorazione presbiterio)

Il pittore Claudio Francesco Beaumont realizza la pala dell'altar maggiore.

1768 - 1781 (restauri intero bene)

E' documentata una nuova campagna di restauri e interventi di consolidamento alle strutture murarie.

1770  (descrizione intero bene)

Il vescovo di Alba monsignor Vagnone descrive la cattedrale in occasione della visita pastorale.

1803 - 1817 (dignità intero bene)

Napoleone decreta la soppressione della diocesi di Alba e l'assegnazione dei suoi beni alla diocesi di Asti. Quando la diocesi sarà ricostituita e il titolo di cattedrale riassegnato alla chiesa di S. Lorenzo, l'area monregalese sarà assegnata alla diocesi di Mondovì, mentre Alba acquisirà il territorio del Roero, prima soggetto al al vescovo astigiano.

1867 - 1872 (riplasmazione intero bene)

Edoardo Arborio Mella è incaricato del progetto di restauro dell'edificio. Egli, in realtà, nel tentativo di restituire la presunta immagine "medievale" all'edificio, lo altererà arbitrariamente in molte sue parti. Da segnalare soprattutto come nel corso del cantiere, affidato all'architetto locale Giorgio Busca e all'ingegnere Giuseppe Ferria, si procederà all'eliminazione della navata di cappelle e alla realizzazione, su entrambi i lati delle navatelle, di una serie di altari sussidiari di totale invenzione. Anche l'innesto delle cappelle laterali di S. Teobaldo e del SS. Sacramento sarà alterato, rendendone difficile la comprensione spaziale originaria. In generale, si procedette a una sostanziale "goticizzazione" dell'edificio, basata su modelli astratti e del tutto avulsa dal reale assetto strutturale della chiesa novelliana.

1870  (realizzazione organo)

Viene collocato in controfacciata il nuovo organo, realizzato dalla ditta Lingiardi.

1870 - 1878 (decorazione interno)

Numerosi artisti, anche di fama, intervengono nella ridecorazione degli interni. Tra i tanti, si ricordano Carlo Costa (per le partiture architettoniche e le volte), Cherubino LUigi Hartman (presbiterio), Luigi ALberto Morgari (altare di S. Bovo), Francesco Mensi (altare di S. Luca), Luigi Cocchio (facciata).

1915  (decorazione interno)

Il pittore albese Fedele Finati ridipinde le partiture architettoniche della cattedrale.

1936  (decorazione presbiterio)

Sono installate le vetrate policrome nelle finestra absidali.

1941  (arredo presbiterio)

L'architetto Giovanni Oresta della Piana disegna e realizza l'ambone.

1997 - 1998 (restauro intero bene)

Si procede al restauro del tetto e della facciata, compresi i portali, su progetto degli architetti Mauro Rabino e Massimo Pelisseri.

1999 - 2000 (restauro cappella)

Si procede al restauro della cappella di S. Teobaldo su progetto dell'architetto Ugo Dellapiana.

2001 - 2008 (restauro intero bene)

Si procede a un complessivo restauro e consolidamento delle strutture portanti della chiesa e del campanile.

2006 - 2008 (sostituzione pavimentazione)

Sono condotti a compimento i lavori di rimozione della pavimentazione e sostituzione degli impianti. Nell'occasione, è stato possibile indagare archeologicamente l'area della cattedrale, giungendo così all'allestimento di un percorso museale al di sotto della ricollocata pavimentazione.

2008 - 2009 (adeguamento liturgico presbiterio)

Viene realizzato il nuovo spazio liturgico su progetto dell'architetto Massimiliano Valdinoci, che anticipa alle ultime campate della navata centrale la posizione della mensa, dell'ambone e della cattedra, riorganizzando nel contempo l'assetto delle luci.
Descrizione

