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San Damiano d'Asti
Asti
chiesa
parrocchiale
San Vincenzo Martire
Parrocchia di S. Vincenzo
Pianta; Facciata; Impianto strutturale
presbiterio e cappelle laterali - intervento strutturale (1970)
XIV - XV(costruzione intero bene); XVII - XVII(descrizione intero bene); 1627 - 1627(costruzione campanile); 1652 - 1652(ampliamento intero bene); 1660 - 1670(ampliamento intero bene); 1683 - 1700(modifiche coro); 1683 - 1713(installazione pulpito); 1689 - 1689(ampliamento intero bene); XVIII - XVIII(modifiche intero bene); 1814 - 1834(ampliamento intero bene); 1820 - 1820(ricostruzione cappella laterale); 1836 - 1840(costruzione campanile); 1859 - 1865(modifiche intero bene); 1882 - 1886(manutenzione campanile); 1885 - 1898(modifiche intero bene); 1923 - 1926(modifiche intero bene); 1956 - 1957(restauro intero bene); 1959 - 1960(modifiche intero bene); 1960 - 1970(modifiche intero bene); 1967 - 1989(restauro campanile); 1988 - 1988(restauro facciate); 1991 - 1992(restauro organo); 1995 - 1995(restauro intero bene); 2002 - 2002(restauro decorazione); 2006 - 2007(restauro intero bene); 2015 - 2015(restauro facciate)
Chiesa di San Vincenzo Martire
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Vincenzo Martire <San Damiano d'Asti>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (costruzione)
Notizie Storiche

XIV - XV (costruzione intero bene)

Costruzione risalente agli anni a cavallo tra il Trecento ed il Quattrocento, inizialmente a due navate in stile gotico, di cui quella più bassa sulla destra entrando, divise da fasci di colonne in mattoni a vista.

XVII  (descrizione intero bene)

All’inizio del Seicento la chiesa presenta due cappelle a sinistra: quella di San Michele, la prima a essere costruita, e quella del Rosario.

1627  (costruzione campanile)

Costruzione di un primo campanile che risulta posto nel luogo ove attualmente si trova la cappella di Sant'Anna. Accanto al campanile si trova un edificio adibito a sacrestia.

1652  (ampliamento intero bene)

Costruzione della cappella di destra intitolata alla Vergine della Pietà, o cappella della Deposizione di Cristo.

1660 - 1670 (ampliamento intero bene)

Erezione della cappella di sinistra intitolata all’Angelo Custode con decreto vescovile del 21 agosto 1660 di Giovanni Antonio Migliasso. Sopra l’altare vi è la tela raffigurante un fanciullo che guarda verso il cielo con, alle spalle, l’Angelo Custode che gli indica la colomba dello Spirito Santo, realizzata intorno agli anni 1660-1670 da pittore di ambito moncalvesco.

1683 - 1700 (modifiche coro)

Collocazione del coro ligneo e realizzazione di ricca decorazione a stucco nella volta a semicatino.

1683 - 1713 (installazione pulpito)

Realizzazione del pulpito/confessionale su commissione di don Emanuele Giaccone, arciprete di San Vincenzo, a forma di mezzo ottagono, abbellito su ogni lato da rilievi dorati rappresentanti, al centro, l’Assunta, a destra Sant’Andrea e San Filippo Neri, a sinistra San Vincenzo e San Francesco Saverio.

1689  (ampliamento intero bene)

Erezione dell’altare della cappella di destra intitolata all’Ecce Homo.

XVIII  (modifiche intero bene)

A metà del Settecento vi è ancora l’usanza di seppellire in chiesa e il pavimento risulta essere in pessimo stato, proprio per i continui scavi. Alla fine del secolo vengono realizzati i due affreschi laterali al di sopra del coro ligneo, a sinistra, Gesù che cammina sulle acque sorreggendo San Pietro e, a destra, Gesù e la Samaritana al pozzo.

