chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Viterbo
Viterbo
chiesa
cattedrale
S. Lorenzo
Parrocchia di San Lorenzo
Pianta; Cappella dei Santi Valentino e Ilario; Campanile; Impianto strutturale; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - intervento strutturale (1965-1970)
805 - 805(presenza di una pieve preesistenza); 1192 - 1192(consacrazione a cattedrale intero bene); 1255 - 1281(residenza dei pontefici nel palazzo adiacente intorno); 1369 - 1369(rifacimento del tetto e del campanile intero bene); 1445 - 1461(restauro della copertura intero bene); 1490 - 1490(demolizione della schola cantorum intero bene); 1560 - 1570(restauro intero bene); 1681 - 1681(restauro intero bene); 1683 - 1683(realizzazione affreschi coro dei canonici); 1696 - 1696(costruzione cappella Santi Valentino ed Ilario); 1703 - 1703(realizzazione balaustra cappella Santi Valentino ed Ilario); 1724 - 1724(conclusione dei lavori di costruzione cappella dei Santi Valentino e Ilario); 1793 - 1793(costruzione sagrestia); 1876 - 1876(restauro della pavimentazione intero bene); 1900 - 1900(danneggiamento campanile); 1933 - 1933(restauro della piazza di San Lorenzo intorno); 1940/11/21 - 1940/11/21(dichiarazione di monumento nazionale intero bene); 1944 - 1944(danni bellici intero bene); 1945 - 1945(ricostruzione post bellica intero bene); 1952 - 1952(consacrazione intero bene); 1987 - 1987(restauro campanile)
Cattedrale di San Lorenzo
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Cattedrale di San Lorenzo <Viterbo>
Altre denominazioni S. Lorenzo
Autore (ruolo)
Contini, Giovanni Battista (costruzione cappella dei Santi Valentino e Ilario)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze viterbesi (costruzione chiesa)
maestranze viterbesi (rifacimento campanile)
maestranze viterbesi (costruzione coro e cappelle laterali)
maestranze viterbesi (rifacimento facciata)
maestranze viterbesi (restauro interno chiesa)
maestranze viterbesi (costruzione cappella dei Santi Valentino e Ilario)
maestranze viterbesi (restauro post bellico chiesa)
maestranze viterbesi (restauro campanile)
Notizie Storiche

805  (presenza di una pieve preesistenza)

In un documento del Regesto di Farfa si ha la notizia dell’esistenza di una piccola pieve edificata su un antico tempio pagano, probabilmente dedicato ad Ercole; il documento riporta: “Plebem S. Laurentii intra castrum quid dicitur Viterbium”.

1192  (consacrazione a cattedrale intero bene)

Consacrazione della chiesa sorta sulla primitiva pieve, che viene elevata a cattedrale da Celestino III a seguito dell’elevazione a diocesi della città di Viterbo con l’annessione delle chiese di Tuscania, Bieda e Centocelle.

1255 - 1281 (residenza dei pontefici nel palazzo adiacente intorno)

I Papi trasferiscono la propria sede nel palazzo adiacente alla cattedrale; la scelta conferisce il massimo splendore alla cattedrale e alla città stessa.

1369  (rifacimento del tetto e del campanile intero bene)

Per volere di Papa Urbano V, si avviano i lavori di rifacimento della copertura e del campanile; in tale occasione il Papa accorda un’indulgenza a chiunque offra opera o denaro.

1445 - 1461 (restauro della copertura intero bene)

L’arciprete della cattedrale Battista Cordelli provvide al restauro del tetto della chiesa.

1490  (demolizione della schola cantorum intero bene)

Alcuni lavori all’interno della cattedrale portano alla demolizione della schola cantorum.

1560 - 1570 (restauro intero bene)

Per volere del vescovo Gualterio, e poi del vescovo Gambara, la cattedrale subisce numerose interventi, che ne modificano l’assetto originario. Il vescovo Gualterio fa demolire l’abside centrale per edificare il coro dei Canonici, e fa aggiungere alcune cappelle laterali realizzate dall’architetto Ludovico Contorno. Al vescovo Gambara si deve invece la sostituzione della facciata romanica con un nuovo prospetto in forme rinascimentali ad opera del viterbese Michele Fiorenzuola.

1681  (restauro intero bene)

Un’iscrizione riporta la notizia che per volere del cardinale Stefano Brancaccio si compie un ammodernamento dell’interno della cattedrale in forme barocche. È parte dell’intervento la costruzione di volte, che nascondono i tetti in legno, e l’apertura di nuove finestre. Successivamente la volta della navata centrale viene affrescata da Urbano Romanelli, con il tema del martirio di San Lorenzo.

