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Borgo Valsugana
Trento
chiesa
parrocchiale
Natività di Maria
Parrocchia della Natività di Maria
Pianta; Facciata; Prospetti; Campanile; Struttura; Coperture; Interni; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - intervento strutturale (1985-1995)
VIII - X(fondazione intero bene); 1323 - 1323(menzione carattere generale); 1450/07/28 - 1460(restauro intero bene); 1518 - 1518(riedificazione intero bene); 1554 - 1557(ampliamento intero bene); 1585/09/19 - 1585/09/19(descrizione intero bene); 1593/05/17 - 1593/05/17(consacrazione carattere generale); 1595 - 1596(costruzione volta navata); 1612/05/12 - 1612/05/12(menzione organo); 1628/09/26 - 1628/09/26(erezione a chiesa arcipretale carattere generale); 1678/07/10 - 1678/07/10(traslazione reliquie di San Prospero carattere generale); 1684 - 1685(restauro intero bene); 1698 - 1727(riedificazione intero bene); 1726/05/11 - 1726/05/11(consacrazione intero bene); 1729 - 1729(tinteggiatura intero bene); 1741 - 1747(fase preliminare costruzione campanile nuovo); 1748 - 1748/06/23(nuovo progetto campanile nuovo); 1748 - 1759/01/26(costruzione campanile nuovo); 1754 - 1754(ampliamento sacrestia); 1755 - 1755(tinteggiatura intero bene); 1760 - 1760(demolizione campanile vecchio); 1766 - 1766(riparazione campanile); 1774 - 1774(installazione orologio campanile); 1786/04/16 - 1786/04/16(cambio giurisdizione carattere generale); 1786 - 1786(perdita titolo di arcipretale carattere generale); 1805 - 1806(restauro intero bene); 1815 - 1816(costruzione cupolino campanile); 1832 - 1832(messa in opera facciata); 1857 - 1863(costruzione cupola); 1861 - 1863(rimaneggiamento intero bene); 1878/09/24 - 1878/09/24(ripristino titolo di arcipretale carattere generale); 1903 - 1903(installazione impianto elettrico intero bene); 1903 - 1903(decorazione volte); 1907 - 1907(rifacimento pavimentazione intero bene); 1919 - 1922(restauro intero bene); 1924 - 1924/05/11(rifacimento pavimentazione presbiterio); 1938 - 1938(installazione impianto audio intero bene); 1957 - 1957(installazione impianto di riscaldamento intero bene); 1967 - 1967(adeguamento liturgico presbiterio); 1971 - 1973(restauro volte); 1976/05/06 - 1976/05/06(danneggiamento facciata)
Chiesa della Natività di Maria
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa della Natività di Maria <Borgo Valsugana>
Altre denominazioni S. Maria del Borgo
Autore (ruolo)
Pasquello, Bernardo (riedificazione chiesa)
Temanza, Tommaso (progetto campanile)
Pernice, Girolamo (costruzione campanile)
Paina, Stefano (costruzione campanile)
Bassi, Giovanni Antonio (progetto cupolino campanile)
Oradini, Francesco (progetto facciata)
Lachmann, Domenico (adattamento facciata)
Segusini, Giuseppe (progetto cupola presbiterio)
Rella, (?) (direzione lavori costruzione cupola presbiterio)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze comacine (riedificazione chiesa)
maestranze trentine (costruzione campanile)
architettura barocca (ricostruzione chiesa)
Notizie Storiche

VIII - X (fondazione intero bene)

Pieve ab immemorabili, la fondazione della chiesa della Natività di Maria a Borgo Valsugana, riconducibile all'opera di evangelizzazione veneta condotta sotto la diocesi di Feltre (cui la pieve appartenne fino al 1786), può essere collocata entro il primo millennio (VIII secolo?).

1323  (menzione carattere generale)

La prima menzione della pieve risale al 1323.

