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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
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Fossalta Padovana
Trebaseleghe
Treviso
chiesa
periferica
Madonna del Rosario
Parrocchia di San Giacomo Maggiore Apostolo
Pianta; Fondazioni; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Facciata; Campanile; interni
nessuno
1608 - 1608(erezione intero bene); 1817 - 1817(restauro intero bene); 1950 - 1960(restauro intero bene); 1997 - 1997(restauro e rifacimento intero bene); 2012 - 2013(restauro intero bene)
Oratorio della Madonna del Rosario
Tipologia e qualificazione chiesa periferica
Denominazione Oratorio della Madonna del Rosario <Fossalta Padovana, Trebaseleghe>
Ambito culturale (ruolo)
neoclassico (restauro)
maestranze venete (costruzione)
Notizie storiche
1608 - 1608 (erezione intero bene)
L’anno di costruzione ipotizzato risulta essere 1608. Con certezza l’Oratorio Madonna del Rosario, intorno alla metà del ‘700, era parte di un ampio complesso, circondato da mura e costituito da un palazzo dominicale fiancheggiato da due barchesse simmetriche. Secondo quanto testimoniato dalle cronache, il complesso è stato visibile fino alla fine del XVIII secolo.
1817 - 1817 (restauro intero bene)
Nel 1817 l’Oratorio della Madonna del Rosario è oggetto di un restauro fortemente voluto da Francesco Zignol il quale aveva ricevuto il palazzo i eredità dei Renier.
1950 - 1960 (restauro intero bene)
Tra il 1950 e il 1960 viene effettuato il restauro degli intonaci esterni.
1997 - 1997 (restauro e rifacimento intero bene)
Nel 1997 vengono condotti sull’Oratorio lavori di restauro degli intonaci esterni della Chiesa, ripristino di alcune parti del pavimento, e posa di una nuova pavimentazione nella sacrestia e matronei in cotto.
2012 - 2013 (restauro intero bene)
Tra il 2012 e il 2013 la Chiesa è stata soggetta ad un intervento di restauro e miglioramento dello stato di conservazione. Oltre alla manutenzione ordinaria del manto di copertura l’intervento ha provveduto alla sostituzione di una capriata lignea ammalorata.
Descrizione L'oratorio della Madonna del Rosario, situato in via Zignol, lungo la strada che da Fossalta conduce a Trebaseleghe, era, intorno alla seconda metà del '700 parte integrante di un ampio complesso, circondato da mura, costituito dal palazzo dominicale fiancheggiato da due barchesse simmetriche e visibile secondo quanto testimoniato dalle cronache, fino alla fine del XVIII° secolo. Dell'antico complesso non rimangono che una porzione di barchessa e alcuni pilastri a pianta quadrata con sfera sommitale. L'edificio di culto è a pianta rettangolare e navata unica, dotato di un presbiterio a pianta quadrata con due piccoli matronei e sacrestia. Il campanile è addossato al lato ovest della chiesa, tra matroneo e sacrestia. La sobria ma elegante facciata, intonacata come i restanti prospetti, risulta bipartita da un'esile fascia marcapiano, posta in corrispondenza dell'aggettante lunetta che sovrasta il portale ligneo d'ingresso. Una serie di riquadri a guisa di modanature appena sbalzate ingentilisce la facciata, completata da un frontone timpanato aggettante, dotato di oculo centrale. Gli interni dell'aula sono scanditi da semplici lesene doriche unite ad una trabeazione continua; su di essa è impostata la copertura del fabbricato, una volta a botte su lunette. Le superfici di pareti e volta sono impreziosite da specchiature deputate ad evidenziarne le partizioni architettoniche, grazie al contrasto bicromo tra porzioni interne e intonaco circostante e grazie altresì alle cornici modanate in stucco che marcano ciascuna specchiatura. Esternamente il tetto è ricoperto da un manto a due falde, in coppi di laterizio. La struttura portante è costituita da capriate lignee a sostegno dell'orditura di falsi puntoni, arcarecci e tavelloni.
Pianta
La pianta è rettangolare a navata unica e dotata di un presbiterio a pianta quadrata con adiacenti due piccoli matronei e sacrestia. Il campanile è addossato al lato ovest della Chiesa, tra matroneo e sacrestia.
Fondazioni
La Chiesa poggia su fondazioni in mattoni pieni a più teste a sezione rettangolare.
Struttura
La struttura muraria è costituita da pareti portanti in mattoni pieni a più teste di spessore variabile.
Coperture
La copertura a due falde è costituita da una struttura portante in capriate lignee a sostegno dell’orditura di falsi puntoni, arcarecci e tavelloni. L’interno è costituito da una volta a botte su lunette impostata su una trabeazione continua. Il manto di copertura è rivestito da coppi di laterizio con sottostante membrana impermeabile.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento della navata è in terrazzo alla Veneziana e accoglie al centro il sigillo della tomba fatta realizzare da Francesco Zignol per sè e per gli eredi. Nel presbiterio è invece presente una pavimentazione in marmo rosso e bianco di Asiago, nella sacrestia e nei matronei un pavimento in cotto.
Facciata
La sobria ma elegante facciata, intonacata come i restanti prospetti, risulta bipartita da un'esile fascia marcapiano, posta in corrispondenza dell'aggettante lunetta che sovrasta il portale ligneo d'ingresso. Una serie di riquadri a guisa di modanature appena sbalzate ingentilisce la facciata, completata da un frontone timpanato aggettante, dotato di oculo centrale.
Campanile
Il campanile, dal fusto in laterizio, si eleva con linee semplici e vigorose, che si arricchiscono di modanature e trabeazioni in corrispondenza della cella campanaria, intonacata e movimentata da una monofora su ogni prospetto, e della articolata morfologia della cuspide a base poligonale sulla quale poggia la parte sommitale sagomata a forma di campana.
interni
Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto alla navata, da cui è separato da due balaustre in marmo. Gli interni dell'aula sono scanditi da semplici lesene doriche unite ad una trabeazione continua. Le superfici di pareti e volta sono impreziosite da specchiature deputate ad evidenziarne le partizioni architettoniche, grazie al contrasto bicromo tra porzioni interne e intonaco circostante e grazie altresì alle cornici modanate in stucco che marcano ciascuna specchiatura.
Adeguamento liturgico
nessuno
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