chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Città di Castello
Città di Castello
chiesa
parrocchiale
SS. Florido e Amanzio
Parrocchia dei Santi Florido e Amanzio
Preesistenze; Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Struttura
altare - aggiunta arredo (1965-1970)
I - I(peesistenze (?) intero bene); VII - VII(costruzione intero bene); XI - XI(costruzione campanile); 1032 - 1032(consacrazione intero bene); 1356 - 1356(costruzione interno bene); 1458 - 1458(danneggiamento intero bene); 1494 - 1529(costruzione intero bene); 1632 - 1632(costruzione faccita); 1789 - 1789(ristrutturazione cupola); 1870 - 1877(costruzione scalinata principale); 1996 - 1998(ristrutturazione copertura); 1999 - 2001(restauro scalinata principale); 2001 - 2002(rifacimento fondazioni)
Chiesa dei Santi Florido e Amanzio
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Florido e Amanzio <Città di Castello>
Altre denominazioni Santissimi Florido e Amanzio
SS. Florido e Amanzio
Ambito culturale (ruolo)
maestranze umbre (costruzione)
Notizie Storiche

 (peesistenze (?) intero bene)

La prima Cattedrale fi costruita, secondo la tradizione, sulle rovine del templio pagano dedicato alla Dea Felicitas eretto per volontà di Plinio il Giovane, "patrono" di Tifernum Tiberinum, l'attuale Città di Castello.

VII  (costruzione intero bene)

Dopo la distruzione ad opera dell'esercito goto di Totila, avvenuta verso la meta del VI secolo, un nuovo edificio fu costruito per volontà del vescovo Florido che lo dedicò a San Lorenzo. La consacrazione della Cattedrale avvenne nel 609.

XI  (costruzione campanile)

IL testimo della nuova fase costruttiva voluta dal vescovo Pietro è la costruzione del campanile cilindrico, che con le sue forme richiama anche se in tono minore i campanili di Ravenna.

1032  (consacrazione intero bene)

Nel 1032 il vescovo Pietro consacrò una nuova cattedrale dedicata ai Santi patroni Florido ed Amanzio i cui corpi, trasportati dalla Pieve dei Saddi insieme ai resti di altri martiri, tra i quali San Crescenziano, furono racchiusi in una urna di bronzo e collocati nella cripta sottostante la cattedrale.

1356  (costruzione interno bene)

Attorno all'anno 1356 al rinvenimento nella chiesa inferiore del sepolcro contenente le reliquie dei protettori della città, suscitò grande fervore che si tradusse in importanti trasformazioni di carattere estetico-funzionale. Primo fra tutti la realizzazione dell'ampio portale gotico posto sul lato nord della cattedrale. Seguito poi dall'arco gotico del portale di accesso del duomo inferiore ed infine della creazione del chiostro posto lungo il lato sud.

1458  (danneggiamento intero bene)

La chiesa venne colpita da un grande terremoto nel 1458 riportando danni in tale misura che si rese necessaria la ricostruzione. Questa avvenne attuata secondo un progetto approvato dal consiglio comunale nel 1471, ma che trovò applicazione solo a partire dal 1494.

1494 - 1529 (costruzione intero bene)

Lo stato attuale della fu realizzato in pieno rinascimento tra il 1494 ed 1529, caratterizzato da forme sviluppatesi in un ambito culturale decisamente fiorentino.

1632  (costruzione faccita)

L'aspetto dell'attuale facciata rivolta verso i giardini del Cassero si deve al vescovo Raccagna che ne iniziò la costruzione nel 1632 che non portò m ai a temine.

1789  (ristrutturazione cupola)

Un terribile terremoto avvenuto nel 1789 distrusse gran parte della cupola che fu subito ricostruita ed affrescata dal pittore Tommaso Conca.

