chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Iglesias
Iglesias
chiesa
cattedrale
SANTA CHIARA DI ASSISI
Parrocchia di Santa Chiara d'Assisi
Struttura; Arredi; Arredi
presbiterio - intervento strutturale (2013)
1284 - 1288(costruzione intero bene); XVI - XVII(edificazione cappelle laterali); 1576 - 1588(ristrutturazione intero bene); 1679 - 1682(edificazione cappella di Sant’Antioco); 1727 - 1727(ristrutturazione campanile); 1772 - 1843(edificazione cappella di San Benedetto); 1778 - 1783(edificazione sacrestia dei Beneficiati e aula capitolare); 1807 - 1807(ristrutturazione facciata e torre campanaria); 1870 - 1872(ristrutturazione facciata e torre campanaria); 1901 - 1906(restauro intero bene); 1907 - 1907(edificazione tribuna); 1927 - 1930(restauro intero bene); 1934 - 1934(consolidamento campanile); 1947 - 1955(restauro intero bene)
Cattedrale di Santa Chiara di Assisi
Tipologia e qualificazione chiesa cattedrale
Denominazione Cattedrale di Santa Chiara di Assisi <Iglesias>
Altre denominazioni Chiesa di Santa Chiara d'Assisi
Autore (ruolo)
Barrai, Antonio (progettista/esecutore)
Barrai, Pietro (progettista/esecutore)
Spotorno, Giovanni Domenico (progettista/esecutore)
Orru, Francesco (esecutore)
Sanna, Ignazio (esecutore)
Picony, Ignazio (esecutore)
Cochis, Raimondo Ignazio (progettista)
Maino, Carlo (progettista)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pisane (costruzione)
Notizie Storiche

1284 - 1288 (costruzione intero bene)

La costruzione della primitiva chiesa di Santa Chiara è documentabile grazie all’esistenza di due lapidi (attualmente esposte presso il Museo Diocesano di Iglesias). Nata come parrocchiale anche grazie al patrocinio del conte Ugolino della Gherardesca, all’epoca signore della città e successivamente podestà della Repubblica di Pisa, fu edificata fra il 1284/85, periodo al quale risale l’ultimazione dei lavori della zona presbiteriale, e il 1288, anno di realizzazione della facciata. Come i recenti lavori di restauro hanno consentito di confermare, l’edificio aveva un’unica navata a sviluppo longitudinale priva di cappelle, conclusa da un’abside semicircolare; la copertura era a capriate lignee. È da ritenere che l’edificazione della torre campanaria che fiancheggia la facciata sul lato destro sia contestuale alla fondazione duecentesca dell’edificio.

XVI - XVII (edificazione cappelle laterali)

La costruzione delle cappelle laterali della chiesa è documentabile fra l’ultimo scorcio del Cinquecento e la prima metà di quello successivo.

1576 - 1588 (ristrutturazione intero bene)

Divenuta ufficialmente sede della cattedra episcopale sulcitana nel 1503, la chiesa venne sottoposta ad una radicale ristrutturazione nel corso della seconda metà del XVI secolo, le cui caratteristiche ancora ne contraddistinguono l’aspetto per quanto concerne il nuovo presbiterio, più ampio del precedente e sopraelevato rispetto all’aula, nonché la realizzazione di un’articolata volta in pietra a copertura della navata. Gli estremi cronologici dell’intervento sono noti grazie alle date apposte sulle chiavi inserite al centro delle volte nervate corrispondenti rispettivamente alla prima e alla terza campata della navata. Responsabili del progetto e artefici della sua messa in opera furono i picapedrers cagliaritani Gaspare, Antonio e Pietro Barrai (documentati in alcuni mandati di pagamento relativi all’inizio del cantiere), che si avvalsero nella fase realizzativa della collaborazione di maestranze locali.

1679 - 1682 (edificazione cappella di Sant’Antioco)

Dopo numerosi tentativi infruttuosi documentabili fin dalla metà del secolo XVII ca., la realizzazione della cappella dedicata a Sant’Antioco fu compiuta fra il 1679 e il 1681/1682 ca. Relativi all’edificazione di un ampio spazio che, inglobando anche l’attiguo vano dedicato a San Pietro, sostituisse la precedente cappella dedicata al santo martire sulcitano, i lavori furono affidati a Giovanni Domenico Spotorno, autore anche del progetto, Francesco Orru, Ignazio Sanna e Ignazio Picony, muratori residenti nel quartiere di Lapola a Cagliari, i quali si trovavano all’epoca ad Iglesias perché impegnati nel coevo cantiere della cappella di Sant’Antonio di Padova della chiesa cittadina di San Francesco.

