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Calcinere
Paesana
Saluzzo
chiesa
parrocchiale
Sant'Antonio
Parrocchia di S. Antonio
Pianta; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura; Coperture; facciata principale; abside; presbiterio; altare principale; altari secondari; volte; campanile; Preesistenze; Elementi decorativi; portale; Scale
presbiterio - aggiunta arredo (anni '70 del XX secolo)
XV - XV(attribuzione del portale scolpito (?) facciata principale); XVI - XVI(costruzione preesistenza); 1643 - 1643(la cappella non è citata nella visita pastorale intero bene); 1709 - 1709(la cappella non è citata nella visita pastorale intero bene); 1745 - 1745(la cappella non è citata nella visita pastorale intero bene); 1747 - 1747(costruzione altare maggiore); XIX - XIX(preesistenza (?) intero bene); 1845 - 1845( ristrutturazione e ampliamento intero bene); 1868 - 1868(reimpiego elementi scultorei di facciata); 1868 - 1868(la cappella è visitata dal vescovo intero bene); 1895 - 1895(realizzazione dipinti facciata); XX - XX(foto d'epoca che ritraggono l'edificio com'è oggi intero bene); 1911 - 1911(erezione a parrocchia intero bene); 1931 - 1931(realizzazione dipinti intradosso volte); 2009 - 2010(restauro facciata principale); 2013 - 2013(restauro architettonico coperture)
Chiesa di Sant'Antonio
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Antonio <Calcinere, Paesana>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze del Piemonte sud-occidentale (intero bene)
Notizie Storiche

XV  (attribuzione del portale scolpito (?) facciata principale)

le più recenti ricerche in campo storico-artistico sono allineate nell'attribuire il portale al Sanmicheli, opera probabilmente preesistente all'edificio odierno (Allemano et al., 2008, pp. 237 e 239)

XVI  (costruzione preesistenza)

la costruzione della cappella di S. Antonio fu voluta per testamento da G. A. Castellar dei Signori di Paesana (nato nel 1464 o 1466, morto nel 1528 o 1529 – n.d.c.), feudatario della Valle Po all'epoca degli ultimi Marchesi di Saluzzo (Perotti, 1980, p. 195)

1643  (la cappella non è citata nella visita pastorale intero bene)

nella visita pastorale di mons. F. Dalla Chiesa nel 1643 sono citati diversi altri edifici sacri, ma non la cappella di Calcinere, sebbene nella non distante ed importante chiesa parrocchiale di S. Maria venga citato un altare dedicato a S. Antonio, devozione citata anche nella cappella di S. Sebastiano lungo la via di Barge (Gisolo et al., 2012, pp. 1008-1043)

1709  (la cappella non è citata nella visita pastorale intero bene)

nella visita pastorale di mons. Morozzo nel 1709 sono citati diversi altri edifici sacri, ma non la cappella di Calcinere, sebbene nella non distante ed importante chiesa parrocchiale di S. Maria sussista l'altare dedicato a S. Antonio (Archivio diocesano, visita Morozzo, 1709)

1745  (la cappella non è citata nella visita pastorale intero bene)

nella visita pastorale di mons. Porporato nel 1745 sono citati diversi altri edifici sacri, ma non la cappella di Calcinere, sebbene nella non distante ed importante chiesa parrocchiale di S. Maria sussista l'altare dedicato a S. Antonio (Archivio diocesano, visita Porporato, 1745)

1747  (costruzione altare maggiore)

alla base della mensa dell'altare maggiore, è incisa la data 1747 che probabilmente si riferisce alla data di realizzazione (n.d.c.)