1870 - 1877 (costruzione scalinata principale)

L'attuale scalinata che precede la facciata principale è stata realizzata nel 1877, mentre quella laterale (lato nord) fu realizzata nel 1870

1996 - 1998 (ristrutturazione copertura)

I lavori di ristrutturazione hanno interessato la porzione di copertura nell'area del transetto e della cupola. Si è quindi provveduto allo smontaggio del manto per poi procedere alla realizzazione della caldana alleggerita ed armata con sovrastante impermeabilizzazione con guaina e conseguente rifacimento del manto di copetura

1999 - 2001 (restauro scalinata principale)

Nel 1999 sono iniziati i lavori per il restauro della scalinata principale della cattedrale che gravava in un pessimo stato di conservazione. L'integrale sostituzione di tutti gli elementi lapidei che formano i gradini ne hanno permesso il completo rinnovo.

2001 - 2002 (rifacimento fondazioni)

Nel 2001 sono iniziati i lavori per il miglioramento sismico e consolidamento delle fondazioni della cattedrale. Si è quindi provveduto alla rimozione del materiale inerte posto sotto le murature perimetrali per il conseguente consolidamento delle stesse tramite perfori con iniezioni di miscela di cemento. Inoltre al fine del miglioramento sismico dell'intera struttura si sono realizzate delle cordolature in c.a. alla base delle fondazioni e dei pilastri.
Descrizione

