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Palù
Giovo
Trento
chiesa
parrocchiale
S. Valentino
Parrocchia di San Valentino
Pianta; Facciata; Prospetti; Campanile; Struttura; Coperture; Interni; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (1998 circa); fonte battesimale - aggiunta arredo (1998 circa)
1786/02/15 - 1786/02/15(erezione a espositura carattere generale); 1891 - 1894/02/19(fase preliminare alla costruzione intero bene); 1894 - 1894(inizio lavori intero bene); 1895 - 1896(costruzione intero bene); 1895 - 1896(costruzione campanile); 1897 - 1898(completamento intero bene); 1898/09/11 - 1898/09/11(benedizione carattere generale); 1910/04/28 - 1910/04/28(consacrazione carattere generale); 1945 - 1945(danneggiamento intero bene); 1946/03/01 - 1946/03/01(erezione a parrocchia carattere generale); 1948 - 1948(ripartizione locali sacrestia); 1954 - 1954(decorazione intero bene); 1960 - 1962(ristrutturazione campanile); 1970 - 1974(ristrutturazione intero bene); 1973 - 1973(tinteggiatura abside); 1998 - 1998(restauro intero bene); 2002 - 2002(ristrutturazione campanile)
Chiesa di San Valentino
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Valentino <Palù, Giovo>
Altre denominazioni S. VALENTINO martire
S. Valentino
Autore (ruolo)
Obrelli, Luigi (progetto chiesa)
Tomasi, Francesco (costruzione chiesa)
Bonvecchio, Pietro Gregorio (costruzione chiesa)
Dalsant, Adamo (costruzione facciata)
Tomasi, Gregorio (costruzione campanile)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze trentine (costruzione)
architettura neoclassica (costruzione)
Notizie Storiche

1786/02/15  (erezione a espositura carattere generale)

L'antica chiesa di San Valentino di Palù, risalente al 1630 circa e in seguito inglobata nella struttura dell'attuale canonica, fu eretta ad espositura della pieve di Giovo il 15 febbraio 1786. Il cappellano esposto aveva facoltà di battezzare i bambini con l'acqua prelevata dal fonte della pieve di Giovo, di amministrare l'eucarestia e l'estrema unzione; gli era concesso inoltre di seppellire i bambini di stola bianca, cioè quelli minori di sette anni.

1891 - 1894/02/19 (fase preliminare alla costruzione intero bene)

L'attuale chiesa di San Valentino fu costruita in sostituzione di quella antica del paese. La decisione di costruire un nuovo tempio dipese, come di consueto, dal fatto che nel XIX secolo la chiesa seicentesca risultava ormai insufficiente ad ospitare l'aumentata popolazione della frazione. Il comitato pro erigenda chiesa fu formato fin dal 1891. Per individuare il luogo in cui far sorgere la nuova fabbrica nel 1893 fu interpellato l'ingegnere Luigi Obrelli, che segnalò sei siti idonei, poi sottoposti alla scelta della popolazione tramite un referendum (26 novembre 1893). La votazione decretò il prato "alla Costa" di proprietà di Pietro Sebastiani, il quale si accordò con la fabbriceria per la somma di 500 fiorini (25 gennaio 1894). Un secondo accordo fu sottoscritto con Carlo Loner, proprietario di una casa che doveva essere demolita per fare spazio al nuovo tempio, il quale vendette per 700 fiorini (19 febbraio 1894).

1894  (inizio lavori intero bene)

Il progetto per il nuovo tempio fu redatto nel maggio del 1894 dall'ingegnere Luigi Obrelli, che per la facciata ripropose il disegno da lui stesso approntato per la chiesa del Patrocinio di San Giuseppe di Bosentino, da poco ultimata (1888-1893), posizionando questa volta le paraste su alti plinti squadrati. Lo stesso modello sarà riutilizzato dall'Obrelli anche per la facciata della chiesa di San Sebastiano a Folgaria (1899-1902) (ndc). A partire dal giugno successivo si cominciò a scavare le pietre necessarie al cantiere, che fu solennemente inaugurato con la benedizione della prima pietra il 4 novembre 1894. Entro l'inverno fu completata la costruzione del basamento dell'edificio.

1895 - 1896 (costruzione intero bene)

Nel maggio 1895 si diede avvio alla costruzione delle murature, portata a termine in soli quattro mesi dalla ditta Francesco Tomasi e Pietro Gregorio Bonvecchio di Povo. La realizzazione delle paraste lapidee della facciata fu assegnata allo scalpellino Pietro Damaggio, che poi cedette il lavoro ad Adamo Dalsant di Trento. Nell’estate dello stesso anno fu posto il tetto con copertura in lastre d’ardesia, mentre le volte in tufo furono realizzate solo nel 1896.

