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Treviso
Treviso
chiesa
cattedrale
S. Pietro Apostolo nella Cattedrale
Parrocchia di San Pietro Apostolo nella Cattedrale
Preesistenze; Facciata; Esterno; Struttura; Pianta; Interni; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Cripta; Elementi decorativi; Cappella; Cappella; Cappella; Sacrestia
altare - intervento strutturale (1999); ambone - intervento strutturale (1999); cattedra - intervento strutturale (1999)
V - VI(prima chiesa preesistenze); 905 - 905(dedicazione carattere generale); 1020 - 1025(prima edificazione intero bene); XII - 1141(ampliamento intero bene); XII - XVI(decorazione cripta); XIII - XIII(realizzazione portale romanico controfacciata); XV - XVI(modifiche cripta); 1410 - 1420(realizzazione porticato facciata); 1481 - 1488(realizzazione cappella maggiore o dell'Immacolata); 1485 - 1489(realizzazione monumento sepolcrale cappella maggiore o dell'Immacolata); 1501 - 1501(realizzazione monumento sepolcrale vestibolo cappella del Santissimo Sacramento); 1501 - 1503(realizzazione cappella del Santissimo Sacramento); 1503 - 1513(decorazione cappella del Santissimo Sacramento); 1506 - 1507(realizzazione altare cappella maggiore o dell'Immacolata); 1519 - 1519(realizzazione cappella dell'Annunciazione o Malchiostro); 1520 - 1522(realizzazione altare cappella dell'Annunciazione o Malchiostro); 1520 - 1523(decorazione cappella dell'Annunciazione o Malchiostro); 1520 - 1526(realizzazione arredo cappella dell'Annunciazione o Malchiostro); 1522 - 1526(decorazione cappella dell'Annunciazione o Malchiostro); 1693 - 1693(realizzazione monumento a papa Alessandro VIII cappella maggiore o dell'Immacolata); 1693 - 1696(modifiche e decorazione cappella maggiore o dell'Immacolata); 1759 - 1816(ricostruzione del corpo della chiesa intero bene); 1830 - 1831(realizzazione altari); 1832 - 1832(nuova realizzazione altare maggiore); 1836 - 1848(edificazione pronao ); 1880 - 1888(decorazione presbiterio); 1914 - 1914(decorazione presbiterio); 1920 ca. - 1920 ca.(intervento sulle cupole parte presbiteriale); 1925 - 1925(aggiunte altare maggiore); 1926 - 1928(consolidamento delle fondazioni intero bene); 1960 - 1970(lavori di riforma intero bene); 1999 - 1999(adeguamento liturgico presbiterio)
Chiesa di San Pietro Apostolo nella Cattedrale
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Chiesa di San Pietro Apostolo nella Cattedrale <Treviso>
Altre denominazioni Duomo di Treviso
S. Pietro Apostolo nella Cattedrale
Autore (ruolo)
Lombardo, Pietro (modifica delle strutture absidali)
Lombardo, Tullio (modifica delle strutture absidali)
Lombardo, Antonio (modifica delle strutture absidali)
Bregno, Giambattista di Alberto (Cappella del Santissimo Sacramento)
Riccati, Giordano (ricostruzione del corpo della chiesa )
Selva, Giovanni Antonio (ricostruzione del corpo della chiesa )
Seitz, Ludovico (decorazione della Cappella Maggiore )
Biagetti Biagio (decorazione)
Bonazza Giovanni (monumento a Papa Alessandro VIII )
Bomben, Francesco (pronao Neoclassico)
Beni, Antonio (decorazione)
Pennacchi, Pier Maria (decorazione)
Sacchis, Giovanni Antonio de', il Pordenone (decorazione)
Rudelli, Mario (adeguamento liturgico)
Bregno, Lorenzo (decorazione)
Antonio Maria da Milano (Cappella del Santissimo Sacramento)
Amalteo Pomponio (decorazione)
Ambito culturale (ruolo)
romanico (costruzione chiesa)
rinascimentale (ampliamento chiesa)
neoclassico (ricostruzione chiesa)
Notizie Storiche

V - VI (prima chiesa preesistenze)

Tra V e VI secolo venne certamente eretta una primitiva chiesa cattedrale in un luogo prossimo a quella attuale. Due plutei frammentari di ambito ravenate, datati tra VI e VII secolo, murati su una parete del duomo odierno, sono probabilmente gli unici reperti rimasti in loco della chiesa paleocristiana.

