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Corcumello
Capistrello
Avezzano
chiesa
parrocchiale
San Nicola
Parrocchia di San Pietro
Pianta; Coperture; facciata; Struttura; Scale; Pavimenti; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (1980-1990)
XII - XII(preesistenze intero bene); 1267 - 1267(provenienza pulpito); XVI - XVI(costruzione intero bene); XVIII - XVIII(restauro intero bene)
Chiesa di San Nicola
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Nicola <Corcumello, Capistrello>
Altre denominazioni Chiesa di San Pietro
Ambito culturale (ruolo)
maestranze abruzzesi (costruzione)
Notizie storiche
XII - XII (preesistenze intero bene)
Della chiesa originaria resta ben poco, sebbene doveva essere abbastanza importante visto che è citata nel 1188 in una bolla di Clemente III.
1267 - 1267 (provenienza pulpito)
Senza dubbio l’opera di maggiore interesse conservata nella chiesa è l’ambone; secondo quanto testimoniato dall'iscrizione letta per la prima volta dall'Antinori, esso risale al 1267, quando l'abate Bernardo e due monaci ne commissionarono la realizzazione ad un certo Stefano di Moscino, artista abruzzese.
XVI - XVI (costruzione intero bene)
La chiesa di S. Nicola è stata edificata nel Cinquecento
XVIII - XVIII (restauro intero bene)
Gli altari e le decorazioni furono rimodernati secondo il gusto tardo barocco nel Settecento, per volere della famiglia Vetoli.
Descrizione La chiesa di S. Pietro è stata edificata nel Cinquecento ubicata in un precedente luogo di culto la cui più antica menzione risale al 1188. Si accede alla chiesa tramite una ripida scalinata coperta in parte da un portichetto rinascimentale con archetti a tutto sesto. Sull’architrave del portale è scolpito lo stemma berardiniano. L’interno della chiesa è a navata unica con tre campate coperte da volte a crociera costolonate ed abside quadrata con volta a padiglione. Gli altari e le decorazioni furono rimodernati secondo il gusto tardo barocco nel Settecento, per volere della famiglia Vetoli. Di interesse la scultura lignea del XIII secolo della Madonna con il Bambino; rubata nel 1973, è stata recuperata negli anni Ottanta.L'’opera di maggiore interesse conservata nella chiesa è l’ambone; secondo quanto testimoniato dall'iscrizione letta per la prima volta dall'Antinori, esso risale al 1267, quando l'abate Bernardo e due monaci ne commissionarono la realizzazione ad un certo Stefano di Moscino, artista abruzzese.
Pianta
A navata unica divisa in tre campate rettangolari coperte da volte a crociera e costoloni in pietra poggianti sulle colonnine dei pilastri di separazione; l'abside è quadrato con volta a padiglione.
Coperture
Tetto in legno a due falde con relativo manto di copertura in laterizio.
facciata
All'esterno, sul lato ovest, la facciata presenta un portale cinquecentesco, coperto da un portichetto composto da quattro colonne a fusto liscio con tre arcate.
Struttura
Muratura portante in pietrame irregolare, gli angolari anch'essi in pietra sono di forma regolare ad angolo retto. Sono presenti una serie di tiranti in acciaio ancorati alle pareti perimetrali tramite capichiave esterni.
Scale
Esternamente è presente una scalinata in pietra; all'interno il presbiterio è rialzato e raccordato da tre gradini.
Pavimenti
In lastre di marmo chiaro.
Elementi decorativi
Nell'interno è presente il pulpito duecentesco di Stefano di Mosciano, proveniente dalla vecchia chiesa benedettina di S. Pietro.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1980-1990)
La mensa d'altare è costituita da un tavolo in pietra di colore chiaro, con basamento rettangolare. Anche Il fonte battesimale e l'ambone sono è in pietra. La sede del celebrante è in legno-
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