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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Montefiascone
Viterbo
chiesa
parrocchiale
S. Flaviano
Parrocchia di San Flaviano
Pianta; Impianto strutturale; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - intervento strutturale (1965-1970)
IX - IX(prima menzione intero bene); 1032 - 1032(ricostruzione intero bene); 1262 - 1262(costruzione altare maggiore); 1282/11/18 - 1282/11/18(pontificale di Martino IV carattere generale); 1301 - 1301(ampliamento intero bene); 1304/01/27 - 1304/01/27(conferma concessione indulgenza carattere generale); XV - XV(costruzione cappelle laterali intero bene); XVII - XVII(costruzione campanile a vela intero bene); XVIII - XVIII(costruzione chiesa superiore intero bene); XVIII - XVIII(restauro intero bene); 1965 - 1965(restauro intero bene); 1980 - 1990(restauro intero bene); 2005 - 2006(consolidamento copertura intero bene)
Chiesa di San Flaviano
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Flaviano <Montefiascone>
Altre denominazioni Chiesa di Santa Maria
S. Flaviano
Ambito culturale (ruolo)
maestranze viterbesi (costruzione chiesa)
maestranze viterbesi (ricostruzione chiesa)
maestranze viterbesi (ampliamento chiesa)
maestranze viterbesi (costruzione cappelle laterali)
maestranze viterbesi (costruzione campanile)
maestranze viterbesi (realizzazione chiesa superiore)
maestranze viterbesi (restauro chiesa)
maestranze viterbesi (restauro chiesa)
maestranze viterbesi (restauro chiesa)
Notizie Storiche

IX  (prima menzione intero bene)

Intorno all’anno 850 si ha menzione della prima chiesa di San Flaviano in un Privilegio di papa Leone IV, nel quale si trovano anche notizie riguardanti il borgo di San Flaviano. La chiesa, dove era sepolto il beato Flaviano, era intitolata a Santa Maria. Si ipotizza che la primitiva chiesa avesse pianta ottagonale con al centro della costruzione un fonte battesimale.

1032  (ricostruzione intero bene)

In seguito al fermento religioso diffuso in Italia nell’XI secolo, l’antico tempio di Santa Maria, in rovina a causa delle devastazioni e del tempo, viene totalmente riedificato e dedicato al martire Flaviano. I lavori iniziano intorno all’anno 1032: ce ne dà notizia una lapide, oggi murata nella controfacciata, che attribuisce il merito ad un certo Lando che si impegnò ad erigere la nuova chiesa a sue spese.

1262  (costruzione altare maggiore)

Nel 1262 papa Urbano IV si fa costruire un altare e una cattedra papale in segno della sua autorità e a ricordo della sua benevolenza nella basilica superiore.

1282/11/18  (pontificale di Martino IV carattere generale)

Il 18 Novembre 1282, Martino IV celebra un solenne pontificale con vescovi e cardinali, a seguito del quale emana, dalla chiesa di San Flaviano, la scomunica contro il re Pietro d’Aragona in risposta alla rivolta del “vespri siciliani”.

1301  (ampliamento intero bene)

In una bolla di Bonifacio VIII, datata 1° dicembre 1301, viene riportata la concessione di cento giorni d’indulgenza a chiunque avesse collaborato con i lavori alla chiesa di San Flaviano. In questa occasione la chiesa viene ampliata con due campate gotiche accentuando lo sviluppo dell’asse longitudinale; viene inoltre costruita una nuova facciata che dona alla chiesa un aspetto di fortezza e vengono rialzate le navate laterali per poggiarvi un tetto a capanna. Terminati questi lavori, vengono realizzati dei cicli di affreschi sulle pareti delle nuove campate gotiche.

1304/01/27  (conferma concessione indulgenza carattere generale)

In questa data papa Benedetto XI conferma la disposizione emanata da papa Bonifacio VIII.

XV  (costruzione cappelle laterali intero bene)

Durante il XV secolo vengono costruite le cappelle esistenti sul lato sinistro della chiesa. La prima cappella a sinistra, detta degli Innocenti, viene decorata nel 1499 da un anonimo artista locale influenzato dal linguaggio del Pastura e vicino a Francesco d’Avanzarano detto il Fantastico, su committenza dei coniugi Onofri, che compaiono ritratti tra i fregi della volta.