1450/07/28 - 1460 (restauro intero bene)

Una pergamena conservata presso l'archivio comunale di Borgo documenta che nel 1450 la pieve mariana di Borgo versava in uno stato di massimo deperimento e abbisognava di riparazioni. Non essendoci fondi sufficienti a finanziare il restauro, per incentivare la prestazione di manodopera a titolo gratuito il 28 luglio dello stesso anno il vicario generale di Feltre pubblicò un breve con il quale si concedevano 160 giorni di indulgenza a tutti coloro i quali avessero contribuito all'urgente riparazione della pieve. Tali lavori possono ritenersi compiuti entro il 1460.

1518  (riedificazione intero bene)

La chiesa fu riedificata su iniziativa della comunità di Borgo nel 1518.

1554 - 1557 (ampliamento intero bene)

Un ampliamento approvato dal vescovo di Feltre è documentato tra il 1554 e il 1557.

1585/09/19  (descrizione intero bene)

Una precisa descrizione dell'edificio si riscontra nella relazione della visita pastorale compiuta dal vescovo di Feltre Giacomo Rovellio il 19 settembre 1585. Il tempio aveva una lunghezza di 35 passi e un'ampiezza di 17, aveva tre accessi e recava una finestra circolare in facciata (forse un rosone). La navata presentava un soffitto ligneo mentre il presbiterio, rialzato su due gradini, aveva una volta in muratura. Il pavimento era in cemento e le pareti, parzialmente dipinte, erano imbiancate (per la descrizione completa si veda Costa, 1989, pp. 116-117).

1593/05/17  (consacrazione carattere generale)

In seguito al verificarsi di un fatto di sangue all'interno del tempio, la chiesa fu riconsacrata dal vescovo feltrino Giacomo Rovellio il 17 maggio 1593.

1595 - 1596 (costruzione volta navata)

Su iniziativa del Comune di Borgo tra il 1595 il 1596 venne realizzata la volta della navata.

1612/05/12  (menzione organo)

Gli atti della visita pastorale del 19 maggio 1612 citano la presenza in chiesa di un organo.

1628/09/26  (erezione a chiesa arcipretale carattere generale)

Il 26 settembre 1628 il vescovo di Feltre Giovanni Paolo Savio (1628-1639) pubblicò il decreto con il quale alla pieve di Borgo Valsugana veniva riconosciuto il titolo di chiesa arcipretale.

1678/07/10  (traslazione reliquie di San Prospero carattere generale)

Il 10 luglio 1678 furono solennemente traslate in Borgo le reliquie di San Prospero che erano state estratte dalla catacomba di Priscilla a Roma per ordine di Clemente X nel 1671 e donate alla madre Camilla Veronica Vaccari monaca di Todi. Quest'ultima, su raccomandazione di padre Serafico Fiorentini dal Borgo, le donò al conte Carlo Vincenzo Giovanelli giurisdicente di Telvana nel 1677, il quale a sua volta ne fece dono alla comunità di Borgo Valsugana (atto del 16 ottobre 1677).

1684 - 1685 (restauro intero bene)

Tra il 1684 e il 1685 furono condotti degli imprecisati lavori di restauro.

1698 - 1727 (riedificazione intero bene)

Nel 1698 furono avviati i lavori di ampliamento e riedificazione in forme barocche dell'edificio, che furono condotti da maestranze comacine dirette da Bernardo Pasquello. Il cantiere, interrotto dalla guerra di successione spagnola e da ulteriori ignoti impedimenti, proseguì fino al 1727.

1726/05/11  (consacrazione intero bene)

L'edificio della nuova pieve fu consacrato dal vescovo di Feltre Pier Maria Trevisano l'11 maggio 1726.

1729  (tinteggiatura intero bene)

Nel 1729 è documentata la tinteggiatura dell'edificio.

1741 - 1747 (fase preliminare costruzione campanile nuovo)

Completata la riedificazione della chiesa nel 1741 fu stabilito di costruire un nuovo campanile secondo un progetto elaborato da Antonio Poletti di Feltre. I lavori non furono avviati subito: nel 1744 fu formalizzato un contratto con il capomastro Francesco Antonio Pasquelli, incaricato di sovrintendere alla fabbrica, ma lo scavo per le fondamenta cominciò solo nel maggio del 1747. Ben presto l'impresa dovette arrestarsi a causa della particolare conformazione geologica del sito, da alcuni ritenuta inadatta a garantire la stabilità della nuova torre. Nell'impossibilità di proseguire con il cantiere furono interpellati come periti Francesco Misconel di Cavalese e Mattia Gallo, ma anche Giordano Riccati di Castelfranco Veneto, il quale si espresse a favore di un ulteriore consolidamento della zona.

