chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Otranto
Otranto
chiesa
cattedrale
M. SS. Annunziata
Parrocchia della Natività di Maria Vergine
Pianta; Coperture; Facciata; campanile; Preesistenze; Pavimenti e pavimentazioni; Illuminazione naturale; Elementi decorativi
altare - intervento strutturale (1962); presbiterio - intervento strutturale (1986-1991)
XI - XI(costruzione nucleo centrale); 1080 - 1080(costruzione intero bene); 1088 - 1088(consacrazione intero bene); 1163 - 1165(realizzazione mosaico nucleo centrale); XV - XV(realizzazione portale secondario ala sinistra); 1480 - 1481(rifacimento f); 1524 - 1524(ampliamento ala destra); 1674 - 1674(rifacimento portale maggiore); 1696 - 1719(modifiche interne intero bene); 1722 - 1752(realizzazione luogo liturgico fonte battesimale); 1830 - 1830(restauro soffitto a cassettoni nucleo centrale); 1876 - 1876(rifacimento ali laterali); 1945 - 1945(elevazione a basilica Minore intero bene); 1989 - 1992(restauro nucleo centrale); 2001 - 2003(restauro soffitto a cassettoni nucleo centrale); 2005 - 2006(restauro avancorpo); 2010 - 2014(restauro cripta); 2017 - 2018(restauro ala destra e ala sinistra)
Chiesa di Maria Santissima Annunziata
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Chiesa di Maria Santissima Annunziata <Otranto>
Altre denominazioni M. SS. Annunziata
Ambito culturale (ruolo)
maestranze salentine (costruzione)
Notizie Storiche

XI  (costruzione nucleo centrale)

al secolo XI risale la cripta, la cui superficie corrisponde all'abside, al presbiterio e a parte dell'aula superiore. Pur definita "cripta", la struttura fu in realtà realizzata fuori-terra, compensando il notevole dislivello compreso tra la facciata e l'abside della basilica.

1080  (costruzione intero bene)

sebbene del primo Vescovo di Otranto, di nome Benedetto, si abbia notizia sin dall'anno 431, non si dispone di dati certi in merito alla consistenza e alla posizione della primitiva cattedrale idruntina. Quella attuale, edificata unitamente al vicino campanile durante il governo dell'Arcivescovo Guglielmo e con il contributo di Roberto il Guiscardo duca di Puglia e di Calabria, risale all'anno 1080, e si inserisce nel contesto della latinizzazione del culto cristiano introdotta dai Normanni nell'Italia meridionale.

1088  (consacrazione intero bene)

la solenne consacrazione dell'edificio fu celebrata il 30 luglio 1088 alla presenza del legato Pontificio, Roffredo arcivescovo di Benevento, e degli arcivescovi Urso di Bari, Alberto di Taranto e Godino di Brindisi.

1163 - 1165 (realizzazione mosaico nucleo centrale)

lo splendido mosaico pavimentale, incentrato sul tema simbolico dell'Albero della Vita e concepito dal presbitero Pantaleone per volontà dell'arcivescovo Gionata, fu realizzato tra il 1163 e il 1165. Per ricchezza di contenuti e varietà di riferimenti esso rappresenta una vera e propria sintesi di tradizioni e culture, sapientemente radunate e ricondotte all'unità e novità del messaggio cristiano.

XV  (realizzazione portale secondario ala sinistra)

al vescovo e martire Stefano Pendinelli (1451-1480) successe Serafino da Squillace (1481-1514), cui si deve la realizzazione dello splendido portale laterale scolpito dal Maestro Nicolò Ferrando. Dello stesso autore il sepolcro di Serafino, posizionato all'immediata destra dell'ingresso principale.

1480 - 1481 (rifacimento f)

nel 1480 Otranto fu rasa al suolo dalle truppe di Maometto II, artefici della truce decapitazione degli ottocento martiri idruntini canonizzati nel 2012. Già gravemente compromesso, nel 1481 l'edificio subì ulteriori danni presso la facciata a seguito dell'irruzione delle truppe di liberazione del duca di Calabria Alfonso. L'epigrafe posta sull'architrave del portale minore fa memoria dei restauri curati dall'arcivescovo Serafino da Squillace.