1895 - 1896 (costruzione campanile)

Il campanile, pure progettato dall'Obrelli, fu costruito contestualmente alla chiesa dalla ditta Tomasi di Povo, già impiegata nel cantiere del tempio. Il contratto per la costruzione fu firmato il 31 luglio 1895 da Gregorio Tomasi, fratello del già citato Francesco e la struttura fu portata a termine entro il settembre dell'anno successivo. La copertura fu approntata dai fratelli Vito e Fortunato Damaggio.

1897 - 1898 (completamento intero bene)

Tra il 1897 e il 1898 l’edificio fu tinteggiato internamente dal pittore Giacomo Depaoli di Lavis e venne posato il pavimento ad opera di Giovanni fu Augusto Tait di Mezzolombardo.

1898/09/11  (benedizione carattere generale)

Il nuovo edificio venne benedetto l'11 settembre 1898.

1910/04/28  (consacrazione carattere generale)

La chiesa fu consacrata dal vescovo di Trento Celestino Endrici il 28 aprile 1910.

1945  (danneggiamento intero bene)

Il bombardamento di Valternigo del 1945 causò la rottura delle vetrate della chiesa.

1946/03/01  (erezione a parrocchia carattere generale)

La chiesa di San Valentino fu eretta a parrocchia il 1 marzo 1946.

1948  (ripartizione locali sacrestia)

La sacrestia è stata tramezzata nel 1948.

1954  (decorazione intero bene)

La decorazione pittorica dell'edificio fu eseguita dal pittore Vittorio Bertoldi nel 1954.

1960 - 1962 (ristrutturazione campanile)

Nel 1960 furono eseguiti alcuni lavori di ristrutturazione del campanile. L'intervento, condotto da maestranze locali, consistette nello smontaggio e ricostruzione cuspide piramidale, nel restauro generale delle murature, nella demolizione e ricostruzione in cemento armato del cornicione alla base della cella campanaria e nella tinteggiatura esterna della torre. Nel 1961 venne elettrificato il sistema di movimentazione delle campane e l'anno dopo fu sistemato anche l'accesso alla cella campanaria.

1970 - 1974 (ristrutturazione intero bene)

Tra il 1970 e il 1974 l'edificio fu sottoposto a svariati interventi di manutenzione straordinaria. In particolare fu rinnovata la pavimentazione del presbiterio (ditta fratelli Bonvecchio di Ravina, 1970), vennero sostituite le vetrate e fu ritinteggiato il catino absidale; inoltre si procedette al rifacimento delle coperture con la sostituzione dell'orditura grossa e minuta (ditta Luigi Pellegrini, 1974). Contestualmente furono rifatti gli impianti elettrico e luci (ditta Favretto & Bugnato di Cles).

1973  (tinteggiatura abside)

Nel 1973 venne ritinteggiato il catino absidale.

1998  (restauro intero bene)

La chiesa è stata restaurata nel 1998.

2002  (ristrutturazione campanile)

Nel 2002 circa è stata rifatta la copertura in rame del campanile, che versava in stato di avanzato deterioramento. L'intervento, diretto dallo studio tecnico Michele Brugnara, è consistito nello smantellamento e nel rifacimento completo sia della lamiera zincata sia dell'assito sottostante. Contestualmente si è provveduto alla riapertura degli oculi circolari del tamburo, in precedenza tamponati con assi, ai quali sono stati installati dei serramenti con tealio in ferro verniciato e superficie di chiusura in vetro.
Descrizione