905  (dedicazione carattere generale)

La prima testimonianza storica della dedicazione della Cattedrale a San Pietro apostolo è in un diploma di re Berengario I del 905.

1020 - 1025 (prima edificazione intero bene)

Tra il 1020 e il 1025, durante l'episcopato del vescovo Rotario I, ha inizio la costruzione del "nuovo Duomo" romanico sovrapposto alla cripta. Probabilmente risalgono a quella fabbrica nove capitelli di spoglio tuttora presenti nella cripta.

XII - 1141 (ampliamento intero bene)

Nel secondo quarto del XII secolo, durante l'episcopato del vescovo Gregorio, si colloca l'avvio di un nuovo cantiere che ebbe termine nel 1141, come documentava un’iscrizione scoperta nel 1739 nel mosaico pavimentale del presbiterio. Il duomo, ampliato assieme alla cripta, si caratterizzava per un impianto basilicale suddiviso in tre navate da pilastri e colonne; il presbiterio era rialzato sopra la cripta, diviso in tre navate e concluso da abside a profilo esterno poligonale; le due absidi laterali erano inscritte nello spessore del muro rettilineo di fondo delle rispettive navate. La cripta attuale è rimasta sostanzialmente fedele alla costruzione romanica risalente al XII secolo, nonostante i successivi rimaneggiamenti della zona absidale. Di questo periodo sono rimasti anche alcuni lacerti dell'originaria pavimentazione a mosaico.

XII - XVI (decorazione cripta)

Già a partire dal XII secolo la cripta viene ornata con dipinti murali, di cui rimangono alcuni lacerti. Nel secolo successivo, soprattutto durante l'episcopato del vescovo Pietro da Baone (1359-1384), si attuò una vasta campagna decorativa, come testimoniano la gran parte degli affreschi tuttora esistenti sulle volte e sulle pareti della cripta, raffiguranti una Crocifissione, un ciclo con la Passione di Cristo, la Madonna con il Bambino in diverse versioni e vari Santi. A questi si aggiungono alcune figure di Angeli della seconda metà del Quattrocento e una volta con decorazione a grottesche di fine Cinquecento.

XIII  (realizzazione portale romanico controfacciata)

Nella prima metà del Duecento la cattedrale medievale viene dotata di un grandioso portale istoriato in corrispondenza dell'ingresso principale, preceduto da un protiro con due leoni stilofori. Il complesso lapideo venne smontato intorno al 1805, in occasione dei lavori di ricostruzione del duomo: vari elementi furono riutilizzati come pietra da taglio altri finirono in diversi depositi. Grazie a un minuzioso lavoro di ricostruzione, nel 2005 il portale è stato ricomposto sulla controfacciata del duomo attuale. Il portale è sormontato da un arco a tutto sesto sottolineato da un motivo a torciglione che si ripete nelle colonnine degli stipiti. Nei piedritti sono scolpiti dodici scomparti con episodi tratti dalle Storie della vita della Vergine e dell’infanzia di Gesù, mentre nel timpano è raffigurato il Cristo redentore affiancato da due figure dipinte di santi tra le quali si distingue San Rocco.

XV - XVI (modifiche cripta)

Tra la fine del Quattrocento e l'inizio del secolo successivo, in concomitanza con la realizzazione delle cappelle rinascimentali del duomo si interviene nella cripta prolungando le tre cappelle absidali: vengono demolite l'abside centrale e meridionale e ricostruite nelle forme attuali; l'abside settentrionale viene preservata addossandovi un altro ambiente absidato; vengono inserite otto nuove colonne lisce con capitello ionico.

1410 - 1420 (realizzazione porticato facciata)

All'inizio del XV secolo viene costruito il porticato gotico costituito da una loggia a sette archi lungo tutta la facciata (demolito nella prima metà del XIX secolo). Infatti, risulta che il 23 marzo 1410 il Capitolo dei Canonici della Cattedrale, grazie alle donazioni dei devoti, avvia la costruzione del “porticale dei leoni” che sostituisce il protiro romanico. I lavori terminano nel 1420. I due leoni stilofori già presenti nel protiro e riutilizzati alla base di due colonne nel porticato quattrocentesco, si trovano oggi ai lati della scalinata che precede la facciata del duomo.

