chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Santa Croce Boretto Reggio Emilia - Guastalla chiesa sussidiaria S. Croce Parrocchia di San Marco Evangelista Impianto strutturale; Pianta; Interno; Illuminazione; Pavimentazioni; Prospetti; Coperture presbiterio - aggiunta arredo (1965-75) XVII - XVII(preesistenze intero bene); XVII - XVII(costruzione intero bene); 1923 - 1923(restauro intero bene); 1954 - 1954(restauro intero bene); 1993 - 1993(sistemazione sagrato esterno ); 2002 - 2003(consolidamento antisismico intero bene); 2010 - 2010(restauro facciata); progetto - progetto(progetto di restauro intero bene)
chiesa di Santa Croce
Tipologia e qualificazione
chiesa sussidiaria
Denominazione
chiesa di Santa Croce <Santa Croce, Boretto>
Altre denominazioni
Villa Arzenago (chiesa di) S. Croce
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (preesistenze)
maestranze emiliane (costruzione chiesa)
maestranze emiliane (restauri)
maestranze emiliane (consolidamento antisismico)
maestranze emiliane (restauro facciata)
Notizie Storiche
XVII (preesistenze intero bene)
Sembra che la prima chiesa di Santa Croce sia stata eretta informa di oratorio intorno al 1600. La denominazione era inizialmente riferita soltanto alla chiesa nella quale si venerava una reliquia del Sacro Legno, ma successivamente fu estesa alla località chiamata anticamente "Arzenago" (o Argenago).
XVII (costruzione intero bene)
La costruzione della chiesa attuale risale all'inizio del XVIII secolo. La storiografia locale riferisce che i lavori furono diretti da Pietro Antonio Maggi, architetto tardobarocco, originario di Viadana (MN). Ma una recente monografia (Zuccoli, N., Pier Antonio Maggi, 2001) non include la chiesa borettese tra le opere del Maggi.
1923 (restauro intero bene)
Nel corso del 1923 la chiesa viene sottoposta ad un generale restauro.
1954 (restauro intero bene)
Nel 1951 una disastrosa alluvione del Po causa molti danneggiamenti alla chiesa. I lavori di riparazione vengono intrapresi soltanto nel 1954. Nel tragico evento vanno distrutti i confessionali in legno del primo Settecento.
1993 (sistemazione sagrato esterno )
Il sagrato viene risistemato nel 1993 con una nuova pavimentazione in porfido e la collocazione di nuovi cipressi in luogo di precedenti alberi.
In seguito all'evento sismico del 1996 la chiesa viene sottoposta ad un intervento di consolidamento con miglioramento antisismico. Progettisti: ing. Soncini Daniele, arch. Gianluca Ponti. Impresa esecutrice: Tamagni Costruzioni (Boretto). I lavori hanno riguardato sia la chiesa che il campanile.
Nella chiesa:
- inserimento di piastre metalliche sotto le capriate;
- scuci-cuci nella muratura;
- ricuciture negli architravi di facciata;
- ricucitura della facciata alla muratura laterale;
- risarcitura delle cornici lesionate;
- inserimento di una catena metallica sopra la porta di ingresso;
- posizionamento di catene a vista negli archi laterali;
- rifacimento lattoneria.
Nel campanile:
- nuovi pianerottoli in legno;
- realizzazione di struttura metallica a traliccio verticale con controventature interne
- consolidamento voltina in laterizio della cella;
- ricostruzione del "portacroce" originario in cotto;
- rifacimento lattoneria nella guglia.
2010 (restauro facciata)
La facciata viene completamente risanata e restaurata nel 2010. Parte dei costi vengono sostenuti dall'Amministrazione Comunale.
progetto (progetto di restauro intero bene)
Nell'ottobre 2011 è stato approvato dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Bologna un progetto di restauro della chiesa, a firma dell'arch. Luca Montanari, per un valore di circa 405.000,00 euro. I lavori sono attualmente in attesa di esecuzione. Essi riguardano principalmente le seguenti opere:
- restauro dei prospetti esterni sud, est ed ovest;
- restauro del campanile
- sostituzione della pavimentazione della navata (battuto di cemento), della sagrestia (marmette di graniglia), dell'abside (marmette di graniglia), e degli altari, con nuova pavimentazione in cotto;
- adeguamento dell'impianto di riscaldamento;
- adeguamento dell'impianto elettrico;
- restauro degli infissi e dei serramenti;
- rifacimento del manto di copertura in coppi e la realizzazione di idonea coibentazione termica.
