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Orvieto
Orvieto - Todi
chiesa
parrocchiale
Maria SS.ma Assunta
Parrocchia di Santa Maria della Stella
Impianto strutturale; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni
altare - intervento strutturale (2000 ca.); ambone - aggiunta arredo (2015 ca.)
1263 - 1264(notizie carattere generale); 1290 - 1290(posa prima pietra); 1308 - 1330(costruzione intero bene); 1328 - 1338(completamento abside e transetto); 1350 - 1444(costruzione cappelle e sacrestia); XVI sec. - XVI sec.(completamento intero bene); XVIII sec. - XVIII sec.(restauro facciata); 1877 - 1888(restauro intero bene); XX sec. - XX sec.(restauro intero bene)
Cattedrale di Maria Santissima Assunta
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Cattedrale di Maria Santissima Assunta <Orvieto>
Altre denominazioni Cattedrale di Santa Maria Assunta
Maria SS.ma Assunta
Autore (ruolo)
Maitani, Lorenzo (direzione lavori)
Scalza, Ippolito (completamento facciata)
Ambito culturale (ruolo)
romanico-gotico (costruzione)
Notizie Storiche

1263 - 1264 (notizie carattere generale)

Il Duomo di Orvieto, secondo un'antichissima tradizione, fu edificato per celebrare un evento fondamentale per tutta la Cristianità: nell'estate del 1263 un prete boemo, tormentato dal dubbio circa l'effettiva presenza del corpo e del sangue di Cristo nell'ostia consacrata, si recò in pellegrinaggio a Roma per espiare la sua incredulità e rafforzare la sua fede. Fermatosi a Bolsena sulla via del ritorno, celebrò la messa sull'altare di Santa Cristina; al momento della consacrazione, vide stillare dall'ostia spezzata delle gocce di sangue che bagnarono il Corporale. Appresa la notizia del prodigio, il papa, residente sulla rupe dal 1262, inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto. La reliquia fu portata ad Orvieto e riposta nella cattedrale di Santa Maria Prisca. Affidato a San Tommaso d'Aquino l'incarico di comporre l'Ufficio del Corpus Domini, l'11 agosto 1264 il papa promulgò la bolla "Transiturus de mundo", che l'istituì questa festività.

1290  (posa prima pietra)

La posa della prima pietra del nuovo edificio, benedetta da papa Nicola IV e calata nell'area della vecchia chiesa cattedrale di Santa Maria e di quella capitolare di San Costanzo, risale al 1290. Il progetto iniziale, elaborato dal primo architetto del Duomo, rimasto sconosciuto, prevedeva una pianta basilicale a tre navate con sei cappelle laterali semicircolari per lato, transetto voltato a crociera e non sporgente e abside semicilindrica. Nella prima fase i lavori erano diretti da fra' Bevignate e la responsabilità artistica affidata a Ramo di Paganello.

1308 - 1330 (costruzione intero bene)

Edificate le navate ed il transetto, quando l'apparato murario era giunto al livello d'imposta del tetto, si verificò un momento critico per il cantiere, risolto con la chiamata ad Orvieto di Lorenzo Maitani. Ufficialmente giustificato dalla presunta instabilità delle pareti del transetto, in realtà l'intervento dell'architetto senese travalicava l'ambito puramente tecnico ed esprimeva un profondo mutamento del gusto e del programma artistico, che affondava le sue radici nel contesto più ampio della storia politica e sociale della città. Alterando l'armonica unità e continuità dell'architettura primitiva del Duomo, il Maitani costruì le inutili e "antiestetiche" strutture di sostegno: contrafforti, speroni, archi rampanti e, dopo aver concentrato la sua attenzione sulla decorazione della parte inferiore della facciata, ne modificò la parte superiore progettando la soluzione tricuspidale.

1328 - 1338 (completamento abside e transetto)

L'impianto originario della cattedrale fu ulteriormente modificato dalla sostituzione dell'abside semicircolare con l'attuale tribuna quadrata (1328-1335); tra il 1335 e il 1338 fu voltato il transetto.

1350 - 1444 (costruzione cappelle e sacrestia)

Negli spazi ricavati tra i contrafforti e i rampanti, furono erette la Cappella del Corporale (1350-1356), la nuova Sacrestia (1350-1365) e la cappella Nuova o di San Brizio (1408-1444).

XVI sec.  (completamento intero bene)

Nel XVI sec. un'ansia di rinnovamento, rompendo la conformità al progetto trecentesco, determinò una profonda trasformazione del Duomo in chiesa controriformata, secondo i dettami del Concilio di Trento ed il gusto manieristico. La controfacciata e le navate laterali furono decorate con stucchi, affreschi, pale d'altare, tutti elementi previsti, insieme alle statue marmoree disposte in tutta la chiesa, da un programma stilistico ed iconografico unitario elaborato ed eseguito, tra gli altri, da: Raffaello da Montelupo, Federico e Taddeo Zuccari, Girolamo Muziano, Simone Mosca e dagli orvietani Ippolito Scalza e Cesare Nebbia. Sempre nel '500 venne rifatto il pavimento e fu completata la facciata, che due secoli dopo, fu privata dei mosaici più antichi, sostituiti da copie.

XVIII sec.  (restauro facciata)

L'ultima fase di interventi sul Duomo si aprì alla fine del '700 con i restauri della facciata.

