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San Vittorino
L'Aquila
L'Aquila
chiesa
parrocchiale
San Michele Arcangelo
Parrocchia di San Michele Arcangelo
Facciata; Pianta; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Campanile
altare - intervento strutturale (2002)
IV - IV(realizzazione intero bene); VIII - IX(realizzazione intero bene); XII - XII(ricostruzione intero bene); XIII - XIV(ricostruzione cupola); XIII - XIV(realizzazione presbiterio); 1201 - 1201(prolungamento aula); XVI - XVI(restauro intero bene); XVIII - XVIII(ristrutturazione intero bene); XX - XX(restauro intero bene); 1973 - 1973(ricostruzione transetto); 2009 - 2009(danni da sisma intero bene); 2009 - 2009(ristrutturazione intero bene )
Chiesa di San Michele Arcangelo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Michele Arcangelo <San Vittorino, L'Aquila>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze abruzzesi (Realizzazione intero bene)
Notizie storiche
IV - IV (realizzazione intero bene)
Con la legalizzazione del cristianesimo si procede all'elevazione di una basilica in corrispondenza delle sottostanti catacombe; "lo suggerisicono le robuste sostruzioni, ancorché tarde, che si notano corrispondervi nel sotterraneo, la cui massività, ingiustificabile come supporto alla mera attuale scalinata sovrapposta, si spiega congruamente se finalizzata a sostenere, in superficie, strutture edilizie cospicue poi soppresse" (fonte: Antonini O., in Vittorini M., a cura di, Recupero e riqualificazione dei centri storici del Comitatus Aquilanus, Vol. III, Colledara (TE), Edizione Andromeda).
VIII - IX (realizzazione intero bene)
In un documento dell'anno 763 relativo a donazioni da parte di Teodicio, duca di Spoleto, al monastero sabino si nomina una "aecclesia sancti Victorini" sita in Amiternum. La nascita della chiesa è strettamente legata alla presenza delle catacombe che si trovano sotto l'edificio, a testimonianza della sacralità del luogo e del culto dei martiri ivi radicato.
XII - XII (ricostruzione intero bene)
La chiesa assume l'impianto attuale, come documenta l'iscrizione affissa nella parete destra della navata, nella quale si ricorda la consacrazione a San Vittorino avvenuta il 24 luglio 1170 alla presenza di Dodone, vescovo di Rieti, e dei vescovi Anselmo di Foligno e Berardo di Forcona.
XIII - XIV (ricostruzione cupola)
Si realizza la ricostruzione esterna del contenitore della cupola, sul quale risalta la cortina a piccoli blocchi quadrati usata nei secoli XII-XIV per i muri laterali delle chiese.
XIII - XIV (realizzazione presbiterio)
Vengono aggiunte due absidi minori sestiacute che affiancavano la tribuna centrale; le tracce di questo intervento sono ancora evidenti sul lato sud del complesso, dove nella muratura è evidente un grande arco ogivale richiuso.
1201 - 1201 (prolungamento aula)
Nell'intento di unire confessione e memoria in un unico recinto e sotto un'unica copertura si realizzò il prolungamento dell'aula; è infatti a questo periodo che risale la realizzazione di gran parte del lato est del complesso, dove muraglie a grossi blocchi di pietra differiscono dalla comune costruzione in pietra concia usata in Abruzzo e fanno ipotizzare l'impiego di materiali provenienti dagli edifici pagani distrutti.
XVI - XVI (restauro intero bene)
Nuovi e radicali restauri furono messi a punto nel primo ventennio del XVI secolo, quando la chiesa fu nuovamente dedicata all'Arcangelo Michele. A differenza dei precedenti, essi interessarono l'intero complesso monumentale e probabilmente ne stravolsero l'impianto, elaborando una nuova ripartizione degli ambienti. Ne sono testimonianza l'arco tamponato sul prospetto Nord ed altri due archi ugualmente richiusi sul lato ovest, tutti visibili solamente dall'esterno, che fanno pensare ad una rielaborazione dell'impianto in cui l'unica aula si trova affiancata da navate laterali.
XVIII - XVIII (ristrutturazione intero bene)
A seguito dei danni conseguenti al sisma del 1703, la chiesa ha presumibilmente subito interventi di ristrutturazione.
XX - XX (restauro intero bene)
Durante il terzo decennio del XX secolo il cimitero sotterraneo passò in proprietà alla Santa Sede e sotto l'amministrazione della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che nel 1939 vi fece eseguire importanti lavori di sterro e consolidamento. A questi seguirono interventi sulla chiesa volti al risanamento ed alla valorizzazione dell'edificio, sotto la direzione della Soprintendenza dell'Aquila.
1973 - 1973 (ricostruzione transetto)
Rifacimento, a seguito del crollo, del frontone di testata del braccio nord del transetto, a tettoia traversa, che "ha scompigliato l'originaria antichissima tessitura muraria pertinente" (fonte: Antonini O., in Vittorini M., a cura di, Recupero e riqualificazione dei centri storici del Comitatus Aquilanus, Vol. III, Colledara (TE), Edizione Andromeda).