Descrizione
La prima chiesa di Santa Croce è stata eretta informa di oratorio intorno al 1600. Viene successivamente ricostruita nelle forme attuali nella prima metà del XVIII secolo. La storiografia locale riferisce che i lavori sono stati diretti dall'architetto Pietro Antonio Maggi (1709-1770), originario di Viadana (MN). Una recente monografia (Zuccoli, N., Pietro Antonio Maggi, 2001) non include la chiesa borettese tra le opere del Maggi. E' però probabile che vi abbia avuto un ruolo in età giovanile (n.d.c.).
La denominazione era inizialmente riferita soltanto alla chiesa, nella quale si venerava una reliquia del Sacro Legno, e solo più tardi fu estesa alla località chiamata anticamente "Arzenago" (o Argenago).
Lo sviluppo planimetrico è di tipo longitudinale. L'ingresso è posto a nord. Sulla campata centrale dell'aula prospettano due cappelle poco sporgenti, rialzate di un gradino, nelle quali si venera la Vergine Maria (lato ovest) e San Francesco (lato est). Sulle paraste si imposta l'alta trabeazione che percorre tutto il perimetro della chiesa. Sopra la mensa è appeso il Crocefisso ad altorilievo su tavola in legno. Al centro dell'abside è collocata la tela curva raffigurante la Crocefissione, di autore ignoto, databile al XVII secolo.
Le decorazioni pittoriche sono ridotte al minimo, impiegate soprattutto a sottolineare le nervature delle volte, nei sottarchi e nella calotta absidale. Qui viene richiamata la suddivisione in spicchi.
La composizione del fronte principale si sviluppa su piani differenti. Il partito centrale aggetta sensibilmente dalle ali laterali cui si raccorda obliquamente. Due coppie di lesene definiscono le linee verticali della facciata. Sopra al portale di ingresso, entro un medaglione ovale, è dipinta la Crocefissione di Cristo, restaurata dal pittore guastallese Arnaldo Bartoli dopo l'alluvione del 1951. Il frontone superiore ha una terminazione arcuata e volute laterali; è posto su di un piano arretrato rispetto alla parte inferiore della facciata e contiene l'iscrizione: "O CRUX AVE SPES VNICA".
Impianto strutturale
Dalla relazione tecnica allegata al progetto di restauro (2010) si apprende che la struttura portante della chiesa è realizzata in mattoni pieni di laterizio.
Pianta
Lo sviluppo planimetrico è di tipo longitudinale. L'ingresso è posto a nord. L'aula rettangolare è preceduta da un nartece piuttosto contratto. Sulla campata centrale aggettano due cappelle poco sporgenti rialzate di un gradino. Sul fondo della navata una porta immette ad un vano accessorio attraverso il quale è possibile raggiungere la sagrestia oppure salire al campanile. Il vano è altresì dotato di una porta di accesso secondario da via Tre Ponti. Inoltre un'ampia apertura sulla parete permette il collegamento visuale con il presbiterio. Quest'ultimo, posto anch'esso ad un livello superiore, termina nel coro semicircolare.
Dimensioni principali: lunghezza ca. 22,00 mt., larghezza ca. 12,00 mt, altezza ca. 12,00 mt.
Interno
La spazialità dell'interno è definita dall'aula rettangolare sulla quale, in coincidenza con la campata centrale coperta a crociera, prospettano le due cappelle laterali, poco sporgenti, voltate a botte.
Sulle paraste (raddoppiate ai lati delle cappelle) si imposta l'alta trabeazione che percorre tutto il perimetro della chiesa. Gli sfondati delle pareti sono dipinti nella tonalità del rosa. Le decorazioni pittoriche sono ridotte al minimo, impiegate soprattutto a sottolineare le nervature delle volte, nei sottarchi e nella calotta absidale. Qui viene richiamata la suddivisione in spicchi. Entrambe le cappelle minori sono dotate di altare. La cappella di destra (lato est) reca un dipinto raffigurante l'Annunciazione nel quale compare la scritta "Marius et Flami". Nella cappella del lato opposto si venera San Francesco ritratto nell'atto di ricevere le Sacre Stimmate (opera del XVII secolo di probabile scuola ferrarese, forse di Timoteo Vitti o del modenese Francesco Caprioli). L'impianto architettonico dei due altari è identico: sopra la predella a due piani si sviluppa l'ancona con lesene e coronamento superiore a spioventi.
