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L'Aquila
L'Aquila
chiesa
sussidiaria
San Nicola d'Anza
Parrocchia di San Sisto
Facciata; Pianta; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Campanile
nessuno
XIII - XIII (realizzazione intero bene); 1722 - 1722(restauro generale intero bene); XIX - XIX(restauro intero bene); 1950 - 1960(restauro intero bene); 2009 - 2009(danni da sisma intero bene)
Chiesa di San Nicola d'Anza
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Nicola d'Anza <L'Aquila>
Altre denominazioni Chiesa del Suffragio
Ambito culturale (ruolo)
maestranze abruzzesi (realizzazione intero bene)
Notizie Storiche

XIII - XIII  (realizzazione intero bene)

Verosimilmente fu una delle prime chiese, con pianta a croce greca, ad essere costruita in città dai castellani di S. Anza. Edificata sin dall'origine troppo grande, rispetto agli abitanti del locale, che andarono progressivamente a diminuire negli anni, deve aver sempre sofferto di trascuratezza nella manutenzione

1722  (restauro generale intero bene)

A seguito del terremoto del 1703, l'edificio, già in stato di degrado, rimase gravemente danneggiato. Il sisma fu l'occasione per un restauro generale della chiesa, di cui c’era bisogno, ma che i suoi pochi filiani rimasti non avrebbero potuto sostenere. La chiesa venne ricostruita più piccola, reinterpretando l'interno in chiave barocca. Fu tagliata tutta l'ala del piedicroce ad altezza d'uomo, compresa la facciata, mantenendovi il portale, convertendo tale spazio in orto recinto da mura; fu riattato esclusivamente il transetto triabsidato, rivestito con stucchi barocchi, terminante con testate a timpano. Nella testata a settentrione venne tamponato il portalino ogivale con lunetta affrescata; l'altra a meridione, dopo avervi aperto un portale rettangolare con soprastante finestratura rettangolare, ed intonacata, è divenuta la facciata della nuova chiesa

XIX  (restauro intero bene)

Danneggiata da successivi terremoti, la parrocchia venne soppressa nel 1851 e chiusa al culto

1950 - 1960 (restauro intero bene)

Negli anni '50, nell'area del sagrato della chiesa e della sua navata, (già dal '700 trasformata in orto, ma ancora riconoscibile), furono realizzate case popolari intensive, che si sarebbero potute costruire più distanti e che hanno totalmente stravolto il fabbricato, cancellando quello che era uno dei pochi esempi ancora rimasti di chiesa a pianta a T

2009  (danni da sisma intero bene)

L'immobile è rimasto gravemente danneggiato a seguito del sisma del 2009, riportando crolli diffusi. Gennaio 2023, inagibile
Descrizione

Inserita in agglomerato di edilizia popolare, realizzato negli anni '50, è riconoscibile solo da occhio esperto. la facciata a timpano con cornice marcapiano e portale e ampio finestrone rettangolare si apre su una piccola strada. Interno ad aula unica coperta con volta a botte. Campanile a vela a due fornici, posto a destra sul fondo della chiesa
Facciata
la facciata, a capanna, è rifinita ad intonaco, con il portale quadrangolare definito da imbotto in pietra. Sulla cornice marcapiano che la suddivide in due ordini, poggia l'ampia finestratura quadrangolare
Pianta
la pianta è rettangolare ad aula unica con due cappelle laterali su lato lungo, l'una ricavata nel vano absidale centrale, l'altra come sporgenza nella tamponatura praticata al grande arco trionfale
Struttura
struttura in muratura portante
Coperture
copertura con volta a botte, tetto a due falde, manto in coppi
Pavimenti e pavimentazioni
pavimento in terra battuta
Elementi decorativi
interno diruto, ma ancora visibile la trama decorativa in stucco di lesene, cornicione e volta a botte
Campanile
campanile a vela a due fornici con terminazione a timpano
Adeguamento liturgico

nessuno
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