chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Monterenzio Bologna chiesa parrocchiale S. Alessandro di Bisano Parrocchia di Sant'Alessandro di Bisano contesto; impianto planivolumetrico; esterno; pianta; interni; impianto strutturale; apparati liturgici altare - aggiunta arredo (1965 post); ambone - aggiunta arredo (1965 post) 1109 - 1392(preesistenze intero bene); XV - 1575(dedicazione intero bene); 1519 - 1519(ristrutturazione intero bene); 1566 - 1692(ristrutturazione intero bene); 1754 - 1767(rifacimento pavimento); 1881 - 1897(rifacimento intero bene); 2016 - 2016(restauro campanile)
Chiesa di Sant'Alessandro di Bisano
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Sant'Alessandro di Bisano <Monterenzio>
Altre denominazioni
S. Alessandro di Bisano
Autore (ruolo)
Brighenti, Vincenzo (ricostruzione)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (costruzione)
Notizie Storiche
1109 - 1392 (preesistenze intero bene)
La chiesa parrocchiale di Bisano ha origini antiche e deriva, apparentemente, dall’associazione di più parrocchie con dedicazioni diverse che si succedono nel corso del tempo, o forse solo da un unico edificio ecclesiastico con più titoli. Si hanno notizie di una prima chiesa fin dal 1109. Fu nominata in seguito nel libro delle decime del 1300 con la dedicazione a San Biagio, suffraganea della Pieve di Barbarolo. Nel 1301 fu fortificato il castello di Bisano e a questo scopo fu abbattuta la chiesa dedicata ai Santi Biagio, Alessandro e Nicola, ricostruita altrove nel castello: da questa memoria di Cherubino Ghirardacci deriva la notizia della tripla dedicazione, origine forse della confusione degli storici successivi in merito all’esistenza di uno o più edifici. Secondo altre fonti la demolizione della chiesa primitiva, o delle chiese con le diverse dedicazioni, avvenne dopo il 1392, quando l’edificio ecclesiastico sicuramente risulta ricostruito all’interno del perimetro del castello.
XV - 1575 (dedicazione intero bene)
All’inizio del Cinquecento i documenti attestano la presenza di tre chiese parrocchiali nella curia di Bisano: S. Biagio, S. Benedetto e S. Giovanni Battista. Saranno i documenti redatti in occasione della prima visita parrocchiale alla pieve di Barbarolo avvenuta molto presto, nel 1545, a dare conferma della dedicazione della chiesa di Bisano alla S. Croce. Dieci anni più tardi tuttavia la visita pastorale a Bisano rivela che nel borgo esiste una sola parrocchia, ma sotto il titolo di S. Alessandro; l’inventario redatto nel 1575 in occasione di una nuova visita parla della chiesa di S. Alessandro alias S. Croce, nota che potrebbe spiegare la sovrapposizione delle titolazioni della chiesa del castello di Bisano.
1519 (ristrutturazione intero bene)
Il 19 agosto 1519 la famiglia di Giovanni delle Donne fece erigere l’altare della Beata Vergine del Rosario, accanto all’altare maggiore; fino a quel momento la chiesa aveva un solo altare. Dalle descrizioni del contesto del tempo abbiamo la notizia che S. Alessandro sorgeva già all’epoca nella stessa posizione attuale, su di un promontorio affacciante sul fiume Idice, ed era lunga circa 10 metri e larga la metà, con un portale di ingresso costruito in pietra; aveva una sagrestia costruita in pietra e separata dal corpo della chiesa. Non vi era il campanile ma soltanto un arco superiore al tetto dal quale pendeva una campana. Accanto alla chiesa si trovava il cimitero. La canonica era situata nella parte posteriore.
1566 - 1692 (ristrutturazione intero bene)
Nel 1566 la chiesa, affidata a don Pietro Vanti e ancora intitolata a Sant’Alessandro ed alla Santa Croce, venne totalmente restaurata con il rifacimento del soffitto e l’allungamento dell’aula; fu riconsacrata il 5 ottobre 1566 dal cardinale Paleotti. Se ne leggeva notizia in una lapide ancora presente a metà del XIX secolo sopra l’entrata principale. Nella visita vescovile di poco successiva, datata 1575, venne notata la presenza di un campanile con campana ma non è chiaro se si tratti dell’arco sopra il tetto o di una nuova costruzione. La struttura rimase immutata fino alla fine del XVII secolo: intorno al 1653 la chiesa veniva definitivamente identificata con il solo titolo di Sant’Alessandro e ancora, nella descrizione successiva datata al 1692 la chiesa di Bisano si presentava così piccola da far parlare di sé come di una piccola capanna.
