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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Clusone
Bergamo
chiesa
sussidiaria
B. V. del Paradiso
Parrocchia di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista
Preesistenze; Impianto strutturale; Pianta; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (1972); ambone - aggiunta arredo (1972); presbiterio - intervento strutturale (1972)
XV - 1488(preesistenze carattere generale); 1495 - 1495(ampliamento carattere generale); 1517 - 1517(restauro carattere generale); 1526 - 1526(parrocchialità carattere generale); 1565 - 1565(restauro carattere generale); 1734 - 1734(completamento carattere generale); 1882 - 1885(restauro carattere generale); 1883 - 1883(crollo carattere generale); 1884 - 1902(chiusura carattere generale); 1897 - 1901(completamento carattere generale); 1902 - 1902(apertura carattere generale); 1902 - 1902(parrocchialità carattere generale); 1924 - 1924(completamento carattere generale); 1930 - 1930(completamento carattere generale); 1941 - 1941(completamento presbiterio); 1953 - 1953(rifacimento carattere generale); 1956 - 1956(rifacimento carattere generale); 1963 - 1963(rifacimento carattere generale); 1972 - 1972(completamento presbiterio ); 1992 - 1993(rifacimento carattere generale)
Chiesa della Beata Vergine del Paradiso
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa della Beata Vergine del Paradiso <Clusone>
Altre denominazioni Santuario della Beata Vergine del Paradiso
B. V. del Paradiso
Autore (ruolo)
Muzio, Virginio (progettazione restauro copertura)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze bergamasche (costruzione)
Notizie storiche
XV - 1488 (preesistenze carattere generale)
Il nucleo iniziale del complesso del "Paradiso" che sorge nell'antica contrada Canépa, fu costituito dal Convento delle Monache di S. Chiara e dall'annessa Cappella, risale alla metà del secolo XV. Nello stesso periodo, a fianco del Convento, si aprì anche un Ospizio per viandanti e poveri. Nel 1486 constatato che più nessuna utilità veniva da questo ospizio, si decise di invitare alcuni religiosi ad abitarvi, perché officiassero la vicina Chiesa di S. Alessandro a vantaggio degli abitanti del rione. Nel 1488 i Padri Serviti Benedetto, Mariano e Francesco, tutti e tre nativi di Clusone, presero in consegna i locali e il terreno adiacente e iniziarono la loro attività pastorale, la quale andò sviluppandosi fruttuosamente, fino alla trasformazione dell'Ospizio in un vero piccolo Convento e alla costruzione di una Cappella col titolo di "S. Maria del Paradiso", titolo abbastanza abituale per i luoghi di culto dei Serviti
1495 - 1495 (ampliamento carattere generale)
la primitiva cappella tu ampliata una prima volta nel 1495
1517 - 1517 (restauro carattere generale)
nel 1517 ci furono interventi strutturali
1526 - 1526 (parrocchialità carattere generale)
il 27 luglio 1526 in questa chiesa venne ucciso Bonicelli Ventura, per cui fu necessaria una canonica benedizione, eseguita dal Rev. Arciprete Baradello
1565 - 1565 (restauro carattere generale)
nel 1565 ci furono dei significativi lavori dei restauro, la data è scolpita in alto sul fregio di pietra della facciata. In questa ristrutturazione, per la facciata e per la parete orientale, si utilizzarono le pietre riquadrate ricavate dalle cave del circondario.
1734 - 1734 (completamento carattere generale)
nel 1734 venne sostituito il soffitto trabeato con una struttura a volta unica che rimarrà in opera fino al 1882
1882 - 1885 (restauro carattere generale)
lavori di restauro e modifiche alla chiesa tra cui il rifacimento della copertura
1883 - 1883 (crollo carattere generale)
il 26 settembre 1883 durante i lavori di restauro una parte della chiesa crollò uccidendo due persone e ferendone una terza
1884 - 1902 (chiusura carattere generale)
la chiesa venne chiusa al culto per un periodo compreso tra il 1884 e il 1902. La chiusura fu dovuta alla instabilità di una parte del volta sopra l'aula. La chiesa venne riaperta al culto nel 1902 dopo che l'arch. Muzio la riformò totalmente
1897 - 1901 (completamento carattere generale)
decorazione dell'interno su stile quattrocentesco realizzato tra il 1897 e il 1901
1902 - 1902 (apertura carattere generale)
la riapertura definitiva avvenne il 2 agosto 1902 con la grande festa del "Perdono d'Assisi"
1902 - 1902 (parrocchialità carattere generale)
il 30 luglio 1902 il vescovo di Bobbio Pasquale Morzenti benedì la chiesa
1924 - 1924 (completamento carattere generale)
decorazioni a fresco di santi sulle lesene
1930 - 1930 (completamento carattere generale)
nel 1930 la chiesa viene dotata di nuovo organo
1941 - 1941 (completamento presbiterio)
sulla parete di destra del presbiterio, fu collocato il banco presidenziale, opera finanziata dalle sorelle Savoldelli Maria e Lucia.