1524  (ampliamento ala destra)

al 1524 risale la realizzazione, alla destra dell'abside, della Cappella dei Santi Martiri, scrigno ottagonale entro il quale sono custodite le preziose reliquie degli 800 otrantini decapitati dai Turchi durante il sacco del 1480. La cappella è poi stata poi rimaneggiata e ampliata nel 1711 dall'Arcivescovo Francesco Maria de Aste. Costituiscono resti dell'antico altare della cappella la corona e le quattro pregevolissime colonne finemente scolpite in pietra leccese attualmente ricoverate nella navata destra. Le colonne, opera dello scultore Gabriele Riccardo Licino, narrano per figure la storia degli ottocento martiri idruntini.

1674  (rifacimento portale maggiore)

nel 1674 l'Arcivescovo Gabriele Adarzo de Santander sostituisce il portale maggiore con quello attuale, il cui ricco apparato plastico comprende un eloquente campionario di elementi tra i quali colonne corinzie binate e scanalate su basamento, cartigli, pinnacoli, mensole, pigne e stemma centrale tra putti alati. L'intervento comportò la demolizione del portale commissionato da Serafino da Squillace in occasione dei restauri successivi all'eccidio degli Ottocento Martiri.

1696 - 1719 (modifiche interne intero bene)

durante il governo dell'Arcivescovo Francesco Maria De Aste furono operate ingenti modifiche interne, tra le quali la demolizione dell'antica iconostasi, la realizzazione del portale laterale destro e del cassettonato ligneo sovrastante la navata centrale (1698) e, presso l'altare maggiore, l'inserimento del pregevole paliotto argenteo di scuola napoletana raffigurante l'Annunciazione.

1722 - 1752 (realizzazione luogo liturgico fonte battesimale)

durante l'episcopato dell'Arcivescovo Michele Orsi la cattedrale fu abbellita con preziosi argenti e marmi, tra i quali il fonte battesimale con ciborio attualmente posto nella prima campata della navata sinistra.

1830  (restauro soffitto a cassettoni nucleo centrale)

nel 1830, durante il governo dell'Arcivescovo Andrea Mansi, fu restaurato il pregevole cassettonato ligneo che corona la navata centrale.

1876  (rifacimento ali laterali)

durante l'episcopato di Monsignor Giuseppe Caiazzo sono realizzate le superfici pavimentali delle navate laterali basse. il piano di calpestio in mosaico, opera di Giovanni Angelo Maselli da Cutrofiano, è caratterizzato da cornici e semplici motivi geometrici.

1945  (elevazione a basilica Minore intero bene)

il 12 luglio 1945, durante l'episcopato del cappuccino Cornelio Sebastiano Cuccarollo, con breve di papa Pio XII l'edificio è stato elevato a Basilica Minore.

1989 - 1992 (restauro nucleo centrale)

i lavori di restauro del pavimento musivo condotti tra il 1989 e il 1992 hanno consentito il ritrovamento di sepolture e mosaici più antichi risalenti al IV-V secolo, verosimilmente riconducibili a un tempio paleocristiano circoscritto all'area orientale della basilica.

2001 - 2003 (restauro soffitto a cassettoni nucleo centrale)

negli anni 2001-2003, per volontà dell'Arcivescovo Donato Negro, il pregevole cassettonato ligneo che corona la navata centrale è sottoposto a un nuovo e complesso intervento di restauro.

2005 - 2006 (restauro avancorpo)

tra il 2005 e il 2006 è realizzato il restauro della facciata, dei prospetti esterni e dei soffitti lignei delle navate laterali.

2010 - 2014 (restauro cripta)

tra il 2010 e il 2014, grazie ai fondi dell'8 per mille dello Stato erogati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la cripta è sottoposta a un intervento di restauro comprendente anche l'adeguamento impiantistico. La riapertura ufficiale è celebrata in data 19 Luglio 2014.

2017 - 2018 (restauro ala destra e ala sinistra)

nel 2018 sono ultimati i lavori di restauro delle strutture lignee di copertura delle navate laterali (Pratica E/8633/2015), diretti dall'Arch. Fernando Russo e eseguiti dalla Ditta Marullo Costruzioni di Calimera (LE). L'allegata documentazione fotografica restituisce lo stato dei luoghi a cantiere concluso.
Descrizione