La cattedrale orientata ad est sorge su una delle piazze più importanti del centro storico di Città di Castello. Nel corso dei secoli ha subito più volte modifiche e restauri, fino ad arrivare alla sua forma attuale realizzata in pieno Rinascimento. La pianta segue un impianto a croce latina ad unica navata con cappelle laterali e transetto. Il presbiterio rialzato di alcuni gradini rispetto all'aula, è separato dalla stessa da una balaustra in pietra finemente scolpita. La facciata esterna preceduta da un'alta scalinata a pianta poligonale è incompiuta. La parte inferiore, rivestita in pietra serena è scandita da una serie di lesene e da due semicolonne che incorniciano il portale di accesso. Tre nicchie contornate da ricche modanature, che avrebbero dovuto ospitare altrettante statue, conferiscono ulteriore movimento all'itera facciata. La parte superiore che termina con un profilo a capanna possiede due finestre con al centro un rosone circolare, ma è completamente priva di rivestimento parietale. Lungo il lato nord una scala settecentesca a doppia rampa conduce all'ingresso laterale formato da un pregevole portale gotico. Sempre sul lato nord nella parte inferiore della scalinata si apre un arco ogivale che da accesso alla cripta della Cattedrale dove di conservano i resti dei santi patroni della città, Florido e Amanzio. Il campanile cilindrico che si innesta in prossimità della sacrestia richiama seppure in tono minore i campanili di Ravenna, ed è uno dei pochissimi esempi del genere.
Preesistenze
La cripta inferiore possiede sulla sua pavimentazione una serie di ricorsi in pietra che molto probabilmente sono i resti del tempio pagano dedicato alla Dea Felicitas, sulle cui rovine sorse la prima chiesa.
Pianta
Il tempio a croce latina, è ammirabile per la semplicità maestosa dell'insieme e per l'armonia delle proporzioni. Nella navata centrale si aprono dodici archi che corrispondono ad altrettante cappelle. All'incrocio con il transetto si erge una maestosa cupola affrescata. Il presbiterio rialzato di alcuni gradini è separato dall'aula da una balaustra in marmo. L'abide retta coperta da una volta a padiglione accoglie un pregevole altare in marmo ed un coro composto da una serie di stalli in legno finemente intagliati.
Coperture
Il è tetto a due falde sia nella navata centrale che nei bracci del transetto e nell'area absidale. La cupola è invece coperta da un tetto articolato a padiglione a base poligonale. Il manto di tutte le coperture è in coppi di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è interamente in marmo di Carrara policromo, di pregevole fattura, fu eseguito nel 1882 da artigiani pisani i quali realizzarono anche il battistero uguale a quello antico che era in pietra.
Elementi decorativi
All'esterno la facciata non terminata presenta una partitura verticale composta da colonne in ordine gigante affiancate da lesene, una serie di nicchie movimenta la facciata. Internamente le pareti perimetrali della navata sono decorate da paraste con capitelli corinzi intervallati da archi a tutto sesto. Al di sopra di questi un ricco cornicione sul quale poggiano una serie di finestre che illuminano tutta la chiesa. Un mirabile soffitto a cassettoni ricco di cornici e di dorature, realizzato nel 1697 è arricchito da una tela raffigurante S. Florido in gloria. Il bussolone in legno di noce posto sull'ingresso principale fu realizzato nel 1840. Degni di nota sono anche l'altare maggiore composto da una serie di marmi pregiati con parti in bronzo, il coro ligneo composto da una serie di stalli fatti ad intarsio e graffio, ed infine il pregevole seggio vescovile intagliato in un unico pezzo di legno. Entrando dalla porta principale a destra si incontra la prima cappella della famiglia Conti, dove posto sopra l'altare c'è il Martirio di San Crescenziano, quadro al olio del pittore Gagliardi (sec. XVII). Nella seconda cappella della famiglia Beroli si osserva, Il Battesimo di Gesù del sec. XVI. La terza invece si vede Gesu Cristo in Croce in mezzo a S. Florido e S. Amanzio, quadro ad olio attribuito a un pittore milanese. La quarta cappella comunemente chiamata Cappellone, per le sue dimensioni, è dedicata al SS. Sacramento. La quinta cappella è dedicata a ll'Angelo Costode, vi lavorarono diversi artisti tra cui lo Sguazzino ed il Gagliardi, (sec XVII). Nella sesta cappella di patronato della famiglia Ranucci, si ammira il San Michele Arcangelo dipinto dallo Sguazzino che affresco anche la volta. Proseguendo sull'altro lato la settima cappella di patronato della famiglia Vitelli, si vede una copia di un quadro del Perugino che apparteneva alla soppressa chiesa della Madonna dell'Arco. Nell'ottava cappella della famiglia Brozzi, all'altare si osserva una Madonna con Bambino di autore ignoto. La nona cappella non ha altare o decorazioni di rilievo, mentre nella decima dedicata alla Madonna del Soccorso è tutta dipinta da Bernardino Gagliardi. L'undicesima cappella di patronato della famiglia Guazzini è dedicata alla SS. Annuziata. Il quadro all'altare ad opera del Conca raffigura la Santa Veronica Giuliani. Nella dodicesima ed ultima cappella di patronato della famiglia Longini, sull'altare si vede un quadro raffigurante S. Paolo e S. Anania di autore ignoto.
Struttura
Le strutture verticali sono formate da pareti in muratura continua composta da conci in pietra squadrata e cortine di mattoni. Le strutture di orizzontamento sono formate da un soffitto ligneo a cassettoni per l'aula. Mentre tutte le cappelle laterali ed anche i bracci del transetto sono coperti da una volta a botte. Il presbiterio invece presenta una cupola che appoggia su quattro pennacchi, infine l'abside è coperta da una volta a vela.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1965-1970)
L'adeguamento liturgico raggiunto solo in parte è composto dall'inserimento di arredamento ligneo. Un ambone con struttura lignea con due bassorilievi che raffigurano i Santi patroni della città è posto a destra dell'altare. Quest'ultimo di pregevole fattura interamente in legno dorato lavorato a cesello è posto di fronte all'altare maggiore al centro del presbiterio. Dietro di esso una sedia con schienale e braccioli imbottiti funge da sede. Si vuol fare notare che sono presenti tutti gli elementi storici, come il pregevole coro ligneo intagliato ed intarsiato, il trono vescovile anch'esso di notevole fattura, l'altare maggiore ed anche la balaustra che separa il presbiterio dall'aula.
Contatta la diocesi