chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Firenze Firenze chiesa sussidiaria S. Francesco di Paola Parrocchia dei Santi Vito e Modesto a Bellosguardo Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture presbiterio - intervento strutturale (1969) 1584 - 1589(origini carattere generale); 1593 - 1606(cenni storici carattere generale); 1623 - 1650(cenni storici carattere generale); 1660 - 1660(cenni storici carattere generale); 1695 - 1695(cenni storici carattere generale); 1711 - 1729(cenni storici carattere generale); 1716 - 1716(cenni storici carattere generale); 1745 - 1746(cenni storici carattere generale); 1750 - 1786(vicende conservative intero bene); 1782 - 1782(cenni storici carattere generale); 1783 - 1784(cenni storici carattere generale); 1785 - 1786(cenni storici carattere generale); 1785 - 1865(cenni storici carattere generale); 1800 - 1847(cenni storici carattere generale); 1874 - 1930(cenni storici ex convento); 1915 - 1997(cenni storici ex convento); 1961 - 1969(vicende conservative intero bene); 1965 - 2007(cenni storici carattere generale); 1997 - 2005(vicende conservative intero bene)
Chiesa di San Francesco di Paola
Tipologia e qualificazione
chiesa sussidiaria
Denominazione
Chiesa di San Francesco di Paola <Firenze>
Altre denominazioni
S. Francesco di Paola
Ambito culturale (ruolo)
architettura manierista (costruzione)
maestranze toscane (rifacimenti settecenteschi)
Notizie Storiche
1584 - 1589 (origini carattere generale)
L’arrivo a Firenze dei Padri Minimi di S. Francesco di Paola risale al 1583, quando sono chiamati a Firenze da Bianca Cappello (1548-1587); si stabiliscono nel convento presso la chiesa di S. Giuseppe, vicino a S. Croce. Nel 1584 la Cappello sollecita l’arcivescovo Alessandro dei Medici (1535-1605) per la fondazione di un nuovo convento, tuttavia la sua costruzione è iniziata solo nel settembre del 1589, anno in cui il patrizio fiorentino Alessandro di Camillo Strozzi (n. 1565) dona ai frati Minimi un podere casa padronale e colonica posto fuori “Porta a Pier Gattolini” nella popolo di S. Sepolcro a Bellosguardo, detto la “piazuola della podesteria del Galluzzo”. Nella donazione è anche compreso un campo confinante con i Padri di San Donato a Scopeto, chiamato il “Cederno” (toponimo derivante dal nome dell'albero del cedro).
1593 - 1606 (cenni storici carattere generale)
Prima della fine del 1593 la chiesa, posta Oltrarno, extra moenia a sudovest, fuori dalla postierla di Camaldoli, alla base del colle di Bellosguardo, nella Podesteria del Galluzzo, risulterebbe costruita nelle sue strutture fondamentali (pareti murarie e coperture), mentre è da collocarsi in un secondo tempo la realizzazione degli apparati decorativi e degli altari, che sono di Valerio Cioli (1529-1599) e di Giovan Battista Caccini (1556-1613). Dai lasciti offerti tra il 1602 e il 1606 si deduce che sono eseguiti allora lavori di cantiere di notevole entità, ma riguardanti forse in massima parte la fabbrica del convento (detto il Convento del Bel Riposo), compreso il suo loggiato terreno d'ordine tuscanico. Un ignoto pittore nel 1602 esegue il Ritratto naturale di San Francesco di Paola.
1623 - 1650 (cenni storici carattere generale)
A partire dal 1623 la granduchessa Maria Maddalena d’Austria lascia annualmente al convento 150 scudi, mentre altri lavori sono realizzati dal 1636 al 1643 grazie anche ai lasciti di Cosimo Tucci e d’Ottavio Buondelmonti. Dal 1638 è ricordata la presenza in cantiere di Gherardo Silvani (1579-1675), che interviene nei lavori della chiesa, non sappiamo se per una conclusione interna della costruzione di quasi cinquant'anni prima o per una radicale ricostruzione-ampliamento dell'edificio precedente. Forse un allievo di Giovan Battista Naldini (1535-1591) esegue la Deposizione del Cristo, ora sopra il primo altare a destra. Per un altro altare è dipinto San Michele Arcangelo libera le anime dal Purgatorio, confrontabile con opere di Jacopo Vignali (1592-1664). Nel 1650 Giovan Battista Vanni (1599-1660) esegue un'Annunciazione. Nella chiesa quest'ultimo pittore troverà sepoltura (il Moreni rammenta la sua lastra marmorea, oggi non più esistente).
