chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Ferrara
Ferrara - Comacchio
chiesa
parrocchiale
San Gregorio Magno
Parrocchia di San Gregorio Magno
contesto; impianto planivolumetrico; esterno; pianta; interno; impianto strutturale; apparati liturgici
presbiterio - intervento strutturale (1965)
X - XI(costruzione intero bene); 1092 - 1146(costruzione campanile); 1600 - 1616(rifacimento intero bene); XVIII - XIX(rifacimento intero bene); 1907 - 1907(restauro campanile); 1932 - 1933(restauro facciata); 2012 - 2014(restauro intero bene)
Chiesa di San Gregorio Magno
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Gregorio Magno <Ferrara>
Ambito culturale (ruolo)
gotico emiliano (costruzione)
Notizie storiche
X - XI (costruzione intero bene)
La chiesa di San Gregorio è tra le più antiche di tutta Ferrara. Viene citata come parrocchia per la prima volta in un breve passo di Leone VIII del 946, emanato poco prima della sua deposizione, all'epoca dell'impero di Ottone I di Sassonia.
1092 - 1146 (costruzione campanile)
La torre campanaria venne realizzata tra il 1092 e il 1146 grazie alle elargizioni provenienti dalla famiglia dei Porti di Ferrara.
1600 - 1616 (rifacimento intero bene)
Per volere dei rettori della chiesa, Bertazzoli e Melchiorre Santi, l'edificio venne rinnovato e abbellito.
XVIII - XIX (rifacimento intero bene)
Il Manini Ferranti testimoniano che sul finire del XVIII secolo e nei primi di quello successivo vennero restaurate la canonica e la chiesa per volere del parroco don Antonio Ughi. La chiesa venne ampliata in lunghezza con l'inserimento di un nuovo presbiterio, del coro e del transetto alla pianta dell'edificio precedente.
1907 - 1907 (restauro campanile)
Nel 1907 il campanile venne restaurato, i lavori coinvolsero particolarmente la cella campanaria
1932 - 1933 (restauro facciata)
Nel 1932 venne restaurata la facciata della chiesa per ripristinare l'antico gusto gotico. Vennero quindi rifatti il portale, le finestre ogivali e il rosone. I lavori, favoriti e incentivati dal senatore Pietro Niccolini, vennero affidati alla Direzione Storico Artistica della Ferrariae Decus.
2012 - 2014 (restauro intero bene)
In seguito ai danni subiti col sisma del 2012, nel 2014 la chiesa è stata restaurata. I lavori hanno interessato particolarmente la calotta absidale.
Descrizione La chiesa di San Gregorio Magno sorge tra le vie Cammello e Carmelino nella parte più antica del centro storico, dove sorgeva il primo nucleo dell'insediamento cittadino, il Castrum bizantino. La facciata con tetto a capanna è in mattoni a vista e presenta quattro paraste a sostegno di tre arcate poste in continuità a formare un arco trilobato decorato da formelle in cotto. Nel pilastro di sinistra è inserito sia nella facciata che nel lato sinistra che si affaccia al giardino, una lastra in marmo decorata da uno stemma nobiliare. Al centro della facciata, rialzato di tre gradini rispetto al livello stradale, il portale in marmo e cotto con l'arcata dalla forma ogivale, decorata da motivi a tralci e dentelli. Il profilo del tetto a capanna viene sottolineato degli archetti pensili. Si accede all’aula tramite una bussola lignea. Gli alzati nella parte inferiore sono rivestiti di marmo mentre in quella superiore sono intonacati di bianco. L’aula ha i fianchi scanditi da due ampie arcate simmetriche (una per lato) che introducono ad altrettante cappelle dalla volta a botte. Il presbiterio, rialzato di un gradino rispetto all’aula, è introdotto dall’arco trionfale fiancheggiato da due entrate che portano nel transetto e sopra a queste due nicchie con le statue di San Giovanni Evangelista a sinistra e San Giovanni Battista a destra. Nell’abside un’ancona lignea contenente la statua della Madonna di Lourdes.
