chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Mondrone Ala di Stura Torino chiesa sussidiaria Santi Pietro e Paolo Apostoli Parrocchia di San Nicola Vescovo pianta; facciata; prospetti laterali; Impianto strutturale; interni; presbiterio; apparato liturgico; campanile presbiterio - intervento strutturale (1991); presbiterio - aggiunta arredo (1991) XVI ca. - XVI ca.(costruzione chiesa primitiva); XVII - XVII(costruzione antica costruzione); 1620 - 1620(erezione parrocchia carattere generale); 1674 - 1674(visita pastorale antica costruzione ); 1750 - 1750(relazione parrocchiale antica costruzione); 1752 - 1752(visita pastorale antica costruzione); 1755 - 1755(eventi calamitosi intorno); 1768 - 1769(ricostruzione intero bene); 1769 - 1769(visita pastorale intero bene); 1769 - 1769(autonomia parrocchiale carattere generale); 1845 - 1845(eventi calamitosi intorno); 1850 - 1859(meridiana esterno); 1860 - 1860(testimonianza grafica intero bene); 1888 - XIX fine(riparazioni intero bene); 1921 - 1921(apparato decorativo interno); 1927 - 1927(pala d'altare presbiterio); 1938 - 1945(altare cappella laterale); 1938 - 1945(battistero interno); 1950 - 1960(rifacimento tetto); 1986 - 1986(soppressione parrocchia carattere generale); 1997 - 1997(restauro meridiana esterno); 2008 ca. - 2008 ca.(restauro facciata)
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli
Tipologia e qualificazione
chiesa sussidiaria
Denominazione
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli <Mondrone, Ala di Stura>
Ambito culturale (ruolo)
architettura alpina (chiesa primitiva)
architettura alpina (antica costruzione)
barocco (ricostruzione)
Notizie Storiche
XVI ca. (costruzione chiesa primitiva)
La prima chiesa di Mondrone, edificata più a monte rispetto all'attuale, risaliva presumibilmente agli inizi del XVI secolo. In seguito a un'inondazione la borgata venne distrutta, così come l'edificio.
XVII (costruzione antica costruzione)
Il paese venne ricostruito e sin dalle sue origini venne eretta una cappella dedicata a San Pietro Apostolo. Era situata approssimativamente sul sito dell'attuale oratorio , ma la piazza le stava accanto e non davanti, in quanto al posto dell'attuale ampio sagrato vi era un prato ripido e diseguale.
1620 (erezione parrocchia carattere generale)
Anche Mondrone, seguendo l'esempio di altri paesi in Valle, come Balme, decise di richiedere lo smembramento dalla parrocchia di Ala di Stura, in quanto per recarvisi era necessario percorrere "più d'un miglio e mezzo, traversato da rivi". Fu così che il 14 febbraio del 1620 si radunò sulla "pubblica piazza", davanti alla Cappella di San Pietro, l'assemblea dei capifamiglia. Essi espressero il proposito di "costruire la nuova chiesa, di dotarla e di provvedere ad ogni cosa". L'esito della richiesta, con sentenza del 6 ottobre 1620, venne emanata dal Vicario generale Gian Battista Vercellino in rappresentanza dell'Arcivescovo di Torino, con erezione di Mondrone in parrocchia succursale "con facoltà di condurre a compimento la chiesagià cominciata, farla consacrare, di collocarvi il battistero e stabilirvi il Cimitero.
1674 (visita pastorale antica costruzione )
Nella relazione di visita pastorale dell'arcivescovo Beggiamo riportò che "eranvi nella chiesa tre altari in muratura: sul maggiore l'icona rappresentava la SS. Vergine con Bambino e in basso i Santi Pietro e Paolo; i due laterali eran dedicati - quello a destra, parte del vangelo- a S. Antonio, con immagine dipinta sul muro accanto a quella di S. Michele Arcangelo; e quello di sinistra, parte dell'epistola, alla Madonna del Rosario, dipinta al pari sul muro con intorno i 15 misteri. V’eran le Compagnie del Rosario (istituita nel 1641), del SS. Corpo di Cristo, di S. Orsola (con 50 Consorelle) e di S. Croce, i cui confratelli vestiti di camice bianco con cappuccio in testa, cantavano ogni domenica sulla tribuna l'ufficio della Beata Vergine. Il Cimitero era situato davanti alla Chiesa e sul suo lato sinistro, con due cunicoli sottostanti.
