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adeguamento liturgico
Novaledo
Trento
chiesa
parrocchiale
S. Agostino
Parrocchia di Sant'Agostino
Preesistenze; Pianta; Facciata; Prospetti; Campanile; Struttura; Coperture; Interni; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
altare - intervento strutturale (1970); presbiterio - aggiunta arredo (1970); fonte battesimale - intervento strutturale (1970)
1724 - 1724(costruzione intero bene); 1737/02/04 - 1737/02/04(erezione a parrocchia carattere generale); 1739/02/04 - 1739/02/04(consacrazione carattere generale); 1786/04/16 - 1786/04/16(cambio di giurisdizione carattere generale); 1857 - 1857(ampliamento intero bene); 1864/09/16 - 1864/09/16(consacrazione carattere generale); 1908 - 1908(decorazione interno); 1915 - 1918(danneggiamento intero bene); 1922 - 1923(ristrutturazione intero bene); 1968 - 1968(ristrutturazione esterno); 1968 - 1971(ristrutturazione interno); 1991 - 1991(sostituzione vetrate)
Chiesa di Sant'Agostino
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Agostino <Novaledo>
Altre denominazioni S. AGOSTINO vescovo e dottore
S. Agostino
Ambito culturale (ruolo)
maestranze trentine (costruzione)
architettura neoclassica (ampliamento)
Notizie Storiche

1724  (costruzione intero bene)

La chiesa di Sant'Agostino fu eretta, nel suo primo nucleo a navata unica, nel 1724, come cappella sussidiaria della parrocchiale di Roncegno.

1737/02/04  (erezione a parrocchia carattere generale)

L'erezione a parrocchia indipendente risale al 4 febbraio 1737.

1739/02/04  (consacrazione carattere generale)

Esattamente due anni dopo, il 4 febbraio 1739, la chiesa fu consacrata da Pietro Maria Suarez, vescovo di Feltre.

1786/04/16  (cambio di giurisdizione carattere generale)

Il territorio della pieve di Borgo Valsugana rimase soggetto alla diocesi di Feltre fino al 16 aprile 1786, quando fu accorpato a quella di Trento.

1857  (ampliamento intero bene)

Nel 1857 l'edificio fu notevolmente ampliato con l'aggiunta delle due navate laterali e il prolungamento di quella centrale di alcuni metri.

1864/09/16  (consacrazione carattere generale)

A seguito di tali lavori, la chiesa fu riconsacrata il 16 settembre 1864.

1908  (decorazione interno)

Nel 1908 l'interno fu ornato con stucchi e dipinti murali.

1915 - 1918 (danneggiamento intero bene)

L'edificio sacro subì gravi danni durante il primo conflitto mondiale.

1922 - 1923 (ristrutturazione intero bene)

I danni di guerra furono riparati tra il 1922 e il 1923; le decorazioni murali delle volte e le vetrate (della ditta Parisi) furono rinnovate in quell'anno.

1968  (ristrutturazione esterno)

A cavallo tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, la chiesa fu sottoposta ad un generale intervento di restauro e ristrutturazione, prima all'esterno, poi all'interno. Nel 1968 si operò all'esterno, risanando la struttura mediante il drenaggio delle acque, il consolidamento delle fondazioni, la sostituzione parziale della travatura del tetto e quella totale del manto di copertura, il rinnovo degli intonaci e la tinteggiatura.

1968 - 1971 (ristrutturazione interno)

Su progetto del geometra Riccardo Tonini, si proseguì poi con la posa della massicciata e la pavimentazione delle navate, il rivestimento delle pareti con uno zoccolo in travertino, il rifacimento dell'impianto elettrico e l'installazione di quello di amplificazione, la tinteggiatura e i lavori fatti per adeguare il presbiterio alle nuove esigenze liturgiche postconciliari. Nel 1970 infatti l'altare maggiore storico, che si trovava al centro del presbiterio, fu smontato e ricomposto sul fondo dell'abside dal geometra Scanagatta di Rovereto e le balaustre furono arretrate; la pittura murale del catino absidale, realizzata da Luigi Vicentini nel 1923 e raffigurante Cristo e i fanciulli, venne contestualmente scialbata.