1754 - 1767 (rifacimento pavimento)
Dalla metà del XVIII secolo si succedettero molti e minuti interventi di restauro. Nel 1754 i parrocchiani ricostruirono il campanile diroccato da un fulmine, ridisegnato in forme slanciate e dotato di due campane; nel 1763 il cimitero della chiesa venne ristrutturato e rinforzato e pochi anni più tardi, nel 1767, fu rifatto in cotto il pavimento della chiesa. A queste date vengono citati due altari oltre al maggiore: a destra l’altare cinquecentesco della Beata Vergine del Rosario, a sinistra l’altare del Crocifisso.
1881 - 1897 (rifacimento intero bene)
Nel 1881 il visitatore apostolico del cardinale Lucio Maria Parocchi descrisse la chiesa come simile ad una capanna, priva di un adatto campanile. Ripreso energicamente dal vescovo, il parroco don Antonio Zanolini coinvolse i parrocchiani e interpellò l’architetto Vincenzo Brighenti che, dopo aver riedificato il campanile, approntò un progetto e un preventivo di spesa per riedificare anche la chiesa. Fu chiesto e ottenuto il permesso per atterrare l’edificio cinquecentesco e il 26 marzo 1893 fu posata la prima pietra della nuova chiesa. Vincenzo Brighenti ne seguì i lavori da lontano, per mezzo di una fitta corrispondenza con il parroco e con il cantiere, ma non potè vedere la conclusione dei lavori. Il 4 Settembre 1897 la nuova chiesa fu consacrata dal cardinale Domenico Svampa.
2016 (restauro campanile)
Nel 2016 si sono eseguiti dei lavori di restauro e consolidamento alla guglia del campanile lesionato da un fulmine.
Descrizione
Sant’Alessandro sorge in cima ad un colle, su di uno sperone roccioso in posizione panoramica e dominante l’abitato di Bisano, in affaccio sulla valle dell’Idice, nel medio Appennino bolognese. L’edificio ha una pianta a navata unica, con tetto a capanna e copertura a leggio sulle cappelle laterali. L’interno è scandito dal ritmo delle paraste che reggono una trabeazione continua sulla quale si alza una volta a botte con unghiature; la profonda zona presbiteriale è voltata a cupola e impreziosita da due cantorie laterali. Un catino conclude il coro a pianta semicircolare.
contesto
Sant’Alessandro insiste sul più alto sperone roccioso di un colle in affaccio sulla valle dell’Idice, in posizione dominante e panoramica, sovrastante l’abitato di Bisano. L'impianto chiesastico comprende la casa canonica, addossata all’aula liturgica e poche altri edifici destinati ad abitazione civile. Il cimitero del paese sorge al bivio fra il corso principale di via Ca’ di Gabriele e la deviazione a fondo cieco che conduce alla chiesa, a breve distanza da quest’ultima. Il sagrato erboso che si apre davanti alla chiesa disegna una cuspide che è forse memore, per posizione e struttura, dell’avamposto di una rocca medievale. La chiesa è orientata a nord-ovest.
impianto planivolumetrico
L’aula è parte di una aggregazione orizzontale di edifici che comprende a sud e ad ovest rispettivamente la prosecuzione di un locale di servizio della chiesa e un edificio addossato all’abside; a nord si alza il campanile il cui volume è aggregato alla sagrestia.