2009 - 2009 (danni da sisma intero bene)
A seguito del terremoto del 6 aprile 2009 la chiesa ha subito danni quali lesioni e distacchi localizzati sulle strutture in elevazione e lesioni in corrispondenza del catino absidale e del transetto. (fonte: Visita Pastorale S.E. Mons. Molinari, Vicaria Amiternina, Tono II)
2009 - 2009 (ristrutturazione intero bene )
A seguito del terremoto del 6 aprile 2009, l'agibilità della chiesa è stata ripristinata nell'ambito del progetto "Una Chiesa per Natale". la caduta di porzioni di intonaco nell'area meridionale del tamburo della cupola ha consentito il rinvenimento di resti di affreschi risalenti al XII-XIII sec. (fonte: Visita Pastorale S.E. Mons. Molinari, Vicaria Amiternina, Tono II)
Descrizione La Basilica di San Michele si trova sopra le catacombe di San Vittorino, nell'omonima frazione situata a circa 10 km a ovest di L'Aquila. La chiesa, orientata secondo l'asse Nord-Sud, ha un impianto a croce latina triconca con i capocroce a terminazione arrotondata e con cupola in corrispondenza dell'innesto dei bracci. Il complesso è privo di facciata, di qui la collocazione dell'ingresso a metà fiancata orientale, e si chiude a Nord con una testata a capanna, lievemente estradossata. All'interno vi è un ambiente spoglio, privo di elementi decorativi. La navata centrale è stata divisa in due parti: una tuttora usata come chiesa; l'altra che consente l'accesso alle catacombe. L'edificio presenta una copertura a due falde con struttura portante a capriate lignee, direttamente visibile solo nella parte di navata che dà accesso alle catacombe. All'interno dell'aula si ha una controsoffittatura piana che termina con un monumentale arco trionfale che la separa dal transetto, sovrastato invece da una cupola sferica di rifacimento barocco. All'estremità del transetto troviamo due absidi minori sovrastate da cupole di altezza inferiore rispetto a quella centrale. Dai lati dell'altare maggiore si accede, tramite due varchi, al catino dell'antica abside, in cui sono visibili gli affreschi due-trecenteschi. Su tutti i fronti dell'edificio sono presenti delle pietre di spoglio, probabilmente provenienti dalla vicina Amiternum.
Facciata
L'edificio è privo di facciata; è possibile che fosse collocata originariamente in corrispondenza del muro che oggi divide la navata centrale in due sezioni. Oggi l'ingresso è posto a metà della fiancata orientale; la testata settentrionale del complesso, lievemente convessa e con copertura a capanna, è caratterizzata dalla presenza di una bifora, disassata rispetto all'asse centrale.
Pianta
La chiesa, orientata secondo l'asse Nord-Sud, ha un impianto a croce latina triconca con i capocroce a terminazione arrotondata e con cupola in corrispondenza dell'innesto dei bracci. L'aula attuale è separata tramite un diaframma murario dalla cosiddetta "chiesa vecchia", una monoaula che ospita due gradinate, che conducono rispettivamente ad un presbiterio sopraelevato (in corrispondenza della testata nord) ed alle catacombe che si sviluppano secondo l'asse ortogonale alla chiesa.
Struttura
La struttura portante è in muratura in pietra. La tipologia muraria testimonia alcuni passaggi del processo evolutivo dell'edificio: in particolare il prolungamento del piedicroce, caratterizzato da grandi blocchi squadrati provenienti da Amiternum; le pareti del tiburio, in caratteristico apparecchio aquilano di filari di selci, databile al XII secolo; i muri absidali e quelli della canonica in tessitura mista settecentesca. Il tiburio della cupola è rinforzato da catene che corrono sia longitudinalmente che trasversalmente.
Coperture
L'edificio presenta una copertura a due falde con struttura portante a capriate lignee, direttamente visibile solo nella parte di navata che dà accesso alle catacombe. All'interno dell'aula si ha una controsoffittatura piana che termina con un monumentale arco trionfale, che la separa dal transetto, sovrastato invece da una cupola sferica di rifacimento barocco. All'estremità del transetto troviamo due absidi minori, sovrastate da cupole di altezza inferiore rispetto a quella centrale.
Pavimenti e pavimentazioni
I pavimenti sono in cotto; il solo presbiterio dell'altare preconciliare, ricavato nell'antica abside, è separato dall'aula da due gradini e rifinito in marmo chiaro.
Elementi decorativi
All'interno la chiesa è spoglia, priva di decorazioni, a meno del catino absidale, quasi interamente affrescato, e del vano oggi adibito a sagrestia, che presenta un'edicola con affresco del '500. Le pareti che delimitano l'aula e il transetto sono intonacate e non si rileva un particolare trattamento della superficie. In corrispondenza del tramezzo che divide la "chiesa vecchia" dall'aula attuale, è presente una cantoria in legno decorato, con sottostante porta in legno di analoga finitura; ai lati di tale porta sono collocate due scene del martirio di San Vittorino, realizzate in pietra in altorilievo. La zona presbiteriale presenta una configurazione barocca a paraste, cornicioni e volte, dove le sole originalità da segnalare sono il disegno a struttura triconca del perimetro parietale e il fatto che l'ordinanza di paraste e trabeazioni avvolgenti si interrompe in corrispondenza degli altari laterali, per dare campo alle edicole invece di includerle come di consueto; l'altare postconciliare, in pietra bianca, ospita le reliquie di San Vittorino. Nella cupola, sopra l'abside, è ritagliata un'ampia finestra rettangolare. Il portale d'ingresso è realizzato con imbotti in pietra dalla semplice geometria; sulla parete nord del braccio sinistro del transetto e sulla parete ovest dell'aula sono visibili archi tamponati, attribuibili al restauro del XVI secolo, mentre sul lato sud nella muratura è evidente un grande arco ogivale richiuso. All'esterno l'abside è ricoperta per buona metà dalle strutture della casa parrocchiale e si appoggia alle strutture di un'abside preesistente, come testimonia la base sporgente chiaramente visibile.
Campanile
Il campanile è a vela, a due fornici paralleli, sotto spioventi; è collocato all'estremità del lato nord del braccio sinistro del transetto.
Adeguamento liturgico
altare - intervento strutturale (2002)
In seguito alla Riforma Liturgica del 1963 è stato aggiunto un nuovo altare al centro del presbiterio.
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