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Pietrasanta
Pisa
battistero
sussidiario
San Giacinto
Parrocchia di San Martino
Struttura; Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Facciata; Elementi decorativi; Fonte battesimale
nessuno
XVII - XVII(costruzione intero bene); XVII - XVII(completamento interno); 1628 - 1628(citazione intero bene); 1777 - 1782(rinnovamento interno); 1786 - 1786(citazione intero bene); 1805 - 1805(trasferimento intero bene); 1988 - 2000(restauro dipinti murali)
Oratorio di San Giacinto
Tipologia e qualificazione battistero sussidiario
Denominazione Oratorio di San Giacinto <Pietrasanta>
Altre denominazioni Battistero
Chiesa di San Giacinto (detto Battistero)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze toscane (costruzione)
Notizie Storiche

XVII  (costruzione intero bene)

L'oratorio di San Giacinto fu edificato tra il 1604 e il 1615, come sede della Compagnia del Santissimo Sacramento.

XVII  (completamento interno)

Internamente la chiesa fu decorata dai dipinti murali di Giovanni Battista Bracelli e Pietro Colucci, eseguiti nel corso del XVII secolo.

1628  (citazione intero bene)

L'oratorio fu benedetto e officiato a partire dal 1628.

1777 - 1782 (rinnovamento interno)

Tra il 1777 e il 1782, l'edificio subì un totale rinnovamento, che comportò la realizzazione di un ampio ciclo di affreschi sulla Vita di gesù Cristo eseguito da Pietro cavatorta.

1786  (citazione intero bene)

Nel 1786 il Granduca Pietro Leopoldo soppresse le confraternite: da quel momento l'oratorio venne donato alla colleggiata di San Martino che lo utilizzò come Battistero.

1805  (trasferimento intero bene)

Nel 1805, la compagnia fu ricostituita, ma ottenne dall'opera del Duomo di Pietrasanta il solo permesso di officiare all'interno dell'oratorio. Quest'ultimo, nello stesso periodo, ottenne i due fonti battesimali provenienti da San Martino.

1988 - 2000 (restauro dipinti murali)

Gli affreschi settecenteschi di Pietro Cavatorta furono sottoposti a restauro sia nel 1988 che nel 2000.
Descrizione