1481 - 1488 (realizzazione cappella maggiore o dell'Immacolata)

Nel 1481, per volere del vescovo Giovanni Zanetto da Udine e su progetto di Pietro Lombardo con l'aiuto dei figli Tullio e Antonio, ha inizio la ricostruzione del presbiterio romanico sopra la cripta ad una quota superiore rispetto al piano delle navate, in forma di cappella rinascimentale a pianta quadrata con abside sul fondo e copertura a cupola emisferica con relativo tamburo. Nel 1486 la cappella appena edificata, dedicata all'Immacolata Concezione, subisce il crollo della cupola. I Lombardo si impegnano a ricostruirla a proprie spese modificandone la struttura tramite un allungamento che prevedeva la realizzazione di una grande arcata di rinforzo per la cupola e un sistema di contrafforti esterni. I lavori terminano nel 1488.

1485 - 1489 (realizzazione monumento sepolcrale cappella maggiore o dell'Immacolata)

Tullio e Antonio Lombardo realizzano il monumento sepolcrale del vescovo di Treviso Giovanni Zanetto da Udine (1478-1485). Tuttora presente sulla parete sinistra del presbiterio.

1501  (realizzazione monumento sepolcrale vestibolo cappella del Santissimo Sacramento)

Entro una nicchia nella parete sinistra del vestibolo è tuttora racchiuso il monumento sepolcrale del vescovo Niccolò Franco, attribuito alla bottega veneziana dei Lombardo, realizzato nel 1501.

1501 - 1503 (realizzazione cappella del Santissimo Sacramento)

La cappella del Santissimo Sacramento, a sinistra della maggiore, viene realizzata tra il 1501 e il 1503 per la parte architettonica da Antonio Maria e Pietro Maria da Milano insieme a Giacomo “taiapiera in Santa Margherita”. La costruzione, promossa dal vescovo Niccolò Franco, venne portata a termine dal vescovo Bernardo de' Rossi.

1503 - 1513 (decorazione cappella del Santissimo Sacramento)

Dai registri di spesa della Scuola del Santissimo Sacramento, che aveva il patronato della cappella, si ricava che Giambattista e Lorenzo Bregno lavorarono al rivestimento interno e alla pavimentazione del nuovo complesso edilizio, oltre che alla realizzazione delle sculture, portando a termine un progetto decorativo che è il manifesto della cultura umanistica del vescovo de' Rossi. Gli studi di Anne Markham Schulz (1991) fanno chiarezza sull'assegnazione delle sculture: a Giambattista vengono attribuiti il Cristo risorto (1506-1508) e il San Pietro (1508-1509); a Lorenzo il San Paolo (1508-1513), i rilievi con Angeli (1510) e quelli con Evangelisti (1511-1512); alla bottega i due Angeli (1508-1509) dell’abside.

1506 - 1507 (realizzazione altare cappella maggiore o dell'Immacolata)

Con il compimento della nuova cappella maggiore venne realizzato anche l’altare, collocato nel nicchione di fondo. Sopra la mensa, a modo di alzato, viene posta l’arca-reliquario dei santi Teonisto, Tabra e Tabrata con i tre busti ad altorilievo sul prospetto. Opera dei Lombardo.

1519  (realizzazione cappella dell'Annunciazione o Malchiostro)

La cappella, preceduta da un vestibolo e collocata a destra della maggiore, viene realizzata nel 1519 dall'architetto Martino. Committente ufficiale della cappella era la Confraternita dell'Annunciata ma, come si legge in una lapide murata nel vestibolo essa fu eretta a spese del canonico Broccardo Malchiostro, con la dedicazione a Maria Vergine Santissima, durante l'episcopato del vescovo di Treviso Bernardo de' Rossi. Parecchi stemmi del canonico Malchiostro e del vescovo de' Rossi sono presenti nel vestibolo e nella cappella.

1520 - 1522 (realizzazione altare cappella dell'Annunciazione o Malchiostro)

L'altare della nuova cappella è attribuito a Lorenzo Bregno.

1520 - 1523 (decorazione cappella dell'Annunciazione o Malchiostro)

La decorazione ad affresco della cappella spetta per la gran parte a Giovanni Antonio De Sacchis detto il Pordenone che dipinge le scene raffiguranti l'Adorazione dei Magi, la Visitazione e Augusto e la Sibilla, oltre alle figure dei quattro Dottori della chiesa. Al pittore Pomponio Amalteo vanno invece riferite le figure dei santi Pietro, Andrea e Liberale. Sulla calotta della cupola era dipinto Dio Padre tra gli angeli, affresco perduto durante il bombardamento che colpì la chiesa il 7 aprile del 1944.

