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Pescia
Pescia
chiesa
cattedrale
Maria SS. Assunta in Cielo
Parrocchia di Cattedrale di Maria SS. Assunta in Cielo e S. Giovanni Battista
Cappella Turini
altare - aggiunta arredo (1970); ambone - aggiunta arredo (1970)
IX - XI(preesistenze carattere generale); XVII - XVII(rifacimento carattere generale); 1773 - 1803(completamento presbiterio); XX - XX(completamento facciata); XXI - XXI(rifacimento presbiterio); XXI - XXI(restauro facciata); XXI - XXI(restauro carattere generale); IXX - IXX(completamento contro cupola e rivestimento paraste pietra serena)
Cattedrale di Maria Santissima Assunta in Cielo
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Cattedrale di Maria Santissima Assunta in Cielo <Pescia>
Altre denominazioni Chiesa Cattedrale di Maria Santissima Assunta in Cielo e San Giovanni Battista
Maria SS. Assunta in Cielo
Autore (ruolo)
Ferri, Antonio Maria (Architetto progettista )
Ambito culturale (ruolo)
barocco (ricostruzione)
neoclassico (realizzazione facciata)
Notizie Storiche

IX - XI (preesistenze carattere generale)

L'attuale cattedrale è costruita su una preesistenza medievale, risalente al IX secolo. E' ricordata per la prima volta infatti come pieve battesimale in un documento dell'857, venne consacrata nel 1062 da papa Alessandro II, che, secondo la tradizione, prima di essere vescovo di Lucca, fu pievano di Pescia. Questa subì sostanziali rifacimenti nel Duecento.

XVII  (rifacimento carattere generale)

Le forme attuali risalgono al 1684, quando, su progetto di Antonio Maria Ferri, si ricostruì interamente la chiesa in seguito al crollo della cupola che aveva distrutto gran parte dell'edificio medioevale. L'originario impianto a croce latina venne così sostituito da una struttura ad una sola navata con cappelle laterali nel presbiterio e sormontata da una cupola.

1773 - 1803 (completamento presbiterio)

la grande cattedra lignea vescovile fatta costruire da mons. Francesco Vincenti, che fu vescovo di Pescia dal 1773 al 1803. Il munifico prelato pensò anche ad arredare la cattedra con bellissimi parati in broccato e in seta.

XX  (completamento facciata)

Il capitolo del Duomo nel 1892, a seguito degli esiti di un concorso nazionale, incaricò l'Architetto aretino Giuseppe Castellucci. Il Castellucci ideò una ricca partitura con colonne, paraste, e cornici impreziosita da finiture in pietra rosa. La facciata in stile neoclassico fu completata nel 1933 con un grande portale.

XXI  (rifacimento presbiterio)

Lavori di ristrutturazione riguardanti l'interno della Cattedrale sono attualmente ancora in corso. Inoltre in data 02/10/2017 viene indetto un concorso per l'adeguamento liturgico. Ulteriori interventi sono quindi previsti nel corso degli anni 2018/2019.

XXI  (restauro facciata)

Il 16 luglio 2007, alle ore sei del mattino un elemento di rivestimento della facciata, posto nella parte superiore a quasi 28 metri di altezza si è staccato. Si è reso necessario l'intervento di restauro per la ricollocazione della porzione caduta del rivestimento crollato dalla sommità della facciata principale. L'ulteriore fase ha riguardato il materiale lapideo, in particolare la fermatura e consolidamento di tutte quelle parti interessate da grave decoesione superficiale e per le quali esisteva pericolo di ulteriori distacchi di pietra.

XXI  (restauro carattere generale)

restauro e consolidamento della struttura, attualmente in corso, diretti dall’architetto Antonella Galli. I lavori consistono nella riqualificazione della struttura principale della riqualificazione e consolidamento delle partiture architettoniche. Prima dell’avvio dei lavori- è stata effettuata un’ingegnosa indagine diagnostica con geo-radar, termocamere, laser scanner e tomografo che hanno consentito una più facile individuzione degli interventi da eseguire.

IXX  (completamento contro cupola e rivestimento paraste pietra serena)

Nel 1883 Mons. Benini decise di realizzare la contro cupola per problemi di umidità alla cupola in folio e affrescata. Il rivestimento paraste dell'interno per nobilitare la spazialità interna
Descrizione

