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Parma
Parma
chiesa
parrocchiale
Sant'Antonio Abate
Parrocchia di Sant'Antonio Abate
Pavimenti e pavimentazioni; Pianta
altare - aggiunta arredo (1970-1980); ambone - aggiunta arredo (1970-1980)
1386 - 1404(fondazione intero bene); 1712 - 1714(rifacimento intero bene); 1759 - 1767(completamento intero bene); 1882 - 1882(rifacimento interno); 1921 - 1921(costruzione fonte battesimale); 1950 circa - 1950 circa(restauro intero bene); 1958 - 1958(rifacimento coperture); 1971 - 1971(restauro interno); 1985 - 1986(restauro intero bene); 1996 - 1996(restauro facciata); 2000 - 2000(restauro esterno); 2018 - 2019(restauro interno)
Chiesa di Sant'Antonio Abate
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Antonio Abate <Parma>
Autore (ruolo)
Bibiena, Ferdinando (architetto)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (costruzione)
Notizie Storiche

1386 - 1404 (fondazione intero bene)

L'edificio fu fondato dai monaci di Sant'Antonio. La chiesa sorse nella parrocchia di Santo Stefano, le cui prime notizie risalgono all'XI secolo. La costruzione dell'edificio può essere ristretta tra il 1402 e il 1404. L'edificio, in stile gotico, presentava orientamento est/ovest, era ad una sola navata, tre altari sul fondo, copertura lignea ad archi, pavimento in mattoni e torre campanaria a pianta quadrata. Esternamente la facciata era in mattoni con rosone centrale.

1712 - 1714 (rifacimento intero bene)

Rifacimento dell'edificio su progetto dell'architetto Ferdinando Galli Bibiena. La realizzazione si interrompe bruscamente a causa della morte del cardinale Antonio Francesco Sanvitale, principale sponsorizzatore dell'opera. In molti pensano che non verrà mai più concluso.

1759 - 1767 (completamento intero bene)

Solo in questo periodo l'edificio fu concluso secondo il progetto di Bibiena. Si completarono la facciata e, soprattutto, l'interno: la direzione dei lavori fu affidata a Ottavio e Giambattista Bettoli che si servirono dei migliori artisti parmensi dell'epoca (Ghidetti, Peroni, Callani, ecc). Se la doppia volta era già prevista nel disegno del Bibiena, ciò che cambia rispetto al progetto originale è il disegno dei trafori che viene reso più mosso, in conformità all'imperante stile rococò. La parte inferiore, invece, acquisisce un aspetto più sobrio secondo i dettami del nascente neoclassicismo.

1882  (rifacimento interno)

Rifacimento del pavimento.

1921  (costruzione fonte battesimale)

Realizzazione del fonte battesimale in bronzo, con basamento in marmo, ad opera di Emilio Trombara.

1950 circa  (restauro intero bene)

Il parroco don Scaffardi realizza l'impianto elettrico dell'interno e quello di campane ed organo.

1958  (rifacimento coperture)

Rifacimento delle coperture.

1971  (restauro interno)

Sotto la direzione della Soprintendenza, vengono restaurati gli affreschi di Peroni dal restauratore Renato Pasqui.

1985 - 1986 (restauro intero bene)

A seguito dei danni causati dal terremoto del 1983, la chiesa fu sottoposta a restauro sia in facciata che all'interno. Nel 1986 furono ripristinate le coperture.

1996  (restauro facciata)

Restauro delle epigrafi, delle statue e delle nicchie della facciata.

2000  (restauro esterno)

Restauro della facciata e del catino absidale per sponsorizzazione della Fondazione Cariparma.

2018 - 2019 (restauro interno)

Rifacimento dell'impianto di riscaldamento della navata e del presbiterio e sostituzione dell'attuale pavimento in cemento bicromo con uno in cotto, ispirato all'antica pavimentazione, su progetto degli architetti Signani e Zilocchi.
Descrizione

La facciata, che rimase fedele al progetto di Ferdinando Bibiena nonostante la tarda realizzazione, presenta due ordini: le due colonne su cui appoggia il grande arco centrale sopra il quale si raccorda l'ampio frontone triangolare; i pilastri che svettano verso il primo cornicione su cui si inserisce la bianca balaustra spessata nel ritmo lineare dai quattro pinnacoli ornamentali. Le alte paraste con capitelli ionici scandiscono l'atrio a tre fornici di cui il centrale è a centina, mentre i laterali formano due profonde cappelle. Leggermente arretrato si alza il corpo superiore dell'edificio, smussato agli angoli, alleggerito dal finestrone centrale e da incorniciature con paraste corinzie che formano rettangoli allungati che si innestano nel cornicione completato da una copertura mossa e da un frontone semicircolare, che richiama l'arco inferiore. Il risultato è di grande effetto chiaroscurale, in un prevalere dei vuoti rispetto ai pieni. La pianta è a una sola navata con coro absidato e quattro cappelle laterali, separate da pilastri aggettanti e smussati, di forma triangolare, di forte impatto scenografico, con nicchie decorate da statue. Caratteristica è la doppia volta. Il campanile è attaccato alla parte posteriore della chiesa. Piuttosto alto e slanciato, è in cotto, diviso in tre piani, in due dei quali si aprono oculi, mentre nel terzo si trova la cella campanaria con paraste.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è in piane bicolore nere e bianche a posa diagonale, realizzato nel 1882.
Pianta
Edificio a navata unica con due cappelle laterali per parte ed orientamento nord/sud.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1970-1980)
Altare rivolto verso l'assemblea costituito da una mensa in legno intagliato e dorato con al centro raffigurata una croce tra girali vegetali.
ambone - aggiunta arredo (1970-1980)
Ambone ligneo collocato alla sinistra dell'altare.
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