1520 - 1526 (realizzazione arredo cappella dell'Annunciazione o Malchiostro)

Lungo le pareti della cappella vengono disposti dei dossali lignei con pannelli intarsiati raffiguranti scene della vita di San Brocardo e della Vita della Vergine.

1522 - 1526 (decorazione cappella dell'Annunciazione o Malchiostro)

Per l'altare della cappella il canonico Broccardo Malchiostro commissiona la tavola raffigurante l'Annunciazione a Tiziano Vecellio. Nello sfondo del dipinto il canonico è effigiato quale spettatore della scena.

1693  (realizzazione monumento a papa Alessandro VIII cappella maggiore o dell'Immacolata)

Giovanni Bonazza realizza il monumento celebrativo a Pietro Vito Ottoboni, già canonico della Cattedrale di Treviso, salito al soglio pontificio nel 1689 con il nome di Alessandro VIII. Il monumento è tuttora presente sulla parete destra del presbiterio.

1693 - 1696 (modifiche e decorazione cappella maggiore o dell'Immacolata)

Nel 1693 si commissiona la decorazione della cappella ai pittori Antonio Zanchi e Andrea Celesti. Nello stesso periodo vengono realizzate aggiunte barocche all’alzato dell’altare maggiore e vengono eliminati iconostasi e amboni.

1759 - 1816 (ricostruzione del corpo della chiesa intero bene)

Nel 1742 viene indetto un concorso per il rinnovamento del corpo della chiesa romanica, dato lo stato di generale deterioramento. Nel 1755 si sceglie il progetto di Giordano Riccati e nel 1759 iniziano i lavori. Riccati elimina le navate romaniche, trasforma l’intero corpo di fabbrica e la facciata. Lo spazio rialzato antistante il presbiterio viene occupato da una cappella cupolata, gemella di quella rinascimentale, comunicante con questa e con la navata attraverso ampie arcate doppie. A sostegno di questa nuova struttura nella cripta vengono inseriti quattro pilastri in mattoni davanti alla cappella maggiore. Riccati prende come generatori del progetto le misure e i dettagli architettonici della cappella monumentale dei Lombardo. Nel 1780 compaiono i primi sintomi di disaccordo con i canonici per la realizzazione di alcuni particolari costruttivi, che portano alla sospensione dei lavori. Solo nel 1790 vengono ripresi i lavori, affidati alla direzione di Gian Antonio Selva.

1830 - 1831 (realizzazione altari)

Tra il 1830 e il 1831 vengono realizzati gli altari delle navate laterali del Duomo dedicati a Sant'Antonio da Padova, a Santa Giustina e al Beato Enrico da Bolzano. Promotore dei lavori è il canonico Lorenzo Crico che fa costruire gli altari utilizzando colonne, trabeazione e timpano provenienti dagli altari smembrati della chiesa veneziana di San Biagio.

1832  (nuova realizzazione altare maggiore)

Il progetto di trasformazione settecentesco prevedeva anche un nuovo altare maggiore, che venne realizzato nel 1832. Esso non aveva alzato e sopra vi fu sospesa la corona pensile tuttora in situ. Il vecchio altare fu mantenuto nell’abside per le reliquie. I lavori per l’altare richiesero rinforzi alle volte della cripta sottostante e furono motivo per posare una nuova pavimentazione su tutta l’area presbiteriale.

1836 - 1848 (edificazione pronao )

Tra il 1836 e il 1848 vengono realizzati il pronao neoclassico esastilo e la gradinata su progetto dell’architetto Francesco Bomben. La Cattedrale di Treviso assume l’aspetto attuale.

1880 - 1888 (decorazione presbiterio)

Tra il 1880 e il 1888 vengono rimosse le tele tardo-seicentesche e il pittore Ludovico Seitz viene chiamato a realizzare due affreschi con scene relative alle origini leggendarie del Cristianesimo a Treviso, legate alle figure dei santi Pietro, Prosdocimo e Liberale, e altri due affreschi con episodi storicamente documentati riferiti a papa Benedetto XI e al beato Enrico da Bolzano.