1991  (sostituzione vetrate)

Le sei vetrate a lunetta delle navate laterali furono sostituite nel 1991 con esemplari realizzati dal Progetto Arte Poli di Verona.
Descrizione

Orientata a nord-ovest, lungo l'antica strada imperiale della Valsugana, la parrocchiale di Sant'Agostino sorge nella zona centrale dell'abitato di Novaledo. Eretta inizialmente a navata unica, nel 1724, fu ampliata con l'aggiunta delle due navate minori nel 1857. Danneggiata dalla prima guerra mondiale, fu ristrutturata e modificata nell'assetto del presbiterio tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta del Novecento, per adeguarla alle rinnovate esigenze liturgiche del Concilio Vaticano II. La facciata tipo tempio tetrastilo è divisa da paraste tuscaniche in tre settori disuguali, con ritmo ABA; al centro si aprono il portale, un oculo maggiore e uno minore sul frontone triangolare. Lateralmente e lungo le fiancate emergono i volumi speculari delle navate minori, ciascuna con un ingresso secondario e tre finestre a lunetta; sul lato destro si eleva il campanile, con cuspide piramidale svasata, quattro monofore centinate nella cella e altrettanti oculi sul tamburo. L'interno è diviso in tre navate, ciascuna di tre campate, separate da pilastri quadrangolari; le navate laterali, di dimensioni minori, sono coperte da volte a crociera, quella maggiore da volte a botte ribassata, ornate da dipinti murali a tempera; qui una serie di paraste tuscaniche addossate ai pilastri regge il cornicione modanato aggettante, che percorre anche la controfacciata, con il parapetto curvilineo della cantoria ornato di stucchi, il presbiterio, elevato di tre gradini, e il catino absidale, illuminato da due monofore centinate simmetriche.
Preesistenze
La navata centrale e il presbiterio, settecenteschi, sono la parte più antica della struttura.
Pianta
Pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale, divisa in tre navate; presbiterio a pianta rettangolare, concluso da abside semicircolare.
Facciata
Facciata tipo tempio tetrastilo, scandita da paraste tuscaniche su alti plinti, con ritmo ABA; alto zoccolo di base, interrotto al centro dal portale architravato, elevato su due gradini e sormontato da una targa e da un oculo. Trabeazione liscia e frontone triangolare forato da un secondo oculo. In posizione arretrata si dispongono le fronti simmetriche delle navate minori, ciascuna con una finestra a lunetta. Finiture a intonaco tinteggiato.
Prospetti
Fiancate caratterizzate dall'emergere delle navate minori, ciascuna forata da due lunette e un ingresso secondario architravato; sacrestia emergente sul lato sinistro; abside semicircolare. Finiture a intonaco tinteggiato.
Campanile
Torre a pianta quadrangolare posta sul lato destro, presso il presbiterio. Fusto intonacato e tinteggiato, recante i quadranti di orologio; cella campanaria marcata da cornici orizzontali modanate, aperta da quattro ampie monofore centinate e sormontata da tamburo quadrangolare con altrettanti oculi. Cuspide piramidale svasata, sormontata da globo e croce apicale.
Struttura
Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: volte a botte ribassata nella navata centrale, a crociera nelle laterali e a botte unghiata nel presbiterio; catino absidale.
Coperture
Tetto a due falde sulla navata maggiore e sul presbiterio, a più falde sulle navate laterali; manto di copertura in tegole di cemento, salvo che sul presbiterio e sulla cuspide del campanile, coperti da lamiera metallica.
Interni
Interno a tre navate, divise in tre campate e separate da arcate longitudinali e trasversali a tutto sesto, sorrette da pilastri quadrangolari. Lungo la navata centrale, di maggiore altezza rispetto alle laterali, una serie di paraste tuscaniche addossate ai pilastri regge il cornicione modanato aggettante, che percorre anche la controfacciata, con il parapetto curvilineo della cantoria ornato di stucchi, il presbiterio e il catino absidale. Sulla parete terminale delle navate minori sono appoggiati gli altari laterali. L'arco santo a sesto leggermente ribassato introduce al presbiterio, elevato di tre gradini; abside illuminata da due monofore centinate simmetriche.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimento in pietra calcarea rossa.
Elementi decorativi
Dipinti murali figurati sulle vele del presbiterio e lungo le volte della navata centrale.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1970)
L'adeguamento liturgico è stato attuato mediante l'accostamento di elementi eterogenei, in parte fissi e in parte provvisori. Al centro del presbiterio storico, in asse con gli ingressi simmetrici alla sacrestia e al deposito, si trova l'altare verso il popolo, in pietra calcarea rossa, a tavolo, a raso pavimento, con pianale sostenuto da una coppia di pilastri a parallelepipedo posti per angolo.
presbiterio - aggiunta arredo (1970)
Presso l'arco santo, a destra, si trova l'ambone ligneo scolpito, ricavato dal parapetto del pulpito; una sedia a braccioli in legno, con schienale e seduta imbottiti, funge da sede dietro l'altare al popolo. Sono presenti l'altare maggiore storico con il proprio tabernacolo, che funge da custodia eucaristica, e le balaustre, arretrati nell'abside.
fonte battesimale - intervento strutturale (1970)
Il fonte battesimale storico, oggi presso l'arco santo, sulla sinistra, doveva trovarsi in origine vicino all'ingresso.
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