L'area presbiteriale è rialzata di un gradino. Contiene la mensa in legno. Sopra di essa è appeso il Crocefisso ad altorilievo su tavola in legno. Ai margini con il coro è posto l'altare maggiore in marmo, forse di esecuzione novecentesca. Al centro dell'abside è collocata la tela curva raffigurante la Crocefissione, di autore ignoto, databile al XVII secolo.
Sulla parete est del presbiterio, un'ampia apertura permette il collegamento visivo e la partecipazione alla liturgia dei fedeli che siedono nei banchi posizionati nel vano adiacente, un tempo utilizzato come sagrestia.
Dal medesimo vano si accede all'attuale sagrestia ed è inoltre possibile salire al campanile tramite una scala di accesso.
Illuminazione
L'apporto luminoso di origine naturale è favorito dalla presenza di tre finestroni trapezoidali con parte superiore arcuata (due nelle lunette soprastanti le cappelle laterali e uno in facciata) e di due finestre rettangolari nell'abside. L'impianto di illuminazione artificiale, recentemente revisionato, consta principalmente di punti luce appesi al di sotto degli archi delle cappelle laterali e dell'arco trionfale. Ulteriori faretti sono posti nel presbiterio, nelle cappelle e nella navata al di sopra del cornicione.
Pavimentazioni
La pavimentazione della chiesa è in battuto di cemento. Il presbiterio è pavimentato con piastrelle di graniglia su fondo nero.
Prospetti
La chiesa è inserita all'interno di un lotto delimitato, in massima parte, da una recinzione metallica. Gli accessi sono garantiti da due cancelli posti in fregio al confine nord (via F.lli Cervi). Il fronte principale, rivolto a nord, è preceduto da un sagrato sistemato a porfido nel 1993. La composizione della facciata si sviluppa su piani differenti. Il partito centrale, che all'interno racchiude il pseudo-nartece, aggetta dalle ali laterali cui si raccorda obliquamente con un piano concavo. Due coppie di lesene definiscono le linee verticali e conferiscono un sensibile slancio alla facciata, sottolineato dai pinnacoli collocati sulla sommità di quelle centrali. Sopra al portale di ingresso architravato, entro un medaglione ovale, è dipinta la Crocefissione di Cristo, restaurata dal pittore guastallese Arnaldo Bartoli dopo l'alluvione del 1951 e, proseguendo verso l'alto, la finestra trapezoidale invade la trabeazione ed è racchiusa entro un arco di raccordo. Il frontone superiore ha una terminazione arcuata e volute laterali. E' posto su di un piano arretrato e contiene un motto inneggiante alla Croce: "O CRUX AVE SPES VNICA". Nel 2010 la facciata è stata oggetto di restauro.
Gli altri prospetti esterni presentano caratteri stilistici analoghi alla facciata ma più semplificati. Le paraste hanno la base ma sono prive di capitello e le finestre delle cappelle hanno anch'esse una cornice arcuata. Le murature presentano gli effetti evidenti del dilavamento atmosferico, l'intonaco è lacunoso in molte parti e sono poche le zone che ancora conservano traccia della pittura superficiale. Negli anni '60 del Novecento, sul lato ovest della chiesa, in aderenza alla stessa, è stato realizzato un fabbricato a due piani destinato a servizi per la comunità. Il campanile è accessibile dall'interno di un vano accessorio posto sul lato est della chiesa. Ha una cella a monofore con superiore balaustra e acroteri in vertice. Nel 2002-2003 è stato oggetto di consolidamento strutturale.
Coperture
La campata centrale della chiesa è coperta a crociera. La campata vicino all'ingresso e quella che precede il presbiterio sono voltate a botte. Anche le cappelle sono a botte. La struttura di copertura è realizzata presumibilmente con orditura lignea. Il manto è in tegole marsigliesi, ad eccezione della parte absidale nella quale sono stati impiegati coppi.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1965-75)
Collocazione mensa in legno per celebrazioni rivolte verso i fedeli.