contesto
La chiesa di San Gregorio Magno sorge tra le vie Cammello e Carmelino nella parte più antica del centro storico, dove sorgeva il primo nucleo dell'insediamento cittadino, il Castrum bizantino. La sua connessione con il tessuto urbano è evidente, come dimostrano l'aula e l'annessa casa canonica che seguono l'andamento delle strade medievali. Sulla sinistra un piccolo giardino, un tempo cimitero della chiesa. La chiesa è orientata est-ovest.
impianto planivolumetrico
L’aula liturgica è parte di una aggregazione orizzontale di edifici (casa canonica) che si sviluppano dal prospetto destro della facciata, attorno ad un giardino interno, per poi ricongiungersi nell'aula nella zona del presbiterio. Nell'angolo nord-ovest, a ridosso del campanile è visibile un'ulteriore aggregazione orizzontale, adibita ad abitazione privata.
esterno
La chiesa, che si presenta con la facciata su via Cammello, è preceduta dalla strada lastricata dall'acciottolato. La facciata con tetto a capanna è in mattoni a vista e presenta quattro paraste a sostegno di tre arcate poste in continuità a formare un arco trilobato decorato da formelle in cotto. Nel pilastro di sinistra è inserito sia nella facciata che nel lato sinistra che si affaccia al giardino, una lastra in marmo decorata da uno stemma nobiliare. Al centro della facciata, rialzato di tre gradini rispetto al livello stradale, il portale in marmo e cotto con l'arcata dalla forma ogivale, decorata da motivi a tralci e dentelli. Ai lati due alte monofore, e al centro, in perfetta simmetria con il portale, il rosone decorati con gli stessi motivi decorativi in cotto. Il profilo del tetto a capanna viene sottolineato degli archetti pensili. In alto sulla cuspide una croce di metallo. Il fianco sinistro è ritmato da due arcate cieche decorate da formelle in cotto, seguono poi i volumi della cappella nella quale si innesta l’antico campanile dalla cella campanaria abbellita da una trifora.
pianta
Pianta longitudinale con cappelle laterali, transetto e abside semicircolare.
interno
Si accede all’aula tramite una bussola lignea. Accanto a questa sono visibili due grandi monofore, una per lato; sopra un grande rosone che illumina l’aula. Gli alzati nella parte inferiore sono rivestiti di marmo mentre in quella superiore sono intonacati di bianco. In alcuni punti troviamo il sollevamento d’intonaco dovuto all’umidità proveniente dal terreno. L’aula ha i fianchi scanditi da due ampie arcate simmetriche (una per lato) che introducono ad altrettante cappelle dalla volta a botte. I pilastri e le arcate sono dipinti di colore ocra come pure la trabeazione che corre lungo il perimetro dell’aula e la decorazione posta nel soffitto a padiglione. Il pavimento dell’aula è rivestito di marmo. Il presbiterio, rialzato di un gradino rispetto all’aula, è introdotto dall’arco trionfale fiancheggiato da due entrate che portano nel transetto e sopra a queste due nicchie con le statue di San Giovanni Evangelista a sinistra e San Giovanni Battista a destra. La volta presenta una finta cupola e nell’abside, dalla forma semicircolare, è collocata un’ancona lignea contenente la statua della Madonna di Lourdes.
impianto strutturale
Muratura portante in laterizio; copertura con rivestimento a coppi.
apparati liturgici
L'assemblea è ordinata frontalmente al presbiterio ed è organizzata su due file di panche e sedie ordinate a battaglione, conformemente al volume dell’aula e del transetto. Il battistero, collocato nella cappella di sinistra, è costituito da una vasca su piedistallo in marmo con copertura in metallo. Il presbiterio comprende l'altare preconciliare in marmo, al centro del quale è collocato il tabernacolo; l’altare a mensa in legno marmorizzato e decorazioni a rilievo è spostato in avanti su una pedana di legno verso l'assemblea in modo da consentire la celebrazione pro populo; davanti a questo la sede e a destra l’ambone a leggio. Due confessionali lignei sono collocati a ridosso della bussola. Via Crucis affissa alle pareti. La sagrestia, usata anche come cappella invernale, fa parte integrante del volume della chiesa e vi si accede mediante una porta posta sulla destra del presbiterio.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1965)
Nella seconda metà degli anni Sessanta è stata eliminata la balaustra lignea ed è stato aggiunto l'altare a mensa.
Contatta la diocesi