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Premilcuore
Forlì - Bertinoro
chiesa
parrocchiale
S. Martino in Premilcuore
Parrocchia di San Martino in Premilcuore
Pianta; Struttura; Coperture; Facciata; Prospetti laterali; Prospetto posteriore; Campanile; Interni; Pavimenti e pavimentazioni
presbiterio - intervento strutturale (1970 (?)); presbiterio - intervento strutturale (1972); confessionale - aggiunta arredo (2011)
1022 - 1022(preesistenze intero bene); 1124 - 1124(passaggio di proprietà intero bene); 1379 - 1379(demolizione totale intero bene); XVI - XVI(passaggio di proprietà intero bene); 1526 - 1526(restauro intero bene); 1571 - 1590(restauro intero bene); 1622 - 1683(demolizione parziale intero bene); 1704 - 1707(ricostruzione intero bene); 1714 - 1714(costruzione ala destra); 1718 - 1719(costruzione soffitto); 1850 - 1850(passaggio di proprietà intero bene); 1918 - 1919(demolizione parziale intero bene); 1933 - 1940(restauro intero bene); 1936 - 1936(costruzione campanile); 2007 - 2010(restauro intero bene); 2014 - 2015(restauro navate laterali)
Chiesa di San Martino in Premilcuore
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Martino in Premilcuore <Premilcuore>
Altre denominazioni S. Martino in Premilcuore
Ambito culturale (ruolo)
maestranze romagnole (costruzione)
maestranze romagnole (restauro e costruzione del nuovo campanile)
Notizie Storiche

1022  (preesistenze intero bene)

La pieve di San Martino è dedicata a San Martino di Tours, santo patrono del comune di Premilcuore, del quale costituisce l’unica parrocchia. Si trova poco fuori Premilcuore sulla strada statale per Predappio, oltre l’antico Borgo Marciolame ed il fiume Rabbi, in una zona ricca di cipressi. Secondo la tradizione la chiesa fu fondata, in stile romanico, intorno all’anno mille sulle rovine di un preesistente tempio romano dedicato alla dea Diana. Nella canonica sono infatti conservati alcuni reperti archeologici ritrovati in loco e nei dintorni. Non si hanno notizie sulle origini di questa chiesa, presumibilmente sorgeva già dal X secolo. Nel 1022 è oggetto di donazione da parte dell’imperatore Federico I a San Romualdo.

1124  (passaggio di proprietà intero bene)

Papa Callisto II conferma la chiesa come possedimento del monastero benedettino di San Benedetto in Alpe.

1379  (demolizione totale intero bene)

La chiesa risulta essere in rovina.

XVI  (passaggio di proprietà intero bene)

La pieve viene assegnata alla diocesi di Bertinoro.

1526  (restauro intero bene)

L’edificio viene restaurato.

1571 - 1590 (restauro intero bene)

Dopo un crollo verificatosi nel 1571 l’edificio viene nuovamente restaurato per interessamento del pievano M. Fabbri e su progetto di Gismondo, capomastro della fabbrica di Terra del Sole, all'epoca in costruzione e sotto la direzione dell'ingegnere Giovanni Camerini.

1622 - 1683 (demolizione parziale intero bene)

Nel 1683 la chiesa, in seguito a vari terremoti, risulta inagibile. Lo stato di parziale collabenza dell'edificio è documentato già nel 1641 quando, a seguito di fenomeni sismici, vengono puntellate due cappelle laterali. E' altresì documentata, già dal 1622, l'esistenza di una grande apparecchiatura muraria che divideva la parte allora coperta della navata da quella ancora priva di copertura.

1704 - 1707 (ricostruzione intero bene)

Il pievano Giovanni Battista Portinari intraprende lavori di restauro e parziale ricostruzione della chiesa. Il 7 settembre 1707 il vescovo di Bertinoro Missiroli consacra la chiesa appena ricostruita.

1714  (costruzione ala destra)

Viene ultimato, a spese del pievano Giovanni Battista Portinari, l'altare di Sant'Antonio, ora non più presente. Viene inoltre aperta una finestra al centro del coro.

1718 - 1719 (costruzione soffitto)

Viene costruito il soffitto ligneo a cassettoni sopra il coro dal maestro Silvio Cappelli.