La cattedrale albese si presenta oggi nell'assetto conferitogli nel corso del cantiere condotto nel 1867-1872 sotto la supervisione di Edoardo Arborio Mella, il quale perseguì, con esiti per la verità assai dubbi, l'obiettivo di restituire alla chiesa l'immagine acquisita nel corso della ricostruzione promossa nel 1486 dal vescovo Andrea Novelli. Il risultato è un edificio che più che tardogotico, appare eclettico, nella fattispecie neogotico, in ragione del numero e dell'entità delle integrazioni, spesso di fantasia, volute da Mella, e dal sistematico intervento di sostituzione dei paramenti murari. In generale, si tratta di un vasto edificio a tre navate e cappelle laterali, aperte lungo i muri esterni perlopiù nel corso del cantiere ottocentesco, con l'eccezione delle due ampie cappelle terminali, dedicate a S. Teobaldo e al SS. Sacramento che, insieme alla sistemazione presbiteriale e alla cripta, risalgono agli interventi promossi nel sec. XVII dal vescovo Paolo Brizio e disegnano, quanto meno in pianta, quasi una sorta di transetto. Le campate della navata centrale, rettangolari in senso trasversale, e quelle delle navate laterali, rettangolari anch'esse ma in senso longitudinale, così da realizzare un sistema omogeneo e regolare di sostegni a divisione delle navate, sono coperte da volte a crociera, di certo già presenti nella fabbrica novelliana, ma probabilmente ricostruite da Mella nell'Ottocento. Ottocentesca è anche l'abside maggiore, poligonale e coperta da un semicatino a ombrello, e ha sostituito una terminazione che era originariamente semicircolare schiacciata. La facciata rappresenta un unicum nel panorama subalpino, ma, al contrario di ciò che potrebbe apparire, risulta sostanzialmente autentica e riferibile alla ricostruzione tardoquattrocentesca. Essa si articola verticalmente in tre settori, scanditi da robusti contrafforti conclusi superiormente da edicole e corrispondenti, al piano terra, ad altrettante arcate sostenute da semipilastri cilindrici che danno accesso a un portico su cui affacciano i tre portali principali della chiesa. La terminazione superiore delle sezioni laterali, corrispondenti alle navatelle, è costituita da salienti che seguono l'andamento delle falde del tetto; la specchiatura centrale, dominata da un rosone fatto realizzare da Mella in sostituzione di un'originaria polifora, è invece conclusa da un muro a vela con caditoie, soluzione curiosa ma autentica. I fianchi della cattedrale, in realtà, almeno sino al tardo quattrocento non visibili in quanto occupati, sulla destra, dalle strutture del chiostro dei canonici e, sulla sinistra, dalle "volte" che ospitavano il mercato e le assemblee del comune di Alba, sono oggi scandite dalle cappelle laterali, absidate e poligonali, e concluse visivamente dalle grandi cappelle seicentesche di S. Teobaldo e del SS. Sacramento. Scomparse gran parte delle strutture romaniche e tardoromaniche con la ricostruzione voluta da Novelli, gli unici resti riferibili alla cattedrale realizzata a cavallo dei secc. X-XI e degli interventi succedutisi nei due secoli successivi, se si eccettuano ovviamente i resti archeologici emersi recentemente e visitabili accedendo al museo diocesano, si riducono in buona sostanza al primitivo campanile e alla sua ricostruzione di sec. XII, che l'ha inglobato e riutilizzato come canna muraria di sostegno della rampa di scale che sale verso la cella campanaria, e le lunette dei tre portali principali, rilavorate e inserite all'interno delle ricche strombature realizzate nel corso del cantiere tardoquattrocentesco. E' opportuno infine segnalare come, perinente a questa fase, risulta essere anche l'edificio, oggi casa canonica, ma in origine parte di un più ampio complesso residenziale, addossato al fianco meridionale della cattedrale, oltre la cappella del SS. Sacramento.
Altari laterali
L'assetto delle cappelle e degli altari laterali, con l'eccezione delle ultime due prossime al presbiterio, pertinenti al cantiere seicentesco avviato dal vescovo Brizio e dedicate a S. Teobaldo (sinistra) e al SS. Sacramento (destra), si deve all'intervento di Edoardo Arborio Mella. Recuperando eccezionalmente dedicazioni già documentate nel sec. XVI e, almeno in parte, riferibili all'assetto stabilito dal progetto tardoquattrocentesco con la costruzione della quarta navata sulla sinistra della cattedrale, lungo le navate laterali si allineano, a destra, gli altari del S. Crocifisso, della Madonna del Sacro Cuore e della Sacra Famiglia. Sulla destra invece, dal fondo verso il prebiterio e dopo la prima cappella occupata dal battistero, si incontrano l'altare della Madonna del Rosario (già intitolato a S. Luca) e quello di S. Bovo.
