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Udine
Udine
chiesa
parrocchiale
S. Maria Annunziata nella Metropolitana
Parrocchia di Santa Maria Annunziata nella Metropolitana
Coperture; Impianto strutturale; Prospetto principale; Pavimenti e pavimentazioni
presbiterio - intervento strutturale (1980 ca); altare - aggiunta arredo (1980 ca); ambone - aggiunta arredo (1980 ca); cattedra - aggiunta arredo (1980 ca)
1236 - 1257(costruzione intero bene); 1335 - 1335(ampliamento intero bene); 1348 - 1368(restauro intero bene); 1441 - 1490(costruzione campanile); 1727 - 1727(restauro intero bene); 1735 - 1735(consacrazione intero bene); 1906 - 1926(restauro interno bene); 1997 - 2012(restauro intero bene); 2006 - 2006(ristrutturazione intero); 2008 - 2008(restauro portale)
Chiesa di Santa Maria Annunziata nella Metropolitana
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria Annunziata nella Metropolitana <Udine>
Altre denominazioni S. Maria Annunziata nella Metropolitana
Ambito culturale (ruolo)
maestranze friulane (costruzione)
Notizie Storiche

1236 - 1257 (costruzione intero bene)

Per volere del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, nel 1236 si inizia a edificare una chiesa che era dedicata a san Odorico e costruita secondo esempi francescani. Nel 1257 l'edificio è completato.

1335  (ampliamento intero bene)

Nel corso degli anni sono apportate varie modifiche, finché nel 1335 è consacrata con il titolo di Santa Maria Maggiore per il volere del patriarca Bertrando de Saint Geniès. Ne furono architetti: Pietro Paolo da Verona, Federico da Varmo e un certo Zanino.

1348 - 1368 (restauro intero bene)

Lesionata dal terremoto del 1348 solo nel 1368 fu chiamato il maestro veneziano Pierpaolo dalle Masegne per il restauro dell'edificio. Questi rinsaldò i muri, rifece il tetto ed apportò modifiche alla facciata, tra le quali la sostituzione del primo grandioso rosone con quello tuttora visibile, inscritto in un quadrato e di minori dimensioni. Anche i due rosoni minori, corrispondenti alle navate laterali, vennero modificati, inscrivendoli in quadrati ed inserendo una decorazione a finto loggiato che li collega.

1441 - 1490 (costruzione campanile)

Il campanile prima era il battistero, poi per opera di mastro Cristoforo da Milano venne rinforzato all'interno con pilastri e arcate in pietra per reggere il peso della torre cominciata nel 1441. I lavori furono diretti da Bartoloemo delle Cisterne.

1727  (restauro intero bene)

Nel Settecento, è quasi completamente trasformata ad opera dell'architetto Domenico Rossi e per volere della famiglia Manin che ne ha pagato il restauro.

1735  (consacrazione intero bene)

Nel 1735 terminati i lavori, il patriarca Daniele Delfino riconsacrò la cattedrale col nuovo nome di Santa Maria Annunziata.

1906 - 1926 (restauro interno bene)

All'inizio del Novecento la facciata è stata oggetto di un intervento di restauro,che si è concluso solo a fine guerra.

1997 - 2012 (restauro intero bene)

La Soprintendenza ha curato il ripristino dei marmorini delle pareti interne e la pulitura degli affreschi del coro.

2006  (ristrutturazione intero)

E' stata realizzata su progetto dell'arch. Claudio Pillinini, Udine, la cripta sepolcrale dei vescovi al di sotto del coro.

2008  (restauro portale)

Nel 2008 è stato restaurato il portale secondario del lato sud realizzato da Carlo da Carona nel 1525
Descrizione