1850  (passaggio di proprietà intero bene)

Papa Pio IX assegna la chiesa alla neonata diocesi di Modigliana.

1918 - 1919 (demolizione parziale intero bene)

La chiesa viene nuovamente danneggiata a causa del terremoto.

1933 - 1940 (restauro intero bene)

L’edificio è restaurato a più riprese: viene integralmente rifatto il tetto a capriate lignee, sono sostituite le finestre nelle pareti laterali della navata centrale, aperte le due porte laterali ed i tre rosoni circolari in facciata; si dà corso inoltre alla sistemazione della navata laterale di sinistra e di parte del pavimento interno. Vengono infine decorate le pareti della navata centrale e del presbiterio.

1936  (costruzione campanile)

Viene aggiunto il nuovo campanile in sostituzione del precedente, a vela.

2007 - 2010 (restauro intero bene)

Vengono eseguiti interventi generali di restauro e consolidamento della chiesa, con opere riguardanti le fondazioni, le strutture murarie e le coperture.

2014 - 2015 (restauro navate laterali)

Vengono eseguiti interventi di restauro pittorico parietale e degli altari collocati nelle due navate laterali.
Descrizione

La pieve di San Martino è dedicata a San Martino di Tours, santo patrono del comune di Premilcuore, del quale costituisce l’unica parrocchia. Si trova poco fuori Premilcuore sulla strada statale per Predappio, oltre l’antico Borgo Marciolame ed il fiume Rabbi, in una zona ricca di cipressi. Secondo la tradizione la chiesa fu fondata, in stile romanico, intorno all’anno mille sulle rovine di un preesistente tempio romano dedicato alla dea Diana. Nella canonica sono infatti conservati alcuni reperti archeologici ritrovati in loco e nei dintorni. La pieve risulta già documentata nell'XI secolo e fu restaurata più volte nel corso dei secoli. L'ultimo grande restauro fu quello che seguì al terremoto del 1918 e fu realizzato tra il 1933 ed il 1944. In questa occasione fu anche aggiunto (1936) il nuovo campanile in sostituzione del precedente, a vela. L’intonaco esterno della chiesa è stato rifatto negli ultimi anni, provvedendo a eliminare macchie di umidità e piccole lesioni. Con l’occasione la colorazione è stata resa più carica e calda e sono stati sostituiti i pluviali. L'edificio presenta una pianta longitudinale a tre navate, con abside rettangolare e asse principale diretto da sud-ovest (ingresso) a nord-est (abside). La facciata è a salienti ed è caratterizzata dal colore giallo dell'intonaco. L'interno della chiesa ha una spazialità tipica del rinascimento toscano, anche se contrastato dalle forme barocche degli altari. Il campanile, a pianta quadrata, è posto nell’angolo settentrionale della chiesa.
Pianta
La chiesa presenta una pianta longitudinale a tre navate, con abside rettangolare. L’asse principale è diretto da sud-ovest (ingresso) a nord-est (abside).
Struttura
La struttura di elevazione verticale è intonacata sulla facciata, sul prospetto sinistro e sul prospetto posteriore. Il fianco sud-orientale, parzialmente occluso dalla canonica, è invece in pietra a faccia vista. I conci di arenaria sono appena sbozzati e assestati irregolarmente, con abbondanza di malta. Il muro è irrobustito da cinque contrafforti esterni: quello sull’angolo è realizzato con blocchi regolari, a faccia liscia; i tre intermedi sono realizzati con blocchi più regolari e più grossi di quelli della muratura, anche se con commessure variabili e abbondanza di malta fra le stesse; l’ultimo, più vicino alla canonica, è molto più largo e sporgente degli altri. Il secondo ed il quinto pilastro sono assicurati con chiavi di consolidamento ed una chiave compare anche sulla quinta campata, in prossimità della canonica. L’interno è diviso in sette campate sorrette da sei coppie di sostegni intermedi, da due piedritti in aderenza al muro di facciata e da due piedritti in aderenza al muro finale, traforato da un maestoso arco a tutto sesto che divide la navata centrale dall’abside. I due piedritti in aderenza alla controfacciata sono costituiti da semicolonne tuscaniche. Le due coppie seguenti di sostegni sono costituite da pilastri a sezione quadrata, realizzati in conci di pietra, con base e