1660 (cenni storici carattere generale)
Nel convento muore il pittore Aurelio Lomi (1599-1660).
1695 (cenni storici carattere generale)
Nell'ex orto, trasformato alla fine dell'Ottocento in parco romantico, è attualmente presente una statua di San Francesco di Paola di Giuseppe Piamontini (1664-1742), scolpita nel 1695 per volontà di Cosimo III ed in origine posta nella pubblica piazzetta.
1711 - 1729 (cenni storici carattere generale)
Nel secondo-terzo decennio del Settecento la bottega di Giovan Camillo Sagrestani (1660-1731) esegue, tra o fregi sopra gli archi delle cappelle, gli affreschi raffiguranti la Castità, la Speranza, la Fede e la Carità.
1716 (cenni storici carattere generale)
Nel 1716 Giuseppe Moriani (noto 1706-1741) dipinge, per la cappella del Santo, San Francesco di Paola fa stillare sangue da una moneta e San Francesco di Paola risuscita tre fanciulli.
1745 - 1746 (cenni storici carattere generale)
Nel 1745/1746, in seguito a numerosi lasciti, interviene nella chiesa l'ingegnere della Parte Guelfa Giovannozzo Giovannozzi (noto dal 1690), che la ristruttura internamente. Forse allora la nave viene ricoperta con un soffitto a volta a botte, documentatoci già come esistente nel 1770 e ancora esistente nel 1863; al suo centro è uno sfondato raffigurante la Gloria di San Francesco di Paola. Viene realizzato il ciclo delle Storie di San Francesco di Paola (sei tele polilobate) ad opera di Ignazio Hugford (1703-1778), Domenico Predellini, Antonio Pillori (1686/1687-1763) e forse di Benvenuti (Miracolo dell'agnello resuscitato; Benedizione di un moribondo; Vaticinio di San Francesco al figlio di Lorenzo de' Medici; Miracolo della trota rediviva; Miracolo della sorgente; San Francesco dona la vista ad una donna).
1750 - 1786 (vicende conservative intero bene)
Tra il 1750 ed il 1782 nei libri conventuali vengono annotate spese di restauro alle coperture, alle cappelle e agli altari di chiesa, all'organo e alla cantoria e agli ambienti del convento e dell'orto. Nel 1767 il convento conta 18 religiosi e 6 conversi, per calare a soli 12 religiosi nel 1782 e risalire a 16 e 6 conversi nel 1786.
1782 (cenni storici carattere generale)
Nel 1782 il convento viene soppresso da Pietro Leopoldo.
1783 - 1784 (cenni storici carattere generale)
Nel 1783 il complesso viene in possesso di Giovan Francesco Federighi (1716-1784), senatore dal 1761, facente parte della deputazione sopra le Arti, l'Agricoltura e il Commercio, istituita con motuproprio sovrano del 1766, assessore laico, di nomina granducale, del tribunale dell'Inquisizione, funzionario solerte, presidente dell'allora costituita Accademia di belle arti, fedele agli interessi della Corona, il quale trasforma il convento in villa e la chiesa in cappella privata, come ricorda una lastra marmorea posta sopra il portale della chiesa. Il Federighi vi fa trasportare il sarcofago del vescovo fiesolano Gerolamo Benozzo Federighi di Luca della Robbia (1454), che nel 1809 sarà posto in San Pancrazio per poi essere trasferito nella chiesa di Santa Trinità nel 1895.
1785 - 1786 (cenni storici carattere generale)
Nel 1785 è trasferito nella chiesa l'affresco staccato della Madonna del Parto di Taddeo Gaddi (1300-1366) dalla chiesa di S. Pier Maggiore, che viene demolita. La sua ipotizzata presenza a S. Francesco di Paola già dalle origini e proveniente da S. Maria al Santo Sepolcro, fondata nel XIV secolo e che secondo Domenico Moreni sarebbe stata dove ora si trova la chiesa di S. Francesco di Paola, è priva di fondamento. Nessuna traccia di precedenti costruzioni è stata individuata durante recenti scavi sotto il pavimento della chiesa. Nel 1786 è apposta la lapide in facciata in memoria del senatore Federighi.
1785 - 1865 (cenni storici carattere generale)
Fin dal 1785 una porzione del convento diviene sede alla Cancelleria della Comunità del Galluzzo e della residenza del cancelliere, con l'archivio da lui custodito. Dal 1774 fanno parte della Cancelleria del Galluzzo le Comunità di Casellina e Torri e di Carmignano, in seguito anche quelle di Bagno a Ripoli, Legnaia, Rovezzano e Lastra a Signa, come ricorda il Repetti nel 1835 e nel 1845 ed il Fantozzi nel 1843. L'edificio rimarrà la sua sede fino al 1865.