1914  (decorazione presbiterio)

Biagio Biagetti realizza due affreschi in onore di papa Pio X sulle pareti del presbiterio.

1920 ca.  (intervento sulle cupole parte presbiteriale)

Durante il primo dopoguerra viene sostituito il corpo esterno a pianta esagonale con le cupole tuttora esistenti: la prima e la terza, più basse, sono ora a pianta poligonale, con copertura a tegole; le altre, più slanciate, hanno sezione circolare e sono rivestite da lamine di rame.

1925  (aggiunte altare maggiore)

L’altare maggiore nel 1925 venne arricchito con tre lastre bronzee a rilievo opera dell'orafo trevigiano Antonio Gentilin, raffiguranti Storie di san Pietro apostolo.

1926 - 1928 (consolidamento delle fondazioni intero bene)

Tra il 1926 e il 1928 si compiono lavori di consolidamento delle fondazioni e di sistemazione del pavimento.

1960 - 1970 (lavori di riforma intero bene)

Tra il 1960 e il 1970 il vescovo Mistrorigo promuove alcuni lavori tra i quali il riutilizzo dell’arca rinascimentale dei santi Teonisto, Tabra e Tabrata, come alzato dell’altare maggiore (sopra il quale fu messo un grande Crocifisso ligneo cinquecentesco); la valorizzazione di lapidi, in relazione con la dedica originaria all’Immacolata della cappella presbiteriale; la realizzazione della nuova gradinata marmorea anteriore, estesa a tutta l’ampiezza della doppia arcata che comunica con la navata; lo smontaggio del pulpito della navata.

1999  (adeguamento liturgico presbiterio)

Dal 1999 la navata centrale accoglie il presbiterio rinnovato: l’altare, ottenuto dalla riutilizzazione dell’arca sepolcrale di Enrico da Bolzano (1315) viene affiancato dalla cattedra episcopale e dall’ambone in bronzo dorato, opera di Mario Rudelli.
Descrizione

