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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Almenno San Bartolomeo
Bergamo
chiesa
sussidiaria
S. Tomè
Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo
Impianto strutturale; Coperture; Pianta; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi
nessuno
V - IX(preesistenze intero bene); 975 - 975(parrocchialità carattere generale); 1150 - 1150(parrocchialità carattere generale); 1180 - 1180(completamento intero bene); 1407 - 1407(parrocchialità carattere generale); 1536 - 1536(parrocchialità carattere generale); XIX - XIX(restauro intero bene); 1906 - 1906(parrocchialità carattere generale); 1932 - 1932(manutenzione intero bene); 1943 - 1943(restauro intero bene)
Chiesa di San Tomé
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Tomé <Almenno San Bartolomeo>
Altre denominazioni S. Tomè
Ambito culturale (ruolo)
maestranze bergamasche (costruzione)
Notizie Storiche

V - IX (preesistenze intero bene)

con il diffondersi del cristianesimo in Almenno, nel V- VI secolo, venne edificata un’edicola religiosa nell’area di S. Tomè. Più tardi, intorno al IX secolo, sembra sia stata costruita la prima chiesa di S. Tomè, con pianta circolare. La notizia è confermata da alcuni documenti e dalla presenza di tombe dello stesso periodo

975  (parrocchialità carattere generale)

la corte feudale di Almenno fu donata dai conti di Lecco al Vescovo di Bergamo e, con essa, pure la primitiva chiesa, che però venne abbandonata e ridotta ad un rudere

1150  (parrocchialità carattere generale)

il Vescovo Gerardo decise la ricostruzione dell'edificio sulle fondamenta della rotonda precedente e con il riutilizzo di vari elementi architettonici

1180  (completamento intero bene)

vennero portati a termine il presbiterio e l’abside, i tempi di costruzione furono piuttosto lunghi. In questo stesso periodo venne costruito, nell'area a sud attigua alla chiesa, un monastero femminile totalmente soggetto all’autorità del vescovo

1407  (parrocchialità carattere generale)

il monastero entrò in crisi. Venne soppresso e i suoi beni incamerati dal vescovo, la chiesa ebbe una destinazione agricola e l’ex monastero divenne la casa del “massaro”

1536  (parrocchialità carattere generale)

la chiesa e tutti i beni ad essa pertinenti vennro venduti alla parrocchia di Almenno S. Salvatore, dopo essere stata affidata alla custodia di vari eremiti. Per oltre quattro secoli il convento di S. Tomè è rimasto ai margini della vita religiosa locale e conteso tra le due parrocchie di Almenno S. Salvatore e S. Bartolomeo

XIX  (restauro intero bene)

i restauri più consistenti vennero effettuati verso la fine dell’Ottocento a cura dell’Ing. Elia Fornoni

1906  (parrocchialità carattere generale)

la chiesa ed il convento vennero affidati definitivamente alla parrocchia di Almenno S. Bartolomeo

1932  (manutenzione intero bene)

vennero eseguite alcune opere di manutenzione

1943  (restauro intero bene)