1800 - 1847 (cenni storici carattere generale)
Dagli inizi del XIX secolo la chiesa è sotto la giurisdizione del parroco dei SS. Vito e Modesto. Tra il 1814 e 1822 l'edificio sacro viene concesso all’Arciconfraternita della Misericordia ad uso di sepolcreto dei confratelli, come testimoniato dalle varie lapidi all’interno della navata. Nel 1847 risulta essere un "oratorio [...] nel recinto del Popolo dei SS. Vito e Modesto a Bellosguardo, [...] di Monsignor Arcivescovo di Firenze", entro la Comunità di Legnaia.
1874 - 1930 (cenni storici ex convento)
Nel 1874 l'ex convento diviene dello scultore tedesco Adolf von Hildebrand (1847-1921), da lui trasformato in cenacolo aperto agli artisti e ai musicisti (vi soggiornarono o frequentarono i suoi salotti Richard e Cosima Wagner, Clara Schumann e Bernard Berenson) e dove vivrà fino al 1898. Qui egli crea, nel suo studio posto nell'ex refettorio del convento, molte statue, proporzionate molto spesso a 3/4 della grandezza naturale. Collabora pure con la Manifattura di Signa. Vivono nella villa le figlie sue e di Irene Koppel-Schäufelen (sposata nel 1877): Eva (1877-1962), pittrice, Irene (1880-1961), scultrice, ed Elizabeth detta Lisl (1879-1957), raffinata pittrice tedesca nata a Firenze, amica di artisti e scrittori gravitanti attorno alla rivista ''Solaria'' (come Giovanni Colacicchi con la moglie Flavia Arlotta ed Arturo Loria), che sposa Christopher Henry (1880-1929), il figlio di Henry Brewster (1850-1908), sofisticato intellettuale cosmopolita di origine americana amico di Henry Jam
1915 - 1997 (cenni storici ex convento)
Nella villa di S. Francesco di Paola nasce e trascorre la sua infanzia fino agli inizi degli Anni Trenta la figlia di Elizabeth e di Christopher Brewster, Clotilde Brewster Peploe detta Cloclò (1915-1997), anch'essa pittrice. Vi tornerà a risiedere con il marito Willy Peploe tra il 1946 ed il 1948. Qui morirà nel 1997.
1961 - 1969 (vicende conservative intero bene)
La chiesa viene restaurata negli Anni Sessanta.
1965 - 2007 (cenni storici carattere generale)
Sono realizzate alcune opere di arte contemporanea, ora poste in chiesa ed in sagrestia: una Crocifissione del ceramista fiorentino Amleto Bambi (1913-1963) e cinque opere dello scultore e ceramista fiorentino Carlo Giannitrapani (n. 1933; San Giovanni Battista, in terracotta,1965, e Il Miracolo del cieco nato, in ceramica, 2001presso il fonte battesimale; un'Ultima cena, mosaico in ceramica, Le Beatitudini, 2003, e S. Francesco di Paola, 2007).
1997 - 2005 (vicende conservative intero bene)
Un intervento di complessivo restauro è messo in opera negli anni 1997-2005. Sono rifatte le coperture, una volta nella cappella laterale destra e la pavimentazione in cotto, sono messe in opera alcune catene di contenimento nell'arco trionfale ed negli archi delle cappelle laterali e vengono rifatti gli impianti elettrico e del riscaldamento. Sono inoltre restaurati "La deposizione di Cristo", "l’Annunciazione" e le due tele con i "Miracoli di S. Francesco di Paola" del Moriani.
Descrizione
La chiesa di S. Francesco di Paola si trova a Firenze, Oltrarno, nella piazzetta omonima, dove giunge la viuzza avente lo stesso nome e proveniente dal viale Vasco Pratolini.
La chiesa sorge in angolo tra la piazza e via di Bellosguardo; a sinistra, in direzione sudovest, si erige l'ex convento. Ha una pianta a navata unica con due cappelle laterali e facciata a capanna.
Pianta
La chiesa, orientata nordovest-sudest, ha pianta a navata unica con due cappelle laterali, culminante nel presbiterio quadrangolare rialzato. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 28,50, lunghezza fino all'arco trionfale: m 20,40, larghezza totale, comprese le cappelle laterali: m 16,60; larghezza della navata: m 9,60.
