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Carzano
Trento
chiesa
parrocchiale
S. Maria della Neve
Parrocchia di Santa Maria della Neve
Pianta; Facciata; Prospetti; Campanile; Struttura; Coperture; Interni; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (1991)
1650 - 1665(costruzione intero bene); 1786 - 1786(cambio giurisdizione carattere generale); 1882 - 1882(ampliamento intero bene); 1901 - 1915(sopraelevazione campanile); 1921 - 1921(decorazione interno); 2007 - 2007(restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria della Neve
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria della Neve <Carzano>
Altre denominazioni S. Maria della Neve
Ambito culturale (ruolo)
maestranze trentine (costruzione chiesa)
architettura barocca (costruzione chiesa)
architettura neoclassica (rifacimento facciata)
Notizie Storiche

1650 - 1665 (costruzione intero bene)

La chiesa della Madonna della Neve fu eretta poco prima del 1665 (anno nel quale è menzionata nel testo "Ristretto della Valsugana"; si ritiene dopo il 1650), secondo la tradizione per custodire un affresco cinquecentesco, originariamente collocato in un'edicola nei pressi del ponte sul torrente Maso, di proprietà di Armenio Buffa. L'edificio ottagonale fu ornato da stucchi attribuibili a Carlo Romeri.

1786  (cambio giurisdizione carattere generale)

La chiesa nel 1786 passò dalla diocesi di Feltre a quella di Trento.

1882  (ampliamento intero bene)

La chiesa seicentesca fu ampliata nelle forme attuali nel 1882: furono realizzati l'ambiente rettangolare, che precede lo spazio ottagonale originario, e la nuova facciata.

1901 - 1915 (sopraelevazione campanile)

Il campanile fu dotato del tamburo sommitale tra il 1901 e il 1915.

1921  (decorazione interno)

Le pitture murali interne sono ascrivibili al pittore francescano Angelo Molinari, che le realizzò nel 1921.

2007  (restauro intero bene)

L'edificio è stato sottoposto ad un radicale restauro conservativo nel corso del 2007, ad opera della ditta Acroterio Restauri, su progetto dell'architetto Giorgio Vergot: sono stati adeguati gli impianti alle normative vigenti; rifatti gli intonaci; ripuliti gli stucchi e gli elementi lapidei.
Descrizione

La chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna della Neve sorge, con orientamento a est, al centro dell'abitato. Fu eretta tra il 1650 e il 1665 (anno della prima menzione) con pianta ottagonale e ornata da motivi in stucco attribuibili a Carlo Romeri. Nel 1882 fu aggiunto l'avancorpo rettangolare voltato a crociera che in parte ha turbato l'armonia dell'insieme. La struttura ottocentesca si raccorda alla zona oggi parzialmente adibita a presbiterio attraverso tre arcate. Su uno degli otto lati si apre il presbiterio rettangolare. Il campanile si erge sul fianco settentrionale, coronato da una cuspide ottagonale.
Pianta
Avancorpo rettangolare unito ad una pianta ottagonale dotata di un poco profondo presbiterio rettangolare.
Facciata
Facciata rettilinea scandita da quattro paraste tuscaniche di ordine gigante poggianti su uno zoccolo marmoreo: nei settori laterali, trabeati, si sovrappongono una stretta finestra rettangolare ed una nicchia centinata ospitante una statua; nel settore centrale, coronato da frontone triangolare con croce apicale, trovano posto il portale architravato inscritto entro una cornice architettonica con frontone triangolare e una finestra circolare.
Prospetti
Fiancata settentrionale caratterizzata dall'emergere del volume del campanile; quella opposta dalla presenza della sacrestia. Tamburo ottagonale.
Campanile
Torre su base quadrangolare con fusto in pietrame intonacato (cantonali lapidei a vista), alla cui sommità si erge la cella campanaria, posta tra due cornicioni e aperta da quattro monofore. La cuspide ottagonale, rivestita di lamiera, è sostenuta da un tamburo ottagonale traforato da monofore centinate.
Struttura
Strutture portanti verticali: muratura di pietrame intonacata all'esterno e all'interno; strutture di orizzontamento: volta a crociera sull'avancorpo; cupola a otto spicchi sulla struttura ottagonale; volta a botte nell'abside.
Coperture
Tetto rivestito di lamiera metallica a più falde in corripondenza dei diversi corpi di fabbrica.
Interni
Avancorpo ripartito in tre navate da arcate trasversali poggianti su pilastri; tre arcate immettono nello spazio ottagonale, ricoperto dalla cupola e scandito sulle pareti perimetrali da lesene a libro dotate di capitelli in stucco con cherubini, raccordate da un cornicione dentellato ed intervallanti arcate a tutto sesto cieche ad eccezione di quelle che fungono da raccordo e di quella che immette nel presbiterio dove è ospitato l'altare maggiore marmoreo. L'avancorpo è illuminato da due finestre centinate speculari, mentre l'ambiente ottagonale da due finestre lunettate e da due oculi ovali posti sul tamburo ottagonale (ornato da cartelle in stucco). Al vertice della cupola si erge una lanterna con otto finestre. Altre due aperture si trovano ai lati dell'altare.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimento a lastre lapidee marmoree irregolari.
Elementi decorativi
Dipinti a tempera sulla cupola e sul tamburo e ornamenti in stucco. Metope dipinte ad affresco abbelliscono anche l'esterno della cupola.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1991)
L'adeguamento liturgico occupa una pedana lignea posta nell'aula ottagonale per aumentare lo spazio destinato al presbiterio storico. Arredi lignei mobili fungono da poli liturgici. La mensa al popolo e il leggio usato come ambone sono stati realizzati da Livio Conta: l'una è al centro della pedana, a forma di tavolo, a raso pavimento; l'altro si trova a destra. Completa l'arredo una sedia in legno con schienale posta a sinistra. La custodia eucaristica è nel tabernacolo dell'altare maggiore storico.
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