1683  (realizzazione affreschi coro dei canonici)

Per volere del vescovo Urbano Sacchetti viene affrescato da Giuseppe Passeri il coro dei Canonici.

1696  (costruzione cappella Santi Valentino ed Ilario)

Alla fine del XVII secolo viene costruita la cappella dei Santi Valentino e Ilario ad opera dell’architetto Giovanni Battista Contini, per volere del Comune di Viterbo, l’opera ricorda la cappella D’Elci in Santa Sabina, edificata qualche anno prima dallo stesso architetto.

1703  (realizzazione balaustra cappella Santi Valentino ed Ilario)

Viene portata a termine da Domenico Duranti la balaustra in marmo che divide la navata destra della cattedrale dalla cappella dei Santi Valentino ed Ilario.

1724  (conclusione dei lavori di costruzione cappella dei Santi Valentino e Ilario)

In questo anno vengono portati a termine i lavori della cappella ad opera degli scalpellini Agostino e Giovanni Battista Pieruzzi.

1793  (costruzione sagrestia)

Per volere del cardinale Muzio Gallo s’inizia la costruzione della sagrestia.

1876  (restauro della pavimentazione intero bene)

Il restauro della pavimentazione cosmatesca porta alla sostituzione della maggior parte degli elementi lapidei originali.

1900  (danneggiamento campanile)

Il campanile viene colpito da un fulmine e gravemente danneggiato.

1933  (restauro della piazza di San Lorenzo intorno)

A seguito dei restauri alla scalinata dell’adiacente Palazzo Papale, si scopre l’originale livello della piazza. Questo viene quindi ripristinato, determinando la costruzione della scalinata d’accesso antistante la cattedrale.

1940/11/21  (dichiarazione di monumento nazionale intero bene)

La cattedrale di Viterbo viene riconosciuta "monumento nazionale" con Regio Decreto del 21 novembre 1940 n. 1746.

1944  (danni bellici intero bene)

A seguito dei bombardamenti avvenuti sulla città di Viterbo nel mese di maggio del 1944, la cattedrale subisce numerosi danni, tra cui il crollo parziale della volta, con la conseguente perdita degli affreschi del Romanelli.

1945  (ricostruzione post bellica intero bene)

A causa dei danni bellici ricevuti, si compiono lavori di restauro, attraverso i quali si giunge al ripristino della facies medievale della chiesa. Vengono pertanto chiuse con muri di tamponamento otto delle dieci cappelle laterali, una nuova abside nasconde il coro dei Canonici e si demoliscono le volte a copertura delle navate.

1952  (consacrazione intero bene)

L’altare maggiore viene consacrato.

1987  (restauro campanile)