unitamente al contiguo Palazzo vescovile con annesso Seminario, il monumentale edificio costituisce il cuore del centro storico idruntino, e in ragione della posizione sopraelevata risulta ben visibile dalla gran parte della città. La splendida facciata domina l'antistante Piazza Basilica, mentre lungo la fiancata sinistra e il prospetto tergale si sviluppano rispettivamente la ripida Via Basilica e la stretta via Rondachi. La fiancata destra, cui si addossa il volume della sacrestia, risulta parzialmente visibile dal cortile dell'Episcopio, cui si accede varcando un imponente portone ligneo prospiciente il sagrato a sud-est.
Pianta
lo spazio liturgico è suddiviso in tre navate da dodici archi a tutto sesto su colonne in granito levigato, e si articola nell'abside centrale, nelle cappelle laterali costituenti il fuoco prospettico delle due navatelle e nell'ampio transetto non sporgente, unicamente segnalato dall'assenza di colonne e dal passo generoso delle arcate che lo sormontano. Al pregevole portale centrale si aggiungono, al centro delle navate minori, due ingressi laterali comunicanti con Via Basilica e con il cortile dell'Episcopio. Poco più avanti due ampie scale simmetriche conducono alla sottostante cripta, mentre al termine della navata destra si inseriscono la sacrestia e l'ufficio del parroco con la sala capitolare e i relativi annessi. Ai lati dell'abside si dispongono la Cappella del Santissimo Sacramento (sinistra) e il Cappellone dei Santi Martiri Idruntini (destra). La prima, a pianta semi-ottagonale, mostra angoli segnati da lesene corinzie piegate a libro, pareti interamente dipinte a finto marmo e copertura costituita da un mezzo tamburo con lanternino. La seconda, interamente foderata da marmi pregiati e da sette grandi teche contenenti le impressionanti reliquie degli 813 idruntini trucidati dai Turchi nel 1480, disegna un ottagono irregolare sormontato da una volta a padiglione con unghie laterali e da un lanternino ottagonale.
Coperture
il tetto a capriate della navata centrale è occluso alla vista dal ricco soffitto a cassettoni in legno dorato e smaltato realizzato per volontà dell'Arcivescovo Francesco Maria De Aste. Le navate laterali sono invece coronate da un tavolato ligneo dipinto realizzato tra il 1722 (navate superiori) e il 1827 (navate inferiori). All'esterno la copertura a doppia falda della navata centrale si sviluppa ininterrottamente dalla facciata sino alla parete absidale, mentre a quote inferiori si dispongono le falde di copertura dei due bracci del transetto e delle navi minori. Le cappelle fiancheggianti il presbiterio, dotate di tipica copertura a "chianche", sono coronate ciascuna da un lanternino ottagonale.
Facciata
il prospetto a salienti su Piazza Basilica rivela con semplicità l'orditura dello spazio interno, ed è caratterizzato dal ricco apparato plastico barocco del portale centrale (comprendente al centro lo stemma dell'arcivescovo Gabriele Adarzo de Santander), dal pregevole rosone rinascimentale sovrastante a sedici raggi, e dalla coppia di finestre a sesto acuto la cui soglia fortemente sguinciata enfatizza il corposo spessore delle murature. Sulla cuspide centrale spicca una semplice croce metallica fiancheggiata da due statue di putti.
campanile
il campanile romanico è separato dalla Cattedrale dal tracciato di Via Basilica, e risulta in gran parte inglobato entro l'edificato circostante. Il prospetto verso la Piazza è ingentilito dalla presenza di svelte arcatelle cieche, al di sopra delle quali spicca il volume della cella campanaria, libera sui quattro fronti. La torre, dotata di autonomo accesso dalla Piazza, è a sua volta coronata da una spessa vela campanaria con tre fornici di diversa dimensione distribuiti su due livelli.
Preesistenze
la cripta sottostante il presbiterio della cattedrale rappresenta uno spazio di rara bellezza. Qui sessantotto colonne e semicolonne monolitiche variamente scolpite e costituite delle più diverse tipologie di marmo sostengono una teoria di volte a crociera comprese tra svelte arcate in pietra leccese impostate su capitelli riccamente ornati. Lo spazio interno è assimilabile a un rettangolo disposto trasversalmente avente profondità pari alla metà della larghezza, e confluente a nord-est in tre absidi di cui quella centrale di ampiezza doppia. La superficie interna è articolata in un reticolo a maglia quadrata i cui nodi individuano 42 colonne libere, riecheggiate da semicolonne addossate che ritmano l'intero perimetro architettonico. Alla cripta si accede da una porta aperta su via Basilica durante i lavori di restauro effettuati tra il 1986 e il 1991, e da due scale comunicanti con le navate laterali della cattedrale, lungo le quali sono visibili tracce di antichissime sepolture ad arcosolio. L'abside centrale è illuminata da due piccole finestre con arco a tutto sesto, mentre una sola finestrella illumina ciascuna delle due absidiole laterali. All'esterno il volume convesso delle absidi è occultato alla vista da una spessa controparete che individua piccole anticamere ad uso deposito e lascia appena intravedere la sola abside centrale. Accanto al ricco corredo plastico spiccano, all'interno, numerose tracce di affreschi, tra i quali appare di particolare rilievo, sul lato destro del presbiterio, la splendida Madonna Odegitria avvolta in un manto nero.
