chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Caraffa di Catanzaro Catanzaro - Squillace chiesa parrocchiale Santa Domenica Parrocchia di Santa Domenica Interno; Prospetti; Facciata; Arredi; Pavimenti e pavimentazioni altare - intervento strutturale (2019); ambone - intervento strutturale (2019) XVI - 1783(costruzione intero bene); 1792 - 1905(ricostruzione intero bene); 1905 - 1936(ricostruzione intero bene)
Chiesa di Santa Domenica
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Santa Domenica <Caraffa di Catanzaro>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze calabresi (costruzione chiesa)
Notizie Storiche
XVI - 1783 (costruzione intero bene)
La chiesa originaria fu realizzata nel XVI secolo in epoca coeva all'edificato del paese, che fu realizzato da profughi provenienti dall'Albania, richiamati nel Sud Italia per accordi con gli Aragonesi che dominavo in Calabria. Fu completamente distrutta dal terremoto del 1783 e ricostruita nel 1792
1792 - 1905 (ricostruzione intero bene)
Ricostruita secondo le forme precedenti dopo il terremoto del 1783, subì un'altra devastante distruzione dal terremoto del 1905
1905 - 1936 (ricostruzione intero bene)
La chiesa originaria, distrutta dal terremoto del 1783 e ricostruita nel 1792, fu nuovamente distrutta dal terremoto del 1905. Il Papa dispose la costruzione di una chiesetta di tavole nell'attuale via Giotto. Dopo circa trent'anni il parroco, don Ernesto Barraco, riuscì ad avere dallo Stato il 50% della somma necessaria per la ricostruzione; per la restante somma provvide la Società Bonifiche Calabresi, nella persona del suo vice presidente avv. Masara. Il nuovo edificio di culto fu inaugurato nel 1936 nel luogo dove sorgeva prima, ossia in piazza Skanderbeg. Il progetto è stato opera dell'ing. Gennaro Miceli.
Descrizione
La Chiesa è stata realizzata nel 1936 in forme neogotiche. Realizzata a tre navate, all'esterno si presenta della tipologia con facciata a due spioventi, mentre all'interno i pilastri e gli architrave hanno un'impostazione semplificata, con trabeazione in modanature neoclassiche, con abside rettilinea e finestrone neogotico
Interno
A tre navate, con maggiore altezza per la navata centrale e pilastri in cemento armato a Y. Sull'ingresso è presente la cantoria
Prospetti
I prospetti laterali presentano finestre al primo e al secondo livello, in corrispondenza dell'innalzamento della navata centrale. Sul prospetto destro, al posto della prima finestra, c'è un accesso con scivolo per portatori di Handicap
Facciata
La facciata è impostata sul modello neogotico a due spioventi, un unico accesso centrale e due finestroni simmetrici a piano terra, mentre un grande finestrone è in alto, al posto del rosone.
Arredi
La chiesa è stata ricostruita nel 1936, conserva, del vecchio edificio di culto distrutto dal terremoto, il tabernacolo policromo incastonato nell'altare maggiore in marmo verde di Gimigliano, la statua della Santa Patrona Domenica, opera attribuita alla scuola dei Drosi di Satriano, qualche dipinto di pregio, Paramenti e suppellettili varie.
Pavimenti e pavimentazioni
In marmo
Adeguamento liturgico
altare - intervento strutturale (2019)
Altare in marmo, realizzato in forme stilizzate con marmo di Carrara per la mensa e per i riquadri dei montanti, il marmo verde è utilizzato nei pannelli di riempimento. Al centro un pannello decorativo in marmo bianco è scolpito a bassorilievo, riporta Cristo con gli apostoli Pietro e Giovanni, a simboleggiare l'Ultima Cena e l'Eucarestia
ambone - intervento strutturale (2019)
Ambone in marmo che riprende le forme stilizzate dell'Altare e la bicromia bianco-verde