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Vintebbio
Serravalle Sesia
Vercelli
chiesa
sussidiaria
San Giuseppe
Parrocchia di Santi Eusebio e Giacomo
Campanile; Facciata; Struttura; Scale; Pianta; Elementi decorativi
nessuno
XV - XVI(completamento nucleo centrale); 1667 - 1667(variazione di titolazione carattere generale)
Chiesa di San Giuseppe
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Giuseppe <Vintebbio, Serravalle Sesia>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (costruzione)
Notizie Storiche

XV - XVI (completamento nucleo centrale)

in "Storia del comune di Serravalle Sesia" di don Florindo Piolo si riporta all'esistenza di un affresco raffigurante San Sebastiano trafitto da frecce, legato ad una colonna e della Vergine in trono, l'apparato di affreschi dovrebbe essere databile al XV-XVI secolo.

1667  (variazione di titolazione carattere generale)

non risulta un datazione precisa per la fondazione della chiesa, che rimase chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio fino al 1667, anno di inizio dei lavori della attuale chiesa parrocchiale, a cui viene trasmessa la dedicazione ed il titolo, come parrocchia dei Santi Eusebio e Giacomo, al manufatto oggetto di studio viene quindi conferita la titolazione a San Giuseppe, come riportano Leto, Barale e Rosso in "Parrocchie allo specchio".
Descrizione

la chiesa di San Giuseppe si trova ai piedi del castello di Vintebbio. Il manufatto si presenta austero e fortemente segnato dal tempo e dall'incuria. L'accesso alla chiesa è consentito attraverso una scalinata in pietra piuttosto dissestata chiusa da una cancellata posta al livello del portale d'accesso, un piccolo sagrato, ormai inerbito e non pavimentato conduce al manufatto. Sul fronte ovest si scorge un campanile coevo alla chiesa. La facciata mostra una tessitura muraria mista: lapidea e laterizia, con un pronao a base quadrata a protezione del portale. Il pronao è sorretto da due esili colonne in muratura, su basamento ed è connesso alla facciata attraverso una volta a crociera. L'impianto della chiesa è ad aula unica, coperta da una volta a botte con unghiette. L'imposta della volta è segnata da una cornice composita che ripropone numerose convessità e concavità. L'apparato decorativo del manufatto è ormai eroso dal tempo, ma alcuni lacerti di affresco fanno capolino sulla controfacciata e sull'interno della partizione ad Ovest. Gli affreschi sono di pregevole fattura, riportano i caratteri monumentali del XVI secolo, conservando ancora, nei lacerti esistenti, le colorazioni originali. Sul controfacciata si evincono alcuni elementi di decorazione geometrica e la Crocifissione. La variazione cromatica non è tenue, i toni variano dal sangue di piccione, al verde bottiglia fino al giallo Piemonte.
Campanile
il campanile è in pietra, affianca la facciata e ripropone le tessiture murarie del castello di Vintebbio, distante pochi metri. Una finestra alla base della struttura del campanile affaccia sul pronao
Facciata
la facciata mostra una tessitura muraria mista: lapidea e laterizia, con un pronao a base quadrata a protezione del portale. Il pronao è sorretto da due esili colonne in muratura, su basamento ed è connesso alla facciata attraverso una volta a crociera. Sopra al pronao una piccola finestra rettangolare consente alla luce di penetrare nell'aula.
Struttura
la struttura della chiesa è ammalorata, si notano chiaramente fenomeni fessurativi e residui vegetali causati dall'acqua piovana e dalle numerose infiltrazioni.
Scale
una scalinata in blocchi lapidei conduce da piano strada al livello del pronao e dell'acceso della chiesa, una cancellata in ferro separa la scala dal sagrato.
Pianta
si tratta di una chiesa ad aula unica con pronao, orientata secondo l'asse Nord-Sud in direzione presbiterio-portale.
Elementi decorativi
l'imposta della volta è segnata da una cornice composita che alterna convessità e concavità. L'apparato decorativo del manufatto è ormai eroso dal tempo, ma alcuni lacerti di affresco fanno capolino sulla controfacciata e sull'interno della partizione ad Ovest. Gli affreschi sono di pregevole fattura, riportano i caratteri monumentali del XVI secolo, conservando ancora, nei lacerti esistenti, le colorazioni originali. Sul controfacciata si evincono alcuni elementi di decorazione geometrica e la Crocifissione. La variazione cromatica non è tenue, i toni variano dal sangue di piccione, al verde bottiglia fino al giallo Piemonte.
Adeguamento liturgico

nessuno
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