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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Potenza
Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo
chiesa
rettoria
San Francesco
Parrocchia di Santissima Trinità
Impianto strutturale; Pianta; Campanile; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi
presbiterio - intervento strutturale (2005)
1274 - 1274(inizio lavori intero bene); XIV - XV(ampliamento intero bene); XVI - XVI(ampliamento intero bene); XVII - XVII(completamento intero bene); 1812 - 1812(concessa in uso intero bene); 1857 - 1889(ristrutturazione intero bene); 1922 - 1922(variazione strutturale intero bene); 1928 - 1932(dichiarazione monumento nazionale intero bene); 1953 - 1953(restauro intero bene); 1957 - 1957(incoronazione Madonna del Terremoto carattere generale); 1992 - 1992(restauro intero bene)
Chiesa di San Francesco
Tipologia e qualificazione chiesa rettoria
Denominazione Chiesa di San Francesco <Potenza>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lucane (costruzione)
Notizie Storiche

1274  (inizio lavori intero bene)

A nord della chiesa della Ss. Trinità, a ridosso immediato della cinta muraria, nella seconda metà del XIII secolo, sorge uno dei primi insediamenti francescani avutisi in Basilicata. La data canonica del convento ubicato sul crinale del colle, e nello stesso tempo nel cuore del centro storico, è riportata al 1265, e la data della chiesa di S. Francesco al 1274. La chiesa, probabilmente, sorge però sui resti di un preesistente oratorio protoromanico.

XIV - XV (ampliamento intero bene)

Solo nei secoli XIV-XV, le ricche donazioni che pervengono ai frati consentono un progressivo ampliamento del complesso conventuale e la possibilità di arricchire la chiesa di varie opere d’arte.

XVI  (ampliamento intero bene)

Non si arresta nel secolo XVI la fioritura artistica sia della chiesa che del convento che intorno alla metà del secolo vede l'interessamento dei conti Guevara nei confronti del complesso conventuale; essi contribuirono a sostituire il cadente chiostro duecentesco, non più adeguato alle esigenze della numerosa comunità, con un bel chiostro rinascimentale con il tradizionale pozzo al centro

XVII  (completamento intero bene)

Con il vescovo Bonaventura Claver (1646-1672), oltre la cultura cresce anche lo splendore della chiesa che viene arricchita del soffitto a cassettoni con l’inserimento dei quadri dei dodici Apostoli, che oggi sono oggi collocati nel salone dietro la sacrestia.

1812  (concessa in uso intero bene)

La chiesa di S. Francesco, il 7 luglio 1812, in cambio di altra sede, viene concessa da Gioacchino Murat in uso all’arciconfraternita Pio Monte dei Morti, che aveva sede nella chiesa.

1857 - 1889 (ristrutturazione intero bene)

Dopo il terremoto del 1857 la chiesa fu interessata da lunghi lavori di ristrutturazione che ne comportarono la chiusura per diversi anni. In questi anni fu rifatto il campanile e nel 1884 il priore ottiene l’autorizzazione ad effettuare la vendita degli oggetti in oro conservati per pagare i lavori della messa in opera della pavimentazione; la chiesa, a conclusione di una solenne novena in onore della Madonna dell’Aiuto, riapre al culto, e il 3 febbraio 1889, il vescovo Durante benedice le due campane che erano state rifuse a spese dei confratelli dell'arciconfraternita.

1922  (variazione strutturale intero bene)

L’incendio del 22 febbraio 1922 provoca la totale separazione tra l’edificio conventuale e la chiesa, e consente la realizzazione della stradina adiacente al Tribunale, l’attuale via Ascanio Branca.

1928 - 1932 (dichiarazione monumento nazionale intero bene)

A seguito del nuovo piano regolatore di cui si dotò la città di Potenza intorno al 1928, la chiesa di S. Francesco fu inserita tra gli edifici da sacrificare alle esigenze del piano stesso. La confraternita si oppose decisamente, e trovò un alleato nel Soprintendente alle Antichità e Belle Arti della Lucania, che volle vedere nella chiesa preziosità artistiche mai prima sospettate e, di fatto, assai discutibili. Sorse così una questione personale tra il Podestà e il Soprintendente, e quest’ultimo, per vincerla, fece dichiarare la chiesa Monumento Nazionale della Categoria A, quindi sacro e intangibile. In favore del piano regolatore, la chiesa di S. Francesco, il 18 dicembre 1932, sacrifica la cappella dell’Immacolata, adiacente alla sacrestia sulla parete nord, e i tre lati del grande chiostro, demoliti per ricostruire i locali per ospitare gli uffici giudiziari.

1953  (restauro intero bene)

Nel 1953 la chiesa di S. Francesco viene riportata al suo antico splendore, liberata dalle pesanti sovrastrutture barocche, e torna così alle sue umili origini attraverso una serie di lavori di rifacimento e restauro.

1957  (incoronazione Madonna del Terremoto carattere generale)

Nella chiesa, già a partire dall'inizio del XX secolo, si custodisce una icona bizantina della Madonna, nel tipo "odigitria", ossia "colei che indica la via", che si può datare tra i secoli XII-XIV, venerata con il titolo di Madonna del Terremoto del 1857. Nel settembre del 1957 il vescovo Bertazzoni vuole una pubblica testimonianza di fede con una solenne incoronazione che avvenne il 22 settembre per mano del cardinale di Napoli Marcello Mimmi dopo una solenne processione per le vie del centro cittadino.

