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Nocera Superiore
Nocera Inferiore - Sarno
battistero
sussidiario
Santa Maria Maggiore
Parrocchia di Santa Maria Maggiore
Arte; Planimetria; Preesistenze
nessuno
II - 100(preesistense carattere generale); VI - 500(costruzione intero bene); VI - 500(progettazione nucleo centrale)
Battistero di Santa Maria Maggiore
Tipologia e qualificazione battistero sussidiario
Denominazione Battistero di Santa Maria Maggiore <Nocera Superiore>
Altre denominazioni Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore
La Rotonda
Ambito culturale (ruolo)
maestranze campane (costruzione)
Notizie Storiche

II - 100 (preesistense carattere generale)

Fu realizzato al centro della città di Nuceria Alfaterna obliterando gli edifici civili precedenti (dei quali sono visibili alcuni mosaici pavimentali). Per quanto riguarda la costruzione, la Rotonda consta di un ambulacro esterno e di un vano centrale delimitato da quindici coppie di colonne con capitelli di marmo pentelico del I-I secolo d.C., sormontate da archi su cui poggia una grande cupola. Le colonne, in marmo pentelico, sono elementi di spoglio recuperate da edifici templari romani ormai in disuso di II e III secolo.

VI - 500 (costruzione intero bene)

Fu fondato nella seconda metà del VI secolo d.C., fu probabilmente adiacente alla scomparsa cattedrale della diocesi nocerina. Il battistero, infatti, è solitamente un'appendice (la più monumentale) dell’insula episcopalis. La cattedrale intitolata alla Vergine Maria non è stata individuata perché crollata. L'edificio fu costruito su modelli bizantini; è rotondo a pianta centrale, vi è una doppia fila di colonne e su queste poggia una grande cupola. La pianta riprende quella del mausoleo di Santa Costanza di Roma, ma è molto simile ad edifici coevi orientali ed africani.

VI - 500 (progettazione nucleo centrale)

Al centro dell'edificio è posta la grande vasca battesimale, di oltre sette metri di diametro e profonda 1,30 m rispetto al parapetto elevato di 70 cm dal pavimento. La vasca si presenta ottagonale all'esterno e circolare all'interno e fu utilizzata per immersione dei catecumeni.
Descrizione

Eretto come battistero probabilmente nel VI secolo con materiali raccogliticci, sul tipo delle chiese di Santa Costanza e di Santo Stefano Rotondo in Roma. Rimaneggiato nel 1856, fu poi restaurato; la cupola, crollata per l’eruzione del Vesuvio del 1944, è stata ricostruita. L’interno, a tre metri sotto l’attuale livello stradale, è a pianta circolare, del diametro di 24 metri. Un doppio giro di 30 colonne, abbinate nel senso del raggio, reggono archetti sui quali si alza una doppia cupola, cilindrica all’esterno, ovoidale all’interno. Le colonne sono monolitiche: quelle del giro esterno di marmo cipollino ed uguali tra loro, provengono probabilmente da un unico edificio; le interne sono di varia natura (granito bigio, travertino, alabastro orientale, giallo antico) ed hanno molte spezzature e aggiunte e diametro differente tra loro. I capitelli sono in parte corinzi di età augustea dei secoli I e II d.C. e in parte a decorazione vegetale; alcune colonne hanno bellissime basi.
Arte
A sinistra del portale, in corrispondenza dell’ingresso originario, sono affreschi del XIV – XV secolo, di recente restaurati.
Planimetria
Nel mezzo è un’ampia vasca battesimale per il battesimo a immersione, cinta da un’iconostasi a colonne (ne rimangono 5 delle 8 primitive), 2 di granito, 3 di marmo pario), poggianti su di un muretto adorno di lastre di marmo sulle quali sono incise la croce e le lettere Alfa e Omega. Nel peribolo sono raccolti frammenti architettonici scoperti durante il restauro del 1856.
Preesistenze
Di fronte all’ingresso è un’abside semicircolare inquadrata da due colonne scanalate. Sulla destra dell’abside, in una nicchia, Madonna col Bambino, del 1607. Scavi archeologici hanno messo in luce all’interno del deambulatorio e dell’abside resti di costruzioni preesistenti con ricche pavimentazioni a mosaico (secolo III – IVd.C.).
Adeguamento liturgico

nessuno
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