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Tagliacozzo
Avezzano
chiesa
parrocchiale
Santi Cosma e Damiano
Parrocchia di Santi Cosma e Damiano
Struttura; Coperture; Pavimenti; Elementi decorativi; Scale; Pianta
zona presbiteriale - intervento strutturale (1998-2000)
VIII - X(preesistenze intero bene); 872 - IX(proprietà intero bene); 981 - X(Proprietà Intero bene); 1171 - XII(esistenza intero bene); 1238 - XIII(ricostruzione intero bene); XV - XV(restauro chiesa); XV - XV(restauro chiesa); XV - XVI(restauro intero bene); XVI - XVI(restauro volte); 1541 - 1543(ricostruzione intero bene); 1564 - XVI(restauro campanile); XVII - XVIII(restauro interni); 2011 - XXI(consolidamento copertura)
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Cosma e Damiano <Tagliacozzo>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze abruzzesi (costruzione)
Notizie storiche
VIII - X (preesistenze intero bene)
Quasi sicuramente si puo' affermare che e' la Chiesa piu' antica di Tagliacozzo e sorge nei pressi di una piccola Cappella chiamata S. Cosma in Sylvis. Tutto cio' risulta da varie citazioni in diplomi carolingi ed ottoniani dei secoli VIII-X.
872 - IX (proprietà intero bene)
La prima testimonianza e' databile all'anno 872 quando l'Abate cassinese Bertario la concesse, insieme alle vicine Chiese, al Castaldo Marso Suabilo.
981 - X (Proprietà Intero bene)
Gia' al tempo di Ottone II di Germania e piu' precisamente nel 981 Chiesa e Monastero furono assegnati ai benedettini di Montecassino.
1171 - XII (esistenza intero bene)
Il primo documento che testimonia la vera esistenza del monastero e quindi della Chiesa e' la Bolla di Alessandro III che risale al 21 gennaio 1171.
1238 - XIII (ricostruzione intero bene)
Solo in piena eta' normanno-sveva, agli inizi del XIII secolo, la primitiva sede cultuale fu abbandonata e l'edificio di culto ricostruito nella posizione attuale, la presenza di un nuovo edificio e' confermata da documenti del 1238 e 1284.
XV - XV (restauro chiesa)
E' tradizione datare la costruzione della Chiesa attuale intorno alla prima meta' del '400 per interessamento del conte Giannantonio Orsini, ma piu' precisamente si puo' affermare che nel documento del conte, redatto il 27 aprile 1437, si parla di lavori di riparazione e non di costruzione.
XV - XV (restauro chiesa)
Il periodo rinascimentale, dopo il gravoso terremoto del 1456 nell'Abruzzo aquilano, vede nuovi interventi sotto gli Orsini-Colonna, con vistosi restauri che portano alla creazione della nuova aula coperta da grandi volte a crociera.
XV - XVI (restauro intero bene)
Prova della lunga attivita' costruttiva sono le date del portale dell'atrio (1452), la volta della campata presbiteriale che reca in chiave la data 1541 e quella della campata mediana, 1543; inoltre, la torre campanaria fu elevata nel 1564.
XVI - XVI (restauro volte)
Nella chiave di volta del presbiterio e' incisa la data 1549, nella mediana 1543: e' ovvio che le date si riferiscono non alla costruzione delle volte, ma ad una loro ristrutturazione.
1541 - 1543 (ricostruzione intero bene)
La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano fu ricostruita quasi completamente negli anni 1541-43 secondo il gusto del tempo.
1564 - XVI (restauro campanile)
Il campanile fu restaurato, non costruito nel 1564, per interessamento della badessa Caridonia (Abba Carida 1564).
XVII - XVIII (restauro interni)
La chiesa presenta un carattere fortemente baroccheggiante, a causa degli interventi succedutisi tra il XVII e il XVIII secolo.
2011 - XXI (consolidamento copertura)
Lavori di restauro e consolidamento della copertura, per la eliminazione di infiltrazioni di acqua piovana, sono stati effettuati negli anni 2011-2013,
Descrizione La chiesa dei Santi Cosma e Damiano è inserita in un complesso monastico di fondazione benedettina, sorto nei pressi di una piccola cappella chiamata S. Cosma in Sylvis. Ha subìto i cambiamenti di varie fasi costruttive. Tradizionalmente la chiesa attuale è datata intorno alla prima metà del '400. Situata all'interno di una corte con portale cinquecentesco la facciata ha un andamento a capanna. Le linee sono semplici e il fronte risulta parzialmente coperto, a sinistra, dall'adiacente struttura del monastero. Il portale della chiesa, rialzato da sei gradini in pietra, è a tutto sesto, articolato da due pilastri ed un arco scolpiti, sia sul prospetto che nella parte interna. Ai lati dell'arco due medaglioni decorati a raffigurare i santi titolari. Addossate ai pilastri le lesene con modanature e listelli, i capitelli di ordine composito; su di essi imposta la trabeazione con architrave liscio e fregio riccamente ornato. Il frontone di coronamento è spezzato, aggettante ai lati, il timpano ospita un altorilievo decorato. In asse c'è il rosone a vetri policromi, suddiviso da dodici colonnine con archetti a tutto sesto. Il campanile a pianta quadrata, a destra della facciata, ha il prospetto in conci irregolari di pietra. La pianta è longitudinale, suddivisa in tre campate divise da archi a sesto acuto e coperte da volte a crociera. L'ultima campata, a terminazione absidale, manca del braccio sinistro del transetto, chiuso e inglobato nel monastero, modificando così l'originaria croce latina dell'impianto. L'interno presenta un carattere decorativo barocco dovuto agli interventi effettuati nel XVII e nel XVIII secolo.
Struttura
Muratura continua in pietra e laterizio.
Coperture
A tetto a falda inclinata, rivestite in coppi.
Pavimenti
In pietra e cotto.
Elementi decorativi
Portale e rosone lapidei, decorazioni a stucco con dorature, affreschi, pulpito lapideo, lipsanoteca in ferro dorato.
Scale
La chiesa ha sul davanti una scalinata in pietra; internamente l'area presbiteriale è rialzata e raccordata da tre gradini.
Pianta
Pianta a croce latina (mancante dello spazio del braccio destra del transetto inglobato nella struttura del monastero) con sagrestia affiancata a destra della navata.
Adeguamento liturgico
zona presbiteriale - intervento strutturale (1998-2000)
L'intervento di adeguamento liturgico ha previsto la riorganizzazione generale dell'area presbiteriale con l'asportazione della balaustra a delimitazione dell'area presbiteriale e la realizzazione di una mensa d'altare anteposta all'altare maggiore, e del leggìo. I materiali utilizzati (balaustrini, pilastrini e cornici) provengono dalla balaustra in marmi policromi e bianchi che separava il presbiterio dalla navata. L'altare è dotato di una base modanata dove appoggiano i pilastrini, laterali e centrale, e i balaustrini, a sostegno della mensa modanata soprastante. Sui pilastrini laterali gli stemmi della famiglia Resta, al centro un bassorilievo.
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