1992  (restauro intero bene)

Risalgono al 1992 alcuni lavori di restauro e manutenzione che hanno interessato l'edificio e riguardato in particolare il rifacimento del pavimento, con la realizzazione dell'impianto di riscaldamento, e il manto di copertura del tetto.
Descrizione

Nell’angolo destro di Piazza Mario Pagano si erge l’austero edificio della chiesa di San Francesco, realizzata nel 1274 come si legge nell’iscrizione alla base dell’archivolto che sorge sui resti di un preesistente oratorio protoromanico, di cui si conservano elementi decorativi in pietra inseriti nel muro sinistro esterno della chiesa. La facciata di pietra lavorata faccia a vista è caratterizzata dalla presenza del magnifico portale in pietra di stile catalano che incornicia le ante della porta in legno intagliato composto da otto serie di sei formelle recanti motivi vegetali, suonatori e demoni datato 1499; un rosone nella parte superiore sormonta il portale. Al suo interno si presenta ad un'unica navata coperta a capriate lignee e terminante con l’abside che presenta un catino a crociera poligonale con costoloni in pietra collegati ai pilastri mediante capitelli a cesti di foglie; al centro si apre una monofora trilobata. Un imponente arco trionfale divide la navata dal presbiterio e l'abside; esso è in pietra ed impostato con costoloni raccordati ai pilastri da capitelli con motivi antropomorfi, in stile tardo-gotico di ascendenza catalana. Nella zona presbiteriale, leggermente rialzata rispetto al piano di calpestio, è collocata la mensa in pietra. Dal soffitto pende, sospeso sulla mensa, un Crocifisso in legno del XVI secolo di bottega locale, restaurato dopo il terremoto del 1980. Sulla parete sinistra della navata si aprono tre finestre monofore ogivali a doppia strombatura risalenti al XIII secolo. Sempre sul lato sinistro, in una nicchia, è raffigurato il martirio di San Sebastiano di G. Todisco da Abriola. Sulla parete destra è possibile ammirare il sepolcro in pietra calcarea del potentino De Grasis datato 1534 e i dipinti murali di S. Chiara e S. Francesco, nelle due nicchie a parete, affreschi della prima metà del XIV secolo attribuiti a Nicola da Novi. Nella parte superiore si aprono una prima fila di tre monofore ogivali e un'altra, poco più in alto, con altre quattro monofore. Completano le pareti della navata quattro dipinti databili intono al XVI-XVII secolo e una serie di statue lignee tra cui S. Antonio da Padova e del Beato Bonaventura da Potenza risalenti al XVIII secolo. Di particolare rilevanza è il dipinto su tavola della Madonna con Bambino o Madonna del Terremoto del XIII secolo. Sull'ingresso è presente una cantoria lignea con organo a canne. Esternamente sul lato sinistro sotto il campanile cuspidato, articolato su quattro livelli con finestre gotiche, si conserva il portale in pietra calcarea che incornicia una porta lignea intagliata e traforata che da accesso all’ala superstite del chiostro cinquecentesco, fatto ricostruire nel '500 per iniziativa dei conti Guevara di Potenza. Questo è l’unico elemento dell’antico convento fondato nel 1265.
Impianto strutturale
Edificio in muratura portante continua in pietrame locale, esternamente in parte a blocchi di pietra a faccia vista e in parte intonacato e tinteggiato, internamente intonacato e tinteggiato.
Pianta
Schema planimetrico a navata unica terminante con un'abside semicircolare.
Campanile
Campanile a parallelepipedo a quattro livelli innestato sulla fiancata sinistra in adiacenza al locale sagrestia, con cella campanaria aperta da quattro monofore ogivali, copertura a cuspide e cornicione aggettante modanato.
Coperture
Tetto a due falde sulla navata centrale e a padiglione sull’area absidale. Copertura di tegole a coppi in cotto.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimentazione interna in piastrelle di cotto.
Elementi decorativi
Sulla parete destra della navata è addossato il monumento funebre di Donato de Grasis realizzato in pietra calcarea e datato 1534. Il defunto è disteso su un sarcofago mentre in alto, alloggiata in una lunetta, vi è la Madonna con Bambino tra due angeli inginocchiati.
Elementi decorativi
Lungo la parete destra si trovano i dipinti murali raffiguranti "Santa Chiara" e "San Francesco di Assisi" attribuiti a Nicola da Novi e databili alla prima metà del XIV secolo. La santa è in posizione frontale con il saio francescano ed un libro nella mano sinistra, nella fascia superiore c’è una decorazione dipinta con motivi geometrici. San Francesco è, in posizione eretta, a capo scoperto con il saio fermato in vita da un cordone ed un libro nella mano sinistra.
Elementi decorativi
In una nicchia sulla parete sinistra della navata è collocato l'affresco di Giovanni Todisco del 1555-1560 con il Martirio di S. Sebastiano.
Elementi decorativi
Di pregevole fattura è dipinto su tavola della Madonna con Bambino realizzato tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo. E' stata donata alla chiesa nel 1852 dalla famiglia Janora. L'effige anche chiamata "Madonna del terremoto" perché legata al ricordo del sisma del 17 dicembre 1857, durante il quale la popolazione invocò protezione da questa Madonna.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (2005)
E’ stata prevista l'organizzazione dell'area presbiteriale, con la sistemazione di un altare in pietra, un ambone e sede della presidenza in legno. La custodia eucaristica è costituita da un tabernacolo posto nella muratura, alle spalle dell'altare.
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