XIX  (preesistenza (?) intero bene)

presso l'archivio diocesano il faldone della parrocchia di Calcinere è rilegato da un fascicolo a stampa relativo alle celebrazioni per l’erezione in parrocchiale (1911), purtroppo mutilo e non datato; la nuova sede parrocchiale ingloberebbe una piccola cappella preesistente da circa un secolo, con altare in marmo di reimpiego (Archivio diocesano, faldone parrocchia Calcinere, carte di primo '900)

1845  ( ristrutturazione e ampliamento intero bene)

nel 1845 fu ristrutturata ed ampliata con il fine di erigerla in sede parrocchiale (Bossa Picca Cesa, 2004, p. 117)

1868  (reimpiego elementi scultorei di facciata)

gli elementi scultorei in pietra locale inseriti a decorazione di portale e finestre vennero probabilmente sistemati nella posizione attuale nel 1868: questa data, infatti, è incisa sul lato inferiore dell'architrave; la loro realizzazione risale però a un periodo più antico, verosimilmente rinascimentale (Di Francesco, Vindemmio, 1998, p. 146 citando Bonino, 1934)

1868  (la cappella è visitata dal vescovo intero bene)

nella visita pastorale di mons. Gastaldi nel 1868 viene visitata la cappella dedicata a “S. Antonio Abbate” (Archivio diocesano, visita Gastaldi, 1868)

1895  (realizzazione dipinti facciata)

nel 1895 il pittore Giovanni Borgna dipinse la facciata; al centro si trova l'affresco della Madonna immacolata, a destra S. Antonio da Padova e S. Chiaffredo, a sinistra S. Antonio Abate e S. Pietro (Aimar, 2005, pp. 132-133)

XX  (foto d'epoca che ritraggono l'edificio com'è oggi intero bene)

alcune foto dei primi decenni del '900 documentano che gli esterni della chiesa ed il suo campanile sostanzialmente avevano già l'aspetto che oggi conosciamo (riportate in: Di Francesco, Vindemmio, 1998, pp. 154-155)

1911  (erezione a parrocchia intero bene)

nel 1911 Monsignor Giovanni Oberti Vescovo di Saluzzo nomina la chiesa "parrocchia" (Savio, 1915, p. 159)

1931  (realizzazione dipinti intradosso volte)

le decorazioni interne al centro della navata maggiore sono datate 1931 e firmate attribuirsi dal pittore vercellese Mario Busca. Data e firma riportate sulla volta centrale della navata maggiore confermano l'attribuzione e il periodo Aimar Gianni, Un segno lassù - piloni votivi e dipinti murali in Alta Valle Po, Ed Corrire di Saluzzo, 2005, pp 132-133 - (n.d.c.)

2009 - 2010 (restauro facciata principale)

tra il 2009 ed il 2010 viene restaurata la facciata principale (n.d.c.)

2013  (restauro architettonico coperture)

nell'estate 2013 vengono effettuati i lavori di restauro delle coperture in lose di tutto il complesso: navata principale, navata laterale e sacrestia (n.d.c.)
Descrizione