1953 - 1953 (rifacimento carattere generale)
nel 1953 venne rifatta la pavimentazione del presbiterio della chiesa in marmo di Camerata
1956 - 1956 (rifacimento carattere generale)
nel 1956 venne posta una nuova balaustra in corrispondenza dell'arco trionfale
1963 - 1963 (rifacimento carattere generale)
nel 1963 venne rifatta la pavimentazione della navata della chiesa in marmo di Camerata
1972 - 1972 (completamento presbiterio )
nel 1972 vennero attuate della modifiche sul presbiterio per adattarlo alle direttive del concilio Vaticano II
1992 - 1993 (rifacimento carattere generale)
le porte degli ingressi sono state posate negli anni 1992-1993 su piste tematiche; l'esterno è in bronzo cesellato, mentre0 l'interno è rivestito dagli sbalzi in rame, approntati dall'artista per le fusioni e poi cesellati
Descrizione Preceduta da un discreto spazio di sagrato è delimitato da bassi pilastri in granito ed è pavimentato in cubetti di porfido. La chiesa presenta la sua facciata rivolta verso nord completamente realizzata in crespone locale. La facciata è dotata di zoccolatura poco sporgente, raccordata con sagome alla parete, e delimitata ai lati da due lesene in crespone, ed è conclusa da cornice in vivo che segna gli spioventi della copertura arricchita da archetti rampanti a sesto acuto. Al centro della facciata, di gusto romanico, è in opera un portale in marmo di Zandobbio dalle linee classiche, sormontato da coronamento di timpano triangolare. Più in alto, sopra il portale, un rosone circolare svasato l'esterno, con cornice sagomata e completo di serramento istoriato, da luce alla navata. Il fianco est, unico altro prospetto visibile, è molto simile al fronte principale, con basamento continuo sporgente, dal quale s'innalzano le lesene in corrispondenza degli archi delle campate. Un coronamento, anch'esso sorretto da archetti a sesto acuto, completa la facciata laterale dotata di quattro rosoni circolari in corrispondenza di ogni campata e di ingresso laterale. Attraverso l'ingresso principale mediante discesa di scala ad andamento semicircolare di sette gradini, si perviene al vano della chiesa, che presenta una sola navata suddivisa da lesene ed archi a sesto acuti in quattro campate con ai lati cappelle ampie e discretamente profonde, tra loro comunicanti. La navata in ogni sua campata è coperta da volte a sesto acuto incrociati, mentre le cappelle laterali da arco a sesto acuto. Il presbiterio poi è di parecchi più ristretto rispetto alla navata; ha pianta rettangolare coperta da volte a sesto acuto incrociato, e si completa nel coro a pianta semidecagonale coperta da volte ad ombrello con lunette. La luce naturale perviene dall'esterno mediante il rosone in facciata e dagli altri rosoni posti ai lati, uno per ogni cappella, tranne nelle prime due ove è chiuso e sul presbiterio ove il rosone è solo sul lato ovest. La decorazione è molto fitta di motivi decorazioni di carattere geometrico. Sulle lesene sono dipinte a fresco le figure dei Santi Francesco, Giorgio, Antonio Abate, Paolo, Sebastiano, Giovani ed Agostino.
