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Monreale
Monreale
chiesa
cattedrale
Santa Maria Nuova
Parrocchia di S. Maria Nuova
Impianto strutturale; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (1975)
1174 - 1174(edificazione carattere generale); 1174 - 1196(decorazione interna carattere generale); 1492 - 1493(realizzazione sacrestia ala destra); 1512 - 1530(pavimentazione ala destra); 1530 - 1573(soffitto intero corpo); 1547 - 1562(portico laterale ala sinistra); 1561 - 1564(pavimentazione navata centrale); 1575 - 1575(realizzazione sarcofago carattere generale); 1590 - 1596(Edificazione cappella San Castrense ala destra); 1687 - 1692(Edificazione Cappella Crocifisso ala destra); 1768 - 1773(Altare maggiore Presbiterio); 1770 - 1770(Portico principale Ingresso); 1811 - 1811(soffitti Carattere generale); 2010 - 2013(impianto elettrico intero bene)
Chiesa di Santa Maria Nuova
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Chiesa di Santa Maria Nuova <Monreale>
Ambito culturale (ruolo)
ambito arabo-normanno (costruzione)
Notizie Storiche

1174  (edificazione carattere generale)

edificazione della Cattedrale per volere di Guglielmo II d'Altavilla.

1174 - 1196 (decorazione interna carattere generale)

realizzazione dei mosaici interni e delle capriate lignee del soffitto.

1492 - 1493 (realizzazione sacrestia ala destra)

realizzazione della sacrestia del Duomo e apertura del portale di comunicazione con la Cattedrale.

1512 - 1530 (pavimentazione ala destra)

rimaneggiamento della pavimentazione dell'ala destra del presbiterio e di alcuni mosaici a cura del Cardinale Enrico Cardona.

1530 - 1573 (soffitto intero corpo)

sostituzione delle travi lignee del soffitto della Cattedrale a cura del Cardinale Cardona prima e del Cardinale Alessandro Farnese dopo.

1547 - 1562 (portico laterale ala sinistra)

edificazione del portico laterale della Cattedrale su committenza del Cardinale Alessandro Farnese e progettato da Biagio Campanella e realizzato da Giovanni, Fazio e Vincenzo Gagini.

1561 - 1564 (pavimentazione navata centrale)

realizzazione del pavimento della navata centrale a cura del Cardinale Alessandro Farnese ad opera di Baldassarre Massa.

1575  (realizzazione sarcofago carattere generale)

realizzazione del sarcofago di Guglielmo II su committenza dell'Arcivescovo Ludovico I Torres.

1590 - 1596 (Edificazione cappella San Castrense ala destra)

edificazione della Cappella di San Castrense all'interno della Cattedrale lungo la navata destra.

1687 - 1692 (Edificazione Cappella Crocifisso ala destra)

edificazione della Cappella del Crocifisso all'interno della Cattedrale lungo la navata destra.

1768 - 1773 (Altare maggiore Presbiterio)

realizzazione dell'altare maggiore in argento e bronzo dorato da parte di Luigi Valadier su committenza dell'Arcivescovo Francesco Testa.

1770  (Portico principale Ingresso)

riedificazione del portico principale a cura di Ignazio Marabitti su committenza dell'Arcivescovo testa

1811  (soffitti Carattere generale)

incendio dei soffitti della Cattedrale con grande danno agli apparati decorativi.

2010 - 2013 (impianto elettrico intero bene)

realizzazione dell'impianto elettrico a norma ed illuminotecnico della Cattedrale e dell'episcopio.
Descrizione

Osservata dall’esterno la cattedrale si articola in tre volumi principali caratteristici delle chiese occidentali a croce latina: il corpo basilicale longitudinale a tre navate, il transetto, e la zona triabsidata. A questi volumi si aggiungono ad occidente: due torri campanarie che serrano il portico d’ingresso colonnato (esonartece) sormontato da un timpano triangolare, secondo il tipico schema delle chiese della Normandia. La grande porta d’ingresso rivestita con formelle bronzee, opera di Bonanno da Pisa, fu collocata nel 1185. All’incrocio del transetto con la navata centrale si innalza, sopra gli altri corpi di fabbrica: il quadrato del tiburio che contiene la solea, non sormontato da una cupola, ma da una copertura a doppia falda, come la sottostante copertura della navata centrale. Quest’ultima si attesta con il colmo, nella mezzeria inferiore della finestra centrale della solea.
Impianto strutturale
L’interno del corpo basilicale, è come già accennato, diviso in tre navate da una doppia fila composta di nove colonne di spolio sormontate da capitelli di evidente origine classica . Ciascuna delle navate laterali è larga un terzo di quella centrale. I capitelli sono a loro volta raccordati con i sovrastanti pulvini con abaci a libro secondo un forma tipicamente normanna. Gli abaci hanno spessore diverso evidentemente per raccordare le varie altezze delle colonne, tra loro differenti al fine di porre allo stesso livello tutti i piani d’imposta degli archi ogivali. La particolare forma geometrica di quest’ultimi collabora alla centratura dei pesi delle strutture sull’asse delle colonne che in questo modo, non subiscono carichi accentrici che ne comprometterebbero la stabilità. Un espediente tecnico che permette di rendere più agili e resistenti le strutture interne, caratteristico delle architetture bizantino-islamiche di quel periodo, successivamente adottate con alcune varianti, nelle cattedrali gotiche. Gli archi si spingono ben oltre i consueti livelli normanni caratterizzati dai deambulatori sovrastanti le navate laterali, le cui bifore o trifore a Monreale scompaiono, per dare posto ai vastissimi campi musivi (oltre seimila mq)che ricoprendo le strutture, le smaterializzano con la loro luce riflessa. Si ha così l’impressione che la cattedrale sia stata costruita con la luce, più che con la pietra. La navata centrale è coperta con una struttura lignea a doppia falda, mentre le navate laterali lo sono con un tetto ad una sola falda. Le coperture furono ricostruite dopo circa trenta anni dal devastante incendio che nel 1811devastò gran parte del presbiterio . Le preziose decorazioni delle capriate e dei soffitti, probabilmente rifatte in base ai precedenti disegni medievali, si armonizzano perfettamente con i mosaici parietali. La prospettiva, disegnata dalla doppia teoria delle colonne della navata centrale, si prolunga con le strutture che attraversa nel presbiterio, ordinando otticamente ogni elemento musivo od architettonico, in un’unica convergenza verso il Cristo Pantocratore, genialmente ed armoniosamente proporzionato nella superficie ricurva del catino absidale in un effetto stereoscopico.
Elementi decorativi
Architettura e programma iconografico si compongono secondo un unico progetto prestabilito in ogni dettaglio. Al presbiterio si accede attraverso degli archi che ne determinano i vari settori. L’area presbiteriale, per ampiezza, si rapporta con l’abbaziale Cassinese, con lievissime sporgenze rispetto al corpo basilicale al contrario dei transetti normanni con bracci molto pronunciati trasversalmente, rispetto alle testate delle navate laterali. Ma questa configurazione, almeno all’interno, viene ripristinata dall’introduzione di un quadriportico pilastrato (modulo tipicamente bizantino), che divide il presbiterio in un doppio transetto con bracci interni evidenti.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1975)
L'altare, fatto eseguire dall'Arcivescovo Domenico Lancia Di Brolo, dei primi del Novecento, viene spostato dalla sinistra al centro dell'area presbiterale e rivolto coram populi alla luce del Concilio Vaticano II.
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