La chiesa di San Giacinto si affaccia sulla via che costeggia il fianco destro del Duomo di Pietrasanta. Edificata come oratorio nel Seicento, fu affidata all'opera di San Martino alla fine del XVIII secolo e trasformata in Battistero. Il prospetto principale, completamente intonacato, si inserisce nella cortina edilizia della strada ed è suddiviso in due ordini da una cornice marcapiano: nella parte inferiore si apre il portale principale, sormontato da timpano e stemma apicale, mentre nella parte superiore si inseriscono due finestre ovali, ornate da cornici a stucco. Il profilo della facciata si conclude al vertice con una struttura a vento, caratterizzata da un elemento centrale ad edicola e da due raccordi curvilinei laterali, terminanti con due sculture di piccole dimensioni. I fianchi dell'edificio sono costruiti in aderenza con i fabbricati adiacenti, mentre la parete absidale semisferica ed il catino absidale risultano liberi, dotati di quattro aperture di due diverse dimensioni. Internamente, l'aula unica si presenta coperta da una volta a botte lunettata, su cui si conservano tracce di affresco settecentesco. Le pareti risultano scandite da lesene, che fungono da ideale sostegno alla spessa cornice modanata che perimetra la navata, e sono decorate da dipinti murali racchiusi entro cornici ovali e rettangolari. La controfacciata ospita al centro la cantoria pensile in legno dipinto e dorato, che si raggiunge attraverso un passaggio dal palazzo adiacente, di proprietà privata. L'area presbiteriale, delimitata da balaustre marmoree e conclusa da un'abside semicircolare, presenta sulla parete destra una porta che conduce al vano sacrestia. La chiesa non è dotata di campanile.
Struttura
La struttura è caratterizzata da muratura portante mista, costituita da conci in pietra da materiale sciolto lapideo e laterizio.
Pianta
La chiesa si presenta ad aula unica conclusa da un'abside semicircolare. Il presbiterio, delimitato da balaustra, risulta rialzato di un gradino rispetto al resto dell’aula. Da una porta posta sul lato destro dell'area presbiteriale si accede alla sacrestia. In controfacciata è presente una cantoria pensile.
Coperture
L’aula della chiesa è coperta da una volta a botte lunettata. Il presbiterio è caratterizzato da una volta a vela, mentre l’abside presenta un catino semisferico, dotato di due unghiature dove trovano posto due finestre. La sacrestia è coperta da un controsoffitto in cannicciato, che copre il solaio piano in struttura lignea. Esternamente tutte le falde sono coperte da un manto di elementi in laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione dell’aula è costituita da mattonelle quadrate in marmo bianco e bardiglio disposte a losanga, ad eccezione della zona centrale, caratterizzata da cerchi concentrici in marmo al centro dei quali si erge il fonte battesimale seicentesco. L'area presbiteriale presenta una pavimentazione con elementi in marmo bianco e bardiglio, disposti a creare giochi prospettici. L’abside e la sacrestia presentano un pavimento in cotto con mattonelle di forma rettangolare.
Facciata
La facciata, intonacata e tinteggiata di grigio, è suddivisa in due ordini sovrapposti: la parte inferiore, delimitata lateralmente da due paraste angolari lisce, ospita al centro il portale principale, profilato da una spessa cornice in marmo bianco e cimato da un timpano triangolare aggettante. Al vertice, è inserito lo stemma marmoreo della confraternita del Santissimo Sacramento. Il registro superiore, definito lateralmente da lesene scanalate, accoglie due ampie aperture ovali affiancate, ornate da una cornice mistilinea a stucco, rifinita da elementi vegetali. Al di sopra, la trabeazione è caratterizzata da una cartella liscia centrale da cui dipartono decorazioni a volute. Conclude il prospetto un'edicola architettonica affiancata da due raccordi curvilinei, che accolgono presso le estremità due piccole sculture raffiguranti le Virtù della Speranza e della Fede.
Elementi decorativi
Internamente, l'aula unica è scandita in tre campate da paraste ornate da capitelli a stucco. In alto, una cornice modanata e aggettante, decorata da una fascia con motivi vegetali, percorre tutto il perimetro della chiesa: da qui diparte la volta a botte lunettata, caratterizzata da frammmenti di affreschi, eseguiti nell'ultimo quarto del XVIII secolo, nei quali è riconoscibile al centro l'immagine della Madonna in gloria. L'elaborato programma pittorico che qualificava la chiesa, ancora in parte visibile sulla volta, sulle pareti e sulla cantoria, fu realizzato tra il 1777 e il 1782 da Pietro Cavatorta al posto dei dipinti murali seicenteschi di Giovanni Battista Bracelli e Pietro Colucci. Attualmente, lungo le pareti dell'aula, si dispongono quattro ovali dipinti raffiguranti Gesù e il centurione, Gesù e il cieco di Gerico, la Cena in Emmaus, Gesù risorto appare alla Maddalena. Nelle campate centrali si fronteggiano i dipinti murali della lavanda dei piedi e degli Apostoli (parziale), racchiusi entro cornici rettangolari. In controfacciata, è inserita la cantoria pensile in legno, opera dei maestri Cavatorta, Marti e Pomezzani della fine del XVII secolo: la balaustra, tripartita, è decorata da figure dipinte di angeli musicanti e da teorie di strumenti che si stagliano su fondo oro. Ai lati del portale d'ingresso trovano posto due acquasantiere figurate in marmo bianco, costituite da due putti scolpiti nell'atto di sorreggere sopra la testa due vasche a conchiglia ed eseguite da Giuseppe Maria Castelpoggi nell'ultimo quarto del Settecento. L'area presbiteriale, rialzata di un gradino rispetto al resto dell'aula e delimitata da due balaustre marmoree, ospita l'Altare maggiore preconciliare in marmi policromi, eseguito da Giuseppe Maria Castelpoggi nel XVIII secolo, in sostituzione del precedente seicentesco realizzato da Alessandro Lurago. Il dossale, inserito al centro della parete absidale, accoglie il dipinto dell'Adorazione dell'Eucaristia, opera di Filippo Martelli, pittore massese di origine versiliese, datata tra il 1635 e il 1636.
Fonte battesimale
Al centro dell’aula è collocato il monumentale fonte battesimale a tempietto, realizzato a più mani nel XVI e nel XVII secolo. Agli inizi del Cinquecento Donato Benti, affiancato da Nicolò Civitali, ricevette dall'Opera di San Martino di Pietrasanta la commissione di eseguire un nuovo fonte, di cui scolpì soltanto la vasca, ornata con fregio marino. Alla fine del XVI secolo, i carraresi Fabrizo Pelliccia e Orazio Bergamini furono incaricati di terminare il lavoro incompleto, che fu definitivamente concluso dal solo Bergomini tra il 1610 e il 1612. Per il nuovo fonte fu reimpiegata la tazza del Benti ed eseguita ex novo la copertura architettonica a tempietto. Infine, nel 1615, l'opera fu ultimata da felice Palma con la statua del Cristo Risorto. Vicino al presbiterio trova posto il fonte battesimale più antico, attribuito a Bonuccio Pardini e datato 1389. La vasca marmorea ad immersione, di forma esagonale, è decorata con le raffigurazioni allegoriche delle Virtù, come riporta l'iscrizione che corre lungo la cornice superiore: MCCCLXXXVIIII MESI FEBRUARI FIDES TEMPOR STEFANI TOMEI OPARII PRESBITERO MICHELE PRIMO SPES PREPOSITO FORTITUDO IUSTITIA CARITAS TEMPERANTIA.
Adeguamento liturgico

nessuno
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