Facciata
La facciata è a capanna, intonacata, con un portale concluso da un frontone triangolare spezzato, al centro del quale si trova uno stemma mediceo. Al di sopra è una lapide marmorea settecentesca, sormontata a sua volta da un finestrone centinato privo di modanature.
Campanile
Il campanile è a vela, intonacato, con due campane azionate elettricamente; è posto al termine della parete longitudinale sinistra della chiesa, in direzione nordovest.
Interno
La nave presenta due altari laterali con dossali contraddistinti da colonne corinzie con stemmi familiari nei basamenti, da iscrizioni di dedicazione nel fregio della trabeazione e da frontoni triangolari spezzati; in quello di destra si trova il quadro con la Deposizione di Cristo della bottega del Naldini, in quello si sinistra la tela rappresentante San Michele Arcangelo. La nave culmina nel presbiterio con un arcone trionfale poggiante su pilastri d'ordine corinzio sormontati da segmenti di trabeazione; in chiave d'arco si trova un grande stemma in pietra dei Tucci. Nel presbiterio, preceduto da una balaustra e rialzato di due gradini, è l'altar maggiore alla romana in marmi policromi, sormontato da un Crocifisso ligneo quattrocentesco e con il tabernacolo concluso da un frontoncino triangolare nel quale si trova una testa alata di cherubino; dietro l'altare è il coro ligneo e, in alto a parete, la cantoria in legno scolpito, dipinto e dorato, sorretta da mensoloni riccamente decorati, sopra la quale, entro una nicchia con volute laterali, è collocato l'organo moderno. Al di sopra si apre un finestrone centinato con stemma in chiave sempre dei Tucci, con una mostra qualificata da decorazioni fitomorfe e con una vetrata entro la quale è raffigurato un altro stemma in policromia. Di lato e specularmente si aprono due cappelle precedute da balaustre, dedicate a S. Francesco di Paola (cappella di destra, degli Strozzi, con la tela del 1602 e con le due del Moriani alle pareti laterali) e all'Annunciazione (cappella di sinistra, con la tela del Vanni), con pilastri tuscanici e archi che nella chiave recano stemmi fiancheggiati da puttini alati a tutto tondo (dei Tucci in quella di sinistra). Lungo la parete longitudinale destra, entro una nicchia a guisa di portale trabeato, si trova l'affresco staccato trecentesco raffigurante Maria Santissima del Parto; in quella speculare lungo la parete sinistra è invece il SS. Crocifisso del Soccorso. Vicino alla controfacciata sono due confessionali lignei posti specularmente; a sinistra della porta d'ingresso è ubicato il fonte battesimale. In alto, al di sopra degli altari laterali, corre una fascia delimitata da due cornicioni, che continua anche in controfacciata, nella quale si alternano le finestre centinate e le tele polilobate dell'Hugford e dei suoi collaboratori, entro cornici di stucco a loro volta inserite in mostre rettangolari trabeate. Un motivo a cornice ellittica definisce in controfacciata e al di sopra dell'arcone presbiteriale il luogo dove si impostava fino alla seconda metà dell'Ottocento il soffitto a mezzabotte. La chiesa prende luce dalle finestre lungo la parete longitudinale destra (quelle nella parete sinistra sono cieche), dal finestrone posto in controfacciata e da quello nella parete tergale del presbiterio. L'altezza massima della navata è m 13,60, la minima m 12,40.
Elementi decorativi
Stemmi, sculture a tutto tondo di Cherubini, altari con dossali in pietra, cantoria lignea.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in cotto arrotato a crudo con mattoni disposti a spinapesce. Nel presbiterio vi sono lastre marmoree quadrate alternativamente bianche e grigie, disposte in diagonale.
Coperture
La copertura è a capanna sorretta da 4 capriate; il manto è in coppi e tegole piane. Il presbiterio e le cappelle laterali presentano volte a botte intonacate.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1969)
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare messo in opera nel 1969. La mensa dell'originario altare maggiore in marmi policromi è stata smontata e ricollocata su balaustri lapidei in posizione tale da consentire la celebrazione rivolta verso i fedeli. Sede lignea, mobile, posta di fronte all'altare maggiore al centro del quale è il tabernacolo. Ambone ligneo con inserti marmorei, realizzato nel 2006 e collocato davanti alla balaustra che precede il presbiterio, sul lato sinistro. Fonte battesimale in marmo, posto presso la controfacciata, sul lato sinistro. Due confessionali lignei addossati alle pareti laterali.