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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Gallenca
Valperga
Torino
cappella
sussidiaria
San Martino
Parrocchia di San Giorgio Martire
pianta; facciata; prospetti laterali; Impianto strutturale; interni; presbiterio; apparato liturgico; campanile
presbiterio - intervento strutturale (1970-1980); presbiterio - aggiunta arredo (1970-1980)
XIII - XIV(costruzione intero bene); 1333 - 1333(prima citazione intero bene); 1386 - 1386(distretto plebano carattere generale); 1407 - 1407(testimonianza documentaria carattere generale); 1427 - 1427(testimonianza documentaria carattere generale); 1694 - 1694(legato intero bene); XVIII metà - XVIII fine(ricostruzione e ribaltamento intero bene); 1772 - 1772(visita pastorale intero bene); 1817 - 1817(lascito carattere generale); 1863 - 1863(beneficio carattere generale); 1933 - 1933(cappellania carattere generale)
Cappella di San Martino
Tipologia e qualificazione cappella sussidiaria
Denominazione Cappella di San Martino <Gallenca, Valperga>
Ambito culturale (ruolo)
impianto medievale (costruzione)
barocco (ricostruzione)
Notizie Storiche

XIII - XIV (costruzione intero bene)

La letteratura riferisce che la costruzione dell'edificio possa essere fatta risalire a un periodo ascrivibile tra il XIII e il XIV secolo. In origine la cappella oltre a essere un luogo di culto era un centro attorno al quale gravitava la comunità che vi si radunava non soltanto per pregare ma anche per formare consigli e trattare affari sociali e comunitari. La cappella era inizialmente rivolta a est con campanile romanico in facciata.

1333  (prima citazione intero bene)

Il più antico documento in cui viene citata per la prima volta la cappella di San Martino di Trusignacco, ai confini di Valperga, è la procura del priore Giovanni di Bruxemberg, per la permuta di detta chiesa con il chierico Matteo Lebolo della Pieve di Cuorgnè.

1386  (distretto plebano carattere generale)

Il distretto plebano della Pieve di San Genesio di Corio Canavese, nel 1386, era formato dalle chiese situate nella zona nord-orientale della diocesi. Tra quelle ricomprese nel tratto tra il torrente Malone e l'Orco, ai confini con la diocesi di Ivrea, vi era la chiesa detta di S.Martino di Tensignaco.

1407  (testimonianza documentaria carattere generale)

Il 30 giugno 1407 viene redatta procura di Ludovico cappellano di Cuorgnè, rettore della Chiesa di S.Martino di Trusignacco, ai confini di Valperga, e di Benedetto di Lejtono, in detti confini.

1427  (testimonianza documentaria carattere generale)

Nel 1427 era titolare della chiesa di S.Martino Don Nicoletto canonico e cappellano di San Michele di Torino.

1694  (legato intero bene)

Il prevosto Giovanni Battista Perini, con suo testamento del 12 ottobre 1694, legò un capitale con l'obbligo al prevosto pro-tempore di Valperga col provento della rendita di "cantar messa" il giorno della festa di San Martino, l'11 novembre, nella cappella.

XVIII metà - XVIII fine (ricostruzione e ribaltamento intero bene)

La cappella nella seconda metà del Settecento subì un radicale mutamento. L'edificio fu ricostruito ribaltandone l'orientamento originario. Sul fronte preesistente venne realizzata l'attuale abside, mentre la nuova facciata fu costruita secondo linee architettoniche barocche sul lato rivolto a ovest.

1772  (visita pastorale intero bene)

Nella relazione di visita pastorale dell'arcivescovo Rorengo di Rorà del 12 agosto 1772 viene annotato: "Visita della chiesa di S.Martino. Verso est c'è la chiesa che si dice l'antica parrocchiale e che quantunque semidistrutta e consta del solo tetto e pareti, recentemente è stata iniziata la ricostruzione e quando questa sarà terminata gli abitanti di questa regione chiedono che sia concesso al prevosto l'autorizzazione di benedire la chiesa e l'altare in esso eretto".

1817  (lascito carattere generale)

Il 2 aprile 1817, Domenico Bertotti con suo testamento lasciò alla cappella il "suo avere" affinché il giorno dopo la festa della cappella venisse celebrata una messa in suo suffragio.

1863  (beneficio carattere generale)

Nel 1863 il, beneficio di San Martino, di provenienza e data incerta, constava di terreni valutati in L.1500 con annesso fabbricato rustico ad uso del massaro, valutato L.300.

1933  (cappellania carattere generale)

Nel 1933 è presente un cappellano fisso, Don Boggio, che celebra la messa il giorno festivo. Si eleggono annualmente i priori i quali provvedono alla manutenzione con le elemosine e le offerte dei devoti.
Descrizione