L'edificio medievale originario risale al IX secolo. La cattedrale fu interamente ricostruita dopo l'incendio della città nel 1281. Risalgono a questa epoca le tracce del paramento murario sul fianco sinistro, gli archetti ciechi che si trovano ai lati esterni della chiesa ed il bel leggio marmoreo collocato sul presbiterio. Si tratta di un singolare gruppo, formato da varie componenti dell'antico pulpito della pieve e risalente al XIII secolo. Il campanile si ritiene un'antica torre della cerchia muraria caratterizzato dalla grande apertura al piano terra, è forse di origine alto medievale; subì una trasformazione nel trecento con l'inserimento di monofore, bifore e trifore, nel 1776 fu rea­lizzato il cupolino dall'allora vescovo, Donato Maria Arcangeli. La principale trasformazione dell'attuale Cattedrale, avvenne a metà del Seicento, quando i canonici del Duomo decisero di ingrandirne l'aula e il presbiterio. Nel corso dei lavori il 18 ottobre 1671 la cupola per problemi statici cadde; i lavori di ricostruzione furono affidati all'architetto Antonio Ferri. Al  suo progetto del 1684 seguirono i lavori che si conclusero nel 1689. Il Duomo all'interno mostra un'architettura elegante e severa, tre cappelle per parte si affacciano sull'ampia navata coperta da una volta a vela. Importanti cornicioni, capitelli e paraste scandiscono un ambiente armonico solenne arricchito, nel corso del tempo da decorazioni di gusto barocco: altari, rivestimenti marmorei, stucchi dipinti e lapidi. Nella prima cappella a destra, la Cappella Raffaelli, si conserva sull'altare la Vergine e Santi di Luigi Norfini (1852). Nella cappella vicina, di patronato della famiglia Flori, è collocato un San Carlo che comunica gli appestati di Pietro Donzelli (fine XVII secolo). Di seguito, la cappella Forti conserva un pregevole dipinto settecentesco, la Natività della Vergine di Giuseppe Bottani. Proseguendo sulla destra, si può vedere la grande Cappella Turini, in stile rinascimentale. L'altare del Santissimo Sacramento possiede la tavola Madonna del Baldacchino di Pier Dandini, copia dell'originale di Raffaello. Sul pavimento della cappella, si trova la scarna tomba di Monsignor Angelo Simonetti, Vescovo di Pescia fino al 1950. Al lato, si erge il mausoleo di Monsignor Baldassarre Turini di Pierino da Vinci, nipote di Leonardo. L'altare maggiore seicentesco è opera di Giuseppe Vaccà. La grande tavola posta al centro dell'abside, raffigurante l''Assunzione della Vergine, è di Luigi Garzi.Sul lato sinistro della chiesa, la Cappella Cecchi, dedicata a San Lorenzo, è decorata da una tela di Anton Domenico Gabbiani. A fianco, la Cappella del Santissimo Rosario ha una tela di Antonio Franchi da Villa Basilica. L'ultima cappella, un tempo sede del Battistero, oggi è dedicata a Sant'Allucio di Campugliano. Sull'altare, è visibile una tela di Romano Stefanelli (1985), allievo di Pietro Annigoni. La facciata rimase incompiuta per due secoli; nella parte inferiore si potevano ancora ammirare i resti della facciata in pietra dell'antica Pieve. Il capitolo del Duomo nel 1892, a seguito degli esiti di un concorso nazionale, incaricò l'Architetto aretino Giuseppe Castellucci. Il suo lavoro da un punto di vista architettonico è il risultato del suo eclettismo. Castellucci ideò una ricca partitura con colonne, paraste, e cornici impreziosita da finiture in pietra rosa. La facciata in stile neoclassico fu completata nel 1933 con un grande portale in marmo. Per la scelta dei materiali lapidei furono individuate due cave di pietra locali: quella di San Lorenzo a Cerreto, frazione di Pietrabona, dalla quale si prelevò la pietra per il rivestimento, le colonne, le paraste; l'altra di Monsummano che fornì la pietra rosa usata per le decorazioni della facciata.
Cappella Turini
Nella zona del transetto è collocata la bella cappella del SS. Sacramento, ovvero la cappella dei Turini. Fu realizzata all'inizio del cinquecento, su disegno di Baccio d'Agnolo, per ospitare un famoso quadro di Raffaello, la Madonna col Baldacchino, oggi conservato a Palazzo Pitti, sostituito da Ferdinando III de' Medici con una copia del pittore Pietro Dandini.  Il Turini Il personaggio più noto della famiglia fu mons. Baldassarre che lavorò a Roma come datario per i pontefici Leone X e Clemente VII. Il particolare mausoleo del grande Baldassarre fu eseguito da Raffaello di Bartolomeo Sinibaldi, detto da Montelupo, mentre il ritratto marmoreo del prelato è opera di Pierino da Vinci, nipote di Leonardo. La singolare posi­zione del datario Baldassarre ha originato diverse tradizioni locali. La leggenda più simpatica riferisce che la posizione eretta del busto è dovuta al "miracoloso risveglio" del Turini dalla morte proprio nell'attimo in cui, per ordine del Principe Ferdinando, fu asportata dalla prepositura pesciatina la tavola raffaellesca della Madonna del Baldacchino, che era stata di sua proprietà. Nel pavimento, al centro della cappella, si trova la tomba di monsignor Angelo Simonetti, vescovo di Pescia dal 1908 al 1950.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1970)
realizzazione dell'altare in legno colorato posto al centro del presbiterio
ambone - aggiunta arredo (1970)
la scultura medioevale dell'antico ambone della pieve è stato utilizzato per realizzare il nuovo ambone
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