Orientata a nord, la parrocchiale di San Valentino si affaccia sull'omonima piazza centrale dell'abitato di Palù di Giovo. Il tempio fu costruito tra il 1894 e il 1898 su progetto dell'ingegnere Luigi Obrelli in sostituzione dell'antica chiesa del paese, risalente al 1630 circa, divenuta ormai insufficiente a contenere l'aumentata popolazione della frazione. La facciata a tempio tetrastilo, impostata su quattro paraste tuscaniche porfiriche, insistenti su alti plinti lapidei e sostenenti un frontone triangolare, modanato, centrato da oculo, riprende con leggere varianti il disegno approntato dallo stesso Obrelli per la chiesa del Patrocinio di San Giuseppe a Bosentino, da poco ultimata (1888-1893). Nel settore centrale si dispongono il portale architravato e frontonato, preceduto da una gradinata a tre rampe di cinque gradini e sormontato da un oculo circolare, con cornice strombata. Le fiancate, simmetriche, sono scandite da due lesene per lato, alle quali si alternano tre monofore centinate; nel settore centrale si collocano, inoltre, due portali secondari gemelli. Il presbiterio, compreso tra le strutture emergenti della sacrestia e di un ambiente di servizio, è affiancato a sinistra dalla torre campanaria, costruita contestualmente alla chiesa secondo il progetto dell'Obrelli. Il fusto, segnato da feritoie sul lato ovest, è profilato da cantonali in porfido a corsi alternati, che continuano anche sulla cella campanaria. Quest'ultima è compresa tra due cornicioni modanati ed è aperta sui quattro lati da monofore centinate profilate in pietra a vista. Sul tutto insistono un tamburo ottagonale a quattro oculi e la copertura cuspidata. L'interno si sviluppa a navata unica voltata a vela, scandita da tre coppie di pilastri, tra i quali si inseriscono sei cappelle simmetriche poco profonde, inquadrate da arcate a sesto ribassato. Il presbiterio, rialzato su tre gradini, è preceduto dall'arco santo a pieno centro e si conclude in un'abside poligonale illuminata da ampie monofore centinate aperte nei lati obliqui.
Pianta
Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale, con cappelle laterali rettangolari inscritte entro il perimetro esterno dell'edificio. Presbiterio rettangolare e abside poligonale.
Facciata
Facciata a tempio tetrastilo, preceduta da una gradinata a tre rampe di cinque gradini, impostata su quattro paraste tuscaniche in porfido, insistenti su alti plinti lapidei e sostenenti un frontone triangolare, modanato, centrato da oculo. Nel settore centrale si apre un portale architravato, cimato da frontone triangolare, sormontato da un oculo circolare, con cornice strombata.
Prospetti
Fiancate laterali simmetriche, scandite da due lesene intonacate, alle quali si alternano tre monofore centinate. Al centro di entrambi i lati si collocano due accessi laterali gemelli, di cui quello destro murato internamente. Presbiterio cieco, inserito tra le strutture minori della sacrestia (a destra) e di un ambiente di servizio (a sinistra); abside poligonale con ampie monofore centinate disposte nei lati obliqui.
Campanile
Il campanile, a pianta quadrangolare, sorge sul lato sinistro, in corrispondenza dell'innesto tra le strutture della navata e del presbiterio. Il fusto, liscio, presenta due feritoie sul lato ovest ed è profilato da cantonali in porfido a corsi alternati, che continuano anche sulla cella campanaria. Quest'ultima è inserita tra due cornici modanate e reca quattro monofore centinate profilate in pietra a vista. Sul tutto insiste un tamburo ottagonale, aperto sui lati principali da oculi circolari. Copertura cuspidata.
Struttura
Strutture portanti verticali: murature in pietrame, finite a intonaco tinteggiato. Strutture di orizzontamento: volte a vela sulla navata; volta crociera sul presbiterio; catino absidale.
Coperture
Chiesa: tetto a doppia falda, con struttura in legno e manto di copertura in lamiera metallica. Campanile: cuspide ottagonale rivestita in lamiera metallica.
Interni
Navata unica scandita da tre coppie di pilastri, tra i quali si inseriscono cappelle laterali poco profonde, inquadrate da arcate a sesto ribassato. A sinistra della seconda campata è presente un accesso laterale. L'arco santo a pieno centro introduce al presbiterio, rialzato su tre gradini, ai lati del quale si trovano gli accessi alla sacrestia e al deposito; abside poligonale.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimentazione uniforme in mattonelle di cemento quadrangolari bianche e rosse, disposte in corsi diagonali.
Elementi decorativi
Dipinti murali eseguiti a tempera su intonaco adornano le volte della navata e del presbiterio e il catino absidale.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1998 circa)
L'adeguamento è stato attuato in forma parziale e limitatamente ad alcuni poli liturgici. Al centro del presbiterio storico privato delle balaustre (asportate fin dal 1973 per essere ricollocate a chiusura delle cappelle affacciate sulla terza campata), a raso pavimento, è stata posta una mensa al popolo in legno di tipo a tavolo, con gambe incurvate componenti il monogramma mariano "MA". Presso l'arco santo, a destra, è presente un ambone in legno in stile con la mensa. Una sedia in legno con braccioli e schienale e seduta imbottiti risalente alla prima metà del XIX secolo, collocata su pedana propria a sinistra del presbiterio, funge da sede; ad essa si accompagna un leggio in legno con piede incurvato di fattura analoga a quella della mensa al popolo. La custodia eucaristica permane nel tabernacolo dell'altare maggiore storico, che è stato mantenuto.
fonte battesimale - aggiunta arredo (1998 circa)
La cappella seconda a destra è stata adibita a battistero con l'introduzione di una bacinella in rame.
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