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Milano
Milano
chiesa
parrocchiale
S. Maria del Carmine
Parrocchia di Santa Maria del Carmine
Pianta; Struttura; Soffitto; Pavimenti e pavimentazioni; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Cappelle laterali; Campanile; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Cappelle laterali; Cappelle laterali
presbiterio - intervento strutturale (1980 (?))
XIV - XV(costruzione intero bene); 1446 - 1490(ristrutturazione intero bene); 1579 - 1586(completamento interno); 1600 - 1699(completamento interno); 1654 - 1672(ristrutturazione interno); 1692 - 1700(completamento interno); 1700 - 1783(cambio di proprietà intero bene); 1825 - 1880(rifacimento intero bene); 1846 - 1847(completamento intero); 1902 - 1908(rifacimento interno); 1912 - 1912(restauro intero bene); 1937 - 1937(consacrazione intero bene); 1990 - 2002(restauro interno); 1999 - 2007(restauro intero bene); 2010 - 2010(restauro esterno); 2012 - 2016(restauro interno); 2015 - 2015(manutenzione esterno); 2016 - 2017(restauro interno)
Chiesa di Santa Maria del Carmine
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria del Carmine <Milano>
Altre denominazioni S. Maria del Carmine
Autore (ruolo)
Venezia, Bernardo da (costruzione)
Solari, Pietro Antonio (ristrutturazione)
Quadrio, Girolamo (progettazione sacrestia)
Maciachini, Carlo (progettazione facciata)
Annoni, Ambrogio (restauro chiesa)
Procaccini, Camillo (apparati decorativi interni)
Pizzagalli, Felice (rifacimento apparati decorativi interni)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione)
Notizie storiche
XIV - XV (costruzione intero bene)
L'ordine dei Carmelitani si stabilì a Milano verso la metà del XII secolo inizialmente con un complesso ecclesiastico sorto in prossimità del Castello. Solo nel 1399 l'ordine si insediò sulla attuale proprietà e l'anno successivo si iniziò la costruzione della chiesa. Il duca Gian Galeazzo inviò il 5 aprile 1400 i disegni da Pavia per la costruzione della chiesa e del convento e incaricò dell'opera l'architetto Bernardo da Venezia. La costruzione della chiesa procedette lentamente ed era ancora in corso nel 1432.
1446 - 1490 (ristrutturazione intero bene)
Nel 1446, a lavori quasi ultimati, un improvviso crollo interessò buona parte dell'edificio. A partire dal 1449 vennero intraprese le opere di riparazione affidate al coordinamento di Guiniforte e Pietro Antonio Solari. Durante tutto il Quattrocento le cappelle del Carmine divennero luogo di sepoltura dei nobili milanesi, ma quasi nessun apparato decorativo dell'epoca è pervenuto.
1579 - 1586 (completamento interno)
Realizzazione degli stalli lignei del coro scolpiti da Alselmo del Conte e Giovanni Pietro Appiano.
1600 - 1699 (completamento interno)
Nel Seicento tutta la chiesa subì trasformazioni e si arricchì di molti dipinti. Di Camillo Procaccini sono le tele raffiguranti la Madonna tra i Santi (altare prima cappella a destra) e la Circoncisione. Sempre il Procaccini lavorò alla decorazione della prima cappella a destra del presbiterio tra il 1616 e il 1619. La stessa cappella fu oggetto di trasformazione e completamento ad opera di Gerolamo Quadrio tra il 1673 e il 1676.
1654 - 1672 (ristrutturazione interno)
Vennero intrapresi importanti lavori di ristrutturazione con il rifacimento della pavimentazione, del campanile e del portale. Furono richiesti disegni al Richini e a Carlo Buzzi per ricostruire il coro e l'abside. Il progetto venne infine redatto da Maffezzoni.
1692 - 1700 (completamento interno)
Gerolamo Quadrio disegnò la sacrestia in legno di noce nero, realizzata alla fine del Seicento.
1700 - 1783 (cambio di proprietà intero bene)
Nel Settecento iniziò la decadenza dell'ordine dei Carmelitani fino alla soppressione avvenuta nel 1783. La chiesa divenne semplice parrocchia.
1825 - 1880 (rifacimento intero bene)
Nell'Ottocento la chiesa fu sottoposta a un pressoché totale rifacimento, sotto la supervisione dell'architetto Felice Pizzagalli: tra il 1825 e il 1839 si ricoprirono i pilastri con stucco bianco, il coro venne rivestito da un nuovo paramento di ordine ionico e sedici grandi statue furono collocate alle pareti della navata. Nel 1839 un nuovo altare progettato precedentemente da Giuseppe Levati sostituì quello cinquecentesco. Nel 1880 Carlo Maciachini progettò la facciata della chiesa fornendo una personale interpretazione del gotico lombardo e realizzò la seconda cappella destra (Sacro Cuore).
