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Novara
Novara
chiesa
parrocchiale
S. Maria Assunta
Parrocchia Santa Maria Assunta
Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Facciata; Elementi decorativi; Preesistenze; Struttura
altare - intervento strutturale (1969); ambone - aggiunta arredo (1969)
1854 - 1988(progettazione carattere generale); 2016 - 2017(restauro volte)
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Cattedrale di Santa Maria Assunta <Novara>
Altre denominazioni Chiesa di Santa Maria Assunta
S. Maria Assunta
Autore (ruolo)
Antonelli Alessandro [1] (progettazione )
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (edificazione)
Notizie Storiche

1854 - 1988 (progettazione carattere generale)

Ad Alessandro Antonelli, nel 1854, venne richiesto un progetto per la ricostruzione del quadriportico, ma lui ne presentò uno che prevedeva anche la ricostruzione dell'intera cattedrale, che venne approvato l'anno successivo. Nel 1857 venne demolito il quadriportico ed in seguito ricostruito, mentre a partire nel 1865 vennero demolite le navate e la cupola della cattedrale romanica. La costruzione delle nuove navate terminò nel 1869 e, il 2 ottobre dello stesso anno, la cattedrale venne consacrata.

2016 - 2017 (restauro volte)

consolidamento volte navata centrale realizzato con fondi 8x1000 della Confernza Episcopale Italiana.
Descrizione

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è un grandioso edifcio neoclassico, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento su progetto di Alessandro Antonelli nel sito in cui precedentemente sorgeva l’antica cattedrale romanica, abbattuta per far posto al nuovo edifcio. La chiesa con impianto basilicale a tre navate, presbiterio e abside, è preceduta da un pronao colonnato che ingloba l'antico battistero romanico. La copertura dell'edificio affianca alla volta a botte della navata centrale le calotte delle navate laterali. Il campanile romanico della cattedrale è l'unica struttura architettonica sopravvissuta alla demolizione ottocentesca. Lo stesso è stato oggetto di sopraelevazione nel 1831 ad opera di Stefano Ignazio Melchioni.
Coperture
coperture con coppi e sottocoppi in terracotta su struttura lignea a due spioventi per la navata centrale, mentre per le laterali ad unico spiovente.
Pavimenti e pavimentazioni
pavimenti realizzati in occasione del progetto antonelliano ed eseguiti con tecnica a mosaico con tessere bianche e nere. I motivi decorativi geometrici riprendono alcuni dettagli del superstite pavimento musivo del duomo romanico visibili nel presbiterio.
Facciata
la facciata del duomo è composta da un pronao coperto con coronamento a timpano sorretto da quattro colonne monumentali corinzie scanalate in granito. La navata centrale termina in facciata con un coronamento composto da un camminamento diviso da colonnine che scandiscono il ritmo del compesso mentre, ad illuminaer la navata è posta una grande finestra palladiana.
Elementi decorativi
numerosi sono gli elementi decorativi del complesso della cattedrale. I materiali utilizzati sono vari: dallo stucco, alle pietre pregiate come il marmo al granito al bronzo dorato. Antonelli utilizza questo ampio ventaglio materico per realizzare l'imponente impianto decorativo.
Preesistenze
sopravvivono al duomo romanico pochi elementi: il pavimento musivo del persbiterio; il campanile della cattedrale; insieme ad alcune opeer d'arte che sia ricollocate da Antonelli, sia spostate in altro luogo, contribuiscono a completare l'immagine grandiosa della cattedrale novarese.
Struttura
la struttura muraria dell'edificio è composta, come di norma nelle opere di Antonelli, di parato murario in mattoni finito ad intonaco a calce.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1969)
l'intervento è stato commissionato dal vescovo Placido Maria Cambiaghi all'arch. Carlo Ravarelli. L'intervento è stato concluso e consacratop nel 1969. L'intervento ha riguardato la realizzazione di una nuova mensa in granito bianco e base in granito rosso imperiale; insieme all'ambone e alla gradinata semicircolare di accesso al presbiterio sempre in granito rosso di Baveno.
ambone - aggiunta arredo (1969)
l'intervento è stato commissionato dal vescovo Placido Maria Cambiaghi all'arch. Carlo Ravarelli. L'intervento è stato concluso e consacratop nel 1969. L'intervento ha riguardato la realizzazione di una nuova mensa in granito bianco e base in granito rosso imperiale; insieme all'ambone e alla gradinata semicircolare di accesso al presbiterio sempre in granito rosso di Baveno. L'ambone è costituito da un bassorilievo della fine del XII secolo raffigurante San Paolo Apostolo originariamente collocato nell'antica basilica di San Gaudenzio.
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