Le origini della cattedrale di San Pietro Apostolo, conosciuta anche come Duomo di Treviso, sono molto antiche e risalgono al V-VI secolo. La cripta, divisa in undici navate scandite da sessantotto colonne, è l’unica testimonianza rimasta a documentare la costruzione risalente all'XI e XII secolo. Nel corso dei secoli la cattedrale subisce numerose trasformazioni, di cui rimangono tracce leggibili nell’edificio attuale. Nel secondo quarto del XII secolo ha avvio il cantiere del Duomo romanico: la chiesa, a pianta basilicale, è divisa in tre navate con tre cappelle terminali sopraelevate rispetto al piano dell’aula principale. Alla fine del XV secolo ha invece inizio la ricostruzione, su progetto di Pietro Lombardo, del presbiterio in forma di cappella rinascimentale posto sopra la cripta e ad una quota superiore rispetto al piano delle navate. Agli inizi del secolo successivo, vengono poi realizzate le cappelle laterali ed i relativi vestiboli coperti da volte a botte. La chiesa nei secoli successivi non subisce particolari trasformazioni finchè lo stato di deterioramento porta nel XVIII secolo ad un concorso per il rinnovamento del corpo della chiesa romanica. Viene scelto il progetto di Giordano Riccati che elimina le navate romaniche, trasforma l’intero corpo di fabbrica e la facciata, realizza una cappella cupolata, gemella di quella rinascimentale, nello spazio rialzato antistante il presbiterio. L’edificio che vediamo oggi è sostanzialmente quello realizzato nel ‘700, con un impianto affine a quello basilicale, per via delle tre navate terminanti in altrettante cappelle, ma che allo stesso tempo richiama la pianta a croce greca per la sua pianta pressoché quadrata e per la disposizione delle sue parti intorno a una cupola centrale. L’aula è scandita da tre navate che suddividono anche la zona presbiteriale, rialzata, per tutta la profondità del coro e terminano in altrettante cappelle. Le navate sono suddivise in tre campate, quella centrale è coperta dalla cupola attorno alla quale ruota l’intero impianto. Cupola e campate sono sorrette da piloni a base triangolare, rinforzati da un ordine minore di pilastrini angolari che reggono la trabeazione e gli archi. Per ognuna delle tre campate ai lati delle navate laterali sono alloggiati altrettanti altari, di cui quello centrale è absidato. L’ordine, la decorazione e la forma di ogni elemento architettonico, in pietra grigia sul fondo di intonaco più chiaro, ripetono quelli della cappella maggiore. La facciata, realizzata nel 1800 in stile neoclassico, è preceduta da un alto portico esastilo a colonne in laterizio intonacato con capitelli ionici in pietra, reggenti una forte trabeazione ed un frontone triangolare. Vi si accede tramite un’ampia gradinata su tre lati e chiusa da due rampe, alla base delle quali poggiano due leoni romanici.
Preesistenze
Il preesistente Duomo romanico aveva pianta basilicale a tre navate suddivise da pilastri e colonne. Il presbiterio, rialzato sopra la cripta, era anch’esso diviso in tre navate scandite da ampie arcate e terminava con un'abside centrale a profilo esterno poligonale e due absidi laterali inscritte nello spessore del muro rettilineo a chiusura delle rispettive navate. La facciata era caratterizzata da una doppia serie di arcatelle cieche e da un rosone affiancato da due oculi. Il portale d’ingresso era preceduto da un protiro sostenuto da due leoni stilofori, visibili ancora oggi ai lati della gradinata. La fabbrica attuale mantiene traccia della cattedrale romanica sia sul fianco nord in un tratto di parete esterna in mattoni, ritmata da archetti pensili uscenti da doppie lesene, sia in alcuni tratti del basamento dove sono ancora presenti grossi conci lapidei di spoglio, visibili soprattutto lungo il fianco settentrionale e meridionale. Sotto la pavimentazione del presbiterio del Duomo, ai piedi dell'altare, sono conservati e visibili da un vetro di protezione un tratto del muro frontale della costruzione romanica della cripta con lacerti di affresco e la base semicircolare degli scalini che conducevano dalla navata al presbiterio della fine del Quattrocento.
Facciata
La facciata, in stile neoclassico, è preceduta da un alto portico esastilo sorretto da colonne in laterizio intonacato con grandi capitelli ionici in pietra, reggenti una forte trabeazione ed un frontone triangolare. Nel timpano è presente lo stemma del Capitolo della Cattedrale composto da due chiavi decussate e un galero con sei nappe in sommità. L’accesso al pronao avviene tramite una gradinata monumentale di undici gradini disposta sui tre lati liberi e chiusa lungo i lati controfacciata da due rampe, alla base delle quali poggiano due leoni romanici. Oltre il pronao, la facciata d'ingresso ospita un portone centrale e due minori laterali ed è scandita orizzontalmente da due cornicioni marcapiano.
Esterno