XVII  (costruzione campanile a vela intero bene)

Il campanile a vela risale al Seicento.

XVIII  (costruzione chiesa superiore intero bene)

All’inizio del Settecento il vescovo di Montefiascone, cardinale Aldrovandi, decide di recuperare, ad uso religioso, il piano superiore della basilica all’epoca in disuso, dato che quello inferiore era buio, umido e prevalentemente utilizzato per le sepolture. All’interno del piano superiore vengono costruiti tre nuovi altari, viene sostituito il parapetto in muratura, delimitante il vuoto centrale, con una ringhiera in ferro battuto decorata con lo stemma Aldrovandi.

XVIII  (restauro intero bene)

Nella chiesa inferiore, dove il portale d’ingresso era molto ampio e i battenti non adatti, il cardinale fa collocare un massiccio portone ancorato a nuovi pilastri che ne riducono la luce; questo intervento comporta la diminuzione della luce naturale nella chiesa, problema che viene risolto aprendo un lunotto al di sopra del portale. Infine si interviene anche sulla facciata inserendo due volute in peperino. A seguito di questi lavori il cardinale fa inserire il suo stemma in facciata in sostituzione di quello di Pio II Piccolomini. All'interno le pareti vengono intonacate e l’altare di Urbano IV restaurato.

1965  (restauro intero bene)

Nel 1965 viene demolita la casa canonica, restaurata nel corso del XVIII secolo; inoltre vengono effettuati dei lavori di restauro all’interno della basilica che prevedono la demolizione dei tre altari laterali e dell’intonaco settecentesco. Durante queste demolizioni viene ritrovata una bifora gotica.

1980 - 1990 (restauro intero bene)

La campagna dei restauri degli anni ’80, oltre ad aver realizzato la nuova copertura lignea, ha ripristinato le forme originarie della chiesa inferiore lasciando la superiore nello stato in cui verteva.

2005 - 2006 (consolidamento copertura intero bene)