vennero eseguite opere di restauro
Descrizione

esternamente l'edificio è caratterizzato da tre cilindri sovrapposti che si restringono dal basso verso l’alto, costruiti con pietre squadrate, disposte a corsi regolari, di provenienza locale: calcare bianco-rosato, ceppo del Brembo ed arenaria grigio- verde. Il corpo principale, il primo cilindro, è ornato da esili semicolonne, disposte a distanza irregolare, che terminano con capitelli lavorati e raccordati tra loro da archetti pensili. Il secondo cilindro è scandito da lesene a sezione rettangolare disposte ad intervalli regolari ed archetti pensili. Il terzo è costituito da una lanterna con quattro bifore. Il manto di copertura è costituito da lastre di ardesia. Il portale d'ingresso è strombato ad arco, con colonnine e bassorilievi che raffigurano piccoli uomini. Altre due porte si trovano sul lato sud: una, attualmente murata, metteva in comunicazione il monastero con il presbiterio e ha come architrave un blocco di arenaria decorato con archetti a doppio intreccio; l’altra, terminante ad arco con una leggera strombatura, ospita nella lunetta superiore un bassorilievo con rappresentato S. Tommaso apostolo, patrono della chiesa. L'interno è una pianta circolare caratterizzata da vano centrale, delimitato da otto colonne monolitiche e da ambulacro a corona circolare, coperto da volte a crociera poggianti sulle colonne centrali e sulle semicolonne addossate alla parete perimetrale. Sette nicchie ad arco, che probabilmente erano destinate ad accogliere delle statue, si inseriscono nel perimetro della chiesa a distanze irregolari. A sinistra dell’ingresso un affresco ancora leggibile rappresenta la Madonna in trono col Bambino. Due scale con accessi contrapposti, ricavate nello spessore del muro perimetrale, permettono l'accesso al matroneo che presenta anch'esso otto colonne e semicolonne, che creano un deambulatorio circolare chiuso da un largo parapetto in pietra, che sorregge le colonne, e si affaccia sul vano centrale del corpo inferiore. Ad est il matroneo presenta una grande nicchia ad arco ricavata nel muro nel cui catino compaiono tracce di un affresco trecentesco che raffigura l'Annunciazione. Sopra gli archi del matroneo s’innalza la cupola, che presenta, inseriti nella muratura, archi ribassati che servono anche a dare stabilità alla parte alta dell’edificio. Il presbiterio a pianta rettangolare e l'abside semicircolare sono costruiti con i medesimi materiali e tecniche della chiesa, ma con un apparato decorativo più ricco: archetti pensili intrecciati, mensole e fregi in cotto. La decorazione della rotonda é prevalentemente scultorea. I capitelli delle colonne, di diverse tipologie, sono splendidamente scolpiti, così come quelli che concludono le mezze colonne e le lesene disposte alle pareti: alcuni presentano decorazioni ad intreccio o motivi geometrici; altri corinzi ed altri ancora figurati, ad esempio con aquile o sirene a doppia coda, simboli dell’immortalità o del peccato. I capitelli delle colonne poste al matroneo, risalenti al XII secolo, sono diversi uno dall'altro e variamente scolpiti, con una più ricercata fattura stilistica: due rappresentano i simboli dei quattro evangelisti, altri sono decorati con foglie d’acanto, palmette o teste d’ariete; il più elaborato illustra, in quattro episodi, la storia biblica di Sara e Tobia.
Impianto strutturale
edificio a muratura continua
Coperture
copertura a falde con manto in lastre di ardesia
Pianta
chiesa a pianta circolare, con presbiterio a pianta rettangolare ed abside semicircolare
Elementi decorativi
i tre cilindri della struttura sono costruiti con pietre squadrate a vista, disposte a corsi regolari, di provenienza locale: calcare bianco-rosato, ceppo del Brembo ed arenaria grigio- verde
Elementi decorativi
esili semicolonne, disposte a distanza irregolare, che terminano con capitelli lavorati e raccordati tra loro da archetti pensili ornano il corpo principale
Elementi decorativi
il secondo cilindro, scandito da lesene a sezione rettangolare disposte ad intervalli regolari ed archetti pensili, è sormontato da una lanterna con quattro finestre bifore contrapposte
Elementi decorativi
la facciata presenta un portale strombato ad arco, con colonnine e bassorilievi che raffigurano piccoli uomini
Elementi decorativi
la porta posta sul lato sud, attualmente murata, che metteva in comunicazione il monastero con il presbiterio, ha come architrave un blocco di arenaria decorato con archetti a doppio intreccio
Elementi decorativi
una seconda porta, posta a sud, termina ad arco con una leggera strombatura, ed ospita nella lunetta superiore un bassorilievo con rappresentato S. Tommaso apostolo, patrono della chiesa
Elementi decorativi
otto colonne monolitiche ed un ambulacro a corona circolare coperto da volte a crociera, poggianti sulle colonne centrali e sulle semicolonne addossate alla parete perimetrale, delimitano lo spazio centrale
Elementi decorativi
sette nicchie ad arco, che probabilmente erano destinate ad accogliere delle statue, si inseriscono nel perimetro della chiesa a distanze irregolari
Elementi decorativi
a sinistra dell’ingresso si trova un affresco, ancora leggibile, rappresentante una Madonna in trono col Bambino
Elementi decorativi
il matroneo ricalca la struttura del piano inferiore: presenta anch'esso otto colonne e semicolonne, ma più minute e snelle, che creano un deambulatorio circolare chiuso da un largo parapetto in pietra, che sorregge le colonne, e si affaccia sul vano centrale del corpo inferiore
Elementi decorativi
nel catino della grande nicchia ad arco ricavata nel muro, posta ad est del matroneo, compaiono tracce di un affresco trecentesco che raffigura l'Annunciazione
Elementi decorativi
la cupola presenta, inseriti nella muratura, insoliti archi ribassati, che servono anche a dare stabilità alla parte alta dell’edificio
Elementi decorativi
il presbiterio e l'abside presentano un apparato decorativo molto ricco: archetti pensili intrecciati, mensole e fregi in cotto
Elementi decorativi
le decorazioni interne sono prevalentemente scultoree. I capitelli delle colonne, di splendida fattura, così come quelli che concludono le mezze colonne e le lesene disposte alle pareti presentano decorazioni ad intreccio o motivi geometrici, tipici del preesistente edificio; altri corinzi ed altri ancora figurati, ad esempio con aquile o sirene a doppia coda, simboli dell’immortalità o del peccato
Elementi decorativi
i capitelli delle colonne del matroneo, risalenti al XII secolo, sono diversi uno dall'altro e variamente scolpiti, con una più ricercata fattura stilistica: due rappresentano i simboli dei quattro evangelisti, altri sono decorati con foglie d’acanto, palmette o teste d’ariete; il più elaborato illustra, in quattro episodi, la storia biblica di Sara e Tobia
Adeguamento liturgico

nessuno
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