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Villa San Secondo
Asti
chiesa
parrocchiale
SS. Matteo e Secondo
Parrocchia dei Santi Matteo e Carlo
Pianta; Facciata; Impianto strutturale
presbiterio - intervento strutturale (1975); presbiterio - aggiunta arredo (1975)
1771 - 1777(costruzione intero bene); 1781 - 1781(consacrazione intero bene); 1908 - 1910(decorazioni intero bene); 1923 - 1923(restauro facciata); 1930 - 1930(rifacimento parziale campanile); 1935 - 1971(rifacimento parziale pavimentazione)
Chiesa dei Santi Matteo e Secondo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Matteo e Secondo <Villa San Secondo>
Altre denominazioni Chiesa dei Santi Matteo e Carlo
SS. Matteo e Secondo
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (costruzione)
Notizie Storiche

1771 - 1777 (costruzione intero bene)

Costruzione ad opera degli architetti torinesi Pietro Posso e Giuseppe Teodoro Capello, in sostituzione della precedente parrocchiale che sorgeva sul luogo occupato oggi da piazza Schierano. La messa in opera viene affidata al capomastro Bernardo Guggia, già direttore dei lavori presso il Seminario di Asti ideato da Benedetto Alfieri.

1781  (consacrazione intero bene)

Consacrazione della chiesa.

1908 - 1910 (decorazioni intero bene)

Installazione nel 1908 in facciata delle due statue dei santi titolari, Matteo e Secondo, ad opera Giuseppe Camusso. Decorazione nel 1910 della zona presbiterale, della cupola e della volta a botte a copertura dell’interno su iniziativa di Mons. Schierano ad opera di Luigi Morgari e Giovanni Lamberti.

1923  (restauro facciata)

Restauro della facciata con realizzazione di sfondati affrescati da Luigi Morgari; oggi gli affreschi sono quasi del tutto scomparsi.

1930  (rifacimento parziale campanile)

Crollo parziale del campanile a causa di un fulmine e rifacimento secondo un nuovo disegno nella parte della cella campanaria e della guglia su progetto di Alfonso Chioccarello.

1935 - 1971 (rifacimento parziale pavimentazione)

Rifacimento della pavimentazione in marmi policromi nel presbiterio nel 1935 e in tutta la navata nel 1971.
Descrizione

La Chiesa è sita sulla sommità del nucleo originario di Villa San Secondo nella piazza dedicata a Mons. Enrico Schierano. L’interno presenta una pianta a croce greca con pareti e paraste decorate in stucco, con capitelli corinzi, con due ampie cappelle dedicate alla Beata Vergine e a San Secondo con raffinati altari in marmi policromi. Le due grandi vetrate istoriate nelle finestre a mezzaluna delle cappelle sono opera della ditta Balnet di Grenoble. L’altare maggiore, in marmi policromi, risale agli anni dell’edificazione della Chiesa. Le volte sono state abbellite da Luigi Morgari e Giovanni Lamberti (1910) su iniziativa di monsignor Schierano. All’interno sono presenti due grandiosi organi a canne: un Gandini di Varese del 1899 e un organo elettronico Grand Opera Viscount. All’esterno la facciata in mattoni su due ordini, con sfondati affrescati da Luigi Morgari oggi ormai quasi scomparsi, presenta piccole ali laterali sulle quali sono poste le statue dei santi titolari.
Pianta
Pianta a croce greca, con pulpito in legno, che ospita due cappelle laterali con altari in marmi policromi a conclusione dei bracci orizzontali che sono separati dall'aula da balaustre marmoree; la cappella di sinistra è dedicata alla B.V. Maria, mentre quella di destra a S. Secondo. Il paliotto in legno intarsiato dell’altare laterale di San Secondo proviene dalla locale chiesa della B.V. delle Grazie. La pianta presenta all'ingresso bussola lignea con soprastante tribuna per organo, a destra la cappella della Sindone e a sinistra il fonte battesimale; il presbiterio con altare maggiore con baldacchino è rialzato di due scalini rispetto all'aula, è separato dall'assemblea da balaustra marmorea e comunica con il coro semicircolare con stalli e con la sacrestia, dalla quale si può accedere alla casa canonica. Si accede al campanile a base quadrata dall'interno dell'aula lato sinistro.
Facciata
Facciata in mattoni a vista, a due ordini, verticalmente tripartita da lesene che inquadrano finte nicchie intonacate e che, con andamento concavo, conferiscono alla facciata una dinamicità amplificata nella parte centrale. Nella parte sommitale le lesene sorreggono la trabeazione senza fregi e il frontone con pinnacoli superiori e con timpano triangolare. Il portale di accesso con cornice in mattoni e lunetta semicircolare è sormontato da finestra ellisoidale. Due partizioni laterali ad attico più arretrate rispetto al filo principale della facciata, accolgono in sommità le statue dei santi titolari della chiesa.
Impianto strutturale
Struttura in elevazione composta da paraste e pareti portanti in muratura su cui scaricano orizzontamenti a volta in muratura; i quattro bracci della croce presentano volte a botte a tutto sesto; all'incrocio dei bracci s'innesta una volta a bacino; il presbiterio è voltato a vela mentre il coro presenta una volta a semicatino; la sacrestia presenta volta a padiglione con modanature e decorazioni in stucco. La copertura è a falde con orditura in legno e manto di copertura in coppi di laterizio. Il campanile in muratura presenta zoccolatura di base, torre con orologio, cella campanaria e lanterna di coronamento.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1975)
Riduzione della balaustra in marmo del presbiterio e suo riutilizzo per costruzione di altare volto a popolo fisso su predella in marmo e legno.
presbiterio - aggiunta arredo (1975)
Inserimento in cornu Evangelii di leggio mobile in legno in bronzo dorato con scultura di A. Runggaldier di Ortisei a forma di angelo; il leggio è posto su predella lignea.
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