1814 - 1834 (ampliamento intero bene)

Costruzione nel 1814 dell’altare della cappella intitolata alla Madonna del Rosario. Realizzazione intorno al 1834 della cappella di San Michele e della Gloria del Beato Sebastiano Valfrè.

1820  (ricostruzione cappella laterale)

Ricostruzione, con il contributo economico della popolazione, della cappella di destra dedicata a Maria Assunta, che ha come icona d’altare la tela rappresentante la Madonna della Cintura con le anime purganti.

1836 - 1840 (costruzione campanile)

Abbattimento dell’antico campanile, che impedisce il passaggio dal fondo della chiesa fino alla sacrestia, e costruzione di uno nuovo sul sito del vecchio cimitero, su proposta dell’arciprete Girolamo Sardi. Il progetto prevede, inoltre, lo spostamento della sacrestia, costruita tra il campanile e la canonica, e di usare la vecchia sacrestia come ripostiglio per gli arredi liturgici. Con lo spostamento del campanile si pongono le basi per la costruzione della terza navata. La direzione dei lavori è assunta dall’architetto torinese Costantino Vigitello. Nel 1840 è collocata la croce sulla sua sommità e sono poste 5 campane, tutte consacrate dal vescovo di Asti Filippo Artico.

1859 - 1865 (modifiche intero bene)

Sotto la direzione assunta dall’arch. Costantino Vigitello si asporta l’intonaco antico dalle due navate e anche gli stucchi che cadono a pezzi, per intonacare a nuovo tutto l’interno; si tolgono i tetti delle cappelle di San Michele e del Rosario per rifarli e uguagliarli; si sbanca il pavimento della cappella di San Michele per togliere il gradino che lo sopraelevava sul pavimento della navata centrale. Sulla base del vecchio campanile è costruita una nuova cappella dedicata a Sant’Anna. La sacrestia è spostata nel luogo attuale ed è ricavato un corridoio di passaggio davanti alle quattro cappelle di sinistra, che va dal fondo della chiesa fino alla sacrestia, passando accanto al presbiterio. Nel 1864 è affrescata la volta dal pittore e fotografo Giambattista Berra. Nel 1865 è rifatto l’intero pavimento e si restaura completamente la facciata con la posa dell’attuale zoccolo in pietra e l’apertura della terza porta che permette direttamente l’ingresso sul corridoio delle cappelle.

1882 - 1886 (manutenzione campanile)

Riparazione nel 1882 del castello in legno a sostegno delle due campane maggiori; collocazione nel 1886 sul campanile di un parafulmine.

1885 - 1898 (modifiche intero bene)

Esecuzione di nuovi lavori tra il 1885 e il 1898 dall’impresa Rattazzi Benedetto. Sono inserite tre chiavi in ferro nella volta della cappella di San Michele per sostenerla dopo i danni del sisma del 1887, sono poste sul pavimento lastre di pietra ed è rinforzata la tribuna dell’organo. Nel 1888 viene installato l’organo Carlo Vegezzi Bossi sulla tribuna di legno con fregi dorati.

1923 - 1926 (modifiche intero bene)

Rifacimento del pavimento nel 1923. Nel 1925 è fatto ripulire l’organo Vegezzi Bossi. Nel 1926 il pittore torinese Luigi Morgari esegue l’affresco centrale al di sopra del coro ligneo, che rappresenta il Martirio di San Vincenzo incatenato e disteso sulla graticola, e ritocca i due affreschi laterali. Il coro è intonacato a nuovo. Sempre nel 1926 è eretto un nuovo altare, addossato al primo pilastro in fondo, dedicato a Santa Teresa del Bambin Gesù; sono eretti altri altarini nelle cappelle di destra dedicati a San Giuseppe, San Luigi Gonzaga, alla Madonna e a Sant’Esposito.

1956 - 1957 (restauro intero bene)

Realizzazione di urgenti lavori di sottomuratura delle pareti laterali e del coro; s'iniziano anche i lavori al tetto: viene sostituita gran parte della travatura dal lato di Via Cavour. Vengono sostituiti quasi tutti i coppi, collocati canali di scolo in rame e rintonacata la parete esterna. Sono rifatti l’intonaco e la zoccolatura della facciata. Si ritoccano i cornicioni di coronamento e si toglie il fregio settecentesco.

