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Palmi
Oppido Mamertina - Palmi
santuario
diocesano
Maria SS. del Carmine
Parrocchia di San Nicola Vescovo
Facciata; Pianta; Strutture verticali; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Coperture
presbiterio - intervento strutturale (1970-1990)
XVI - 1908(preesistenze intero bene); 1918 - 1930(ricostruzione intero bene); 1944 - 1944(consacrazione carattere generale); 1947 - 1949(completamento intero bene)
Santuario di Maria Santissima del Carmine
Tipologia e qualificazione santuario diocesano
Denominazione Santuario di Maria Santissima del Carmine <Palmi>
Altre denominazioni Maria SS. del Carmine
Autore (ruolo)
Angiolini, Carmelo Umberto (progettazione chiesa )
Storchi, Vittorio (modifiche progetto chiesa)
Paladino, Santino (progetto restauro e manutenzione)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze calabresi (costruzione chiesa)
Notizie Storiche

XVI - 1908 (preesistenze intero bene)

Fin dal 1540, esisteva a Palmi un convento di frati carmelitani, ai quali fu concessa l'attigua chiesa dedicata alla Madonna di Loreto, con Bolla vescovile del 9 giugno 1609. Ai Carmelitani, dopo la soppressione del loro monastero, seguita alla riforma papale di Papa Innocenzo X nel 1652, subentrarono dei sacerdoti secolari, che, verso il 1689, istituirono la Congrega di "Nostra Signora del Carmine". Quell'antico edificio fu distrutto dal terremoto del 1783 e ricostruito a cura della Congrega. Nel 1894, un altro terremoto procurò seri danni alla chiesa, finché quello del 1908 ne provocò la definitiva rovina.

1918  - 1930 (ricostruzione intero bene)

La chiesa attuale fu ricostruita sul sito di quella precedente. Per il completamento dei lavori è stato fondamentale l'impegno dei Padri Carmelitani, rientrati a Palmi nel 1927.

1944  (consacrazione carattere generale)

Nel cinquantesimo anniversario del miracolo della Madonna, avvenuto durante il terremoto del 1894, la chiesa venne riconsacrata e la piazza antistante, che funge da sagrato, fu ribattezzata "Piazza Carmine nel 50° del miracolo".

1947 - 1949 (completamento intero bene)

Durante il priorato di Padre Tommaso Calia venne realizzata la facciata.
Descrizione

L'attuale chiesa di Maria Santissima del Carmine è stata ricostruita dopo il terremoto del 1908, su progetto dell'ing. padre Carmelo Angiolini. E' annessa al convento dei Padri Carmelitani e ospita, in un locale adiacente, l'Arciconfraternita di Maria Santissima del Carmelo. La facciata, prospiciente Piazza Carmine, è articolata da due coppie di lesene composite, che delimitano il portale d'ingresso e sorreggono un frontone triangolare, entro il quale è lo stemma dei Carmelitani. L'interno presenta un'unica navata conclusa da abside curvilinea, dove si conserva ancora il settecentesco altare in marmi policromi, ed è riccamente decorato con stucchi e pitture murali. Sul retro dell'edificio è un piccolo campanile a vela.
Facciata
Il prospetto della chiesa è incorniciato da due coppie di lesene composite su alto basamento, che sorreggono un frontone triangolare, entro cui è lo stemma marmoreo dell'Ordine carmelitano. La decorazione del portale d'ingresso richiama quella del fronte, con due colonne composite sorreggenti un timpano spezzato. In asse col portale si apre una finestra centinata con una vetrata artistica raffigurante la Madonna del Carmine. Completano la facciata alcune opere in bronzo: degli stemmi papali e vescovili, applicati sulle lesene, due iscrizioni e una coppia di leoni ai lati del portale.
Pianta
La chiesa si sviluppa longitudinalmente in un'unica navata, con presbiterio rialzato e concluso da abside curvilinea. Lungo le pareti perimetrali si aprono delle nicchie poco profonde, che ospitano gli altari secondari.
Strutture verticali
Lesene con capitelli corinzi suddividono le navate in cinque campate. Sopra di esse corre un'alta cornice aggettante, che prosegue anche nella zona presbiterale, introdotta dall'arco trionfale. In corrispondenza del piano d'imposta della volta si aprono tre piccole finestre per lato. A ridosso della controfacciata si erge la cantoria a sezione mistilinea, più profonda nella zona centrale, nel cui vano sottostante è ricavata la bussola d'ingresso.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è in lastre di marmo bianco e grigio disposte in diagonale. Nel camminamento centrale sono disposte anche a scacchiera, mentre inserti di altro colore disegnano motivi geometrici.
Elementi decorativi
La chiesa presenta una decorazione barocca che interessa tutte le sue parti. In particolare, la volta è suddivisa in riquadri di stucco, ornati con motivi vegetali e testine angeliche, che si alternano, lungo i lati, con medaglioni dipinti raffiguranti Santi Carmelitani, e, al centro, con altri dipinti di soggetto mariano. Le pitture murali, eseguite dall'artista siciliano Conti Consoli, ornano anche il catino absidale e le pareti del presbiterio. L'arco trionfale è sottolineato da un'ornamentazione a lacunari e presenta, in corrispondenza della chiave di volta, un alto rilievo in stucco raffigurante due angeli reggistemma.
Coperture
La navata è coperta da una volta a botte, la zona absidale, invece, da una semicupola. Il tetto, a doppia falda per la navata e a padiglione per l'abside, ha manto di copertura in tegole.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970-1990)
E' stata realizzata una nuova mensa marmorea fissa, posta al centro del presbiterio e retta da due mensoloni, mentre sul lato sinistro è stato collocato un ambone marmoreo, anch'esso inamovibile. Il vecchio altare a parete è stato mantenuto, ma sono state rimosse le balaustre.
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