1748 - 1748/06/23 (nuovo progetto campanile nuovo)

Risolta la questione del consolidamento del terreno furono finalmente gettate le fondamenta, operazione alla quale fu chiamato a sovrintendere Francesco Misconel di Cavalese (autunno 1747). Nella primavera del 1748, al momento di avviare la costruzione vera e propria del campanile emersero, però, nuove perplessità circa la bontà del progetto di Antonio Poletti, che per questo fu sottoposto al giudizio del marchese Poleni di Padova, architetto, il quale rigettò il disegno e consigliò la fabbriceria di rivolgersi al veneziano Tommaso Temanza. Questi presentò al Consiglio Comunale di Borgo un progetto che ottenne il consenso generale della commissione e fu approvato in data 23 giugno 1748.

1748 - 1759/01/26 (costruzione campanile nuovo)

Il cantiere poté finalmente essere avviato nel luglio del 1748 con la benedizione della prima pietra da parte dell'arciprete Ceschi e i lavori proseguirono con continuità fino all'ottobre seguente, quando venne a mancare capomastro Girolamo Pernice, incaricato di sovrintendere alla fabbrica, poi sostituito dal socio Stefano Paina. Nello stesso periodo il Temanza aveva fatto avere alla fabbriceria un modello in scala della torre da costruire. Il cantiere rimase aperto per una decina d'anni e solo nel settembre del 1758 l'opera fu portata a compimento fino al cornicione sovrastante la cella campanaria. Rimase allora incompiuta la copertura. Le campane del vecchio campanile vi furono traslate tra il 25 e il 26 gennaio 1759.

1754  (ampliamento sacrestia)

Nel 1754 fu ampliata la sacrestia.

1755  (tinteggiatura intero bene)

La chiesa fu nuovamente tinteggiata internamente nel 1755.

1760  (demolizione campanile vecchio)

Il vecchio campanile, che si trovava a destra della navata, fu demolito nel 1760.

1766  (riparazione campanile)

Nel 1766 venne rifatto il castello delle campane, opera per la quale fu interpellato un anonimo maestro brissinese.

1774  (installazione orologio campanile)

L'orologio a quattro mostre del campanile venne installato dall'orologiaio Domenico Mezzanotte nel 1774.

1786/04/16  (cambio giurisdizione carattere generale)

Il territorio della pieve di Borgo Valsugana rimase soggetto alla diocesi di Feltre fino al 16 aprile 1786, quando fu accorpato a quella di Trento.

1786  (perdita titolo di arcipretale carattere generale)

Con il passaggio alla diocesi di Trento (1786) la pieve di Borgo non si vide riconosciuto il titolo di chiesa arcipretale conferitole dal vescovo di Feltre nel 1628.

1805 - 1806 (restauro intero bene)

Tra il 1805 e il 1806 furono restaurati gli stucchi della navata e del presbiterio (lavoro eseguito da Tommaso Cipolla) e fu eseguita una nuova tinteggiatura.

1815 - 1816 (costruzione cupolino campanile)

Nel 1813 la fabbriceria accolse la proposta dell'ingegnere Pietro Bellinsegna di fornire il campanile di una copertura definitiva. Al progetto del Bellinsegna fu comunque preferito quello dell'ingegner Giovanni Antonio Bassi di Trento, fratello dell'allora borgomastro. L'opera fu realizzata tra l'agosto del 1815 e la fine del 1816.