Il campanile viene restaurato.
Descrizione

La cattedrale di San Lorenzo è ubicata sul colle più alto della città e prospetta su un’ampia piazza. Confina a sinistra con il Museo Diocesano e a destra con il palazzo vescovile, mentre il retro affaccia sui giardini dello stesso palazzo. L’ organismo, a pianta basilicale a tre navate, con transetto non emergente e terminazione triabsidata, è disposto secondo l’asse est- ovest. Lungo i fianchi sono presenti cappelle laterali, molte delle quali obliterate, essendo chiuse da muri di tamponamento a seguito di un restauro di ripristino. Per lo stesso motivo, anche l’abside maggiore cela alle sue spalle un profondo coro absidato. L’ accesso avviene tramite tre ingressi in facciata, un quarto alla fine della navata di destra comunicante con la residenza vescovile, e un quinto sul lato opposto che collega con gli ambienti del museo. Gli ingressi anteriori sono dotati di bussola lignea. Le navate sono divise da undici arcate a tutto sesto a doppia ghiera, su capitelli di varie forme che sovrastano colonne monolitiche in peperino; al di sopra delle arcate corre lungo tutta la navata una cornice su mensole, anch’essa in peperino. A metà della navata laterale sinistra si apre l’accesso che, attraverso un piccolo corridoio, conduce alla sagrestia. Le pareti delle navate laterali sono scandite da cinque arcate a tutto sesto, gran parte delle quali tamponate. Nella navata di sinistra, infatti, solo le ultime due arcate introducono in cappelle a pianta rettangolare: la prima con copertura a padiglione, la seconda, meno profonda, voltata a botte. Sul lato opposto, invece, in corrispondenza della penultima arcata si apre la cappella dedicata ai Santi Valentino e Ilario. Sulla stessa navata, in prossimità dell’ingresso, si apre anche una piccola porta, delimitata da un cancello in ferro, che conduce ad un ambiente a pianta quadrata. Il transetto comunica con le navate attraverso arcate a tutto sesto; il suo spazio è soprelevato di un gradino e nell’area centrale ospita il presbiterio. Nell’abside centrale, fra gli stalli, si aprono due porte lignee che conducono al retrostante coro cinquecentesco. L’altare ligneo è isolato e rialzato da due gradini. Organi lignei posizionati a metà altezza decorano il transetto in corrispondenza delle testate delle navate laterali. Le fronti interne sono in muratura in conci di peperino a vista. Nel cleristorio cinque finestre arcuate per lato e un grande oculo in facciata illuminano la navata centrale; mentre le navate laterali ricevono luce da oculi minori, anch’essi aperti in facciata. Le tre absidi terminali sono caratterizzate da monofore in asse; nella parete al di sopra le piccole absidi laterali sono inoltre presenti due monofore. La chiesa è coperta da tetti a vista su capriate nella navata centrale e nel transetto e da tetti ad unico spiovente nelle navate laterali. La facciata, in peperino, è del tipo a edicola, a due ordini sovrapposti. Paraste con capitelli tuscanici tripartiscono il livello inferiore; mentre il superiore, innalzato per la sola parte centrale, è caratterizzato da paraste con capitelli ionici e coronato da un timpano triangolare. I due livelli sono raccordati da volute. Al centro si apre il portale ornato da un frontespizio su colonne in marmo e timpano curvo. Due portali minori, con frontespizi a timpano triangolare, si aprono lateralmente, sormontati da piccoli oculi. La parte superiore ospita al centro il grande oculo. Il prospetto laterale di destra è in conci di peperino a vista e corrisponde in basso al volume delle cappelle laterali e in alto alla parete esterna del cleristorio forata dalle finestre. Il campanile si eleva distanziato dalla facciata ma in linea con essa; intermedio è l’accesso al Museo Diocesano.
Pianta
La cattedrale ha una pianta basilicale a tre navate, con transetto non emergente e terminazione triabsidata. Lungo i fianchi si trovano le cappelle aggiunte nel XVI secolo, delle quali ad oggi solo tre sono aperte, mentre le restanti sono chiuse da un muro di tamponamento a seguito del restauro di ripristino post bellico. La navata maggiore è divisa in entrambi i lati dalle minori da dieci colonne e due semicolonne monolitiche, che sorreggono capitelli di varia forma e di spoglio, su cui si ergono undici arcate a tutto sesto a doppia ghiera. Le pareti longitudinali sono connesse tra di loro in corrispondenza del transetto da arcate a tutto sesto trasversali. Il tutto è sormontato da un tetto ligneo a capriate nella navata centrale, e ad unica falda in quelle laterali.
Cappella dei Santi Valentino e Ilario
La cappella dei Santi Valentino e Ilario, risalente al XVII secolo per opera dell’architetto Contini è separata dalla navata tramite una balaustra, ha pianta quadrata con angoli tagliati a 45 gradi, nei quali sono poste due finestre che immettono luce nell’ambiente in direzione obliqua. Su entrambi i fianchi si apre una porta che conduce alle cappelle limitrofe. La cappella è sormontata da una cupola su pennacchi e lanternino centrale.
Campanile
La struttura del campanile è a torre a pianta quadrata. Per oltre metà della sua altezza si presenta cieca e priva di articolazioni, realizzata in muratura di conci in peperino; superiormente essa è invece scandita in quattro livelli da cornici marmoree su mensole e caratterizzata da muratura bicroma in filari alternati di pietra bianca e grigia; ciascun livello è segnato da coppie di bifore. Il coronamento è formato da una cuspide a pianta ottagona.