1750 (relazione parrocchiale antica costruzione)
Nella Relazione sullo stato della chiesa, compilata dal curato Giacomo Antonio Castagneri di Balme l'edificio venne così descritto: "La chiesa antica aveva a sinistra dell'entrata il campanile. Riceveva la luce da una sola finestra aperta a mezzodì, era lunga trabucchi 5 (mt 15,30) larga trabucchi 2 e piedi 2 (7,30), alta 1 trabucco e piedi 3 (4,55); dunque più o meno la misura dell'attuale, ma a differenza di questa era molto bassa e per giunta una tribuna per gli uomini, che si protendeva dalla porta fino a metà della Chiesa, la rendeva ancor più bassa. Il soffitto del presbiterio aveva la volta in muratura, il resto era soffittato con un assito di legno". La chiesa era dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo.
1752 (visita pastorale antica costruzione)
La vecchia Chiesa parrocchiale, benché costruita solo da circa 150 anni, minacciava rovina. L'Arcivescovo Roero di Pralormo, che visitò Mondrone nel 1752, trovò :"la volta del presbitero e la parete di fondo pericolanti; il tavolato del soffitto pendeva nel mezzo; il campanile (che stava a sinistra della porta d'ingresso) aveva dovuto essere atterrato perché crollante, sicché le due campane giacevan per terra alla scoperto davanti alla chiesa".
1755 (eventi calamitosi intorno)
Il paese di Mondrone fu più volte soggetto a disastri naturali. Nell'ottobre del 1755 un'alluvione distrusse una parte della casa parrocchiale dove erano conservati libri e documenti d'archivio.
1768 - 1769 (ricostruzione intero bene)
Visto lo stato di conservazione dell'antica parrocchiale la popolazione prese la decisione di ricostruire dalle fondamenta la nuova chiesa. I lavori cominciarono nel 1768, e l'anno successivo, ultimata la costruzione, l'arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà la benedì il 19 agosto.
1769 (visita pastorale intero bene)
L'arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà nella sua relazione di visita poté constatare che la chiesa "fu costruita di recente dalle fondamenta (de recenti a fundamentis excitata est". Egli la trovò tutta nuova e imbiancata, coperta di volta in muratura, lastricata di grandi pietre quadrate: v'erano già i due altari laterali, a sinistra quello della Madonna e contornato allora da tavolette dov'erano dipinti i 15 Misteri Dalla parte opposta stava l'altare di Sant'Antonio Abate con icone dipinte. Il Cimitero era in parte sul piazzale e specialmente a sinistra della Chiesa, dove già stava l'antica parrocchiale e dove venne eretto in seguito l'oratorio dei Confratelli di S.Croce, i quali originariamente si radunavano nella stanza sovrastante al presbiterio con ingresso dalla parte del campanile.
1769 (autonomia parrocchiale carattere generale)
La parrocchia di Mondrone ottenne la completa autonomia, con decreto del Rorà, il quale nominò il primo parroco: don Giuseppe Ignazio Monino.
1845 (eventi calamitosi intorno)
Il 16 gennaio 1845 Mondrone fu sepolto da una valanga : la neve fu tanta che coprì le case e la chiesa stessa. La casa parrocchiale fu travolta.
1850 - 1859 (meridiana esterno)
L'alese don Giovanni Giacomo Bricc, che resse la parrocchia di Mondrone dal 1850 al 1859, fece realizzare la meridiana sulla parete della chiesa rivolta a mezzogiorno, sopra la porta della sacrestia. Si tratta di una meridiana "universale": l'ombra dello gnomone oltre a indicare le ore segna anche il mezzogiorno e la mezzanotte di varie città del mondo, con la peculiarità di un'eccezionale ricchezza di nomenclature (motti, località geografiche).
1860 (testimonianza grafica intero bene)
Nelle mappe del Catasto Rabbini l'edificio è rappresentato nell'abitato di Mondrone nella sua conformazione attuale: a pianta rettangolare, cui si addossano a ovest il volume del campanile, a base quadrata, a nord il volume della cappella laterale di Sant'Antonio, a pianta rettangolare, e mezzogiorno la cappella della Madonna del Rosario e la sacrestia, a pianta rettangolare.
1888 - XIX fine (riparazioni intero bene)
Nel 1888 una frana di terriccio misto a neve travolse la nuova chiesa: le campane e parte del campanile furono trascinate a valle raggiungendo i prati circostanti e la "gorgia" di Mondrone, una delle cascate naturali delle Valli di Lanzo. La chiesa fu in seguito riparata in parte da volontari del paese e in parte da un'impresa proveniente dalle frazioni di Ceres, Brachiello e Voragno.