1832  (messa in opera facciata)

Nel 1832 la pieve di Borgo ottenne in dono dal vescovo di Trento Francesco Saverio Luschin le membrature lapidee che componevano la facciata della soppressa chiesa trentina del Carmine, opera dell'architetto e scultore Francesco Oradini. Dopo lo smontaggio (1823) le pietre erano state depositate nel cortile del Seminario dove furono messe al riparo dalle insistenti richieste del Magistrato consolare cittadino, che ne rivendicava il diritto d'uso a favore della municipalità trentina. Finalmente nel 1832 se ne decise la nuova destinazione. Il progetto per l'adattamento alla nuova sede fu curato dall'ingegnere Domenico Lachmann, che seguì anche la riparazione o la sostituzione delle parti danneggiate nel corso dello smontaggio. Il lavoro di messa in opera della facciata, costato quasi 4000 fiorini abusivi, comportò la realizzazione ex-novo della zoccolatura su cui poggiano le paraste, della trabeazione del secondo ordine e di alcuni capitelli delle paraste.

1857 - 1863 (costruzione cupola)

Tra il 1857 e il 1858 l'architetto feltrino Giuseppe Segusini elaborò un progetto di riqualificazione della pieve, basato da un lato sull'innalzamento della quota della volta della navata tramite la realizzazione di un attico oltre il livello del cornicione marcapiano, intervento atto a conferire maggiore ariosità all'edificio, e dall'altro sulla costruzione di una cupola entro tamburo in corrispondenza del presbiterio. Il progetto scatenò un acceso dibattito tra favorevoli e contrari alla demolizione delle volte che si protrasse per alcuni anni, finché, a causa dei costi eccessivi preventivati da Segusini, la fabbriceria decise di limitare l'intervento alla sola costruzione della cupola. Questa fu realizzata tra il 1861 e il 1863 sotto la direzione dell'ingegnere locale Rella, che apportò alcune modifiche al progetto originale di Segusini.

1861 - 1863 (rimaneggiamento intero bene)

Contestualmente alla costruzione della cupola del presbiterio (1861-1863) furono condotti alcuni lavori di rimaneggiamento dell'interno, riguardanti in particolare il restauro degli stucchi, la messa a piombo delle murature interne, il rinnovo della cantoria, la decorazione a finto marmo delle paraste e la costruzione di due nicchie per ospitare il fonte battesimale e la scala d'accesso alla cantoria. Quest'ultimo intervento in particolare determinò una modifica del disegno della facciata che fu allargata con la costruzione di due ali cieche corrispondenti ai suddetti corpi di fabbrica.

1878/09/24  (ripristino titolo di arcipretale carattere generale)

La pieve ottenne la riconferma del titolo di chiesa arcipretale da papa Leone XIII il 24 settembre 1878.

1903  (installazione impianto elettrico intero bene)

Il primo impianto di illuminazione elettrica della chiesa fu installato nel 1903. Il Comune di Borgo sottoscrisse allora un accordo con la fabbriceria impegnandosi a fornire gratuitamente l'energia elettrica necessaria all'illuminazione della chiesa.

1903  (decorazione volte)

Nel 1903 venne eseguita la decorazione delle volte. Il pittore Sigismondo Nardi si occupò della parte pittorica, mentre l'apparato stucchivo fu commissionato al maestro di disegno Caminoli.

1907  (rifacimento pavimentazione intero bene)

Nel 1907 il pavimento in calce e sabbia della pieve fu levato e sostituito con tavolette di marmo di Carrara bianche e azzurre. il lavoro, costato quasi 7200 corone, fu commissionato al laboratorio di marmi Gelsomino Scanagatta di Rovereto.

1919 - 1922 (restauro intero bene)

Tra il 1919 e il 1920 furono svolti lavori di restauro necessari a riparare i danni provocati dalla prima guerra mondiale. Nel 1922 il bolognese Antonio Mosca restaurò i dipinti del Nardi.

1924 - 1924/05/11 (rifacimento pavimentazione presbiterio)

La pavimentazione del presbiterio fu sostituito nel 1924. L'inaugurazione ebbe luogo con una breve cerimonia l'11 maggio dello stesso anno.

1938  (installazione impianto audio intero bene)

Il primo impianto di diffusione sonora fu installato nel 1938.

