chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Roccafranca Brescia chiesa parrocchiale Santi Gervasio e Protasio Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio Elementi decorativi presbiterio - aggiunta arredo (Anni '70 (?)); balaustre - intervento strutturale (Anni '70 (?)) XV - XVI(preesistenze intero bene); XVI - XVI(rifacimento intero bene); XVIII - XVIII(completamento intero bene); XIX - XIX(restauro intero bene); XIX - XIX(restauro intero bene); XIX - XIX(completamento campanile); XIX - XIX(completamento sagrato); XIX - XIX(rifacimento copertura); XIX - XIX(completamento nucleo centrale); XX - XX(restauro intero bene); XX - XX(ampliamento intero bene)
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio <Roccafranca>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione chiesa)
Notizie Storiche
XV - XVI (preesistenze intero bene)
Non si hanno notizie della primitiva chiesa parrocchiale che, ricostruita in gran parte forse nel XV secolo, doveva avere linee romaniche. Era in condizioni non felici al tempo della visita di mons. Bollani del 1565. Egli disponeva che venisse riattato il presbiterio, imbiancata, sistemati meglio il battistero e gli altari di San Gervasio e di Sant'Antonio. Nel 1658 aveva tre altari.
XVI (rifacimento intero bene)
"Cadente e sostenuta"da vari puntelli, nel 1695 per iniziativa del nuovo parroco don Giovanni Pietro Zopetti, ne veniva iniziata la ricostruzione affidandone il progetto all'architetto Giovanni Battista Barili. In breve tempo la costruzione, utilizzando parte della struttura precedente, venne portata all'altezza del cornicione, stabilite le navate laterali e coperta con legnami "alla rustica".
XVIII (completamento intero bene)
Nel 1701, a causa delle invasioni da parte degli eserciti francese e tedesco, la costruzione della chiesa venne interrotta e ripresa solo nel 1708. Riconfermato il 15 aprile di quell'anno il contratto con l'architetto Barili, il 15 luglio era "già stabilito e alzato tutto il tetto" della chiesa e venne dato inizio alla volta di copertura. Il 30 novembre "era perfettamente stabilito il volto" e il 20 dicembre terminati i cornicioni, le lesene e gli stucchi eseguiti da G. B. Galli di Brescia.
XIX (restauro intero bene)
Entro il 17 settembre 1895, la chiesa venne restaurata e abbellita sotto la guida del parroco don Tarcisio Zanotti.
XIX (restauro intero bene)
Lavori di restauro interessano la chiesa parrocchiale tra il 1863 e il 1865, sotto la guida del parroco don Faustino Gambera. Nel 1863, montati i ponteggi, la chiesa viene dipinta da tale Faustino da Passirano, mentre le colonne della navata, sistemate dal tagliapietre Francesco Belotti, sono rivestite, insieme alle lesene, di stucco lucido a imitazione del marmo dallo stuccatore Pietro Peduzzi. L'anno successivo gli interventi si concentrano sui due altari laterali, quello della Madonna de Rosario e quello del Santissimo Sacramento che si trovavano allora addossati ai muri di chiusura delle navate laterali. Ulteriori lavori vennero compiuti nel 1865 e riguardarono la sistemazione del pulpito per il quale viene pagato Angelo Poisa di Andrea per varie fatture.
XIX (completamento campanile)
Nel 1874 si costituisce la commissione formata dal parroco don Faustino Gambera e dai signori Carlo Saviori, Giacomo Grumelli, Paolo Camisani, Antonio Ducco e Pietro Saviori e, l'anno successivo, stipulati i contratti per il completamento della torre campanaria. Le opere murarie vengono realizzate da Giuseppe Bottinelli, capomastro di Chiari. Il contratto per la nuova cella campanaria viene invece stipulato con gli inceppatori Battista Filipi e il figlio Giuseppe di Chiari il 15 maggio 1875.
XIX (completamento sagrato)
Verso il 1873, sotto la guida del parroco don Faustino Gambera, è stato realizzato il selciato davanti alla chiesa.
XIX (rifacimento copertura)
Nel 1883, sotto la guida del parroco don Faustino Gambera, vengono rifatti i tetti della chiesa.
XIX (completamento nucleo centrale)
Alla fine del XIX secolo, sotto la guida del parroco don Faustino Gambera, sono stati eseguiti lavori nella chiesa per la posa della pavimentazione. Il primo settembre 1892 è certificata la proposta da parte della ditta Ghilardi & C. di Milano per la realizzazione e la posa in opera del nuovo pavimento dell'aula e del presbiterio.
XX (restauro intero bene)
Nel 1937 la chiesa fu completamente restaurata per iniziativa di don Attilio Tisi. Durante i lavoro vennero messi in luce alcuni affreschi quattrocenteschi rappresentanti San Cristoforo con il Bambino e una Natività sotto la quale si intravede una precedente figura di San Francesco.
XX (ampliamento intero bene)
Agli inizi del XX secolo nella chiesa parrocchiale sono stati eseguiti lavori di ampliamento, dovuto all'aumento della popolazione. Il 22 gennaio 1903, dopo un sopralluogo effettuato dal capomastro Andrea Piemonti, don Zanotti informava la fabbriceria che la volta sopra l'altare maggiore minacciava di crollare. I lavori dovettero riguardare in primo luogo la sistemazione della volta sopra il presbiterio, quindi l'ampliamento vero e proprio che consistette nell'aggiunta di una campata in stile col resto della chiesa, nella formazione delle due cappelle laterali con volta a botte per ricuperare gli altari del Santissimo Sacramento e della Madonna del Rosario e nella ricostruzione della facciata su disegno di Angelo Beneduci.
Descrizione
La chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio si trova nel centro abitato di Roccafranca, nella Bassa Occidentale bresciana. Il fabbricato, a pianta rettangolare, è orientato verso sud. La facciata, avente frontone triangolare completo di acroterio in corrispondenza delle linea di colmo, è composta da doppio registro: l'ordine inferiore raccorda la navata centrale e quelle laterali, alloggiando il portale di accesso all'aula, completo di stipiti, architrave e cornicione lapidei; il registro superiore racchiude l'aula presentando un rosone collocato nel punto medio ed iscritto in un arco a tutto sesto. Lo spazio creato tra i due ordini è bilanciato dalla presenza di balaustre. Oltre al rosone, i prospetti laterali alloggiano finestre con architravi ad arco ribassato che consentono l'illuminazione naturale dell'aula e del presbiterio. Il possente campanile a pianta quadrata, collocato sul lato sud dell'edificio, presenta in sommità quattro aperture ad arco, cornicione e balaustre. L'interno, avente superfici ornate a rilievo e pitture murali, presenta un impianto a cinque campate e a tre navate, delimitate da archi a tutto sesto sorretti da colonne lapidee, e presbiterio rettangolare culminante absidato. Un cornicione, leggermente aggettante, segna il punto di innesto della volta a botte di copertura nell'aula, mentre che quelle laterali, a volta a crociera, si impostano sia sulle colonne che sulle lesene perimetrali. La zona presbiterale presenta volta a crociera e a semi cupola nell'abside.
Elementi decorativi
L'altare settecentesco della Madonna del Rosario presenta paliotto in commesso marmoreo. La statua della Madonna eseguita nel 1695, da Lorenzo Nember, fu collocata il 30 ottobre di quell'anno.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (Anni '70 (?))
Il presbiterio presenta l'altare maggiore nella sua posizione originaria. E' stata aggiunta, in data non precisata, una mensa eucaristica lignea rivolta al popolo.