Si svolgono lavori di consolidamento e restauro della copertura.
Descrizione

Posizionato sul lato ovest della strada per Orvieto, e isolato su tutti i lati, l’edificio si presenta a due livelli con una chiesa superiore e una inferiore contrapposte negli accessi. Questi ultimi sono preceduti da slarghi che, essendo a quote differenti, sono collegati da una via parallela al fianco sud, fortemente in pendenza. La facciata principale, in cui si apre l’ingresso alla chiesa inferiore, si mostra incompiuta, in blocchi di peperino a vista, con una parte molto alta articolata da tre grandi arcate a sesto acuto, fra loro disuguali, di cui quella centrale è più ampia e leggermente aggettante. Al disopra delle arcate si sviluppa un balcone a loggetta per l’intera larghezza della facciata. Una cornice sostenuta da mensole costituisce la base del parapetto del balcone. Esili colonnine si ergono dallo stesso parapetto a sostegno di una tettoia con orditura in legno. Sopra la loggetta si eleva il tratto sommitale della facciata, a forma di timpano, scandito soltanto da due colonne, con un oculo centrale più ampio e altri due laterali che illuminano la chiesa superiore. Un campanile a vela, infine, sormonta il timpano sul margine sinistro. In basso, nell’arcata centrale si apre un portale gotico con grande apertura architravata, chiusa da una vetrata. Nelle arcate laterali sono presenti strette monofore, le uniche, insieme alla vetrata dell’accesso, che illuminano la chiesa inferiore. La facciata del luogo di culto superiore ha un semplice schema a capanna. Il prospetto è intonacato e vi si aprono due accessi posti ai lati, con cornice in peperino, sormontati da finestre ovali, mentre al centro, più in alto, è presente una finestra quadrilobata. La pianta della chiesa inferiore è a tre navate terminanti in uno spazio poligonale su cui si aprono in testata tre absidi. Le navate sono divise da pilastri a fascio e colonne a sostegno di quattro arcate. Nel suo sviluppo, la navata centrale è interrotta a metà da un arco trasversale e un altro la conclude verso il presbiterio. La prima metà e le due corrispondenti campate laterali sono coperte da volte a crociera a sesto acuto. La seconda metà della navata è invece forata in alto, e quindi comunicante con la chiesa superiore; mentre le corrispondenti campate delle navate laterali si presentano con volte a crociera a tutto sesto. Ancora volte a crociera coprono le campate terminali dello spazio poligonale. Su questo affaccia il presbiterio triabsidato, di due gradini più alto. L’abside centrale è più ampia e fa da sfondo ad un altare a mensa. Sul fianco della navata sinistra si aprono tre cappelle quadrangolari e l’accesso alla sagrestia. Sul lato destro del presbiterio, una scala corre alle spalle dell’abside minore e collega la chiesa inferiore con la superiore. La chiesa superiore è a pianta basilicale a tre navate coincidenti con le sottostanti e con terminazione piana; a coprirla, vi è un tetto unico a due falde, con capriate in corrispondenza della navata centrale. Le navate sono divise da tozzi pilastri di varia forma che sostengono una prima arcata di notevole ampiezza, corrispondente alla metà anteriore della chiesa sottostante, e altri quattro archi sia a tutto sesto che ribassati. Oltre la prima arcata la navata centrale è quindi comunicante con la chiesa inferiore e l’affaccio è protetto da una ringhiera in ferro. Sul fondo è addossato un trono in peperino e di fronte un altare a mensa, sempre in peperino. Sulla parete opposta, al principio della navata, vi è un grande organo a canne.
Pianta
L’organismo religioso è a due livelli, con una chiesa superiore e una inferiore ad accessi contrapposti. La chiesa inferiore ha pianta basilicale a tre navate, divise da pilastri a fascio e colonne a sostegno di quattro arcate, e termina in tre absidi disposte ad arco. Sul lato sinistro le prime tre campate sono comunicanti con altrettante cappelle rettangolari. Nella quarta campata, invece, si accede alla sagrestia. Al termine della navata di destra una scala di 39 gradini mette in comunicazione le due chiese. La chiesa superiore è anch’essa a pianta basilicale, ma con terminazione piana, a tre navate divise da colonne tozze. Al centro della navata centrale, un grande rettangolo nel solaio, protetto da una balaustra in ferro, lascia vedere la chiesa inferiore. Nella parete di ingresso, in posizione centrale, il trono di Urbano IV e l’altare papale. Nella parete di fondo un grande organo a canne occupa la navata centrale.
Impianto strutturale
La struttura è in muratura di blocchi di peperino. Le tre navate che dividono sia il piano inferiore che quello superiore sono separate da sostegni puntuali anch’essi in pietra, collegati da archi longitudinali. La navata centrale della chiesa inferiore è inoltre scandita da due archi trasversali, i quali delimitano un tratto privo di copertura attraverso cui comunicano i due livelli dell’organismo. Volte a crociera per le campate collaterali costituiscono invece l’orizzontamento per la chiesa superiore. Quest’ultima, infine, è coperta da un tetto con orditura in legno che si appoggia sulle pareti sostenute dagli archi che dividono le navate e sui muri d’ambito longitudinali dell’edificio.
Coperture
La chiesa è coperta da un unico tetto a doppia falda con rivestimento in coppi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione di entrambe le chiese è in mattonelle di terracotta quadrate disposte a 45°.
Elementi decorativi
Sulle pareti della chiesa superiore troviamo ancora gli affreschi risalenti al sec. XIV e alcune tracce compaiono anche nelle vele delle volte. Di più antica fattura, per un periodo che va dall’IX al XIII, sono alcuni pezzi scolpiti in peperino, tra cui lapidi, leggii, sculture e il fonte battesimale. Sulla navata destra un dipinto che ritrae il Martirio di San Flaviano, datato 1740. Nella chiesa superiore troviamo l’altare papale e il trono di Urbano IV, in peperino, entrambi del XIII sec. ed un dipinto, olio su tela, raffigurante il martirio di Santa Margherita del 1739.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1965-1970)
La chiesa inferiore è adeguata liturgicamente, con una mensa d’altare isolata rivolta verso l’assemblea e con un ambone al lato, entrambi in peperino.
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