1727  (ristrutturazione campanile)

Nel 1727 il campanile fu interessato da consistenti lavori, la cui importanza è desumibile dai documenti che li riguardano, i quali, non entrando purtroppo analiticamente nel merito degli interventi, parlano addirittura di una nuova edificazione della struttura.

1772 - 1843 (edificazione cappella di San Benedetto)

La necessità di ampliare gli spazi della chiesa cattedrale di Santa Chiara e di conferire maggiore regolarità al suo assetto planimetrico comportarono l’edificazione di una grande cappella dedicata a San Benedetto in posizione simmetrica rispetto a quella seicentesca di Sant’Antioco. Sebbene le prime istanze relative a questa necessità siano documentate fin dal 1772 ca., secondo quanto è testimoniato da una piccola lapide ancora in situ i lavori di edificazione del vano si sarebbero conclusi solo nel 1841 ad opera di progettisti e maestranze che, a fronte dell’iniziale coinvolgimento di alcuni tecnici sabaudi, rimangono da identificare.

1778 - 1783 (edificazione sacrestia dei Beneficiati e aula capitolare)

Insieme alle esigenze inerenti la realizzazione di una nuova e più ampia cappella dedicata a San Benedetto, il Capitolo della Cattedrale formalizzò la necessità di dotare l’edificio di idonei ambienti da destinare a sacrestia (detta dei beneficiati) e ad aula capitolare, il progetto dei quali fu con ogni probabilità predisposto dall’ingegnere militare Ignazio Cochis fra il 1778 e il 1780. A buon punto già nel 1781, i lavori furono verosimilmente conclusi intorno al 1783, data riportata sul progetto di pavimentazione dei due ambienti firmato dall’ex gesuita Carlo Maino.

1807  (ristrutturazione facciata e torre campanaria)

Nel 1807, in occasione di alcuni lavori promossi dal Capitolo, la facciata della chiesa e la torre campanaria vennero intonacate e imbiancate.

1870 - 1872 (ristrutturazione facciata e torre campanaria)

Nel 1870 venne rimosso l’intonaco dalla facciata; il campanile venne dotato di una nuova struttura di coronamento, una cupola impostata su un tamburo ottagonale, portata a compimento nel 1872.

1901 - 1906 (restauro intero bene)

Fra il 1901 e il 1906 la chiesa è internamente ed esternamente interessata da lavori di restauro e consolidamento, molti dei quali, consistenti in un vero e proprio ripristino, comportarono importanti cambiamenti nell’aspetto originario dell’edificio. Dasegnalare in particolare la sostituzione della trachite rossa utilizzata nei pilastri di sostegno alle volte e nel paramento murario della facciata con blocchi rispettivamente di granito e di calcare (fino ll’altezza del rosone). In considerazione dei gravi problemi statici dell’edificio si intese inoltre ridurre il peso delle volte rendendone indipendente la sequenza rispetto alla soprastante copertura, che venne sopraelevata in modo da non poggiare sull’estradosso delle crociere.

1907  (edificazione tribuna)

Nel giugno del 1907 fu costruita una nuova tribuna in cemento armato per la sistemazione del nuovo organo.

1927 - 1930 (restauro intero bene)

In conseguenza ad alcuni cedimenti manifestati dalla nuova copertura dell’edificio realizzata agli inizi del secolo, i quali andavano a compromettere la tenuta statica delle volte sottostanti e dei muri perimetrali, si intervenne nuovamente sulla chiesa.

1934  (consolidamento campanile)

Nel 1934 si intervenne sul campanile, lesionato, mediante l’applicazione di anelli di ferro.