1959 - 1960 (modifiche intero bene)

Nel 1959 s'installano sei quadri a raggi infrarossi, funzionanti a gas, che riscaldano solo parte della chiesa; l’anno successivo si risolve il problema del riscaldamento con l’installazione di un generatore di aria calda nelle cantine della canonica.

1960 - 1970 (modifiche intero bene)

Lavori di restauro studiati e diretti dall’arch. Don A. Quaglia e affidati all’impresa Torchio consistiti in: restituzione in mattone a vista dei pilastri, degli archi, dei costoloni della volta; totale rifacimento dell’intonaco di tutta la navata di destra, reso fatiscente dalle numerose infiltrazioni di acqua e dalla naturale umidità del suolo, con successiva semplicissima decorazione; livellazione del pavimento per tutta l’area della chiesa e rifacimento del medesimo sul piano del pavimento originale, previo risanamento con conveniente strato di ghiaia, copertura del medesimo con piastrelle di bargiolina e di speciali mattonelle rosse a forte tempera; ripulitura e indoratura dei pregevoli stucchi seicenteschi del coro e della cappella del Rosario; sostituzione di tutti i banchi con altri di fattura intonata allo stato della chiesa; riattivazione nel 1968 dell’ampio locale della sacrestia vecchia come cappella invernale.

1967 - 1989 (restauro campanile)

Nel 1967 viene sostituita parte dell’incastellatura delle campane e realizzati restauri alla cupola con relativa copertura. Nel 1968, a causa di un cedimento strutturale, si inseriscono nel perimetro del campanile cento pali di cemento armato fino a un profondità di quindici metri. Tra il 1980 e il 1989 vengono eseguiti i seguenti lavori: rifacimento del manto impermeabile del terrazzo e verniciatura della ringhiera, sostituzione del manto in lamiera della cupola verniciata in colore rosso con lastre di rame, consolidamento dell’ancoraggio della croce, nuovo impianto di parafulmine, consolidamento della rampa interna con ringhiera, collocazione di rete metallica a maglia quadrata per ogni finestratura, contro l’intrusione di volatili.

1988  (restauro facciate)

Restauro dell’intonaco delle pareti su Via Cavour e Via San Vincenzo e di parte della facciata.

1991 - 1992 (restauro organo)

Restauro dell’Organo Carlo Vegezzi Bossi 1888.

1995  (restauro intero bene)

Ripristino d’intonaci interni, realizzazione di nuovo impianto elettrico con primo antifurto elettronico.

2002  (restauro decorazione)

Restauro della decorazione interna dipinta e a stucco.

2006 - 2007 (restauro intero bene)

Rifacimento della copertura della chiesa e restauro del campanile; intervento realizzato con il contributo CEI 8X1000 alla Chiesa Cattolica. Restauro delle statue lignee di facciata nelle nicchie superiori raffiguranti due angeli.

2015  (restauro facciate)