I prospetti esterni sono in muratura in mattoni pieni a vista e privi di ornamenti. La linearità dei due prospetti laterali, nei quali si aprono due oculi nella parte superiore, è interrotta dalle sporgenze semicircolari corrispondenti alle cappelle absidate centrali, caratterizzate da lunghe finestre ad arco tondo. Nel fianco settentrionale si apre un ingresso secondario, mentre il lato meridionale è in buona parte inglobato dagli edifici del Palazzo Vescovile e delle Canoniche Vecchie. Sul lato nord-est, al corpo della chiesa si salda il gruppo delle cappelle terminali. Queste si innalzano al di sopra del basamento corrispondente alla cripta realizzato in alcuni tratti in pietra.
Struttura
La struttura è in muratura portante, probabilmente coeva alla cripta, ma la decorazione architettonica si ispira a quella delle cappelle.
Pianta
La pianta si presenta composta dall’aula dei fedeli e dalla zona presbiteriale, caratterizzata da un profondo coro, sotto la quale si trova la cripta. L’aula è scandita da tre navate che suddividono anche la zona presbiteriale per tutta la profondità del coro e terminano in altrettante cappelle. Le navate sono suddivise in tre campate, quella centrale è coperta dalla cupola attorno alla quale ruota l’intero impianto. Cupola e campate sono sorrette da piloni a base triangolare, rinforzati da un ordine minore di pilastrini angolari che reggono la trabeazione e gli archi. Per ognuna delle tre campate ai lati delle navate laterali sono alloggiati altrettanti altari, di cui quello centrale è absidato. L’impianto architettonico dell’aula rispecchia quello basilicale mentre la disposizione delle sue parti intorno a una cupola centrale richiama la pianta a croce greca. Il presbiterio e i due vestiboli delle cappelle laterali, lunghi quanto quelle, collegano le cappelle al corpo della chiesa. L’intera area delle cappelle terminali è costruita sopra la cripta e vi si accede tramite tre distinte gradinate.
Interni
L’interno della chiesa è modulato a partire dalla cappella maggiore: l’ordine, la decorazione e la forma di ogni elemento architettonico sono quindi in pietra grigia sul fondo di intonaco più chiaro. La navata maggiore è caratterizzata da un ordine ionico, con archi binati all'inizio e alla fine della navata mentre le navate laterali, caratterizzate da un ordine minore corinzio, presentano archi binati trasversali. La cappella maggiore termina in un’abside più stretta, raccordata all’arco di fondo per mezzo di un arcone intermedio. Sopra il coro si eleva una cupola con tamburo finestrato, poggiante, tramite pennacchi, su archi con capitelli ionici scanalati con squame e rosette e pilasti in pietra. I pilastri reggono la trabeazione che si sviluppa continua in tutta la chiesa. Gli archi sono ornati nell'intradosso a cassettoni con rose variate, motivo che si ripete costante per quasi tutta la chiesa. Alle pareti sono presenti sculture e affreschi. Le cappelle laterali ripetono approssimativamente le forme della maggiore e sono coperte da cupolette poggianti su piccoli tamburi finestrati.
Coperture
Il tetto della chiesa presenta una serie di falde a diverse altezze interrotte dalle molte cupole che sovrastano la navata e le cappelle. Le cupole hanno tutte rivestimento metallico: in piombo quello della cappella orientale, in rame tutte le altre. I catini dell’abside maggiore e della occidentale sono in cotto non rivestito. Il movimento di tutte queste forme curve che si alternano alle rettilinee, la varietà delle sagome, delle dimensioni, degli ornati, dei materiali costruttivi, dei colori degli intonaci e dei metalli, raggiungono effetti pittoreschi e danno carattere alla chiesa. La navata centrale è coperta da tre cupole, una centrale di dimensioni maggiori e due laterali più piccole. La cupola centrale presenta un alto tamburo con finestre alternate a quattro nicchie ornate da affreschi a monocromo, ha una balaustra di colonnine a fuso e pilastrini, è praticabile e poggiante su un giro di mensole quadrate. Le altre due cupole, quella del presbiterio e quella del coro, poggiano su tamburi finestrati e pennacchi. I vestiboli delle cappelle laterali sono coperti da volte a botte, con serie di voltine a vela sui fianchi. Anche le navate laterali presentano la medesima copertura, poggiante sugli archi binati dell’ordine minore che divide le navate in tre campate. Una cupola emisferica con tamburo a finestre sorge sopra il coro, un’altra ovoidale con tamburo più alto si eleva sopra il presbiterio, fiancheggiata da due emisferiche minori sopra le due cappelle laterali. Cupole e dadi sono coronati da lanterne.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in marmo a quadri bianchi e rossi. Nel corso di alcuni scavi sono emersi i resti delle pavimentazioni precedenti. Sotto la pavimentazione attuale potrebbero infatti trovarsi ancora i resti del mosaico antico a tessere bianche e nere disposte a onde vertebrate. Sotto al mosaico questo erano state rinvenute inoltre le tracce di un’altra antichissima pavimentazione composta da piccole tessere bianche e nere alternata a tessere più grandi in marmo di vari colori.
Cripta