l'edificio è collocato nella parte bassa della frazione; è posto lateralmente alla strada che attraversa l'abitato, unica via di collegamento con l'Alta Valle Po fino alla costruzione della circonvallazione. Il campanile è staccato dal corpo della chiesa; è situato a ovest, a pochi metri dalla facciata principale; li separa un piccolo spazio che ospita il sagrato e l'accesso carraio alle abitazioni limitrofe. Accanto alla chiesa sorge la casa canonica costruita nel XX secolo. A nord, a poca distanza dal muro della chiesa, è presente un piccolo fabbricato adibito a centrale termica di costruzione recente. La chiesa è a pianta longitudinale, con l'asse maggiore disposto in direzione est - ovest, con una leggera rotazione in direzione nord est - sud ovest. E' composta da due navate: una maggiore terminante in un abside tondeggiante e, a nord, quella minore, con la pavimentazione rialzata di un gradino rispetto alla navata principale nella prima metà e di due nella seconda metà. Dall'ingresso principale si accede all'aula che termina nel presbiterio rialzato di due gradini. Alla sinistra dell'altare maggiore una porta collega il presbiterio con la sacrestia. La navata minore presenta un accesso secondario e termina all'altezza del presbiterio, con un altare minore dedicato alla Madonna. La navata laterale ospita anche un altro altare minore: entrando dall'ingresso secondario si trova sulla sinistra ed è dedicato a S. Antonio Abate
Pianta
a pianta è a schema longitudinale, a due navate, di forma rettangolare con direzione est (abside) - ovest (ingresso), La sacrestia, a pianta pressoché quadrata, si trova a lato dell'abside, in testa alla navata laterale
Pavimenti e pavimentazioni
la pavimentazione dell'aula è in lastre di pietra locale, di forma quadrata, con i bordi a spacco, disposte sulla diagonale rispetto all'asse dell'edificio. Perimetralmente e in corrispondenza della divisione tra le due navate è presente una fascia, sempre in pietra locale, nel formato rettangolare, disposta con i lati paralleli e perpendicolari alle murature, che incornicia e divide la precedente disposizione. La pavimentazione del presbiterio è composta da elementi rettangolari, di dimensioni ridotte, ruotati anch'essi di 45° in quarzite di Barge
Struttura
le strutture portanti verticali dell'edificio sono costruite da muratura in pietrame intonacata sul lato interno e su quello esterno della facciata principale. Le rimanenti superfici esterne sono ricoperte da un rinzaffo che, in parte, lascia intravedere la tessitura delle pietre che formano la muratura. Le coperture voltate sono in laterizio; la volta della navata laterale in prossimità della sacrestia e quella della sacrestia sono eseguite in laterizi a due fori, probabili rifacimenti verso la metà del XX secolo. Il tetto in lose di pietra è sorretto da una orditura lignea: capriate, puntoni e listellatura. la struttura della torre campanaria è anch'essa in muratura di pietrame intonacata all'esterno
Coperture
Il tetto della navata principale è a capanna; la navata laterale e la sacrestia presentano entrambe una copertura a falda unica verso nord, ma si trovano a due livelli altimetrici differenti: il tetto della sacrestia è situato, infatti, a una quota inferiore. Tutte le coperture sono in lose di pietra locale su orditura lignea. Gronde, pluviali e lattoneria sono in rame
facciata principale
La facciata principale è rivolta a ovest; è tutta intonacata, ma è evidente la suddivisione in due parti che rispecchia le due navate. La parte corrispondente alla navata principale è ritmata dalla presenza di quattro lesene con capitelli compositi che sorreggono una trabeazione che è interrotta nella campata centrale, dove la cornice superiore si piega a formare un piccolo timpano sormontato da una croce. La facciata è impreziosita dalla presenza dei dipinti attribuiti al pittore Giovanni Borgna raffiguranti la madonna Immacolata con a destra S. Antonio da Padova e a sinistra S. Antonio Abate e S. Chiaffredo. La parte di facciata corrispondente alla navata laterale è leggermente arretrata, segue in sommità la pendenza della falda e presenta una decorazione a fasce orizzontali alternate nei colori
abside
L'abside presenta pianta a forma di semicerchio schiacciato. Un coro ligneo riveste la parete curva dell'abside. Lo spazio è coperto da una volta a semicatino; due costoloni di irrigidimento suddividono la superficie in tre spicchi: quello centrale presenta un'unghia che permette di ospitare sulla parete di fondo una finestra ellittica
presbiterio