1957  (installazione impianto di riscaldamento intero bene)

Nel 1957 venne installato in chiesa il primo impianto di riscaldamento ad aria.

1967  (adeguamento liturgico presbiterio)

Un primo intervento di adeguamento liturgico fu provvisoriamente attuato nel 1967 con l'introduzione di una mensa al popolo appositamente acquistata dal laboratorio di mobili d'arte Adriano Dionisi e posizionata su una predella in legno costruita oltre la balaustra come prolungamento del presbiterio verso la navata.

1971 - 1973 (restauro volte)

L'edificio fu restaurato tra il 1972 e il 1973. L'intervento riguardò il risanamento del tetto della chiesa (sostituzione delle tegole rotte e dei canali di gronda) e il rifacimento in lamiera zincata della copertura della sacrestia. All'interno fu condotta una radicale pulizia delle volte (intonaci, stucchi e affreschi) che comportò la parziale cancellazione della decorazione del Nardi del 1903.

1976/05/06  (danneggiamento facciata)

Il terremoto del 6 maggio 1976 causò il crollo della croce apicale e di uno dei vasi acroteriali della facciata.
Descrizione

Pieve ab immemorabili fondata e sviluppata entro il territorio di evangelizzazione veneta e soggetta alla diocesi di Feltre fino al 1786, la chiesa della Natività di Maria sorge al centro del tessuto urbano di Borgo Valsugana, presso il fiume Brenta, con orientamento a est. L'attuale tempio è il risultato di una radicale riedificazione condotta tra il 1698 e il 1727 da maestranze comacine, che le conferì l'attuale impianto a navata unica con sei cappelle simmetriche. La facciata fu completata però solo nel 1832 con la traslazione a Borgo delle membrature lapidee dismesse dalla facciata della soppressa chiesa del Carmine di Trento, opera di Francesco Oradini, donati alla pieve dall'allora vescovo di Trento Francesco Saverio Luschin. Il prospetto principale si presenta organizzato su due ordini di paraste corinzie digradanti, con un intercolumnio in più nel livello inferiore, ripartiti da una trabeazione modanata e spezzata. Il livello inferiore, affiancato da due corpi di fabbrica ciechi aggiunti successivamente all'adattamento della facciata Oradini, è ritmato da tre coppie di paraste poggianti su uno zoccolo lapideo; nel settore mediano si apre il portale architravato sormontato da un frontone interrotto, al centro del quale si colloca una nicchia con statua. L'ordine superiore presenta una tripartizione irregolare determinata da due coppie di paraste corinzie, strette tra volute cedenti e raccordate in alto da un cornicione modanato sul quale insiste il frontone triangolare spezzato. Nel settore mediano del livello superiore si apre una finestra frontonata. A destra del presbiterio sorge la monumentale torre campanaria, costruita tra il 1748 e il 1758 da maestranze comacine su progetto del veneziano Tommaso Temanza. Il campanile, impostato su un imponente scarpa rivestita in pietra a vista, dispone di un accesso indipendente posto sul lato ovest. Il fusto, cimato da quattro mostre di orologio, è concluso da un cornicione fortemente eminente retto da mensoloni, oltre il quale si sviluppa la cella campanaria a quattro monofore strette tra coppie di paraste ioniche. Sul tutto insistono un tamburo circolare e il cupolino a campana. L'interno della chiesa, a navata unica voltata a botte unghiata, è ritmato da coppie di paraste corinzie ribattute. Ai lati delle tre campate si sviluppano sei cappelle laterali simmetriche, i cui corpi di fabbrica sono apprezzabili anche dall'esterno; nei settori di raccordo tra le campate si dispongono gli accessi laterali. Il presbiterio, rialzato su tre gradini, è sormontato da una cupola entro tamburo, costruita su progetto di Giuseppe Segusini tra il 1861 e il 1863.
Pianta
Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale; sei cappelle rettangolari simmetriche si aprono ai lati delle tre campate. Presbiterio rettangolare concluso da abside semicircolare.
Facciata
