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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Lepreno
Serina
Bergamo
chiesa
parrocchiale
S. Giacomo Magg. e S. Alessandro
Parrocchia di San Giacomo Maggiore Apostolo e Sant'Alessandro Martire
Impianto strutturale; Pianta; Coperture; Campane
altare - aggiunta arredo (1985-1995)
1190 - 1190(costruzione intero bene); 1575 - 1575(parrocchialità carattere generale); 1592 - 1592(rifacimento intero bene); 1666 - 1666(parrocchialità carattere generale); 1686 - 1686(restauro intero bene); 1790 - 1790(restauro intero bene); 1867 - 1867(restauro intero bene); 1911 - 1911(ampliamento intero bene); 1938 - 1938(rifacimento interno); 1944 - 1944(parrocchialità carattere generale); 1975 - 1975(completamento interno); 1982 - 1982(rifacimento interno); 1985 - 1985(ristrutturazione presbiterio); 1991 - 1991(restauro sagrestia)
Chiesa di San Giacomo Maggiore Apostolo e Sant'Alessandro Martire
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Giacomo Maggiore Apostolo e Sant'Alessandro Martire <Lepreno, Serina>
Altre denominazioni S. Giacomo Magg. e S. Alessandro
Autore (ruolo)
Locatelli, Giuseppe (progetto chiesa)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze bergamasche (costruzione)
Notizie Storiche

1190  (costruzione intero bene)

con il benestare di papa Clemente III, si avvia la costruzione della primitiva chiesa,

1575  (parrocchialità carattere generale)

San Carlo Borromeo, visitando la chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Alessandro di Lepreno, vi annotava la presenza di cinque altari. La parrocchia risultava di iuspatronato della vicinia. Non si teneva la scuola della dottrina cristiana ma era presente il consorzio della Misericordia ed era eretta, presso l’altare maggiore della chiesa parrocchiale, la scuola del Santissimo Sacramento

1592  (rifacimento intero bene)

viene rifabbricata la chiesa

1666  (parrocchialità carattere generale)

secondo quanto si desume dal sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto dal cancelliere Marenzi, la chiesa di Lepreno, sotto l’invocazione di San Giacomo apostolo e di Sant’Alessandro martire, figurava come mercenaria della vicinia e inserita nella pieve di Dossena. Aveva quattro altari e vi erano erette le scuole del Santissimo Sacramento e della dottrina cristiana. Entro i confini della parrocchia era eretto un luogo pio della Misericordia. Il clero era costituito da un curato mercenario che era preposto alla cura di 102 parrocchiani, di cui comunicati 80

1686  (restauro intero bene)

la chiesa è sottoposta ad un generale intervento di restauro

1790  (restauro intero bene)

la chiesa è sottoposta ad un generale intervento di restauro

1867  (restauro intero bene)

la chiesa è nuovamente sottoposta ad un generale intervento di restauro

1911  (ampliamento intero bene)

ampliamento della chiesa con l'aggiunta delle due navate minori, su progetto dell'ing. Giuseppe Locatelli

1938  (rifacimento interno)

realizzazione della nuova decorazione interna

1944  (parrocchialità carattere generale)

consacrazione della chiesa ampliata per mano del vescovo Adriano Bernareggi, che la dedica come in antico ai santi Giacomo Maggiore apostolo e Alessandro martire le cui reliquie furono sigillate nell'altare maggiore

1975  (completamento interno)

realizzazione del nuovo impianto di riscaldamento

1982  (rifacimento interno)

tinteggiatura interna

1985  (ristrutturazione presbiterio)

ristrutturazione del presbiterio ed adeguamento liturgico

1991  (restauro sagrestia)

restauro della sagrestia e dei tetti della chiesa
Descrizione

collocata al limite del paese, la chiesa, orientata liturgicamente con l'abside ad est ed e preceduta dal sagrato pavimentato con lastre di pietra, presenta la facciata intonacata, caratterizzata da lesene che la dividono in cinque settori e che, partendo da un’alta zoccolatura, sorreggono il cornicione che divide la facciata in due ordini. I settori alle estremità, leggermente arretrati rispetto alla parte centrale della facciata, si limitano solo al primo ordine. Nel settore centrale del primo ordine è posto l’ingresso con contorno in muratura. Nei settori laterali sono collocate due finestre rettangolari. Nel settore centrale del secondo ordine, è posta una finestra rettangolare. Il timpano triangolare conclude l’edificio. L’interno si presenta a tre navate, con la centrale più ampia e alta delle laterali, suddivise in sette campate da archi poggianti su lesene in stucco. La prima e la settima campata hanno andamento curvo e servono da raccordo tra le pareti d'ambito. Il cornicione corre lungo tutto il perimetro della chiesa. La navata è coperta da volta a botte. Nella prima campata a destra è posto il Fonte Battesimale. Nella seconda campata sono posti a sinistra e a destra due ingressi che conducono ai ripostigli. La terza campata ospita due confessionali. La quarta campata accoglie a sinistra e a destra gli ingressi laterali. Nella quinta campata, sulle pareti di fondo delle navate laterali sono posti due altari: quello di sinistra è dedicato alla Madonna del Rosario, quello a destra è dedicato a S. Luigi Gonzaga. Nella sesta campata, sono posti due ingressi che conducono a sinistra e a destra a due ripostigli. Nei tratti di raccordo della settima campata sono posti due ingressi che conducono a sinistra alla cantoria e a destra alla sagrestia. Il presbiterio è rialzato di tre gradini ed è coperto da volta a botte. Il coro è absidato coperto da catino
Impianto strutturale
edificio in muratura continua con volte e solai di forma articolata
Pianta
chiesa a tre navata con pianta rettangolare. Il presbiterio, rialzato di tre gradini presenta anch'esso pianta rettangolare e si conclude con il coro a pianta semicircolare
Coperture
tetto a falde con struttura portante in legno e manto di copertura in coppi
Campane
il concerto di cinque campane fuso nel 1866 dalla ditta Monzini, dopo la spoliazione bellica venne rifuso dalla ditta Ottolina nell'attuale concerto in "la mg", consacrato dal vescovo Adriano Bernareggi il 24 agosto 1952
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1985-1995)
in ottemperanza alle direttive dettate dal Concilio Vaticano II, viene posizionato al centro del presbiterio un altare rivolto verso il popolo. L' arredo, in marmo bianco scolpito e marmo policromo, è realizzato riutilizzando parte della balaustrata del presbiterio
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