La cappella di San Martino è ubicata nella località omonima, un tempo detta di Tursignacco, nella frazione Gallenca di Valperga. L'edificio è collocato all'intersezione tra le vie Peradotto e la strada provinciale 460 per Ceresole. La costruzione sorge isolata rispetto agli edifici residenziali circostanti. Ha pianta rettangolare, ad aula unica suddivisa in quattro campate, e termina con abside semicircolare. Sul lato rivolto a mezzogiorno risultano addossate la sacrestia, a pianta rettangolare, e la torre campanaria, a pianta quadrata. La facciata è rivolta a ovest. Il fronte presenta composizione architettonica dalle linee barocche: è delimitato da due lesene angolari che sorreggono una trabeazione su cui si imposta il timpano triangolare di coronamento. Su quest'ultimo sono posizionati due pinnacoli in laterizio, ai lati, e sulla mezzeria una croce in ferro. Sull'asse centrale è collocata la porta d'ingresso, sovrastata da timpano curvilineo spezzato, affiancata da due finestre rettangolari. Al centro del prospetto è posizionata una finestra reniforme, con soprastante cornice ad arco lievemente aggettante. La superficie è interamente realizzata in mattoni di laterizio a vista. La struttura portante è in muratura mista di pietre e laterizio. Le campate dell'aula sono coperte da volte e a vela, a tutto sesto, impostate su paraste che sorreggono cornice perimetrale aggettante. L'abside è coperta da semi cupola suddivisa in tre spicchi, di cui quello centrale con lunetta. La copertura, a falde inclinate, presenta orditura in legno e manto in coppi. Il campanile si eleva su sei livelli, di cui l'ultimo costituito dalla cella campanaria, aperta sui quattro lati con ampie monofore. La struttura portante è in muratura mista di pietre e laterizio, rifinita ad intonaco grezzo. La copertura è a quattro falde con manto in lastre di pietra. I vari livelli sono caratterizzati dalla presenza di cornici ad archetti, e dalla scansione, in senso ascensionale, di feritoie, monofore e bifore. Non si riscontrano dissesti né fenomeni di degrado. L'edificio nel complesso presenta un buono stato di conservazione. La cappella è officiata in occasione della festa dell'intitolazione.
pianta
La cappella ha pianta rettangolare, ad aula unica suddivisa in quattro campate, e termina con abside semicircolare. Sul lato rivolto a mezzogiorno risultano addossate la sacrestia, a pianta rettangolare, e la torre campanaria, a pianta quadrata.
facciata
Il fronte presenta composizione architettonica dalle linee barocche: è delimitato da due lesene angolari che sorreggono una trabeazione su cui si imposta il timpano triangolare di coronamento. Su quest'ultimo sono posizionati due pinnacoli in laterizio, ai lati, e sulla mezzeria una croce in ferro. Sull'asse centrale è collocata la porta d'ingresso, in legno a doppio battente, sovrastata da timpano curvilineo spezzato, e affiancata da due finestre rettangolari, anch'esse in legno a doppio battente e corredate da grata in ferro. Al centro del prospetto è posizionata una finestra reniforme, con soprastante cornice ad arco lievemente aggettante. La superficie è interamente realizzata in mattoni di laterizio a vista.
prospetti laterali
I prospetti laterali sono trattati ad intonaco grezzo, lasciando intravedere la tessitura muraria sottostante in pietra e laterizio. Essi sono suddivisi in tanti campi delimitati da lesene con cornici ad archetti. In corrispondenza della campata che precede l'abside, nella lunette della volta, sono inserite finestre lobate. Sulla parete laterale destra, in corrispondenza della seconda campata è collocata una finestra rettangolare. Sulla parete di fondo è posizionata una nicchia arcuata.
Impianto strutturale
La struttura portante è in muratura mista di pietre e laterizio. Le campate dell'aula sono coperte da volte e a vela, a tutto sesto, impostate su lesene che sorreggono cornice perimetrale aggettante. L'abside è coperta da semi cupola suddivisa in tre spicchi, di cui quello centrale con lunetta. In corrispondenza degli archi d'imposta delle volte sono inserite catene metalliche. La copertura, a falde inclinate, presenta orditura in legno e manto in coppi.
interni
Le superfici interne sono rifinite ad intonaco liscio e tinteggiate in tonalità neutre, con sfumature verde-acqua e rosate per le unghie delle volte e per le lunette. All'imposta delle volte è decorata una cornice perimetrale, nei toni dell'ocra e del bianco, che si raccorda con le modanature dei capitelli delle paraste. Sulla controfacciata è collocata cantoria lignea, con struttura a soppalco e parapetto in pannelli decorati con strumenti musicali e motivi floreali nei toni dell'ocra, su fondo celeste. La pavimentazione è in lastre di pietra. Sulla destra del presbiterio è collocata la statua del Santo titolare. Nella quarta campata, sempre sulla destra, vi è la porta d'accesso alla sacrestia. Il locale è coperto da volta a padiglione, con superfici intonacate e pavimentazione in cotto. Ha accesso sul retro della cappella.
presbiterio
Il presbiterio è allestito nella campata che precede l'abside. E' rialzato di un gradino rispetto alla restante parte dell'aula. La pavimentazione è in mattonelle di pietra di Barge. L'altare storico è stato rimosso in occasione dei lavori di adeguamento liturgico. Sulla parete di fondo è collocata la tela raffigurante la Vergine con il Bambino in braccio e San Martino Vescovo.
apparato liturgico
L'assemblea è ordinata in panche a battaglione conformemente al volume dell'aula e al suo orientamento. E' presente un confessionale ligneo, collocato nella prima campata, a sinistra della porta d'ingresso, entrando.
campanile
Il campanile si eleva su sei livelli, di cui l'ultimo costituito dalla cella campanaria, aperta sui quattro lati con ampie monofore. La struttura portante è in muratura mista di pietre e laterizio, rifinita ad intonaco grezzo. La copertura è a quattro falde con manto in lastre di pietra. I vari livelli sono caratterizzati dalla presenza di cornici ad archetti, e dalla scansione, in senso ascensionale, di feritoie, monofore e bifore.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970-1980)
L'altare storico e la balaustra che separava la zona del presbiterio dall'assemblea vengono rimossi.
presbiterio - aggiunta arredo (1970-1980)
Aggiunta di nuovo arredo, mensa, posizionato in corrispondenza del presbiterio storico su pedana lignea. La mensa è costituita da elemento in legno dipinto, su disegno barocco con volute classiche, proveniente dalla chiesa del Castello dei Conti di Valperga.
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