chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Santa Maria in Pantano
Massa Martana
Orvieto - Todi
chiesa
sussidiaria
S. Maria in Pantano
Parrocchia dei Santi Giovanni Evangelista e Faustino
Impianto strutturale; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni
altare - intervento strutturale (1970 ca.); ambone - aggiunta arredo (1970 ca.)
VII sec. - VIII sec.(costruzione intero bene); X sec. - XI sec.(trasformazione intero bene); 1104 - 1118(notizie carattere generale); XIV sec. - XIV sec.(ristrutturazione intero bene); XV sec. - XV sec.(costruzione campanile); 1571 - 1571(norizie carattere generale); 1867 - 1867(notizie carattere generale); 1947 - 1947(restauro intero bene); 2000 - 2000(consolidamento e restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria in Pantano
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria in Pantano <Santa Maria in Pantano, Massa Martana>
Altre denominazioni S. Maria in Pantano
Ambito culturale (ruolo)
maestranze tuderti (costruzione)
romanico (ristrutturazione)
Notizie Storiche

VII sec. - VIII sec. (costruzione intero bene)

La Chiesa di Santa Maria in Pantano venne probabilmente edificata tra il VII e il VIII secolo, utilizzando le murature di una statio che serviva la città di Todi. In effetti l'edificio religioso poggia su di un antico edificio tardo imperiale di cui è ancora rilevabile, nel prospetto laterale di destra, un paramento in opus reticulatum, intervallato da fasce di mattoni. E' verosimile che all'edifcio romano, al momento della costruzione della chiesa, vennero aggiunte la parte presbiteriale e absidale, leggermente sopraelevate, e dove i paramenti sono realizzati in opus spicatum.

X sec. - XI sec. (trasformazione intero bene)

Più tardi, tra il X e l'XI secolo, la grande e unica sala fu divisa in tre navate, forse per diminuire la portata della travatura. Le pareti divisorie delle navate, alleggerite in alto da finti matronei, poggiano su quattro arcate sorrette da colonne in travertino dai capitelli a tronco di piramide rovesciata, della stessa epoca. Tale divisione non fu completata nella parte absidale, lasciando così indenne l'antica abside che risulta tuttora più grande della navata centrale. Annesso alla chiesa fu poi costruito un monastero, retto dai benedettini.

1104 - 1118 (notizie carattere generale)

Da un documento farfense del 1115 risulta che la chiesa era alle dipendenze del monastero di Farfa, al quale era stata donata nel 1104 dal conte Rapizzone, insieme ad alcune terre e castelli. Un ulteriore documento dell'imperatore Enrico V confermava a Farfa il possesso della chiesa nel 1118.

XIV sec.  (ristrutturazione intero bene)

Alla fine del XIV secolo, la chiesa subisce ulteriori aggiunte, in particolare nel portale e nella facciata, che non lega bene con i muri romani laterali, ed è caratteristicamente pendente in avanti.

XV sec.  (costruzione campanile)

Nel XV secolo venne costruita, a destra della facciata, adiacente ad un alto muro romano, la torre campanaria, nata inizialmente a scopo difensivo, a pianta quadrangolare che si allarga nella parte superiore sorretta da sporgenti beccatelli.

1571  (norizie carattere generale)

Nel 1571 fu l’Abbazia di Santa Maria in Pantano fu riunita al capitolo di Todi, con l’obbligo di applicarne le rendite a beneficio dei cappellani.

1867  (notizie carattere generale)

Il cancelliere vescovile Bonaventura Pianegiani, nel "Prontuario alfabetico delle Cappelle di Iuspatronato esistenti nella Diocesi", redatto nel 1867, elenca Santa Maria in Pantano, "già de’ Monaci Cisterciensi, i beni della quale si tengono in Enfiteusi dalla famiglia Ursini ed è dell’Ordine di San Benedetto" tra le abbazie esistenti in Diocesi.

1947  (restauro intero bene)

L'inventario dei beni costituenti il patrimonio del "Benefizio di S. Giovanni Ev. in Montignano", redatto nel luglio 1947, cita anche la "Chiesa filiale di S. Maria in Pantano, restaurata recentemente dal Genio Civile, come monumento nazionale".

2000  (consolidamento e restauro intero bene)

Danneggiata dagli eventi sismici del maggio 1997, la chiesa è stata restaurata nell'anno 2000. Gli interventi hanno interessato il consolidamento, con posa in opera di catene in acciaio perimetrali, della porzione sommitale delle pareti laterali ed il rifacimento del manto di copertura.
Descrizione

La Chiesa di Santa Maria in Pantano, una delle più antiche dell'Umbria, fu eretta tra il VII e l'VIII secolo come grande aula absidata, aggiungendo ad un preesistente edificio romano la parte presbiteriale e absidale, leggermente sopraelevata, con le murature in opus spicatum; il tempio è situato poco lontano dall'abitato di Massa Martana, lungo il tracciato rettilineo della Flaminia consolare. La facciata, a coronamento orizzontale che nasconde le falde di copertura, risalente alla fine del '300 e caratterizzata da un evidente fuori piombo verso il fronte stradale, presenta una muratura in blocchi squadrati di pietra calcarea, sulla quale si apre un portale con arco a sesto acuto, in conci alternati bianchi e rossi, e cornice marmorea, sovrastato da un grande rosone decorato. A sinistra della chiesa, sul muro esterno dell'ex monastero benedettino, è murata un'urna funeraria romana con bassorilievo raffigurante il Sacrificio di Ifigenia. Affiancata alla zona absidale, all’esterno, si trova la torre campanaria a pianta quadrata, più larga nella parte superiore sorretta da sporgenti beccatelli; al di sopra svetta un doppio campanile a vela. L'ambiente liturgico, a pianta rettangolare, coperto con falde sorrette da capriate lignee, è diviso in tre navate, di quattro campate ciascuna, con presbiterio rialzato di due gradini terminante in una semplice abside semicircolare; le pareti divisorie delle navate, alleggerite in alto da finti matronei, poggiano su arcate a tutto sesto sorrette da colonne in travertino dai capitelli a tronco di piramide rovesciata; la divisione, risalente ai secoli X o XI, incompleta, non interessa l'antica abside, che risulta tuttora più grande della navata centrale; le navate laterali, terminanti entrambe con un altare in testata, sono di diversa profondità visto che quella destra si interrompe in corrispondenza del presbiterio; l'originario altare maggiore è affrescato, così come alcune porzioni delle pareti laterali. Altri edifici, che un tempo facevano parte del monastero benedetti­no, sorgono attorno alla chiesa; da notare che la torre e la facciata della chiesa non sono in linea con la strada moderna, ma con quella a destra che segue il percorso dell'antica via Flaminia.
Impianto strutturale
Edificio in muratura continua perimetrale e pilastri con tetto a doppia falda.
Struttura
Strutture verticali: pareti e pilastri in muratura di pietra calcarea. Strutture di orizzontamento: capriate e travi lignee.
Coperture
L'edificio presenta copertura impostata su sei capriate lignee, travi e limette lignee, pianellato laterizio dipinto. L'abside è coperta a catino. Il manto di copertura è in coppi e sottocoppi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è realizzata in cotto fatto a mano arrotato.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1970 ca.)
Altare realizzato in pietra calcarea, con colonna di recupero e mensa moderna, spostato in avanti rispetto alla sua vecchia collocazione.
ambone - aggiunta arredo (1970 ca.)
Ambone costituito da colonna in pietra con leggio.
Contatta la diocesi