La chiesa è registrata a catasto con il titolo di S. Giovanni. L'edificio era orientato perpendicolarmente rispetto all'attuale, con ingresso verso est e dimensioni sensibilmente più ridotte.
1568 (dignità intero bene)
Nella cappella di S. Giovanni, mentre il titolo di parrocchiale era ancora assegnato alla scomparsa chiesa dei SS. Quirico e Giulitta, era utilizzata anche per le riunioni della comunità.
1585 (descrizione intero bene)
Gli atti della visita apostolica di Angelo Peruzzi, vescovo di Sarsina, registrano l'esistenza della cappella di S. Giovanni nella "villa" di Castagnito.
1664 - 1669 (restauro campanile)
Nel contesto della fabbrica di ricostruzione della parrocchiale, il mastro Carlo Francesco Finale ripara il campanile.
1664 - 1673 (riedificazione intero bene)
L'originaria cappella di S. Giovanni viene demolita per erigere l'attuale edificio, con identica dedicazione e ingresso a sud, mantenendo però il campanile originario. Una successiva visita pastorale impose però di sopraelevare la volta della nuova chiesa.
1688 (decorazione interni)
Un ordinato comunale attesta la presenza di un quadro raffigurante "San Giovanni Battista Batezante".
1721 (decorazione campanile)
Si eseguono le decorazioni del quadrante dell'orologio.
1732 (edificazione scalinata )
Dovendo abbassare la via antistante la chiesa per ampliare la piazza principale del borgo, si costruisce la scalinata che ne garantisce l'accesso.
1742 (descrizione intero bene)
Nello Stato dei beni e delle chiese della diocesi di Asti, la parrocchia è descritta a navata unica, con facciata rivolta a sud, cinque altari senza sepolture e coro in legno di noce scolpito.
1777 (realizzazione portale)
Il portale ligneo della chiesa è realizzato e posizionato da un intagliatore locale.
1817 (giurisdizione intero bene)
Con la Restaurazione, la cappella, insieme alle altre del luogo, è assegnata alla ricostituita diocesi di Alba.
1878 (rifacimento altare)
Il vescovo di Alba Galletti annota il rifacimento dell'altare maggiore in marmo. Nel contempo si ha notizia che presso l'altare del Rosario si conservava un'ancona di Guglielmo Caccia (detto il Moncalvo) o della figlia Orsola Maddalena.
2000 (manutenzione straordinaria intero bene)
Si registrano interventi di manutenzione straordinaria e consolidamento statico della chiesa.
2002 - 2004 (restauro intero bene)
Si susseguono interventi di restauro della chiesa parrocchiale.
Descrizione
Chiesa di grandi dimensioni, con un'imponente facciata e un alto campanile, ha impianto pressochè rettangolare a sviluppo longitudinale, con quattro cappelle laterali (due per lato) in cui trovano posto gli altari sussidiari. Il coro, molto profondo e concluso da un'abside, prosegue la navata centrale.
Esternamente, si leggono i volumi che ospitano la sacrestia, un ampio salone e l'aula della chiesa con le cappelle laterali. L'edificio è stato intonacato all'esterno di recente: l'intervento sottolinea i chiaroscuri della facciata, caratterizzata da un ordine gigante che ne accentua la verticalità. L'edificio è accessibile, per il tramite di una scalainata, dall'ingresso principale, ricavato in pratica nell'alto piedistallo dell'ordine gigante, oppure da un ingresso secondario, che conduce alla sacrestia, aperto sulla piazza.
Un campanile di costruzione più antica rispetto alla chiesa sorge sul lato destro della facciata e ha recentemente subito un oneroso intervento di consolidamento statico.
Facciata
La facciata ha dimensioni notevoli: s'innalza ben oltre il corpo della fabbrica ed è conclusa da un timpano dove è collocato un orologio.
Sotto la trabeazione, il prospetto è spartito da quattro lesene composite di ordine gigante in tre parti, ognuna delle quali ornate da edicole, alcune prive di profondita e altre aperte in nicchie.
In basso, un alto basamento funge da piedistallo per le lesene, mentre il portale, aperto in posizione centrale, è rialzato da scalinata.
Coperture
All'interno, lungo tutta la navata, è presente una volta a botte con unghie realizzate in corrispondenza delle aperture che illuminano lo spazio.
Le cappelle laterali hanno volta a botte con asse perpendicolare alla principale. Anche in esse la luce filtra attraverso alte finestre, aperte però solo nel lato rivolto verso la piazza.
Presbiterio
L'altare maggiore è in marmi policromi rossi e bianchi, con il tabernacolo sporgente al centro. Sei candelabbri di legno dorato, posti sul livello più alto, lo abbelliscono slanciandolo e al di sopra di questi vi è un ciborio sospeso.
La mensa e l'ambone, di fattura recente, sono in marmo bianco di Carrara; la loro posizione è molto avanzata verso i fedeli.
Elementi decorativi
L'interno è riccamente decorato, con pitture nelle tonalità del giallo nella parte alta della chiesa; in basso, invece, gli ultimi restauri hanno cancellato le decorazioni ed ora la parete si presenta priva di decorazioni fino a un'altezza di quattro metri circa.
Degno di nota è il grande dipinto del sec. XVII (olio su tavola) posto dietro l'altare maggiore, raffigurante s. Giovanni nell'atto di battezzare.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (2007-2008)
Rifacimento della pavimentazione del presbiterio con marmi bicromatici bianchi e neri posati a scacchiera. Conclusa la posa della pavimentazione, viene posizionata una nuova mensa in marmo di bianco di Carrara in posizione avanzata, verso i fedeli. Nel contempo, è sostituito l'ambone con uno nuovo, realizzato anch'esso in marmo bianco. In ultimo, il grande crocifisso dall'altare maggiore originario è stato traslato nel punto di collegamento dell'aula con il presbiterio.