Campanile
Il campanile visibile all'esterno corrisponde a quello costruito nella seconda metà del sec. XII e mostra una struttura convenzionale. Esso si articola esternamente come una serie di sei specchiature sovrapposte, sviluppate al di sopra di un'alto basamento privo di aperture. Tali specchiature, tripartite da lesene nei primi due livelli, bipartite nei tre superiori e interamente occupata da una polifora in corrispondenza della cella campanaria, sono concluse superiormente da una cornice ad archetti pensili e occupate da aperture che, man mano che si sale, aumentano in numero e complessità. All'interno della canna muraria esterna, alto circa la metà rispetto alla struttura esterna, si conserva il campanile costruito a cavallo dei secc. X-XI. Si tratta di una struttura in muratura mista di mattoni e pietrame, con un'analoga articolazione formale, ma con specchiature e aperture più limitate come dimensioni.
Facciata
La facciata si mostra ancora oggi nell'assetto quattrocentesco, seppure con inserti e manomissioni più o meno evidenti riferibili al cantiere ottocentesco. L'articolazione formale e il volume complessivo sono sostanzialmente autentici: tripartita da robusti contrafforti conclusi superiormente da edicole (le due esterne, insieme alla cornice sommitale dei salienti è di restauro), si caratterizza per la presenza di un profondo porticato al piano terra, aperto frontalmente e lateralmente da archi a sesto leggermente rialzato poggianti su semipilastri cilindrici addossati ai citati contraffonti. Questi, subito al di sopra del portico, mostrano profondi rincassi occupati dai simboli del tetramorfo, realizzati e disposti nel secondo Ottocento in modo che le loro iniziali formino la parola ALBA (Angelo, Leone, Bue e Aquila). Ottocenteschi sono anche il rosone che campeggia nel settore centrale della facciata, corrispondente alla navata maggiore e caratterizzato dalla terminazione sommitale a vela con coronamento a caditoie, e le due slanciate monofore delle sezioni esterne, che indicano, anche nella terminazione a salienti, lo sviluppo volumetrico delle retrostanti navate laterali.
Fonte battesimale
Elemento di grande interesse nel quadro dei resti archeologici emersi nel corso della campagna di scavi del 2006-2008 è il fonte battesimale, vasca di reimpiego adattata a tale funzione nel VI e sempre rimasta elemento nodale all'interno della sistemazione monumetale della cattedrale albese, tanto da condizionale a lungo con la sua posizione l'assetto del presbiterio. Utilizzato ancora come vasca a immersione nel secc. X-XI, nel sec. XII, in concomitanza con la risistemazione dell'area presbiteriale, fu trasformato in battistero ad aspersione e inserito all'inteno di un ciboruio esagonale.
Presbiterio
Soprelevato in ragione dell'esistenza della cripta e assai profondo per rispondere alle esigenze funzionali della chiesa tardoquattrocentesca voluta dal vescovo Novelli, appare oggi come un ibrido architettonico tra le scelte operate nel corso del cantiere seicentesco avviato dal vescovo Novelli (cripta e volume complessivo) e gli interventi di "restauro" ottocenteschi (l'abside, gli affreschi parietali di Cherubino Luigi Hartmann). Pertinente alla fase novelliana sono gli stalli del coro, opera del 1512 dell'intagliato cremonese Bernardino Fossati, mentre settecenteschi sono l'altare, opera di Giuseppe Gagini del 1711-1712, e le transenne (1702).
Preesistenze
Al di sotto del piano di pavimentazione rinnovato nel primo decennio del sec. XXI, approfittando della qualità dei resti emersi durante la concomitante campagna di indagini archeologiche, è stato allestito un percorso di visita che illustra la stratificazione dell'area del duomo, a partire dalle strutture del foro romano (secc. I-II d.C.), passando per le due cattedrali altomedievali (secc. VI e VII-VIII), e giungendo alle tracce dell'impianto romanico (secc. X-XI).
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (2008-2009)
All'indomani della posa della nuova pavimentazione, si è dato corso all'aggiornamento liturgico della catterale, affidandone l'incarico all'architetto Massimiliano Valdinoci e tentando di recuperare per la mensa, l'ambone e la cattedrale una posizione di maggior centralità. L'area destinata alla liturgia ha così abbandonato il presbiterio, per essere anticipata alle ultime due campate della navata centrale. La posizione della nuova mensa, collocata su un podio rialzato, è stata sottolineata ulteriormente con l'inserimento di un velario luminoso. La macchina d'altare originaria sopravvive comunque nella sua posizione.
Contatta la diocesi