Pavimenti e pavimentazioni
noto in tutto il mondo, lo splendido pavimento musivo della cattedrale ricopre l'intera nave centrale, la crociera, il presbiterio absidato e i due bracci del transetto, narrando la storia della salvezza e nutrendosi delle più svariate eredità culturali. Mosaici ottocenteschi a semplice trama geometrica ricoprono le navate laterali, mentre di diversa tipologia risultano i pavimenti delle due cappelle laterali: la cappella del SS. Sacramento mostra infatti maioliche 20x20 cm e 20x10 cm con decori raffiguranti stilizzati motivi vegetali di colore bianco, verde, nero, rosa e blu; la Cappella dei SS. Martiri idruntini si riveste invece di un pregevole piano di calpestio in marmo bianco e nero in cui lastre di diversa forma e dimensione compongono semplici motivi geometrici. La sacrestia e gli spazi annessi, con l'unica eccezione della sala capitolare, sono pavimentate con semplici marmette 25x25 cm a pasta grigio chiaro e beige.
Illuminazione naturale
la luce naturale, contenuta ma diffusa, penetra all'interno dall'ampio rosone e dalle due finestre a sesto acuto posizionati sulla facciata, dalle dodici generose finestre elettrificate con arco a tutto sesto che ritmano la navata centrale, e dalle tre piccole finestre fortemente strombate che caratterizzano le navate laterali. Una grande finestra si posiziona anche al di sopra del catino absidale, mentre nelle cappelle laterali la luce piove abbondante dai due lanternini ottagonali e dalle aperture, in parte cieche, del tamburo (cinque nella cappella del Santissimo Sacramento, otto, di cui tre cieche, nel Cappellone dei Santi Martiri Idruntini).
Elementi decorativi
di grande interesse, lungo le pareti laterali, le tracce ridotte ma eloquenti degli affreschi che un tempo ricoprivano le superfici interne della cattedrale. Distrutti durante il sacco di Otranto, sono caratterizzati dalla presenza di più strati sovrapposti, a testimonianza di una storia lunga e articolata non ancora adeguatamente indagata. Si notino, in particolare, la Madonna con Bambino in trono e il S. Antonio Abate raffigurati ai lati dell'ingresso (secolo XIII).
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1962)
tra il 1955 e il 1960, durante l'episcopato di Monsignor Raffaele Calabria, sono effettuati lavori di restauro interni comprendenti anche lo smontaggio e la rimozione dell'altare settecentesco realizzato da Monsignor Michele Orsi (1722-1752). Al centro del presbiterio è inserito un nuovo altare marmoreo, impreziosito dal pregevole paliotto in argento settecentesco commissionato dall'arcivescovo Francesco Maria De Aste.
presbiterio - intervento strutturale (1986-1991)
tra il 1986 e il 1991 la cattedrale è nuovamente sottoposta a interventi di restauro, che per volontà dell'Arcivescovo Vincenzo Franco coinvolgono anche il presbiterio. L'operazione, condotta con la supervisione di Monsignor Crispino Valenziano, comprende le seguenti modifiche: traslazione della sede, dapprima laterale, in posizione assiale e sopraelevata di cinque gradini (la nuova struttura comprende dieci ulteriori sedute per canonici e concelebranti e include alcuni frammenti dell'antico coro settecentesco); abbassamento della quota dell'altare di tre gradini; inserimento di un nuovo ambone ricavato dalla sommaria ricomposizione di due plutei bizantini rinvenuti nella cripta; tamponamento della finestra originariamente disposta nel catino absidale; inserimento di due file di sedute lignee per canonici e ministranti al di sotto dei grandi archi laterali del presbiterio. Parallelamente, risultando non agibile la cattedrale, si effettuano interventi nella cripta, sino ad allora inutilizzata: l'apertura della porta laterale su Via Basilica, l'inserimento di un altare lapideo, un leggio e una sede lignea, e l'allestimento provvisorio di un tabernacolo nell'absidiola destra ne consentono l'uso ai fini liturgici, ciò che ancora oggi si perpetua senza che vi sia stata modifica alcuna nell'arredo liturgico.
Contatta la diocesi