1921 (apparato decorativo interno)
Don Giuseppe Burdino, parroco di Mondrone, fece restaurare la chiesa facendola decorare internamente dal cav. Luigi Peracchione-Lor di Pian del tetto.
1927 (pala d'altare presbiterio)
Realizzazione dell'icona sopra l'altare, raffigurante i Santi titolari davanti a una porta di Roma, opera dipinta da Enrico Canova. Il dipinto sostituì l'antico quadro che rappresentava la Vergine col Bambino ed in basso i Santi Apostoli Pietro e Paolo.
1938 - 1945 (altare cappella laterale)
Viene realizzato l'altare laterale di Sant'Antonio, opera dello scultore Musmer della Val Gardena, durante il periodo dell'amministrazione parrocchiale di don Lorenzo Guglielmotto.
1938 - 1945 (battistero interno)
Viene realizzato il nuovo battistero, opera del prof. Vincenzo Peretti, durante il periodo dell'amministrazione parrocchiale di don Lorenzo Guglielmotto.
1950 - 1960 (rifacimento tetto)
La copertura è oggetto di rifacimento.
1986 (soppressione parrocchia carattere generale)
La chiesa rimase parrocchia autonoma sino al 1986, quando venne nuovamente accorpata al territorio di competenza di quella di Ala di Stura.
1997 (restauro meridiana esterno)
La meridiana "universale" è oggetto di restauri. L'intervento ha recuperato il disegno, i colori e le scritte, anche quelle errate o graficamente imperfette.
2008 ca. (restauro facciata)
La facciata è oggetto di restauro.
Descrizione
La chiesa si trova nella piazza dell'abitato della frazione di Mondrone, adiacente alla strada provinciale che collega Ala di Stura con Balme. La costruzione è isolata rispetto agli edifici circostanti. L'edifico ha pianta rettangolare, a navata unica, suddivisa in tre campate, più abside rettangolare. In corrispondenza della seconda campata sono collocate simmetricamente due cappelle laterali. Il volume della navata centrale emerge rispetto alle cappelle laterali, più basse. La facciata è rivolta a est, verso la piazza. Il prospetto è scandito verticalmente da coppie di lesene, ad ordini sovrapposti, che sorreggono il timpano triangolare alla sommità. Sull'asse centrale è collocato il portone di ingresso; superiormente è presente ampia finestra rettangolare, corredata da vetrata artistica raffigurante i Santi Pietro e Paolo. La struttura portante è in muratura di pietra intonacata, sia sul lato interno che esterno. All'interno le prime tre campate della navata sono coperte da volte a botte unghiate, mentre l'abside da volta a crociera. Le cappelle laterali sono coperte da volte a botte lunettate. La copertura, a falde inclinate, ha orditura in legno e manto in lastre di pietra, le "lose". Sullo spigolo a nord-ovest, in corrispondenza della parete di fondo della chiesa, è collocato il volume del campanile, a base quadrata. Esso si eleva su quattro livelli, di cui l'ultimo, è costituito dalla cella campanaria, aperta sui quattro lati da monofore. La struttura è in muratura di pietra intonacata, la copertura è a falde con manto in lose. Non si rilevano dissesti né fessurazioni, ma unicamente alcuni fenomeni di degrado in corrispondenza delle volte, a seguito di infiltrazioni dalla copertura. Nel complesso l'edificio presenta un buono stato di conservazione. La chiesa è officiata regolarmente.
pianta
L'edifico ha pianta rettangolare, a navata unica, suddivisa in tre campate, più abside rettangolare. In corrispondenza della seconda campata sono collocate simmetricamente due cappelle laterali.
facciata
La facciata è scandita verticalmente da coppie di lesene, ad ordini sovrapposti, che sorreggono il timpano triangolare alla sommità. La superficie è rifinita ad intonaco liscio, tinteggiato in tonalità beige per i rilievi e le modanature, e in tinta rosata per i fondi. Nella parte bassa è presente zoccolatura a blocchetti in muratura intonacata. Sull'asse centrale è collocato il portone di ingresso, in legno a doppio battente; superiormente è dipinto un cartiglio riportante la scritta "DOM". Al centro del prospetto è presente ampia finestra rettangolare, corredata da vetrata artistica raffigurante i Santi Pietro e Paolo. Al centro del timpano è dipinta l'icona del triangolo Divino nel sole raggiante.
prospetti laterali
Le pareti laterali sono trattate ad intonaco grezzo, lasciando intravedere in alcuni punti la tessitura muraria sottostante. Sia sulla parete settentrionale che su quella meridionale è presente un'apertura rettangolare, posta in corrispondenza del presbiterio. Sulla parete sud è altresì presente un'apertura posta in asse con la porta della sacrestia, e una meridiana di metà Ottocento.