esterno
L’aula è preceduta da un sagrato interamente a manto erboso che prosegue lungo il lato destro della chiesa fino a congiungersi alla parte terminale della strada che conduce al borgo. Un breve corsello accompagna l'intero perimetro dell'aula. La facciata è caratterizzata da un paramento in lastre di arenaria fortemente degradato in corrispondenza delle cappelle laterali (la chiesa è infatti in corso di restuaro). Nel registro inferiore il portale, preceduto da due gradini, è arricchito da una cornice e mensola a modiglioni aggettante sopra l'epigrafe della dedicazione. Due coppie di paraste binate laterali, poggianti su un alto basamento, affiancano le ali laterali caratterizzate da due specchiature. Il registro superiore ripete ritmi e aperture dell’inferiore, con finestra rettangolare al centro, ali con salienti rampanti e timpano con cippo lapideo ottagonale e croce sommitale. Il fianco sinistro, in pietra a vista come il resto degli esterni, presenta due edicole in aggetto nel registro inferiore e tre aperture rettangolari nel cleristorio. L’abside, a pianta semicircolare, di altezza inferiore rispetto all’aula, sporge solo in piccola parte dal volume della casa canonica. Il fianco destro si caratterizza per il volume della sagrestia addossato alla zona presbiteriale e per la porta laterale all’altezza dell’ultima cappella; il cleristorio ripete le aperture del fianco sinistro.
pianta
Ad aula, con cappelle laterali e abside semicircolare.
interni
L’aula, strutturata come un insieme armonico in cui si alternano vuoti e pieni definiti da geometrie di stampo classico, è uniformata dalla tinta di pareti ed elementi architettonici finiti in tempera color pesca e perla nelle membrature. Si accede all’aula mediante il portale a due battenti, privo di bussola, sovrastato in controfacciata da una lapide commemorativa. Il portale è inquadrato ai lati da due paraste con capitelli di ordine corinzio, elemento che si ripete in tutta l’aula e che marca le campate e affianca le aperture delle cappelle laterali. I capitelli reggono una trabeazione arricchita da un giro di dentelli; la trabeazione corre lungo tutta l’aula disegnandone il perimetro e viene interrotta unicamente all’altezza delle cantorie laterali al presbiterio, in corrispondenza della mostra d’organo, e sul fondo dell’abside in corrispondenza dell’ancona. L’aula è pavimentata con cementine a stampo che disegnano fiori a quattro petali. Le pareti laterali sono ritmate in cinque campate ad ordinamento simmetrico con al centro una cappella modesta e architravata, a soffitto piano, ai lati le due cappelli maggiori voltate a botte, quindi due aperture minori voltate a botte ed introdotte da arco a tutto sesto agli estremi: in prossimità del presbiterio, e a lato dell'ingresso. La volta a botte dell'aula presenta costoloni che corrispondono alle campate e profonde unghiature in corrispondenza delle lunette finestrate che sovrastano le cappelle laterali. Il presbiterio, rialzato di due gradini rispetto al piano dell’aula e separato da quest’ultima da una balaustra in ferro, è pavimentato a cementine di diversa geometria. E’ affiancato da due ricche cantorie ornate di stucchi e rette da mensole con volute. Prende luce dalle due finestre inscritte nelle lunette laterali. La falsa cupola che lo sovrasta è marcata da un giro di dentelli simile all’ornamento della trabeazione. L’abside, a geometria semicircolare, è concluso in alto da un catino e ospita una imponente ancona a muro.
impianto strutturale
Struttura portante in pietra con orizzontamenti non indagabili e manto in coppi.
apparati liturgici
Assemblea ordinata in due file di panche disposte a battaglione con ampio corridoio centrale. Il presbiterio, rialzato rispetto all’aula e chiuso da cancellata, ospita l’altare preconciliare rialzato di ulteriori 4 gradini e completo di dossale con gradini d’altare e tabernacolo al centro. Un altare feriale completo di custodia eucaristica è presente in sagrestia. Il fonte battesimale, costituito da una vasca in marmo con coperchio poggiante su piedistallo modanato, è collocato nell’apertura laterale della prima campata a sinistra. La penitenzieria è costituita da due confessionali incastonati nelle aperture soffittate a metà dell’aula, da entrambi i lati. E’ ancora presente il pulpito ligneo collocato a ridosso dell’ultimo pilastro lungo il fianco destro. La sede è uno scranno con balaustra, addossato all'ultimo pilastro destro dell'aula prima dei gradini che conducono al presbiterio ed è in legno, rialzato due gradini dall'aula.