La cripta è rimasta sostanzialmente fedele alla costruzione romanica risalente al XII secolo, ante 1141. Ad essa si accede tramite due scale discendenti dal corpo della chiesa, è divisa in undici navate scandite da sessantotto colonne che sostengono piccole volte a crociera con alti piedritti. Le colonne sono basse, senza base e con capitelli di foggia svariata, la maggior parte dei quali lisci, cubici, con spigoli inferiori arrotondati quasi a cuna, sono databili al XII secolo, così come i due sostegni ottagonali in marmo rosso di Verona con capitelli scolpiti. I nove capitelli pseudo-corinzi, invece, decorati da foglie lisce, palmette e foglie d'acanto spinoso vengono considerati materiali di spoglio e datati intorno al 1020-1025. Sul pavimento rimangono alcuni lacerti di mosaico in opus sectile e tessellatum del XII secolo. La cripta termina ad est in tre absidi semicircolari con la centrale prolungata in lunghezza. L'absidiola settentrionale è caratterizzata da nicchie ad archetti tondi e risale alla costruzione romanica, le altre due absidi sono state rifatte tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. La cappella maggiore è costituita da un vano trapezoidale concluso da un ambiente voltato a botte su cui si apre un'abside semicircolare. In questa cappella è conservata l'arca lapidea scolpita, datata al 1403, contenente l'urna con le reliquie di san Liberale. La cappella destra è voltata a botte e termina in un arcone che introduce in un'absidiola semicircolare. In occasione dell'intervento cinquecentesco sono state aggiunte nell'aula otto colonne lisce con capitello ionico, mentre i quattro pilastri in mattoni davanti alla cappella maggiore vennero inserite in concomitanza con la ricostruzione settecentesca del Duomo.
Elementi decorativi
Sulle volte e sulle pareti della cripta si sono conservati numerosi dipinti murali, in parte frammentari, databili tra il XII e il XVI secolo. La cappella absidale destra, dedicata alla Madonna di Loreto, è ornata con stucchi ottocenteschi; sulle sue pareti sono murati tre bassorilievi del XIV e XV secolo e alcuni frammenti di cornici scolpite con palmette e foglie d'acanto spinoso e dentellatura.
Cappella
Cappella maggiore dell'Immacolata Concezione. Sulle pareti del presbiterio sono dipinti ad affresco episodi legati alla figura di papa Pio X, realizzati nel 1914 da Biagio Biagetti. Sulle pareti della cappella sono collocati due monumenti: a sinistra il monumento sepolcrale del vescovo Giovanni Zanetto da Udine, realizzato negli anni Ottanta del Quattrocento da Tullio e Antonio Lombardo; a destra il monumento celebrativo di papa Alessandro VIII, opera di Giovanni Bonazza del 1693. Ai lati dei monumenti quattro riquadri raffigurano scene della vita di san Prosdocimo, di san Liberale, del beato Enrico da Bolzano e di papa Benedetto XI, affrescati nel 1888 da Ludovico Seitz. Sul catino absidale è dipinta l'Immacolata concezione con Adamo ed Eva, opera del 1914 di Antonio Beni.
Cappella
Cappella del Santissimo Sacramento, a sinistra della maggiore. Nel vestibolo è collocato il monumento sepolcrale del vescovo Niccolò Franco (1501). Il rivestimento marmoreo della cappella e tutto l'apparato scultoreo, rilievi e statue venne realizzato tra il 1503 e il 1513 da Giambattista e Lorenzo Bregno. Sul catino absidale è raffigurato ad affresco Gesù Cristo redentore, dipinto nel 1511 da Pier Maria Pennacchi.
Cappella
Cappella dell'Annunciazione o Malchiostro, a destra della maggiore. Sulla parete destra del vestibolo è collocato il monumento funebre del vescovo Castellano Salomone del XIV secolo. La cappella è interamente decorata ad affresco. La gran parte degli affreschi spetta a Giovanni Antonio De Sacchis detto il Pordenone che dipinge le scene raffiguranti l'Adorazione dei Magi, la Visitazione e Augusto e la Sibilla, oltre alle figure dei quattro Dottori della chiesa. Al pittore Pomponio Amalteo vanno invece riferite le figure dei santi Pietro, Andrea e Liberale.
Sacrestia
Sacrestia dei mansionari. A questo ambiente, appartenente all'edificio delle Canoniche vecchie, si accede dal vestibolo della cappella dell'Annunciata. Sulla parete meridionale sono presenti due affreschi dell'inizio del XV secolo: un'Annunciazione e una lunetta con la Crocifissione.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1999)
L'altare è stato realizzato nel 1999 utilizzando il sarcofago dell’arca tombale di Enrico da Bolzano datata al 1315.
ambone - intervento strutturale (1999)
L'ambone, in bronzo dorato, è opera dello scultore Mario Rudelli. Il fusto è costituito dal gruppo scultoreo raffigurante l'Angelo che annuncia la resurrezione di Gesù Cristo alle pie donne.
cattedra - intervento strutturale (1999)
La cattedra episcopale, in bronzo dorato, è opera dello scultore Mario Rudelli. I fianchi sono ornati con bassorilievi raffiguranti da una parte il Mandato di Gesù agli apostoli, e dall'altra San Liberale, San Pio X papa e il beato Andrea Giacinto Longhin.
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