capitello. Seguono, procedendo in direzione dell’abside, quattro coppie di colonne tuscaniche realizzate in unico blocco. Le semicolonne addossate alla parete finale sono in pietra come le altre, ma realizzate con più tronconi, tanto che le giunzioni sono visibili. Sopra questi sostegni si impostano gli archi a tutto sesto che reggono le due pareti del cleristorio. Viste dall’esterno, tali pareti presentano entrambe una serie di grappe metalliche di consolidamento sotto la linea di gronda. Le chiavi sono distribuite in quei tratti di muratura che, all’interno, sostengono le tredici capriate palladiane in legno su cui si posano le falde del tetto. È presente una quattordicesima capriata in aderenza al muro della controfacciata. In questo punto si viene dunque a creare un anomalo doppio sostegno – il timpano della facciata e la capriata ad esso aderente - come se la facciata fosse stata posta in un secondo tempo o la navata fosse stata accorciata. Le navate laterali sono composte con una successione di sette crociere per ciascuna. Tali crociere poggiano, oltre che sugli archi della navata centrale, su degli archi trasversali in pietra, poggianti lateralmente su semicolonne, e su degli archi ciechi che corrono lunghe le pareti laterali. Questi sono a loro volta sostenuti da grosse lesene comprese fra il muro esterno e le semicolonne appena citate. Sul muro finale della chiesa, sopra l’arco trionfale, compaiono infine due puntoni in legno, senza catena e senza monaco. La spinta degli archi laterali è ulteriormente contrastata da catene di ferro che corrono fra le colonne centrali e le semicolonne laterali, ad eccezione delle coppie di pilastri prossimi all’ingresso. La presenza delle volte a crociera nasconde l’armatura delle falde laterali, poggianti, con ogni probabilità, su capriate zoppe. L’abside è coperto con una testa di padiglione il cui colmo è in continuità con il colmo delle due falde laterali della navata centrale. L’armatura non è visibile, in quanto, all’interno, l’abside stesso presenta un pregevole soffitto piano a cassettoni lignei.
Coperture
La grossa armatura della navata centrale è costituita da quattordici capriate alla palladiana in legno e da arcarecci disposti alla lombarda, quattro per ogni falda più uno di colmo. Sugli arcarecci si impostano i correnti a sostegno di un tavolato in legno. L’armatura delle navate laterali non è visibile. Il manto di copertura esterno è realizzato in coppi di laterizio. Le due falde che coprono la navata centrale sono dotate di una propria grondaia, con pluviali che scendono sopra la copertura delle navate laterali e terminano sulle grondaie di queste ultime, a loro volta dotate di propri pluviali. Grondaie e pluviali sono tutti realizzati in rame.
Facciata
La facciata della chiesa è a salienti ed è caratterizzata dal colore giallo dell'intonaco. Una zoccolatura in lastre di pietra ben lisciata ne protegge la parte basamentale, risvoltando anche sul fianco sinistro. La navata centrale si manifesta all’esterno con una notevole preminenza verticale. Essa è racchiusa fra due lesene in pietra, caratterizzate da un alto plinto modanato, e da capitelli sommitali con duplice modanatura. La cornice del timpano è in pietra ed è sormontata da un cippo a più bulbi, con croce scolpita. Il portale principale è in asse, presenta due battenti in legno a cassettoni, ed un’elaborata cornice in pietra. Sopra il portale compare un grande rosone, con infisso in ferro e vetri azzurrati. Le navate laterali si manifestano all’esterno con schema simile, in dimensione ridotta, ovvero due portali e due oculi minori.
Prospetti laterali
Entrambi i prospetti laterali sono caratterizzati dai due piani sfalsati: l’esterno delle pareti laterali delle navate e l’esterno del cleristorio. Per quanto riguarda quest’ultimo, esso è del tutto identico sui due fianchi: trattamento ad intonaco giallo, cornice superiore aggettante in pietra, sette finestre ad arco circondate da cornice in pietra, per parte. L’ultimo tratto più vicino all’abside non presenta bucature. Il fianco sinistro presenta due diversi toni di giallo, con il giallo più scuro utilizzato per simulare otto pilastri e una trabeazione geometrica.
