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Zia Lisa
Catania
Catania
chiesa
parrocchiale
MADONNA DEL DIVINO AMORE IN ZIA LISA
Parrocchia della Madonna del Divino Amore in Zia Lisa
Pianta; Coperture; Scale; Pavimenti e pavimentazioni; Impianto strutturale; Elementi decorativi
intero edificio - intervento strutturale (1991)
1946 - 1946(erezione canonica carattere generale); 1989 - 1991(costruzione intero bene)
Chiesa della Madonna del Divino Amore
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa della Madonna del Divino Amore <Zia Lisa, Catania>
Altre denominazioni Chiesa della Madonna del Divino Amore in Zia Lisa
MADONNA DEL DIVINO AMORE IN ZIA LISA
Autore (ruolo)
Meneghini, Fulvio (progettista)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (costruzione)
Notizie storiche
1946 - 1946 (erezione canonica carattere generale)
L'erezione canonica della parrocchia risale al 26.08.1946
1989 - 1991 (costruzione intero bene)
Sorge tuttora in via Zia Lisa, a sud del cimitero catanese, la pristina e piccola chiesa dismessa che, quasi cappella rurale e inizialmente intitolata alle Anime del Purgatorio, fu costruita per opera della nobildonna catanese Diomira Scammacca nel 1751 sui resti di una precedente chiesina (edificata sotto il titolo di S. Maria della Limosina da esuli albanesi giunti nel 1590 e distrutta dal sisma del 1693); ampiamente restaurata nel 1890 e poi ancora dopo le offese belliche del luglio 1943 ed eretta parrocchia il 26 agosto 1946 col nuovo titolo della Madonna del Divino Amore, risultò presto insufficiente alle esigenze pastorali dell'accresciuto quartiere. Poco distante -a NO- la chiesa attuale, costruita dall'IACP, ne riprende il titolo e ne continua la funzione parrocchiale: posta la prima pietra nel maggio 1987, i lavori iniziarono nel marzo 1989, progettista l'architetto Fulvio Meneghini; venne inaugurata dall'arcivescovo Bommarito il 22 dicembre 1991.
Descrizione La chiesa, indifferenziata nei fronti, presenta una articolata volumetria sotto la copertura di una vasta e irregolare vela che, a circa due terzi dell'alzato, si collega alla quasi circolare parete perimetrale dell'aula chiesastica, continuativamente inclinata verso l'interno, mediante una fascia muraria sfinestrata e di inversa inclinazione, in tal modo fungendo da calotta ribassata. All'esterno detta vela, che determina un anulare sagrato coperto, si estende sino ai limitrofi ambienti parrocchiali e si impenna nel troncoconico campanile, che sovrasta l'ingresso retrostante l'altare. Spazio costruito ad impianto centralizzato.
Pianta
Schema planimetrico ad aula unica di forma pressoché circolare con presbiterio centrale rialzato e cantoria sovrastante l'ingresso secondario.
Coperture
Volta a vela in cemento armato coibentato.
Scale
Una interna ad unica rampa semicircolare, in cemento armato con pedata in pietra lavica ed alzata in cotto, conduce dai contigui uffici parrocchiali alla cantoria.
Pavimenti e pavimentazioni
Mattonelle di cemento sul sagrato anulare; mattonelle in cotto fiorentino nell¿aula e sul presbiterio.
Impianto strutturale
Cemento armato.
Elementi decorativi
Su disegno del Meneghini vennero successivamente eseguiti dallo scultore catanese Domenico Girbino il tabernacolo, la croce retrostante l'altare ed i battenti delle due porte, tutti in ferro con elementi a rilievo in bronzo. Vetrate policrome, eseguite nel 1990 dalla catanese vetreria Privitera su disegno dell'udinese Giuliano Moretti. Statua in legno dipinto della Madonna del Divino Amore, realizzata ad Ortisei da anonimo nel settimo decennio del XX secolo e proveniente dalla pristina chiesa. Crocifisso in tiglio, eseguito nell'ultimo decennio del XX secolo dall'altoatesino Enrico Parathoner.
Adeguamento liturgico
intero edificio - intervento strutturale (1991)
L'altare e il fonte battesimale, entrambi in pietra lavica, furono contestualmente progettati dal Meneghini.
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