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adeguamento liturgico
Gioia Tauro
Oppido Mamertina - Palmi
chiesa
parrocchiale
Sant'Ippolito Martire
Parrocchia di Sant' Ippolito Martire
Facciata; Pianta; Strutture verticali; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture; Campanile
presbiterio - intervento strutturale (1970 circa); fonte battesimale - intervento strutturale (1990)
1928 ante - 1928 ante(preesistenze intero bene); 1928 - 1933(progettazione e costruzione intero bene); 1933 - 1933(consacrazione carattere generale ); 1972 - 1975(riparazione intero bene); 1975 - 1975(abbellimento sagrato); 1990 - 1990(restauro intero bene); 2010 - 2010(pitturazione interno)
Chiesa di Sant'Ippolito Martire
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Ippolito Martire <Gioia Tauro>
Autore (ruolo)
Pandelli, Mario (progettazione)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze dell'Italia settentrionale (costruzione)
Notizie Storiche

1928 ante  (preesistenze intero bene)

La più antica citazione relativa alla chiesa parrocchiale di S. Ippolito è contenuta nella Bolla di papa Giulio II, datata 1507. Distrutto dal terremoto del 1783 e ricostruito nel 1785 ad opera della Cassa Sacra, il nuovo edificio, già in precarie condizioni a causa di una cattiva manutenzione, fu di nuovo colpito dai terremoti del 1894, del 1908 e del 1928. I danni causati dalle ultime scosse telluriche furono tali che si dovette demolire la chiesa.

1928 - 1933 (progettazione e costruzione intero bene)

Progettata dall'Ing. Pandelli, che ne diresse anche i lavori, la costruzione della nuova chiesa parrocchiale iniziò il 7 aprile 1928. Più grande rispetto alla vecchia, essa fu costruita dall'Impresa Brenci in un altro sito, su un terreno donato dal marchese Ruggero Serra di Cardinale. Della vecchia chiesa furono riutilizzate le campane ottocentesche e due colonne di marmo, oggi collocate nell'edicola dell'abside centrale.

1933  (consacrazione carattere generale )

La nuova chiesa, aperta al culto il 27 maggio 1933, fu consacrata il 10 giugno dello stesso anno da mons. Albera.

1972 - 1975 (riparazione intero bene)

La chiesa, nel 1943, fu danneggiata dai bombardamenti aerei degli Alleati angloamericani durante la II guerra mondiale. Probabilmente i lavori di riparazione non furono risolutivi, perché negli anni seguenti essa fu inclusa tra le chiese danneggiate dalla guerra (Legge 10/08/1950 n. 784). Con i fondi stanziati, dal 1972 al 1975 furono eseguiti dall'Impresa Micali di S. Eufemia d'Aspromonte (RC) altri lavori di riparazione, sotto la direzione dell'ing. S. Grillo.

1975  (abbellimento sagrato)

Sul sagrato venne eretta la statua di Papa Giovanni XXIII.

1990  (restauro intero bene)

Voluti da mons. Laruffa, i lavori hanno riguardato l'apertura di quattro monofore nell'abside centrale, la sostituzione dei vetri delle finestre con vetrate artistiche disegnate da G. Niglia, la sistemazione del fonte battesimale, delimitato da cancelletti, prima utilizzati come elementi di separazione tra navate e transetto, e la tinteggiatura interna ed esterna, volta a mettere in risalto gli elementi architettonici.