1947 - 1955 (restauro intero bene)

I lavori de restauro del secondo dopoguerra (1947-1955) riguardarono il campanile (con la demolizione del capolino di coronamento), la volta della cappella presbiterale e gli ambienti della sacrestia; si procedette inoltre alla sostituzione delle capriate lignee introdotte agli inizi del secolo in occasione del rifacimento della copertura dell’edificio con analoghi elementi in cemento armato.
Descrizione

La facciata, a capanna, originaria della fabbrica duecentesca, è divisa in due ordini da una cornice. Nella zona inferiore si apre il portale romanico architravato e sormontato da un arco a tutto sesto. Il livello superiore, in stile gotico, presenta al centro un rosone, affiancato da due arcate ogivali e sormontato da una teoria di archetti trilobati che seguono l'andamento degli spioventi. L'interno si presenta nella veste acquisita dopo gli ammodernamenti cinquecenteschi. La pianta della chiesa consiste in una navata unica, sulla quale si aprono due cappelle per lato, dall’aspetto non omogeneo a testimonianza del fatto che non furono realizzate contestualmente. In corrispondenza della terza campata, l’ultima prima del presbiterio, lo spazio è simmetricamente dilatato grazie alla realizzazione, in tempi diversi, di due grandi cappelle cupolate (a sinistra quella seicentesca dedicata a Sant’Antioco, a sinistra quella ottocentesca dedicata a San Benedetto) che di fatto funzionano alla stregua di un transetto. Il presbiterio, contraddistinto da pianta quadrangolare di dimensioni analoghe a quelle delle campate della navata, è sopraelevato rispetto a quest’ultima. Le pareti laterali presentano tratti risalenti alla fabbrica duecentesca, di cui, a lato delle finestre, sopravvivono quattro mensole atte a sostenere le capriate dell’originaria copertura lignea. L'attuale volta di ciascuna delle tre campate e del presbiterio è in stile gotico catalano, a crociera stellata e costolonata, di grande suggestione per anche per via della presenza di rilevanti chiavi di volta scolpite che aggettano. La facciata principale è affiancata dalla torre campanaria, a canna quadrata, che si presenta con un alto basamento a scarpa in calcare chiaro, frutto dell’intervento del 1906, e robuste paraste angolari che rigirano a 90 gradi superiormente. Un’esile modanatura in pietra trachitica sottolinea l’imposta della cella campanaria che si conclude con due cornici aggettanti, la cui sagoma risale all’intervento di restauro della prima metà del secolo scorso.
Struttura
La struttura è costituita da murature in pietra che reggono la copertura composta da complesse volte a crociera stellata con gemme pendule e peducci. L'impianto attuale è a croce latina, con presbiterio sopraelevato e di forma quadrata. In ciascun lato della navata sono state realizzate due cappelle, anche queste con struttura portante in muratura di pietre, con lo scopo di sostenere la spinta della nuova copertura, decisamente di peso maggiore rispetto all'originaria copertura lignea. Il transetto è costituito da due grandi cappelle, sempre con struttura portante in pietre.
Arredi
Tra gli arredi di pregio si segnala l'altare ligneo dorato di sant'Antioco, opera in stile barocco del 1714 collocato nel braccio sinistro del transetto
Arredi
Si segnala, inoltre, la presenza, nel braccio destro del transetto, di un altare in marmi policromi del 1769 proveniente dalla zona presbiteriale
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (2013)
Al termine dei lavori di restauro che hanno interessato la chiesa fino al 2013, grazie alla possibilità di smontare l’altare ottocentesco utilizzato in precedenza si è giunti ad un radicale adeguamento liturgico dei suo spazi grazie alla realizzazione dei nuovi fuochi. La mensa, collocata al centro del presbiterio, è costituita da un blocco quadrangolare di marmo svasato. Sui suoi prospetti sono inserite quattro icone realizzate a basso rilievo: l’Agnello immolato e risorto, l’Etimasia o Trono con il libro chiuso con i sette sigilli, Sant’Antioco e Santa Chiara, che sono i testimoni protettori della Chiesa Diocesana. L’ambone, proiettato verso l’assemblea e dunque rivolto all’aula, è collocato alla destra dell’altare. La cattedra vescovile è posta al centro del coro, tornato pienamente visibile ed utilizzabile in seguito alla rimozione dell’altare ottocentesco, La Custodia Eucaristica è localizzata in posizione isolata al centro della cappella dedicata a Sant’Antioco, il cui ampio spazio funge da transetto sinistro della chiesa. Per quanto concerne il fonte battesimale si è optato per un elemento mobile che viene posizionato all’occorrenza in prossimità del presbiterio.
Contatta la diocesi