Restauro conservativo degli intonaci esterni.
Descrizione

La chiesa parrocchiale di San Vincenzo Martire è stata costruita tra il Trecento e il Quattrocento con influssi gotici, sul sedime di una precedente struttura d’impianto romanico, che aveva sostituito l’antica Pieve di San Vincenzo, distrutta durante la fondazione di San Damiano d’Asti fatta risalire al 1275. La chiesa a due navate ha subito modifiche e ampliamenti tra il Cinquecento e il Settecento e si presenta ora con interno a tre navate coperte da volte a crociera, a botte e a vela, ritmato da nove cappelle. La decorazione interna è dipinta e a stucco e vede l’accostamento di diverse campagne decorative: semplice tinteggiatura nelle navate laterali, decorazione a pittura ottocentesca che riguarda le campate della navata centrale, decorazione del coro con stucchi seicenteschi, entro il quale sono presenti dipinti novecenteschi ad opera di Luigi Morgari, decorazione a stucco tardo seicentesca della cappella del Rosario nella navata destra e della cappella di San Francesco, ora adibita a battistero. Nella tribuna soprastante la bussola centrale è presente un importante organo ottocentesco di Carlo Vegezzi Bossi 1888. Accanto alla sacrestia, che è adiacente alla casa parrocchiale, svetta l’ottocentesco campanile rosso a base quadrata di severo aspetto, eseguito su disegno dall’architetto Costantino Vigitello di Torino.
Pianta
Pianta a tre navate con otto cappelle laterali e una cappella absidata, con presbiterio rettangolare con coro semicircolare con stalli; i tre accessi in facciata hanno bussola lignea, quello centrale ha soprastante tribuna per organo; entrando nella navata destra si trovano la cappella della Pietà e a seguire la cappella dell’Assunta, la cappella del confessionale e la cappella eucaristica dell’Ecce Homo; tale navata si conclude con la cappella absidata di San Francesco con fonte battesimale in marmo e comunicante con il coro; entrando nella navata sinistra si trova la cappella di San Michele e della Gloria del Beato Sebastiano Valfrè e a seguire la cappella del Santo Rosario, la cappella di Sant’Anna e la cappella degli Angeli custodi, che comunica, insieme al coro, con la cappella invernale dalla quale si accede alla sacrestia e al campanile. Presbiterio, coro e cappelle, ad eccezione delle prime due laterali, sono rialzati rispetto all’aula liturgica.
Facciata
Facciata a salienti a due ordini che rispecchia la disposizione interna della chiesa a tre navate con un accesso centrale per navata; le partizioni laterali hanno ingresso sottolineato da cornice sagomata con frontone con timpano triangolare e con soprastante finestra rettangolare bilobata; la partizione centrale, corrispondente alla navata centrale, è tripartita dalle paraste e dalle lesene che sorreggono frontone su trabeazione con timpano triangolare; nella campitura centrale il portale presenta cornice sagomata e frontone curvo con timpano spezzato dove trova collocazione una nicchia con frontone curvo contenente la statua della Madonna di Fatima; superiormente una specchiatura piana anonima, sottolineata da cornice con frontone curvo, è affiancata, nelle campiture laterali, da due nicchie con cornice e frontone triangolare dove trovano alloggio due statue di angeli rivolti ad una verosimile pittura non più visibile.
Impianto strutturale
Struttura verticale composta da pilastri, paraste e pareti in muratura di mattoni con orizzontamenti voltati in muratura con incatenamenti metallici; la navata centrale è coperta da volte a crociera nervate e termina con coro coperto da volta a semicatino lunettata; la navata laterale destra è coperta da volte a crociera, con cappelle laterali voltate a botte e a vela, e termina con volta a tre fusi; la navata laterale sinistra è coperta da volte a botte e a crociera, con cappelle laterali a botte con o senza lunette, e conduce alla cappella invernale che presenta volta a botte lunettata con teste di padiglione; segue la sacrestia coperta da volta a botte con teste di padiglione. La copertura è a falde con orditura lignea e manto in coppi di laterizio. Il campanile è una torre quadrata in mattoni rossi a vista dalle linee semplici, alta in totale cinquanta metri, che si erge su una base maggiore di cinque metri di lato, si rastrema verso l’alto, terminando con cella con soprastante cuspide a padiglione con parapetto, conclusa da pinnacolo e croce sommitale.
Adeguamento liturgico

presbiterio e cappelle laterali - intervento strutturale (1970)
Rimozione del vecchio altare, spostato nella cappella di Sant’Anna; sistemazione dell’altare del Sacro Cuore ad altare del Santissimo nella cappella dell’Ecce Homo; collocazione di altare volto a popolo ricavato dalla vecchia balaustra; collocazione di ambone in legno; collocazione di nuovo battistero in marmo pregiato in posizione visibile nella cappella absidale destra di San Francesco; rimozione del pulpito/confessionale e sua collocazione nella terza cappella di destra già di San Giovanni Battista.
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