2010  (pitturazione interno)

E' stata effettuata una nuova tinteggiatura dell'interno.
Descrizione

La chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito martire, comunemente chiamata Duomo, fu eretta, nella sede attuale, nel terzo decennio del secolo scorso, dopo che i terremoti del 1908 e del 1928, resero necessaria la demolizione della vecchia chiesa, che, per problemi di spazio, non poté più essere ricostruita sulla stessa area. L'edificio ripropone in chiave moderna alcuni motivi peculiari dell'architettura romanica, soprattutto nella facciata a salienti, completa di archetti pensili ciechi, rosone e portale strombato; quest’ultimo inquadra un portone e una lunetta lignei di recente fattura, entrambi riccamente ornati. L'interno ha impianto basilicale a tre navate, separate da arcate a tutto sesto e terminanti in absidi semicircolari; esso è illuminato da una serie di monofore, alcune con vetrate artistiche, e mostra una decorazione in stucco e oro, volta a mettere in risalto gli elementi architettonici. L'abside centrale ospita, in un'edicola marmorea posta sotto la statua di Sant'Ippolito, un'urna sigillata con le reliquie di San Pacifico, mentre in controfacciata è presente una cantoria con organo a canne. Esternamente alla chiesa, sul lato destro, si trova la torre campanaria, la quale custodisce due campane ottocentesche.
Facciata
La facciata, in stile romanico, è divisa verticalmente in tre parti. In quella centrale, un portale, delimitato da semicolonne con capitelli figurati e da archi a tutto sesto, inquadra il portone principale in legno scolpito, dove spiccano le quattro scene della vita di Cristo, e la soprastante lunetta, anch’essa lignea, col rilievo della Trinità. In asse con l'ingresso è un rosone, entro cui è inscritta una croce greca, che reca scolpiti, alle estremità dei bracci, i simboli degli Evangelisti e, all'incrocio dei bracci, la testa di Cristo. In alto una cornice di archetti rampanti sottolinea gli spioventi del tetto. Gli ingressi laterali sono semplicemente delimitati da archi a tutto sesto, messi in evidenza, come tutti gli altri elementi architettonici, solo dalla tinteggiatura più scura, rispetto al fondo chiaro.
Pianta
L'edificio presenta un impianto basilicale a tre navate, le quali immettono, tramite un transetto sopraelevato, in tre absidi circolari, di cui quella centrale più grande.
Strutture verticali
Le navate sono divise da una doppia fila di pilastri a sezione quadrata, con gli angoli smussati e lesene addossate, in stile corinzio solo dal lato della navata centrale; essi delimitano arcate a tutto sesto reggenti un semplice cornicione, sopra cui si eleva il cleristorio, intervallato, a sua volta, da paraste e finestre centinate.
Elementi decorativi
Gli elementi architettonici (intradossi degli archi, paraste ecc.,) sono messi in risalto da una tinteggiatura a finto marmo o in stucco e oro. La decorazione della chiesa si completa con una serie di 12 vetrate artistiche.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è in graniglia di marmo. Esso è composto a disegno con elementi a mosaico. Quello del transetto è in marmo rosso di Verona, mentre le pedate dei gradini e la base dell'altare maggiore sono in marmo bianco di Carrara.
Coperture
La navata centrale è coperta con un soffitto ligneo a capriate e da tetto a due falde, mentre quelle laterali con un soffitto piano in perlinato, intervallato da travi lignee, e tetto a una falda. Il manto di copertura è in tegole portoghesi.
Campanile
La torre campanaria è collocata sul fianco destro della chiesa, in prossimità della sacrestia. A pianta quadrata, è coperta da un tetto a quattro falde. Solo la cella campanaria presenta, su ogni faccia, delle bifore arcuate a tutto sesto.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970 circa)
Il presbiterio è stato ampliato verso il transetto; le balaustre in gesso e i cancelletti in ferro, che lo delimitavano, sono stati smontati. Un'edicola ha preso il posto del vecchio altare, mentre quest'ultimo è stato in parte riadattato a mensa e posto al centro della nuova area presbiterale; in prossimità dei gradini sono stati collocati due amboni in marmo.
fonte battesimale - intervento strutturale (1990)
Il fonte battesimale è stato collocato all'inizio della navata sinistra e recintato dalle cancellate in ferro provenienti dal vecchio presbiterio.
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