ha pianta rettangolare, è rialzato di due gradini rispetto alla navata maggiore ed è coperto da una struttura voltata costituita da una cupola ribassata con quattro pennacchi che la raccordano agli arconi sottostanti. Una porta, sulla sinistra, ormai quasi nell'abside, mette in comunicazione lo spazio presbiteriale con la sacrestia
altare principale
è situato al limite tra il presbiterio e l'abside ed è del tipo alla romana. E' realizzato in marmo bianco di Calcinere con degli inserti colorati. Riporta incisa la data 1747. La mensa è anch'essa in marmo. Il tabernacolo, realizzato in marmo policromo, è chiuso da una porticina in metallo dorato inserita tra due piccole lesene
altari secondari
due sono gli altari secondari entrambi nella navata minore: accedendo alla chiesa dall'ingresso secondario, il primo che si incontra, alla sinistra, è dedicato a S. Antonio Abate; è addossato alla parete ed è realizzato in legno decorato a finto marmo. Anche la mensa e il tabernacolo sono dello stesso materiale; non è presente una pala, ma in una nicchia è ospitata la statua del santo. Sulla parete di fondo della navata laterale si trova il secondo altare minore, dedicato alla Madonna. E' simile al precedente per materiali utilizzati e, anche in questo caso, la pala è sostituita dalla statua della Madonna
volte
la maggior parte chiesa è coperta da volte a vela in laterizio intonacato. Si differenzia per tipologia l'abside, coperto da una volta a semicatino; due costoloni di irrigidimento suddividono la superficie in tre spicchi: quello centrale presenta un'unghia che permette di ospitare sulla parete di fondo una finestra ellittica; il presbiterio dove è presente una cupola ribassata con quattro pennacchi che la raccordano agli arconi sottostanti e le due campate in corrispondenza degli ingresso caratterizzati dalla presenza di due volte a botte, di dimensioni ridotte, poco più estese di un arco
campanile
il campanile è staccato dalla chiesa; si trova a ovest rispetto alla medesima. Le strutture sono in muratura di pietrame intonacate e tinteggiate con cornici marcapiano. Non sono visibili decorazioni o meridiane. La copertura è in lamiera di rame
Preesistenze
gli elementi lapidei murati nella facciata sono, molto probabilmente, elementi di reimpiego. Il portale scolpito, in marmo bianco di Calcinere, e i due architravi delle finestre disposte ai lati del portale (originariamente delle acquasantiere), risalgono ad un periodo antecedente alla costruzione della chiesa. La data incisa sull'architrave, 1868, è da riferirsi al periodo del loro reimpiego e non tanto alla loro realizzazione. Lo stesso Fonte Battesimale, unitamente a un manufatto utilizzato come Fonte Battesimale mobile, realizzati anch'essi in marmo bianco di Calcinere, sono databili al XVII secolo
Elementi decorativi
l'impianto decorativo visibile all'interno della chiesa sembra essere steso con la tecnica a tempera e ricopre la totalità dei muri perimetrali e delle volte. Le decorazioni sono da attribuirsi per la maggior parte al pittore vercellese Mario Busca e risalgono al 1931. Una perizia ha, tuttavia, stabilito che i dipinti delle volte sopra l'altare maggiore sono da attribuirsi a Giovanni Borgna e, quindi, risalenti alla fine dell' Ottocento
portale
il portale presenta dei bassorilievi in marmo di Calcinere. Questi marmi, unitamente a quelli che fungono da architrave delle finestre della stessa facciata principale, presumibilmente, adornavano già una antica cappella crollata nella prima metà del XIX secolo. sopra l'architrave è incisa la scritta: "Intrate in cospectu Domini Jesu Christi". L'autore di queste sculture non è certo, anche se sono state accostate al nome di Matteo Sanmicheli che come risulta da una lapide marmorea custodita presso il Museo Civico di Palazzo Madama a Torino, lavorò a Calcinere
Scale
il sagrato, rialzato rispetto alla strada, è accessibile da una scalinata di 7 gradini in pietra locale
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (anni '70 del XX secolo)
si tratta di un semplice inserimento di arredo mobile per consentire al celebrante di rivolgersi di fronte all'assemblea. Di fronte al vecchio altare in muratura sono stati posizionati: l'altare (semplice tavolo in legno), l'ambone (in legno, posto a destra di chi guarda l'altare) e un leggio per eventuali animatori (a sinistra dell'altare). La sede (in legno con seduta imbottita e rivestita in tela di velluto) è posta dietro all'ambone, a lato dell'altare maggiore. Nessuna richiesta formale è stata presentata per questo inserimento, nessuna progettazione ha preceduto i lavori che comunque non hanno comportato alcuna modifica agli elementi esistenti (né quelli fissi, né quelli mobili)
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