1846 - 1847 (completamento intero)
Realizzazione del Battistero, ad opera di Gaetano Monti su progetto di Pizzagalli in stile gotico.
1902 - 1908 (rifacimento interno)
All'inizio del Novecento furono condotti altri due rifacimenti in stile medievale: la cappella della Sacra Famiglia (terza cappella a destra) del Mazzucchelli e la cappella della Madonna di Pompei (quarta cappella a sinistra) del Bignami.
1912 - 1912 (restauro intero bene)
Ambrogio Annoni progettò e diresse un intervento di restauro globale del complesso: le aggiunte del Pizzagalli furono rimosse, fu riportata la quota del pavimento al livello originario, fu restaurato in "stile solariano" il lato esterno destro.
1937 - 1937 (consacrazione intero bene)
La chiesa venne consacrata nel 1937.
1990 - 2002 (restauro interno)
Tra la fine del ventesimo secolo e l'inizio del nuovo secolo fu restaurata la cappella secentesca della Madonna del Carmine.
1999 - 2007 (restauro intero bene)
Rilascio del nulla osta diocesano per l'esecuzione di diversi restauri nel complesso ecclesiastico. I restauri della chiesa e dei chiostri furono cofinanziati dai fondi dell'8*1000 CEI.
2010 - 2010 (restauro esterno)
Restauro delle facciate esterne del locale chiesetta/oratorio adiacente al lato sud della chiesa parrocchiale, inserito tra l'abside e la Cappella del Carmine.
2012 - 2016 (restauro interno)
Lavori alla chiesa parrocchiale: risanamento superfici, restauro degli apparati decorativi interni, restauro delle vetrate artistiche e serramenti a cura dell'arch. Sganzerla.
2015 - 2015 (manutenzione esterno)
Autorizzazione installazione linee vita in copertura.
2016 - 2017 (restauro interno)
Autorizzazione restauro della Cappella Jemale della Purificazione. L'intervento prevede la conservazione degli stucchi e dei dipinti murali della volta, il completamento lavori su cornici dei dipinti restaurati nel 2013, il restauro della boiserie a chiusura intera delle due pareti, la messa in opera di pedane riscaldanti, la realizzazione dell'impianto illuminazione e della rampa di accesso.
Descrizione La chiesa presenta un impianto basato su rigorose proporzioni ad quadratum, che richiamano quelle di Santa Maria del Carmine a Pavia, progettata dallo stesso Bernardo da Venezia e i cui disegni furono utilizzati come modello per il complesso carmelitano a Milano. Correttamente orientata ha impianto a croce latina, la larghezza del transetto contenuta nello sviluppo delle navate laterali e delle adiacenti cappelle. La facciata principale, frutto di un intervento di completamento ottocentesco, si presenta a salienti per la porzione corrispondente alle navate e con andamento orizzontale sui fianchi dove si sviluppano le cappelle laterali. Diversa è anche la finitura: in laterizi a vista nella porzione centrale e intonacata nelle ali laterali. Il portale centrale leggermente strombato con terminazione ad ogiva e quelli laterali, in corrispondenza delle navate, ad arco tutto sesto sono sormontati da rosoni con ghiere e cornici in cotto, tutti contenuti in una archeggiatura in cotto appena accennata ad arco a sesto acuto. La facciata è inoltre scandita da paraste aggettanti che terminano in edicole sommitali in cotto ed è coronata da archetti pensili sempre in cotto e da una sottostante fascia intonacata che ne evidenzia e ne segue l'andamento. Internamente la chiesa si presente a tre navate con cappelle laterali (dieci in tutto comprese quelle del transetto), transetto e profondo presbiterio. La navata è organizzata in tre campate quadrate a ciascuna delle quali corrispondono due campate laterali. Le navate sono ripartite da possenti pilastri cilindrici alternativamente in cotto e in materiale lapideo su cui si impostano le volte a crociera a sesto acuto costolonate e gli archi traversi in materiale lapideo. Il transetto si organizza anch'esso in tre campate quadrate. Il presbiterio e il coro, rialzati rispetto all'aula assembleare, sono rispettivamente del XIX e XVII secolo. Superata l'attuale sacrestia che si sviluppa sul lato settentrionale del presbiterio con giacitura ad esso ortogonale si conserva la sacrestia artistica lignea, progettata da Gerolamo Quadrio. L'illuminazione naturale proviene sia dai rosoni presenti in controfacciata sia dalle monofore in corrispondenza delle campate della navata centrale, dalle coppie di monofore nel transetto destro e dalle aperture (finestre termali, monofore e lanternini) presenti in alcune delle cappelle laterali, tra cui la cappella della Madonna del Carmine.
