chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Molfetta
Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi
museo
diocesano
Museo Diocesano
Museo Diocesano di Molfetta
Arredi; Esterno; Struttura; Utilizzo
nessuno
1610 - 1610(costruzione intero bene); 1767 - 1767(espulsione carattere generale); 1830 - 1833(notizie generali carattere generale); 1900 - 1950(notizie generali carattere generale); 1976 - 1980(notizie generali carattere generale); 2009 - 2009(riapertura carattere generale); 2010 - 2010(notizie generali carattere generale); 2017 - 2017(ampliamento ingresso); 2021 - 2023(ristrutturazione ala)
Museo Diocesano di Molfetta
Tipologia e qualificazione museo diocesano
Denominazione Museo Diocesano di Molfetta <Molfetta>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pugliesi (costruzione)
Notizie Storiche

1610  (costruzione intero bene)

Avvio della costruzione del Collegio della Compagnia di Gesù.

1767  (espulsione carattere generale)

I Gesuiti vengono espulsi dal Regno di Napoli. La chiesa e il collegio passano alla Diocesi.

1830 - 1833 (notizie generali carattere generale)

Negli anni Trenta del XIX secolo sull’impulso dell’arciprete Giuseppe Maria Giovene (1753-1837), eclettica figura di ecclesiastico e scienziato locale, e il vescovo mons. Filippo Giudice Caracciolo nasce il primo allestimento di alcune sale museali, con la prima raccolta di materiale archeologico proveniente dal Pulo di Molfetta, appartenuta all’arciprete Giovene.

1900 - 1950 (notizie generali carattere generale)

La collezione si arricchisce con i reperti provenienti dalle zone archeologiche di Terlizzi e Bisceglie, raccolti dall'arcidiacono Francesco Samarelli in varie campagne di scavo, e da donazioni di collezionisti privati (Cascarano - de Trizio).

1976 - 1980 (notizie generali carattere generale)

Dopo un periodo di stasi si deve alla lungimiranza di mons. Achille Salvucci (1935-1978) la sua riapertura e a Mons. Aldo Garzia l'istituzione del Museo-Pinacoteca nel 1980, acquisendo la denominazione "A.Salvucci".

2009  (riapertura carattere generale)

Negli anni successivi, a motivo dell'accrescimento del patrimonio museale, il Museo Diocesano ha avuto diverse ristrutturazioni fino all'attuale riordino voluto dal Vescovo mons. Luigi Martella. Il Museo è stato riconsegnato alla pubblica fruibilità il 18 giugno del 2009.

2010  (notizie generali carattere generale)

Il museo è affidato alla gestione della Cooperativa FeArT.

2017  (ampliamento ingresso)

Viene ampliata l'area di ingresso con il collocamento della statua della Deposizione di Giulio Cozzoli.

2021 - 2023 (ristrutturazione ala)

Un'anal del seminario viene ristrutturata permettendo l'ampliamento del Museo con due ampie sale dedicate alle esposizioni temporanee, due aule per laboratori e un'ampia sala immersiva.
Descrizione

Il Museo Diocesano di Molfetta è allestito all’interno degli eleganti ambienti dell’attuale Seminario Vescovile già collegio molfettese della Compagnia di Gesù. Già negli anni Trenta del XIX secolo sull’impulso dell’arciprete Giuseppe Maria Giovene (1753-1837) e del vescovo mons. Filippo Giudice Caracciolo nasce il primo allestimento di alcune sale museali, con la prima raccolta di materiale archeologico proveniente dal Pulo di Molfetta Dopo un periodo di stasi, si deve a mons. Achille Salvucci (1935-1978) la sua riapertura e a mons. Aldo Garzia l’istituzione del Museo-Pinacoteca nel 1980. Negli anni seguenti, a motivo dell’accrescimento del patrimonio museale, il Museo Diocesano ha avuto diverse ristrutturazioni fino all’attuale riordino voluto dal Vescovo mons. Luigi Martella, che l’ha riconsegnato alla pubblica fruibilità il 18 giugno del 2009 e affidato a una cooperativa di giovani che ne custodiscono la gestione dal gennaio 2010, ed all’annessione degli ulteriori ambienti del Seminario Vescovile, recentemente recuperati ed annessi per volontà di mons. Domenico Cornacchia. Il Museo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi è la testimonianza del vissuto ecclesiale diocesano, documenta visibilmente il percorso fatto lungo i secoli dalla Chiesa nella liturgia, nella catechesi, nella cultura e nella carità.
Arredi
Il percorso museale si sviluppa a partire dalla sezione archeologica, che raccoglie materiale di età neolitica e preromana in buona parte provenienti dall'insediamento preistorico del Pulo di Molfetta, dolina carsica di grande interesse. Segue la galleria dei paramenti liturgici che rivelano l'evolversi della manifattura tessile dal XVII alla fine del XIX secolo; il lapidarium, che custodisce i frammenti erratici provenienti dall'antico Duomo, espressione della splendida stagione del romanico pugliese e dall'arredo urbano; due sale della statuaria che ospitano le antiche statue della Settimana Santa molfettese ed una raccolta di busti reliquiari del Seicento. Al primo piano s'impone la monumentale Biblioteca del Seminario Vescovile che custodisce nelle sue elganti scaffallature circa 60 mila volumi, tra manoscritti, incunaboli, cinquecentine ed alcuni testi a stampa risalenti al Seicento e Settecento. La sala risulta impreziosita dalle decorazioni a tempera della volta, realizzate sul finire del XIX secolo che illustrano le epoche storiche della civiltà occidentale ed i loro principali protagonisti, tra le raffigurazioni della Fede e della Scienza. A completare il percorso è la Pinacoteca nella quale sono esposte opere comprese tra il XVI sec. ed i giorni nostri. Partendo dalle antiche opere del XVI secolo come la pala d'altare della "Dormitio Virginis" attribuita al Cardisco e la raffinata "Immacolata" di Juan de Roelas, si prosegue tra le influenze napoletane sino alla produzione artistica locale, con particolare riferimento alla lezione caravaggesca, rappresentata da artisti raffinatissimi quali Bernardo Cavallino e Antonio de Bellis, per giungere alle opere dell'autorevole e grandioso esponente del barocco internazionale, Corrado Giaquinto. Oltre alcune opere giovanili è documentato il seguito di tale scuola con opere di allievi riconducibili alla bottega giaquintesca, presente anche nella pregevole collezione Piepoli-Spadavecchia donata al museo nel 2013. Sempre al secondo piano è situata la Sala del Tesoro che raccoglie arredi sacri e l'ultima sezione, dedicata all'arte contemporanea, raccoglie opere di artisti locali e nazionali.
Esterno
Muri esterni laterali costruiti in pietra locale. Il blocco centrale è rivestito con lastre di marmo verde.
Struttura
Superficie totale: piano primo mq 241, piano secondo mq 287, sezione laboratori e mostre mq 800. Stanze separate in tutto l’edificio: 24 sale più sala polifunzionale a piano terra, Sala conferenze al secondo Piano, Sala immersiva al secondo piano.
Utilizzo
La struttura museale, oltre a rendere fuibile la collezione permanente, organizza periodiche e frequenti mostre temporanee, ospitando, nell'auditorim attività culturali di verio genere come convegni o concerti.
Adeguamento liturgico

nessuno
Trattandosi di una sede museale, non sono previsti adeguamenti liturgici.
Contatta la diocesi