Impianto strutturale
La struttura portante è in muratura di pietra intonacata, sia sul lato interno che esterno. All'interno le prime tre campate della navata sono coperte da volte a botte unghiate, mentre l'abside da volta a crociera. In corrispondenza dell'arco che separa la navata dall'abside è posizionato tirante metallico. Le cappelle laterali sono coperte da volte a botte lunettate. La copertura, a falde inclinate, ha orditura in legno e manto in lastre di pietra, le "lose".
interni
All'interno le superfici verticali risultano intonacate e dipinte in tonalità rosate, a riquadri. Nella parte bassa è presente rivestimento in perlinato ligneo che corre lungo tutto il perimetro dell'aula. All'imposta delle volte è presente cornice modanata, che segue il perimetro della chiesa, interrompendosi in corrispondenza della parete di fondo. Le volte sono interamente decorate a motivi floreali, con monocormi nei toni del giallo o del rosa. Al centro di ciascuna è dipinto un medaglione con fondo celeste, con nel mezzo rappresentato il sole raggiante e i simboli eucaristici. analoga raffigurazione è presente nelle unghie. In corrispondenza della prima campata, sulla sinistra, è posizionato il battistero, chiuso anteriormente da cancelletto in ferro. Nella seconda campata, è presente la cappella laterale sinistra, la quale ospita l'altare marmoreo della Madonna del Rosario, con la statura lignea della Vergine conservata in una teca. In una nicchia sulla destra è collocata la statua di San Giuseppe. La cappella laterale destra, invece, ospita l'altare in marmo dedicato a Sant'Antonio Abate, sormontato da edicola lignea a colonnine tortili, ospitante la statua del Santo. Sulla controfacciata è presente la bussola d'ingresso in legno, e superiormente la cantoria con struttura e parapetto lignei, con pannelli decorati a motivi floreali. Alla cantoria si accede da scaletta posta a destra della bussola d'ingresso. La pavimentazione della navata è in listoni di legno,mentre quella delle cappelle laterali è in cementine.
presbiterio
Il presbiterio è collocato nell'abside, rialzato di due gradini rispetto alla restante parte della chiesa. L'altare storico è rivestito in pietra di Luserna ed è addossato alla parete di fondo. Nella parte superiore è posizionata edicola marmorea al cui centro è dipinta la pala ad'altare raffigurante i Santi Pietro e Paolo davanti a una porta di Roma, opera di Enrico Canova. Sulla parete di fondo è dipinto un tendaggio nei toni del rosso e del giallo che contorna l'edicola. Le pareti e la volta presentano analoghe decorazioni della navata. La pavimentazione è in parquet di legno.
apparato liturgico
L'assemblea è ordinata in panche a battaglione conformemente al volume dell'aula e al suo orientamento.
Al di sotto della cantoria lignea, alla sinistra della bussola d'ingresso, è posizionato confessionale
campanile
Sullo spigolo a nord-ovest, in corrispondenza della parete di fondo della chiesa, è collocato il volume del campanile, a base quadrata. Esso si eleva su quattro livelli, di cui l'ultimo, è costituito dalla cella campanaria, aperta sui quattro lati da monofore. Nel livello sottostante sono collocati quadranti di orologio, sui due lati contrapposti, a levante e ponente. La struttura è in muratura di pietra intonacata, la copertura è a falde con manto in lose.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1991)
Rimozione della balaustra a colonnine in marmo che separava il presbiterio dall'assemblea. Rifacimento della pavimentazione e rivestimento dell'altare storico in marmo con pietra di Luserna.
presbiterio - aggiunta arredo (1991)
Aggiunta di nuovi arredi, mensa, ambone e sedia del celebrante, posizionati in corrispondenza del presbiterio storico. La mensa, di fronte all'altare originario, è realizzata in pietra di Luserna con piano poggiante su piedistallo centrale parallelepipedo. Frontalmente sono raffigurate le chiavi di San Pietro in rilievo. L'ambone è anch'esso in pietra di Luserna, così come la sede del celebrante, posizionata a destra dell'altare storico.