Edificio basilicale a tre navate con l’aggiunta della sequenza delle cappelle laterali; orientato su sedime rialzato con gradinata dei sei gradini antistante la piazza. La incompiuta tozza torre campanaria a sezione ottagonale in mattoni a vista, retrostante sul lato sinistro, s’innalza tangente al transetto e nella parte basamentale, edificata quale battistero, si distingue per struttura in masselli di pietra bicromi neri e bianchi con archeggiature a tutto sesto in sottosquadro. L’attuale architettura è un ibrido che compone all’originario edificio di metà Trecento la ristrutturazione d’inizi Settecento. L’edificio originale era a cinque navate, concluso dal transetto non eccedente il perimetro e dalle falde laterali in continuazione con quelle della navata centrale, che nell’ asse mediana aggetta con il basso corpo rettangolare del coro, a cui si addossano su ciascun fianco i corpi ad unica falda delle due cappelle laterali; la finestratura è a monofore ogivali. L’edificio trecentesco fu pesantemente alterato dalle ristrutturazioni d’inizio Settecento, ravvisabili all’esterno negli innalzamenti delle due navate laterali e, all’interno, nell’abbassamento del soffitto della navata centrale, dall’inserzione, in sostituzione delle due cappelle laterali di destra, del corpo a due piani della sacrestia, che avvolge su due lati il transetto; nelle due laterali cappelle pentagonali che aggettano oltre il filo delle navatelle; nella finestratura che è ad unità rettangolari lungo le navate e termali nel transetto e nel coro. Dopo i novecenteschi restauri l’edificio trecentesco è riconoscibile all’esterno nella muratura a mattoni a vista del prospetto principale e delle fiancate inferiori scansionate da monofore ogivali (in parte opilate) e nella differenziata decorazione ad archetti lungo i rispettivi tre sottogronda (nella più alta ad arcatelle romaniche e feritoie trilobate; nella mediana tortiglione e intreccio di arcatelle ogivali; nella inferiore ad arcatelle ogivali). Il trecentesco prospetto principale ha il paramento murario in mattoni a vista con decorazione in sottogronda ad archetti ogivali; la facciata è scandita dalle falde di copertura in tre partizioni la mediana, svettante, e le due navate laterali; il portale centrale entro ogiva strombata, concluso a cuspide, inquadrato da pinnacoli è sormontato dal protiro trilobato a doppia falda; i restauri hanno risarcito i due portali laterali ogivali e le soprastanti alte monofore ogivali bipartite e raddoppiate all’interno; al di sopra l’attico rettangolare decorato dalla sequenza delle archeggiature intrecciate su colonnine binate, contenuta alle estremità dai due oculi strombati; grande oculo superiore riquadrato entro cornice. Le laterali ristrutturazioni settecentesche sono evidenti per l’intonacatura giallastra delle superfici con un piccolo oculo in ciascuna di esse. L’interno è scandito da quattro alti pilastri ottagonali dal capitello corinzio, raccordati dalle arcate a tutto sesto con la superiore porzione parietale scandita da lesene; il soffitto della navata centrale è a botte, quello delle navate laterali è a moduli con volta a crociera. Le navatelle inferiori rialzate di tre gradini con balaustre, prospettano con quattro arcate a tutto sesto e contengono i tre altari laterali in successione a destra dopo la grande cappella del Santissimo e a sinistra dopo quella delle Reliquie. Ciascuna cappella ha un proprio soffitto affrescato. Il transetto, che costituisce il presbiterio, rialzato di quattro gradini, prospetta con il triforio a tre arcate a tutto sesto, di cui maggiore è quella centrale; questo ampio volume trasversale è suddiviso dal cupolino ellittico centrale in due unità laterali a crociera, illuminato da finestre termali, di cui è opilata quella di sinistra; imponenti monumenti funerari decorano le pareti laterali per tutta l’altezza; retrostante all’altare maggiore storico prospetta con arcata a tutto sesto il coro dal volume rettangolare, voltato
Coperture
In coppi.
Impianto strutturale
Edificio basilicale a tre navate con l’aggiunta della sequenza delle cappelle laterali.L’attuale architettura è un ibrido che compone all’originario edificio di metà Trecento la ristrutturazione d’inizi Settecento
Prospetto principale
Il trecentesco prospetto principale ha il paramento murario in mattoni a vista con decorazione in sottogronda ad archetti ogivali; la facciata è scandita dalle falde di copertura in tre partizioni la mediana, svettante, e le due navate laterali; il portale centrale entro ogiva strombata, concluso a cuspide, inquadrato da pinnacoli è sormontato dal protiro trilobato a doppia falda; i restauri hanno risarcito i due portali laterali ogivali e le soprastanti alte monofore ogivali bipartite e raddoppiate all’interno; al di sopra l’attico rettangolare decorato dalla sequenza delle archeggiature intrecciate su colonnine binate, contenuta alle estremità dai due oculi strombati; grande oculo superiore riquadrato entro cornice.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimento in lastre quadrate bicrome bianche e nere disposte a rombo.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1980 ca)
rialzato di quattro gradini, balaustre asportate.
altare - aggiunta arredo (1980 ca)
ligneo, a cassa.
ambone - aggiunta arredo (1980 ca)
leggio ligneo.
cattedra - aggiunta arredo (1980 ca)
sedia, in asse.
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