1877 - 1888 (restauro intero bene)

La rimozione delle decorazioni barocche promossa dal l'ing. Carlo Franci, dallo storico e archivista Luigi Fumi e dall'ing. Paolo Zampi "per riportare la cattedrale alla sua primitiva bellezza" fu attuata negli anni 1877-1888.

XX sec.  (restauro intero bene)

Anche nel XX secolo non sono mancati rifacimenti e restauri; sono da ricordare quelli del pavimento, della nuova cripta, dei cicli pittorici delle Cappelle e della tribuna, dei bassorilievi, dei mosaici e la sistemazione delle nuove porte dello scultore Emilio Greco (1970).
Descrizione

La costruzione del duomo di Orvieto si collega al famoso miracolo di Bolsena, avvenuto nel 1263, ritenuto conferma della presenza di Cristo nell'eucaristia. I lavori ebbero inizio nel 1290, secondo una struttura romanica, ma con eccezionali ambizioni di altezza ed ampiezza. Il primitivo impianto basilicale fu presto variato con la trasformazione in tribuna quadrata dell'abside semicircolare da parte del senese Lorenzo Maitani, divenuto capomastro della fabbrica dal 1308 circa, e con l'aggiunta delle cappelle decicate al SS. Corporale e a San Brizio. Il Maitani si dedicò anche alla facciata, redigendo ed attuando un progetto tricuspidale in luogo della primitiva soluzione ad una sola cuspide. L'armonioso equilibrio della facciata, di misura strettamente italiana, è il frutto di profonde ricerche estetiche e di una viva comprensione del fatto storico; la facciata, dominata da un rosone, opera dell'Orcagna, non eccessivamente ampio, avente al centro il volto di Cristo circondato da colonnine a raggiera, è pensata come un grande reliquiario del prezioso Corporale. Nella tematica gotica dei pilastri sottilmente scanalati, slanciati e vibranti, dei tabernacoli, dei grandi frontoni triangolari, compare il freno compositivo dell'elemento quadrato con rosone centrale e dell'elemento orizzontale della galleria traforata, che corre al di sopra delle cuspidi dei portali. L'interno dell'edificio presenta una originale austerità, accentuata dalla semplicissima decorazione a filari isometrici bianchi e neri delle pareti, realizzati in blocchi di travertino e di basalto. Scandito in tre navate suddivise da dieci colonne cilindriche e da due pilastri ottagoni, lo spazio interno è organizzato su sei grandi campate e, attraverso ampie arcate a tutto sesto, si dilata lateralmente nelle navate esterne, strette, poco slanciate e completamente visibili. Il tetto a capriate dipinte, con la sua leggerezza, rappresenta la copertura ideale del corpo anteriore della chiesa. Originale è la soluzione del transetto continuo, con tre volte a crociera della stessa altezza; vera e propria nave trasversa, autonoma rispetto al corpo longitudinale, da cui è separato tramite un arco trionfale, il transetto è contenuto nel rettangolo delle navate a costituire un fondale che precede la tribuna quadrata. La tribuna, con l'enorme struttura lignea costruita su tre ordini del coro, si presenta come un grande vano cubico innestato nel transetto. La Cappella Nuova o di San Brizio, con la sua opulenza figurativa, costituisce una delle testimonianze più rappresentative della pittura rinascimentale italiana (il Giudizio Universale appena iniziato dal Beato Angelico e concluso da Luca Signorelli) ed esprime una concezione spaziale e decorativa profondamente diversa rispetto all'interno sobrio e spoglio. Edificata all'inizio del XIV secolo sfruttando le trecentesche strutture di sostegno del transetto, la cappella si apre sulla testata meridionale della nave trasversa. La Cappella sel SS.mo Corporale, nata per serbare la perpetua memoria del Miracolo Eucaristico di Bolsena, a custodia della reliquia del Sacro lino, rappresenta, con l'intero schema decorativo, un atto di riverenza verso il Corpo di Cristo e la piena affermazione del culto eucaristico ad Orvieto nel tardo medioevo. La costruzione della cappella fu deliberata nel 1350, scegliendo la testata nord del transetto; il nuovo ambiente, a pianta trapezoidale, fu innalzato sopra gli speroni e gli archi rampanti del Maitani. La decorazione pittorica fu affidata al maestro orvietano Ugolino di Prete Ilario, tra i primi pittori attivi nel duomo, il quale, successivamente, affrescò anche le pareti della tribuna.
Impianto strutturale
Edificio in muratura continua e pilastri con copertura a falde.
Struttura
Strutture verticali: pareti perimetrali e pilastri in pietra, realizzati con filari isometrici di travertino e basalto. Strutture di orizzontamento: capriate e travi lignee dipinte.
Coperture
La navata centrale presenta copertura impostata su capriate lignee, travi e limette lignee, pianellato laterizio; le navate laterali presentano copertura impostata su doppia orditura di travi lignee, limette e pianellato laterizio; il transetto e la tribuna sono coperti con volte a crociera costolonate, così come le cappelle laterali. Il manto di copertura è in coppi e sottocoppi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è realizzata con lastre di marmo rosso di Prodo.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (2000 ca.)
Altare antico in marmi policromi, con mensa dello stesso materiale, collocato su pedana, e paliotto removibile, adeguato attraverso la rimozione dei gradini.
ambone - aggiunta arredo (2015 ca.)
Ambone settecentesco, proveniente dalla cripta del Duomo di Todi, costituito da un mobile ligneo con leggio, collocato sul lato destro del presbiterio.
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