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beni culturali della Chiesa cattolica
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restauro
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Zelo Surrigone
Milano
chiesa
sussidiaria
S. Galdino
Parrocchia di Santa Giuliana e Beata Vergine del Carmelo
affresco; Lapidi e iscrizioni; Impianto strutturale; Struttura
nessuno
1418 - 1418(costruzione intero bene); 1649 - 1659(variazione d'uso intero bene); 1862 - 1862(proprietà intero bene); 1926 - 1926(variazione d'uso intero bene); 1979 - 1999(restauro intero bene); 2002 - 2002(proprietà intero bene)
Chiesa di San Galdino
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Galdino <Zelo Surrigone>
Altre denominazioni S. Galdino
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (intero bene costruzione)
Notizie Storiche

1418  (costruzione intero bene)

La costruzione dell'oratorio risale al 1418, per opera dei fratelli Bernardo e Gabriele Sala. Un'epigrafe, murata sul contrafforte destro della facciata, riporta i nomi dei fondatori e l'anno di costruzione.

1649 - 1659 (variazione d'uso intero bene)

Nel 1649 Lucia Magni vedova Sala ordina di celebrare una messa quotidiana nell'oratorio e incarica il cappellano di servirsi dello stesso oratorio per la scuola. Nel 1659 il Canonico Sala fa restaurare l'oratorio e dona tutti i beni all'Ospedale Maggiore.

1862  (proprietà intero bene)

Nel 1862 l'Ospedale Maggiore vende tutti i possedimenti della famiglia Sala al sig. Francesco Pasini di Vermezzo.

1926  (variazione d'uso intero bene)

Nel 1926 l'oratorio viene trasformato in ripostiglio e viene costruito un muro davanti al portone d'ingresso.

1979 - 1999 (restauro intero bene)

Il piccolo oratorio viene sottoposto a diversi interventi di restauro. Nel 1979 viene restaurato il campanile a vela e viene modificato il tetto, da una falda a due.

2002  (proprietà intero bene)

Con sentenza dell'8/11/2002, l'oratorio di San Galdino viene assegnato in proprietà per usucapione alla parrocchia di S. Giuliana e Beata Vergine del Carmelo di Zelo Surrigone.
Descrizione

L'oratorio di San Galdino si presenta come un piccolo edificio a pianta quadrangolare. All'esterno si apprezza la tessitura muraria in mattoni. L'unico fianco visibile è ritmato da due ampie arcate cieche: in corrispondenza della prima arcata si apre una finestra rettangolare architravata, che illumina il vano interno. La facciata presenta un portale a forma ribassata, ricavato in rottura nella muratura in sostituzione di un portale più antico che aveva forma ad arco a tutto sesto ribassato e ampiezza maggiore. La parte centrale della facciata è inquadrata da due contrafforti sporgenti: la porzione superiore del contrafforte di destra conserva tre epigrafi murate. Due epigrafi presentano un profilo a tabula ansata; la terza riporta lo stemma della famiglia committente dell'opera. La terminazione della facciata è timpanata e il timpano è decorato da un profilo a denti di sega. Sullo spigolo si conserva un piccolo campanile a vento. All'interno la chiesa presenta una pavimentazione in laterizio. Il presbiterio si distingue dallo spazio dell'aula per un piccolo gradino. L'interno è interamente decorato ad affresco.
affresco
L'interno del piccolo oratorio presenta pregevoli affreschi. Il presbiterio è decorato da un motivo a finte arcate su pilastri: entro le arcate sono figure di sante martiri che recano i simboli della passione di Cristo e, sopra il tabernacolo, la figura di Dio Padre tra le nuvole accompagnato da putti alati. La decorazione della volta del soffitto presenta invece un motivo a intrecci arborei e floreali e al centro lo stemma della famiglia committente.
Lapidi e iscrizioni
Sul contrafforte destro della facciata sono murate tre lapidi. Due hanno forma di tabula ansata, la terza riporta lo stemma della famiglia committente dell'oratorio. L'epigrafe più antica celebra la fondazione dell'oratorio e recita: "HOC OPUS FECIT FIERI BERNARDUS ET GABRIELO FRATE S. DE SALIO 1418".
Impianto strutturale
Edificio a pianta quadrangolare con vano unico.
Struttura
L'oratorio è costruito interamente in laterizio.
Adeguamento liturgico

nessuno
L'oratorio di San Galdino presenta ancora un altare a cassa in laterizio con mensa in legno addossato alla parete rettilinea di fondo e sormontato da un tabernacolo incassato nel muro.
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