Prospetto posteriore
Il prospetto posteriore è articolato dalla presenza del campanile nell’angolo settentrionale e da varie finestre e minori bucature rispondenti alle necessità della sacrestia. L’abside della chiesa manifesta invece una certa simmetria, con finestrone superiore ad arco e due minori finestrelle rettangolari più basse. Tutte e tre le aperture sono definite da cornici di pietra liscia.
Campanile
Il campanile, a pianta quadrata, si trova all’angolo settentrionale della chiesa, ma è distaccato da essa attraverso l’intermediazione di un locale di disimpegno che ne separa la struttura da quella dell’abside e da quella della navata sinistra. Esso segue il trattamento della facciata e del fianco sinistro: basamento in lastre di pietra lucida, fusto giallo con cornice liscia più scura, coronamento in pietra a due fasce. La loggia superiore è in pietra, con un arco a tutto sesto per lato, ciascuno dotato di una balaustra di colonnette sagomate. Anche sul fusto compaiono una finestra ad arco per ogni lato libero. Agli angoli dei quattro timpani si impostano quattro tozzi obelischi a fasce bicrome. La cuspide centrale è alta e snella, con la forma di un calice rovesciato a otto spicchi e croce sommitale.
Interni
L'interno della chiesa ha una spazialità tipica del rinascimento toscano, anche se contrastato dalle forme barocche degli altari. La controfacciata della navata centrale presenta una fascia dipinta, interrotta dal rosone, ed una controporta in legno. Le controfacciate delle due navate laterali sono semplicemente intonacate. I portoncini sono sostenuti da un architrave in pietra a vista. Le pareti della navata centrale (cleristorio) sono dipinte con tondi di Santi nei pennacchi e con una fascia in continuità con quella della controfacciata che corre sotto le finestre. Fra le finestre sono dipinte delle nicchie con figure di Santi. Le navate laterali sono decorate da tre altari per parte nella seconda, terza e quarta crociera. Fra la terza e la quarta crociera della navata sinistra è collocato un confessionale, addossato alla parete. La quinta crociera non presenta altari, né nella navata sinistra né in quella destra. In quest’ultima si trova un confessionale collocato contro la parete. La sesta crociera delle navate laterali non presenta altari, mentre la settima crociera è occupata da altari secondari, posti sulla parete di fondo delle navate laterali. La zona conclusiva della chiesa è impostata su due scalini, con la parte centrale curvilinea, dinnanzi alla quale si alza l’altare rivolto verso i fedeli. Esso è formato da una semplice lastra posata su un prisma di pietra. La faccia posteriore della base è incisa con il nome dei donatori e la data MCMLXXII, la faccia anteriore con una croce. Dietro a questo nuovo altare si trova l’altare originale, a sua volta sopraelevato di altri due scalini curvilinei. L’altare, rivolto verso l’abside, è in marmi policromi ed è sormontato da un imponente tabernacolo. Dietro l’altare si trova un coro, a sua volta sopraelevato di altri quattro scalini e diaframmato da una parete bucata da un arco a sesto ribassato. La pareti laterali fra questo arco e l’arco trionfale principale sono decorate con un disegno geometrico in rosso ed oro. Il diaframma al di sopra dell’arco presenta un fondo giallo con cornici dipinte in grigio ed in ocra ed è decorato da un parapetto traforato. Al di sotto dell’arco si trova un organo a canne. Dietro il diaframma, invece, lo spazio rettangolare conclusiva ospita gli stalli corali. Al di sopra, ai lati della finestra ad arco che illumina la parete di fondo, compare un’Annunciazione racchiusa in una lunetta ad arco ribassato.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in lastre di pietra arenaria.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970 (?))
Nel 1970 circa è stata rimossa la balaustra.
presbiterio - intervento strutturale (1972)
Nel 1972 è stato installato un nuovo altare disposto versus populum. È presente anche l'altare originale.
confessionale - aggiunta arredo (2011)
Nel 2011 sono stati aggiunti due nuovi confessionali.
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