Impianto strutturale
La chiesa ha un impianto strutturale in muratura continua, probabilmente costituita da un sistema a sacco con paramenti in petrelle di peperino legate con malta di calce (apparecchiatura tipica del periodo medioevale viterbese), visibili nei prospetti laterali. All’interno colonne monolitiche sorreggono arcate a tutto sesto (realizzate con conci in peperino), che dividono la navata centrale da quelle laterali. La facciata e gli archi a tutto sesto che dividono l’aula dei fedeli dal presbiterio connettono le pareti longitudinali. Il tutto sorregge le capriate e i tetti lignei della copertura.
Coperture
La navata centrale è conclusa da una copertura a due falde su capriate con testata a padiglione; quelle laterali da un tetto a unico spiovente, mentre il transetto da una copertura a due falde con testate a padiglione su capriate in senso perpendicolare rispetto a quello delle navate. Il manto di copertura è in coppi di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione della cattedrale è varia: la navata centrale è caratterizzata da una pavimentazione cosmatesca, mentre le navate laterali sono pavimentate con lastre di marmo di forma quadrata disposte diagonalmente e con scala cromatica di colore grigio. La zona presbiteriale, invece, è pavimentata, nella parte anteriore da lastre di marmo grigio, mentre nella zona ospitante l’altare e le sedute, essendo rialzati da una pedana lignea, sono rivestite in moquette rossa.
Elementi decorativi
Numerosi sono gli elementi decorativi presenti nel duomo, tra cui alcuni quadri di Marco Benefial (1720-1727), una tela di Giovanni Maria Morandi (1698), e un’altra di Anton Angelo Bonifazi raffigurante la Decollazione di S. Giovanni Battista, situate nella cappella del SS. Valentino e Ilario. Tali opere costituiscono testimonianze importanti della pittura fra il tardo barocco e il primo ‘700. Ma altri importanti elementi decorativi vanno considerati all’interno della chiesa. Nella navata di destra, in ordine di percorrenza, s’incontra per prima la cappella di Santa Caterina con un ciclo affrescato attribuito ad Antonio il Massaro detto il “Pastura”; inoltre, questa cappella è illuminata da un rosone che apparteneva alla facciata primitiva. Di fronte al cancello d’ingresso alla cappella è posizionato un fonte battesimale in marmo realizzato da Francesco d’Ancora nel 1470, e da poco restaurato. Proseguendo, si ha la seconda cappella, tamponata e in stato di abbandono, al cui interno è custodito il sepolcro di Letizia Bonaparte, cugina di Napoleone III. Sulle tamponature delle cappelle successive sono collocati due quadri di Romanelli, uno dedicato alla Sacra Famiglia e l’altro a San Bernardino. A seguire, si apre sulla navata la Cappella dei SS. Valentino e Ilario realizzata da Giovan Battista Contini e affrescata da Ludovico Mazzanti (autore anche della tela posta sull’altare e dedicata al martirio dei due Santi). Dietro l’abside centrale è nascosto il Coro dei Canonici, eretto nel XVI secolo dal vescovo Gualterio e decorato dal Passeri. Al di sopra dell’altare, si trova invece una tela del Romanellli commissionata nel 1641 dal cardinale Brancaccio, con la raffigurazione di S. Lorenzo in Gloria. Nell’abside di sinistra sono ancora visibili lacerti di affreschi del XIV secolo con San Paolo e San Pietro; qui è collocata anche una copia di una tela risalente al XII secolo, e conservata al Museo Diocesano, raffigurante la Madonna della Carbonara. Nella parete di sinistra è appoggiato un tabernacolo del XVI secolo che riporta la scritta “Sacra Olea”; accanto è presente il sepolcro di papa Giovanni XXI, morto nel 1277 a seguito del crollo della sua stanza situata nell’ala ovest del palazzo papale adiacente. Proseguendo nella navata, s’incontra la cappella di Santa Lucia voluta dalla famiglia Bussi nel XVI secolo e decorata da Paolo Guidotti da Lucca agli inizi del XVII secolo; sull’altare una tela del Mazzanti. Sulle pareti della navata sono collocate due tele di un Anonimo, rappresentanti San Lorenzo e il Beato Domenico Barbieri. A seguire s’incontra la porta, che attraverso un corridoio conduce alla sagrestia, la quale è ornata da un medaglione marmoreo scolpito da Agostino Penna nel XVIII secolo, al di sopra del quale è posta suppellettile in legno commissionata dal cardinale Gallo, lo stesso che fece edificare la sagrestia. All’interno di questa si trovano armadi risalenti al XVIII secolo, realizzati dall’intagliatore viterbese Luigi Cappuccini su disegno di Giuseppe Antolini; inoltre, qui è collocato un grande crocifisso ligneo del XVII secolo. Continuando sulla navata di sinistra, si trova una tela datata 1472 e attribuita a Gerolamo da Cremona; a seguire una tela di Carlo Maratta raffigurante San Lorenzo e i Poveri. Infine, nella controfacciata si possono vedere lacerti di affreschi risalenti al XIV secolo.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1965-1970)
L’altare ligneo con frontespizio marmoreo è isolato e rialzato da due gradini; è stato consacrato nel 1952 ed è conforme ai canoni della riforma liturgica della costituzione “Sacrosantum Concilium”. Le sedute, in legno, sono posizionate al di sopra di una pedana alla destra dell’altare. L’ambone è composto da un piedistallo marmoreo di recupero su cui è stato inserito un leggio in ferro.
Contatta la diocesi