Pianta
Impianto basilicale a tre navate e cappelle laterali ai lati, ampio transetto contenuto nella larghezza totale della chiesa, con coro originariamente quadrato ed attualmente ad andamento poligonale nella parete di fondo.
Struttura
Muratura piena in laterizi e malta.
Soffitto
Volte a crociera ogivali in muratura intonacata con nervature in cotto a vista ed arconi in materiale lapideo. Le volte sono impostate su pilastri cilindrici alternativamente in pietra e laterizi.
Pavimenti e pavimentazioni
Le cappelle laterali conservano ancora le pavimentazioni originarie in cotto e materiale lapideo. Le navate invece sono pavimentate a motivi geometrici realizzati con fasce a mosaico e campiture in seminato alla veneziana.
Cappelle laterali
Prima cappella sinistra: fonte battesimale in stile neogotico realizzato da Gaetano Monti (1846-47) su progetto di Felice Pizzagalli.
Cappelle laterali
Cappella dei Carmelitani (seconda cappella sinistra): all'altare affresco luinesco di inizio XVI secolo raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano e tela di S. Teresa ai piedi di Cristo di Federico Bianchi (fine XVII secolo). Ai lati tele di Filippo Abbiati e di Giovanni Stefano Danedi.
Cappelle laterali
Cappella degli Spagnoli: sull'altare tela del XVI secolo raffigurante le Sante Lucia, Apollonia e Agata. Ai lati tele di Federico Bianchi (S. Anna e la Vergine) e di Camillo Procaccini (S. Carlo in preghiera).
Cappelle laterali
Cappella della Madonna di Pompei (quarta cappella di sinistra), affrescata da Osvaldo Bignami.
Cappelle laterali
A destra del presbiterio, cappella della Madonna del Carmine eretta nel 1673 e prolungata nel 1730, con tele di Camillo Procaccini e progetto decorativo ultimo di Gerolamo Quadrio.
Cappelle laterali
Cappella della Sacra Famiglia (quarta cappella a destra) di Egidio Mazzucchelli (1902) decorata da Osvaldo Bignami.
Cappelle laterali
Cappella del Sacro Cuore (terza cappella di destra) di Carlo Maciachini con pala di Luigi Morgari.
Cappelle laterali
Cappella dei defunti (seconda cappella destra): sull'altare Madonna con Bambino e i Santi Gottardo e Monica (1610). Ai lati Crocifissione e Presepio di ignoto pittore lombardo. L'altare conserva inoltre un paliotto in scagliola.
Cappelle laterali
Doppia cappella (cappella della Purificazione e del Crocifisso) risalente ai secoli XV e XVI con resti di affreschi di inizio XVI secolo. Dal 1979 destinata a cappella iemale, dedicata al Bambino di Praga.
Campanile
Struttura seicentesca rimaneggiata nel secolo successivo, a lato sinistro del presbiterio in aderenza con la cappella del Crocifisso. Si presenta con fronti in laterizio a vista e paraste angolari. La cella campanaria, coperta da un tetto a quattro falde è aperta tramite bifore.
Elementi decorativi
Dittico ai lati del portale centrale, rilievo in marmo raffigurante l'Annunciazione.
Elementi decorativi
Nelle lunette sopra i portali, dipinti carmelitani: al centro la Vergine che dà l'abitino a Simone Stock; a sinistra S. Cirillo Alessandrino; a destra S. Angelo Martire.
Elementi decorativi
Nel presbiterio: grandi tele di Filippo Abbiati (a destra) e di Federico Bianchi (a sinistra).
Cappelle laterali
Transetto di sinistra: alla parete di centro S. Giacomo e Donatori di Paolo Camillo Landriani; a sinistra il Trionfo del Paradiso con Incoronazione della Vergine del Fiammenghino.
Cappelle laterali
Transetto di destra: alla parete destra resto di tomba del consigliere ducale Angelo Simonetta e Resurrezione di Lazzaro del Fiammenghino (1618); al centro: tela di Carlo Francesco Nuvolone; sulla parete di sinistra: tomba Barbò di Gaetano Matteo Monti (1847)
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1980 (?))
La chiesa risulta rispondente ai dettami del Concilio Vaticano II.
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