Preesistenze
Il nucleo iniziale del complesso del "Paradiso" che sorge nell'antica contrada Canépa, fu costituito dal Convento delle Monache di S. Chiara e dall'annessa Cappella, risale alla metà del secolo XV. Nello stesso periodo, a fianco del Convento, si aprì anche un Ospizio per viandanti e poveri. Nel 1486 constatato che più nessuna utilità veniva da questo ospizio, si decise di invitare alcuni religiosi ad abitarvi, perché officiassero la vicina Chiesa di S. Alessandro a vantaggio degli abitanti del rione. Nel 1488 i Padri Serviti Benedetto, Mariano e Francesco, tutti e tre nativi di Clusone, presero in consegna i locali e il terreno adiacente e iniziarono la loro attività pastorale, la quale andò sviluppandosi fruttuosamente, fino alla trasformazione dell'Ospizio in un vero piccolo Convento e alla costruzione di una Cappella col titolo di "S. Maria del Paradiso", titolo abbastanza abituale per i luoghi di culto dei Serviti
Impianto strutturale
edificio in muratura continua con volte e solai di forma articolata
Pianta
la chiesa presenta una pianta rettangolare ad unica navata ripartita da archi in quattro campate con cappelle laterali piuttosto profonde. Il presbiterio ha pianta rettangolare e si completa con coro a pianta semidecagonale
Pavimenti e pavimentazioni
la pavimentazione interna è realizzata in marmo di Camerata grigio rosato
Coperture
copertura a falde con struttura in legno e manto di copertura in coppi di laterizio
Elementi decorativi
La cappella dell'Addolorata è la prima cappella di destra, chiusa da alta cancellata in ferro battuto. Ha un discreto spazio di presbiterio ed il pavimento in rosso di Verona ed è alla stessa quota del piano della chiesa. Decorata ad un affresco contenuto e contornato da un'ancona barocca in legno scolpito dorato e dipinto. L'altare è in marmi policromi con paliotto, dotato di medaglia in rame sbalzato e dorato. La predella è in marmo nero, intarsiato a motivi di girali e fiori. Il corpo dell'altare si allarga di più della mensa per fare da base alla grande ancona ed è decorato da due modiglioni a voluta che fungono da sostegno. La cappella del Crocefisso è la prima cappella a sinistra con presbiterio in rilievo di un gradino, pavimentato in marmo rosso Verona. Vi si trova un altare ed una grande ancona con due colonne corinzie, sormontata da timpano spezzato con sopra due angeli seduti, il tutto in stucco dipinto. In marmo è solo la presella dell'altare. Nell'ancona grande dalle linee settecentesche è custodito il gruppo statuario del Crocefisso con Maria SS. e S. Giovanni, opera del seicento. La cappella di Santa Lucia è collocata nella seconda campata a sinistra ed ha altare ed ancona in legno scolpito e dipinto e dorato. Ai lati dell'ancona due angeli in legno scolpito e dipinto, mentre nell'ancona è posta la tela che raffigura il martirio della Santa. A destra della cappella apertura di porta dotata di cancelletto in ferro mette nella già descritta cappella dell'Addolorata. In lato di sinistra altra apertura è utilizzata ancora come confessionale. La cappella della Madonna Immacolata e Santi è posta dirimpetto alla precedente, sempre nella seconda campata, e con le stesse caratteristiche; dotata di altare in legno molto semplice, dipinto a finto marmo con cornicette dorate, sormontato da ancona in legno dorato che contiene l'immagine dell'Immacolata con i Santi Antonio da Padova, Francesco, Rocco, San Bernardino ed una Santa Suora. Ai lati della cappella altri due confessionali. La terza campata presenta, a sinistra, l'ingresso laterale, mentre a destra si trova la cappella di San Giuseppe con altare ed ancona in legno scolpito e dorato. L'ancona in legno ben lavorato con grandi cariatidi d'angelo alato presenta al centro la tela raffigurante il Transito di San Giuseppe. Sul pilastro tra la seconda e la terza campata a destra è in opera un pulpito in legno dipinto e dorato. Segue la quarta campata con altre due cappelle non dotate di altare. A sinistra sulla parete di fondo stanno appesi i seguenti dipinti: la Maddalena al centro, ed ai lati Maddalena con Gesù e Giuseppe, visitata da S. Caterina e S. Apollonia. A destra affresco strappato dalla chiesa delle Fiorine, raffigurante la processione di sepoltura degli appestati. Appese alle pareti delle cappelle trovansi le tele della via Crucis. In queste due ultime cappelle si trovano due aperture che mettono una alla sagrestia, mentre l'altra è finta. Sopra dette due porte sono in opera due tabernacoli a muro in marmo nero, decorato con marmi colorati, completi di porticina in legno scolpito, che custodiscono le SS Reliquie. Ai lati dell'arco trionfale del presbiterio vi sono due lapidi incise. Sopra tali lapidi due tele ovali entro cornici di legno dorato raffigurano S. Agostino e S. Gerolamo. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini in marmo rosso come il pavimento. Ai lati del presbiterio un grande banco per paramenti con schienale suddiviso in nove scomparti, dei quali però solo i cinque centrali sono datati di sedile continuo. Sopra il banco e la mensa per arredi, molto modesta, posta di fronte, sono collocate due cantorie in legno sagomato e dipinto, delle quali solo quella verso mattina è dotata di organo. Dietro l'altare maggiore, segue il coro con quindici stalli in noce con fondelli separati da colonnine a tutto tondo. Al centro del coro è in opera la tela della Natività di Maria Santissima.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1972)
aggiunta di altare comunitario realizzato in legno intarsiato e dorato rivolto verso l'aula in funzione delle direttive dettate dal Concilio Vaticano II.
ambone - aggiunta arredo (1972)
aggiunta di ambone in legno verniciato
presbiterio - intervento strutturale (1972)
rimozione della balaustra in corrispondenza dell'arco trionfale
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