Facciata organizzata su due ordini di paraste corinzie digradanti, con un intercolumnio in più nel livello inferiore, ripartiti da una trabeazione modanata e spezzata. Il livello inferiore, affiancato da due corpi di fabbrica ciechi aggiunti successivamente all'adattamento delle mebrature della facciata Oradini, è ritmato da tre coppie di paraste poggianti su uno zoccolo lapideo e distanziate in modo irregolare; nel settore mediano si apre il portale architravato sormontato da un frontone interrotto, al centro del quale si colloca una nicchia con statua. L'ordine superiore presenta una tripartizione irregolare alternata, determinata da due coppie di paraste corinzie, strette tra volute cedenti e raccordate in alto da un cornicione modanato, eminente in corrispondenza delle stesse; nel settore centrale si colloca una finestra frontonata. Il disegno è completato in alto da un frontone triangolare spezzato, cimato da tre vasi acroteriali, rialzato rispetto al livello delle coperture.
Prospetti
Fiancate laterali caratterizzate dall'emergere dei corpi di fabbrica delle cappelle laterali, ciascuno recante una finestra lunettata sulla parete di fondo e due finestre arcuate nei lati brevi. Il lato nord, affacciato sul Brenta, è rinforzato da un muro di contenimento in sassi, che nella zona del presbiterio assume l'andamento di tre arcate a centina ribassata.
Campanile
Torre a pianta quadrangolare posta a sud-est del presbiterio dotata di un accesso indipendente con portale frontonato preceduto da una scalinata, situato sul lato ovest. Il fusto profilato in pietra a vista insiste su un'alta scarpa rivestita in pietra a vista e presenta quattro mostre di orologio alla sommità. La cella campanaria, rialzata su un cornicione fortemente eminente retto da modiglioni, è illuminata da quattro monofore, ciascuna affiancata da due coppie di lesene ioniche. Oltre il cornicione sommitale si eleva un tamburo circolare a quattro oculi, sul quale insiste il cupolino a campana.
Struttura
Strutture portanti verticali: murature in pietrame finite a intonaco tinteggiato. Strutture di orizzontamento: navata voltata a botte unghiata ribassata; cappelle laterali sormontate da volte a botte; presbiterio sormontato da cupola circolare entro tamburo; catino absidale.
Coperture
Tetto a doppia falda sulla navata, a tre falde sulle cappelle con manto di copertura in coppi. Cupola del presbiterio e cupolino del campanile rivestiti in lamiera metallica.
Interni
Navata unica, ritmata da coppie di paraste corinzie ribattute. Su ambo i lati delle tre campate si aprono cappelle laterali inquadrate da arcate a pieno centro, mentre nei settori di raccordo tra le campate trovano poso gli accessi laterali. Il presbiterio, rialzato su tre gradini, è preceduto dall'arco santo a sesto ribassato. Un cornicione modanato retto da mensole, eminente in corrispondenza delle paraste, percorre l'intero perimetro.
Pavimenti e pavimentazioni
Nella navata è presente un pavimento a quadrotte di marmo bianche e nere in corsi diagonali. Il presbiterio presenta un pavimento in lastre di pietra calcarea a tre colori (rosso, giallo e bianco) componenti motivi geometrici.
Elementi decorativi
Affreschi e rilievi in stucco adornano le volte della navata e del presbiterio.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1985-1995)
L'adeguamento liturgico è stato attuato secondo un progetto unitario. Le balaustre sono state rimosse e depositate in luogo sconosciuto. Il presbiterio è stato prolungato verso la navata con la costruzione di una predella lapidea rialzata su tre gradini ad andamento curvilineo. Al centro del presbiterio storico, su predella propria è stata collocata la mensa al popolo di tipo ad ara, in legno, abbellita da motivi a volute intagliati. Un ambone di analoga fattura è posto sul prolungamento del presbiterio, a sinistra. La sede in legno, situata sulla sinistra, presso l'arco santo, riprende il motivo a volute della mensa. Il progetto è completato da due panche per i chierichetti disposte a semicerchio dietro la nuova mensa al popolo. Il tabernacolo dell'altare maggiore storico funge da custodia eucaristica.
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